Tutti i post taggati come: ‘calabria’

May
2

1 Maggio 2010

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Il primo maggio 2010 è passato.
Il mio pensiero, per il prossimo anno, va a tutti quei lavoratori onesti che hanno perso il posto di lavoro a causa degli arresti effettuati dallo Stato nei confronti delle diverse ndrine mafiose.

Problema da non sottovalutare. Lo stato arresta i boss, sequestra le loro attività, però la gente che ci lavora (perchè giù è difficile trovare un’alternativa) resta a piedi e, spesso, con una famiglia da sostentare.

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Apr
6

EasyJet: Aeroporto Fiumicino – Aerporto Lamezia Terme

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Riflessioni

Questo weekend ho viaggiato con EasyJet sul volo Roma-Lamezia Terme.
La sintesi di questo viaggio è che il settore dei trasporti in italia è ridotto davvero male (non che in altri settori si stia meglio …).

Ho impiegato 8 ore in tutto da Roma per giungere fino a Reggio Calabria:

- metro Eur-Termini;
- treno Termini – Fiumicino (a proposito: complimentoni per aver aumentato il costo del biglietto a 14 euro);
- aereo Fiumicino – Lamezia Terme (1 ora e 45 minuti di ritardo);
- Lamezia Terme – Reggio Calabria in auto

Sono due gli aspetti tristi di questo viaggio: da un lato i viaggiatori, dall’altro il sistema trasporti italia. I viaggiatori dimostrano come sempre di vivere nel dogma di possedere solo diritti e nessun dovere. Se esiste una regola che impone un solo bagaglio, non vedo perchè bisogna poi imbarcarne due a testa riducendosi a far ritardare il volo causa mancanza di posti per gli stessi all’interno della cabina (ed è successo sia all’andata che al ritorno).
In questo contesto, sicuramente gran parte delle colpe è da ricercare, a mio modesto parere, nelle società che gestiscono i due scali: si sa, in questo paese il cittadino medio non è educato al senso civico. Sta a loro il far rispettare le regole, non si capisce perchè non lo facciano.

Il secondo aspetto desolante è lo stato dei trasporti. Non parlerò dell’A3 perchè oramai il discorso è trito e ri-trito – solo chi ha avuto la sfortuna di passarci può davvero capire cosa voglia dire.

Una volta giunti all’aeroporto di Fiumicino, i passeggeri hanno 4 alternative (canoniche) per raggiungere la città:

- auto a noleggio (costosissima);
- pullman (costoso e non sempre disponibili);
- treni
- taxi (iper-costosissimo, anche il loro costo aumentato nell’ultimo periodo).

Ieri sera volevo prendere, come sempre, il treno per Tiburtina. Giungo alla stazione interna all’aeroporto di Fiumicino, mi trovo di fronte ad una situazione agghiacciante: tutte le biglietterie erano chiuse; per questa ragione c’era un tizio delle ferrovie che, da dietro un tavolino in cartone arrangiato alla bene meglio, scriveva su un bloc notes i vari biglietti (stile anni 50). In più, le macchine distributrici self-service, accettavano solo monete (ma avere 8 o 14 euro di monete non è proprio facile).

Vi lascio immaginare le file creatisi.

Tralascio che, giunto a Tiburtina, gli autobus non passavano (ma questo succede praticamente sempre), ma ancora più grave non c’erano nemmeno i taxi!

Questo paese è allo sfascio, ma non credo sia una novità

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Mar
30

La calabria a scopelliti

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Politica, Riflessioni

Loiero:

E’ una sconfitta che non si presta a interpretazioni. Vince la destra anche se non riesco a rinvenire le cause”.

Forse avete perso perchè negli ultimi 4 anni non avete fatto un cazzo? Forse che eravate troppo distratti a fare e disfare le giunte consiliari a causa dei rapporti con la ‘ndrangheta?

Scopelliti:

Dobbiamo uscire dall’isolamento in cui la Calabria è confinata.
Senza l’alta velocità ferroviaria, un’A3 finalmente veloce e funzionale, una SS106 ammodernata e il Ponte sullo Stretto non possiamo essere competitivi. Lavoreremo moltissimo sul sistema delle infrastrutture, valorizzando le risorse portuali e aeroportuali. Non possiamo rimanere così isolati dal resto del mondo.

vedremo. Nel frattempo, pur essendo profondamente contrario alla politica di oggi ed alle persone che la rappresentano, son contento abbia vinto scopelliti. Sarà campanilismo, chiamatelo come meglio credete. Però un reggino alla presidenza della regione calabria non me lo ricordo.

Chiudo rispondendo a Bruno Vespa. Non ho ben capito cosa sottintendesse quando ha chiesto a Scopelliti che loro (loro chi!?) non vogliono perdere la calabria, che la calabria deve restare in Italia.

Perchè ci state sbattendo fuori? No, perchè personalmente sarei ben felice di fare stato a sè stante, fuori da sto paese da quattro soldi.

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Feb
7

Solidarietà ad Antonino Monteleone

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Riflessioni

Molti di voi forse non lo conosco. E tanti di più, forse non sapete cosa gli è successo.
Antonino Monteleone è un giornalista reggino “impegnato”. Il suo essere impegnato l’ha portato, inevitabilmente, a contatto con la ‘ndrangheta.

Io stesso in passato mi trovavo a commentare il suo blog. Poi ho avuto dimostrazione diretta che in questo stato non si può parlare liberamente per cui, come la maggior parte dei calabresi, ho preferito farmi i cazzi miei.

Ed è esattamente di questo che voglio scrivere.
Successivamente all’attentato subito da Antonino Monteleone, c’è stata la solita corsa alla solidarietà. Tutti , partendo dai politici (nazionali e non), finendo ai giornalisti ed alla semplice gente comune (compresi i blogger reggini), si sono attivati per esprimere la propria solidarietà.

In tale ottica, è anche nato anche un gruppo su Facebook con oltre 3 mila membri.

La domanda che mi sto ponendo in questi giorni è: cosa se ne fa di questa solidarietà? E’ un discorso contro-corrente per cui cercherò di spiegare il mio punto di vista.

Parlo a titolo personale, però mi viene da pensare che se io fossi un giornalista d’assalto che conduce una lotta contro la criminalità organizzata, saprei benissimo che “prima o poi” mi troverei ad averci un contatto diretto: sia esso una macchina che salta o dei proiettili, questa gente si fa sentire – è la regola non scritta che tutti noi conosciamo bene perchè cresciuti in quella terra maledetta e senza speranza.
In quest’ottica, piuttosto che sentirmi dire “ti sono vicino”, piuttosto che sentire politici [da strapazzo] inneggiare all’illegalità alla legalità, preferirei centomila volte che la gente comune facesse il suo, come io farei il mio, per combattere qualsiasi forma di illegalità: inizierei facendo notare ai miei compari ed ai miei amici che spesso si comportano da mafiosi nemmeno rendendosene conto. Proseguirei denunciando, ove mi capitasse, gli atti illegali che tutti, nessuno escluso, anche nel piccolo, compiono nascondendosi dietro il concetto di “amico” e “compare”.

Il problema è che, purtroppo, la linea che separa la legalità dall’illegalità è molto molto sottile … quantomeno in Calabria.

Purtroppo, però, la gente se ne sbatte. Il ragionamento del “ma chi me lo fa fare” è quello che governa il pensiero della maggior parte dei calabresi che vivono in Calabria. Ed è per questo che ho scritto che quella, e lo dico con forte dolore, è una terra senza speranza.

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Feb
3

Roma, la morte di un freelance?

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Sono un freelance. Lo sono per spirito ed anche per scelta di vita.

Quando mi laureai scelsi di venire a Roma, nonostante all’epoca un amico me lo sconsigliò fortemente. Lui ha girato, di realtà diverse ne ha viste, avrà avuto l’esperienza dalla sua.

Ma noi calabresi, come diceva Matteo De Augustinis, siamo gente testarda.

Decisi di venire a Roma.
Della città ti innamori, non credo ne esista una più bella ed allo stesso tempo calorosa ed accogliente come la città eterna.

Il contesto lavorativo, invece, è parecchio triste.
La città è morta e sepolta sotto la coltre della PA, dello stato quindi. Migliaia e migliaia di società che quotidianamente, attraverso la loro tratta di schiavi, uccidono le speranze di tante giovani (e non) risorse – come vengono chiamate.

Non esiste l’innovazione tecnologia, anzi spesso ti ritrovi a lavorare su tecnologia vetusta (a parte qualche raro caso illuminato).

I freelance, almeno quelli che ho conosciuto io, i freelance veri, sono davvero pochissimi in giro. D’altronde fare i freelance in queste condizioni è proibitivo – e spesso non viene nemmeno concepito.

In questi giorni sono stato ad un passo dal tornare a Bologna: un lavoro con una tariffa elevata, in una realtà rinominata dello sviluppo .net, gold partner di microsoft (e gold partner seria).

Non è andata bene e mi stupisce il ritrovarmi qui a pensare che mi dispiaccia.
E’ vero, roma uccide i freelance

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Jan
22

Confronti

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Jan
21

Benvenuto Presidente

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Politica, Riflessioni

benvenuto presidente napolitano, l’anti-stato l’ha accolta così.

non commento il fatto, non mi interessa nemmeno più di tanto. Scrivo ciò che penso e sento da calabrese fuori sede.

La mia terra l’avete abbandonata per vostri tornaconti personali, anche se forse sarebbe più corretto dire che non ci siete proprio mai stati. L’anti-stato aiutava la gente quando ancora non esisteva il concetto di ‘Italia’; l’anti-stato ha aiutato gli americani a “liberarci” durante la seconda guerra mondiale.

Potrei continuare per ore a scrivere, ma lo spazio è limitato ed oltretutto tenderei ad essere tedioso.

Le dico presidente cosa ho pensato quando ho letto la notizia della sua discesa all’inferno: “che presa per il culo”. Si è una presa per il culo.

Lei viene a Reggio Calabria, tutti si prodigano a ripulire la città per farle vedere ciò che non è. Asfaltano le strade che percorrerà (così almeno per un motivo i reggini saranno pure felici della sua venuta). Farà (ed ha fatto) i suoi bei discorsetti da politici benpensanti, per poi rimettersi sull’aereo e tornarsene nella capitale.

E poi però la gente ci resta in quel posto. La gente lo vive l’anti-stato. La gente calabrese che deve calare la testa tutti i giorni della sua fottuta vita. Ma tanto a quale politico potrà mai fregare?

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Jan
13

La rivolta degli immigrati a Rosarno (2)

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Dico solo che ciò che è appena successo su canale 5 è assolutamente sconcertante!!

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Jan
8

La rivolta degli immigrati a Rosarno

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Riflessioni

8 Gennaio 2010: Rivolta a Rosarno

16 immigrati feriti
18 forze dell’ordine feriti
7 immigrati arrestati
1 italiano arrestato

La situazione è ben più preoccupante di ciò che riportano i giornali, anche e soprattutto alla luce della realtà della mia terra. Per un paese che si fa vanto di sedere al G8, è scandaloso doversi trovare a fronteggiare queste situazioni.

Da stamattina è tutto un susseguirsi di notizie e dichiarazioni di politici dell’uno e dell’altro schieramento: politici che hanno visto servito su di un piatto d’argento la possibilità di portare acqua al proprio mulino in vista delle elezioni regionali.

Sono un cittadino, sono calabrese e, con un pizzico di presunzione, credo di conoscere molto bene la realtà calabrese. Questo mi porta a pensare, ahimè, che questa rivolta degli immigrati a Rosarno porterà conseguenze ben più gravi quando i riflettori si spegneranno.

Gli immigrati, oggi, hanno avuto il coraggio e la disperazione che noi calabresi non abbiamo avuto. Durante la mia fanciullezza, negli anni 80, furono uccisi oltre mille calabresi durante la seconda guerra di mafia.

Ci furono marce di protesta è vero.
Però nessun calabrese si azzardò ad oltrepassare quel limite che poi porta alla cieca violenza. Ed oggi, quel comportamento, a cosa ha portato? Ci ritroviamo tutti sempre più soggiogati dal potere della ‘ndrangheta (se è vero, come afferma Confcommercio, che su 10 negozi, 8 pagano il pizzo ed i restanti 2 sono di proprietà della ‘ndrangheta stessa).

Gli immigrati ci stanno fornendo un esempio di cosa voglia dire lottare per ottenere delle condizioni di vita migliore. Ci stanno dimostrando cosa voglia veramente dire cercare di avere l’opportunità di potersi costruire un futuro.

Non siamo stati capaci di integrarli, di dar loro una casa come le nostre (grandi, accoglienti, magari anche con il caminetto acceso), di dar loro un posto dove vivere e lavorare con serenità. Noi, che viviamo del frutto dell’agricoltura, che li sfruttiamo come bestie, perchè ci costano poco. Loro se ne andranno e noi chi porteremo a raccogliere arance, mandarini e frutti di ogni tipo dalle nostre terre? I nostri figli, che nel frattempo abbiamo mandato fuori a studiare?

Ricordo a tutti voi che esistono casi come quello di Riace dove gli immigrati si sono integrati perfettamente, dando nuovo lustro sia alla cittadina sia al suo tessuto economico.

Un futuro migliore è possibile per tutti ed è questo l’obiettivo che deve essere comune.

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Jan
8

Maroni e Alfano a Reggio Calabria, rivolta degli immigrati a Rosarno

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Politica, Riflessioni

Mentre i due ministri, in rappresentanza dello stato, scendono fino a Reggio Calabria (chiaramente in aereo) e ci prendono palesemente per il culo, a Rosarno a soli 60 km di distanza, gli immigrati, rinchiusi come bestie in gabbia dallo sfruttamento nei lavori dei campi, si ribellano distruggendo tutto quello che incontrano per strada

Due facce della stessa calabria

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Dec
6

Lo stato si vanta, la ‘ndrangheta uccide

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Politica, Riflessioni

Nello stesso momento in cui il nostro amato premier si vanta dell’arresto di due potenti boss della mafia, in Calabria (Taurianova) viene ucciso un giovane di 18 anni.

Mentre il nostro amato ministro dell’interno afferma che resta solo Messina Denaro, in Calabria si stronca una giovane vita.

Siamo ben lontani dal poterci vantare che sia tutto apposto cari i miei politici

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Dec
2

Ponte sullo Stretto: manifestazione 19 dicembre 2009 a Villa San Giovanni

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Politica, Riflessioni

Prendo spunto da un commento lasciatomi da Alessio di Liberareggio; commento OT, che mi segnala la manifestazione del 19 dicembre 2009 a Villa San Giovanni.

Mi fa riflettere una frase di Alessio:

ps. io mi sono organizzato le vacanze apposta per scendere quel giorno praticamente, forse è esagerato ma ho troppo a cuore la questione…

Mi fa riflettere perchè la prima che ho pensato, in merito a questa manifestazione, è stata: “ancora manifestazioni? e a che servono?”. Mi son subito fermato: se non ci fossero queste manifestazioni, in realtà, la gente non avrebbe più alcuna possibilità di esprimere le proprie opinioni e, fatto ancor peggiore, non potrebbe più lottare per un futuro migliore.

Certo è, però, che quando gli interessi in ballo sono elevati (legali e non legali), credo che questi eventi abbiano davvero poco senso, a meno che non sfocino in altro (ad esempio incatenarsi tutti assieme ad una qualche struttura).

Ammiro profondamente tutte le persone che ancora “ci credono” ed ancor di più Alessio che addirittura organizza le proprie vacanze in modo da poterci esserre il 19 Dicembre. Io non ho questa forza, barricandomi dietro ad un generico “non ho tempo”.

In generale, e questo vale anche per il No-B day del 5 dicembre a Roma, sono ancora convinto che valga a poco manifestare in questi termini – poi magari, ed è oramai solo una speranza, mi sbaglio

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Nov
16

Sulle “Parentele Rock n Roll” di Diaco

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Riflessioni, Sport

Che non tutti siano disposti al contraddittorio, è cosa risaputa soprattutto in Italia.
Che poi questa sia una pratica piuttosto comune lo dimostra anche Diaco, noto giornalista (radio giornalista) calabrese, il cui blog è spesso fonte di interessanti punti di vista.

Ciò che non concepisco è la completa assenza di poter commentare, a meno che io non sia diventato cieco tutto in una volta. Ad esempio: sono interessanti le argomentazioni di Diaco in merito al recente caso dei giocatori del San Luca, scesi in campo con il lutto al braccio per commemorare la morte di ‘Ntoni Gambazza (potente boss della ‘ndrangheta, recentemente scomparso).

Diaco scrive che gli suona strano il fatto che decine di migliaia di calabresi si siano ribellati alle esternazioni di Venditti, per poi restare completamente al silenzio davanti ad un caso altrettanto grave.

C’è poco, pochissimo di cui stupirsi. Ed è altrettanto con poca ironia che colgo la satira finale “Meravigliosa la Calabria”.
Non c’è di che stupirsi, chi lo fa o chi cade dalle nuvole vuole solo dimostrare l’ignoranza che ci circonda. Il mondo dei paesi, di certi paesi, è difficile per chi lo vive nella sua quotidianità. Non si può pensare di prescindere da certi dogmi culturali che, nel bene e nel male, tutti noi ci portiamo nel nostro DNA.

Questo non vuole dire sostenere il comportamento dei giocatori del San Luca, questo non vuole significare che io li giustifichi. Vuole semplicemente dire che io li capisco e come me, sarebbe il caso lo facessero tutti quelli che si sono indignati per un gesto del genere – che poi sia da stigmatizzare, è un altro paio di maniche

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Oct
7

Dedicato ad Antonello Venditti

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Musica, Riflessioni

Con Antonello Venditti ci son cresciuto. Eppure mi mancava che fosse così stupido ed ignorante.

Ragionando, non so se è più stupido lui a pensare e/o dire queste cose, i siciliani che lo applaudono o la “femmina” (perchè posso solo disprezzarla) che gli grida “bravo”.

Ok, in Calabria non avremo nulla. La mia terra sarà pure assimilabile ad uno qualsiasi dei paesi del terzo mondo, ma da qui a dire che è in Sicilia che c’è la vera cultura, al contrario della Calabria, ce ne passa! Una su tutte: ma Venditti ha mai sentito parlare della Magna Grecia?!

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Aug
17

Twinga @Borgia (CZ)

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Riflessioni

Torno a ritroso sulla mia estate calabrese.

In occasione della festa della birra organizzata da ausonia eventi (appena posso ne inserisco un link), sono stato al Twinga di Borgia – paese in provincia di Catanzaro.

Borgia è un comune medio-piccolo del catanzarese (conta circa 7mila abitanti secondo quanto riportato da wikipedia), fondato dal principe Borgia d’Aragona nel XVI secolo.

Paese affascinante Borgia, ove resistono ancora strutture antiche costruite in pietra. Non ho avuto modo di visitarlo se non a notte fonda, per cui non mi sento di poter parlare nè della sua vita notturna nè tantomeno di quella diurna; posso però dire che, a prima vista, risulta essere molto più curato [ed orientato ai suoi aspetti storici] di tanti altri posti in calabria

Immerso nel verde, i proprietari del Twinga hanno valorizzato l’area costruendo tutta una serie di accoglienti gazebi, separati l’un l’altro da vialetti con pietrisco, con confortevoli sedie e tavolini in vimini al proprio interno. Atmosfera rilassante, musica che varia dall’elettronica alla chillout (almeno nella serata in questione), il Twinga risulta essere uno dei posti più “caldi” ed accoglienti di tutta la Calabria (quantomeno quella che ho avuto la fortuna di visitare).

La compagnia dei ragazzi di Borgia, che ringrazio con affetto, la tranquillità del posto, la cordialità dei proprietari e dei camerieri, hanno reso questa, una delle serate più piacevoli di questo agosto 2009.

ps: occhio ai prezzi, che definire concorrenziali è dir poco! ;)

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Aug
16

Partenza

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Riflessioni

Anche l’estate 2009 è ufficialmente terminata.
Si parte alla volta della città eterna, non prima di aver avuto la possibilità di vedere una porsche carrera 4, una maserati gt, due ferrari ed una lamborghini diablo.

Il tutto in meno di mezzora e soprattutto in una città con un tasso di disoccupazione superiore al 50%.
Non male! :)

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Aug
15

14 Agosto 2009 Negrita Live@Arena Ciccio Franco in Reggio Calabria

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Musica, Riflessioni

L’estate 2009 è stata un lungo tour in giro per la calabria a trovare gli amici “romani” e scoprire posti mai visti prima.
Mi tocca iniziare dalla fine: stasera sarei voluto salire a Gambarie, nota località montana del reggino, per poter assistere allo spettacolo di Vinicio Capossela. Purtroppo, per tutta una serie di circostanze, mi sono ritrovato sulla solita via Marina per assistere al concerto dei Negrita.

La musica italiana è sempre stato un gran buco nero nella mia personalissima sfera musicale. Devo dire che i Negrita rappresentano un’interessante scoperta.
Trasmettono una grande energia, forse anche grazie alla personalità sconfinata del loro leader.

Il concerto si teneva all’interno della manifestazione musicale organizzata quotidianamente da RTL102.5.
La nota negativa, molto negativa, è che il gruppo si è espresso in pochissime tracce (ne ho contate 4, ma potrei sbagliare) – seppur bellissime le versioni acustiche dei loro maggiori successi, mi aspettavo sicuramente di più.

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Aug
5

Ponte sullo Stretto nel 2017

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Politica, Riflessioni

Aprite il calendario, anno 2017.

Appuntatevi questa data, perchè secondo Pietro Ciucci, presidente della società Stretto di Messina, sarà l’anno in cui verrà completato il Ponte sullo Stretto.

Questa è una di quelle boiate che passerà alla storia (quasi come questa).

Ricordo a tutti che NON abbiamo un’autostrada degna di tale nome; ricordo che NON esistono in calabria altre forme di trasporti [degni] che NON siano la tanto amata A3 Salerno-Reggio Calabria, ricordo ricordo ricordo.

via strill.it

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Aug
4

Un gioiello chiamato Tropea

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Riflessioni

Reggio Calabria - Tropea in auto

Ieri sera sono stato a Tropea.
Stanco della vita reggina (di cui parlerò in un prossimo post sulla movida calabro/reggina) ho deciso di passare una serata diversa.

A parte un pò di panico per la scarsa segnaletica stradale sulla strada nazionale (ma questo succede anche nel mitico salento), appena si entra nel cuore di tropea si viene investiti da un’ondata di gente e di energia positiva che non può non lasciarti estasiato.
Tropea, assieme a Soverato, rappresenta il top del turismo calabrese. Nel bene e nel male.

Passeggiando per le stradine della cittadina del vibonese, si trovano un’infinità di botteghe che vendono articoli di ogni genere: dall’artigianato locale, alle magliette con scritte divertenti, passando per una miriade di posti dove mangiare.

Da un frappè ad un vodka e redbull, passiamo ad ammirare l’isola di Tropea, che giusto ieri sera ho scoperto non dipendere direttamente dal comune tropeano (le solite storie paradossali).

Tornati indietro, girando per gli stretti ma mai troppo angusti vicoli, giungiamo a “La munizione“. Ed è qui che tutta quell’energia positiva si concentra in uno spazio alberato, con vista panoramica, barman che servono cocktails ai ragazzi. Una vera chicca dove sicuramente dovrò tornare a breve !!

Giudizio positivissimo.
Tropea mi è parsa una sorta di isola felice, da un punto di vista turistico, non ho visto troppa polizia nè carabinieri disturbare per il volume eccessivo della musica, il che consente ai ragazzi di divertirsi come avviene nelle [terribili] spiagge del nord [altresì dell'emilia romagna].
Tropea è la dimostrazione che basta quel minimo di senso turistico per poter sfondare.
Reggio Calabria, almeno finora, non mi ha riservato queste sorprese, forse a causa della monotonìa delle serate reggine o all’esclusivismo rappresentato dai lidi.

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Aug
3

Scilla: un esempio di “turismo” in Calabria

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Riflessioni

Sono calabrese e come tutti i calabresi sono attaccato alla mia terra [forse in modo minore rispetto a quanto non lo siano i sardi]. Tuttavia è d’obbligo dire certe cose, perchè hanno dello scandaloso.

Nella provincia reggina esiste un posto splendido, incantevole, quando ci si arriva, dall’a3 si può ammirare uno spettacolo unico al mondo: lo stretto di messina ed il magico castello di scilla che sovrasta tutto. Ineguagliabile.

Un posto del genere potrebbe essere potenzialmente una miniera d’oro, peccato sia gestito dai reggini.
In passato, e stiamo parlando degli anni ’90, tutti e dico tutti i ragazzi reggini andavano a scilla perchè era indiscutibilmente una delle spiagge più belle di tutta la costa tirrenica reggina. Poi vennero le strisce blu e i visitatori calarono (un pò come avviene a Caminia nel catanzarese).

A Scilla c’è anche un porto turistico, ben organizzato (ma sicuramente non grazie al Comune di Scilla). Ieri ho cercato di raggiungerlo, invano. Invano perchè a fine giugno il Comune ha dato inizio a dei lavori e nelle migliori delle tradizioni reggine-calabresi-italiane ha lasciato i lavori non terminati con conseguenti cantieri aperti ed un traffico pazzesco.

In qualsiasi altra parte del mondo, lavori di questo tipo si sarebbero programmati nei mesi invernali per poter giungere pronti ad accogliere i turisti nel periodo estivo. A Reggio Calabria e provincia no, qui si pensa a fregarli i turisti non a farli innamorare. E questo, ahimè, è sempre più un dato di fatto.

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Aug
1

10 ore Roma-Reggio Calabria sullo scempio chiamato A3

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Riflessioni

Partito da Roma alle 21 di ieri sera, arrivo a Reggio Calabria alle 7 di stamattina.
Durante queste 10 ore [circa], si ricordano 20 km di coda tra Padula e Lagonegro (tanto per cambiare), 2 ore per il tratto Gioia Tauro – Reggio Calabria

Oggi leggo che un tratto di A3 è stato chiuso per le troppe autovetture.
Scandaloso.

Effettivamente i 4mld di euro erano necessari per la povera Sicilia. Tanto, noi calabresi, abbiamo strade di lusso, a che sarebbero serviti?!

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Jul
14

14 Luglio 1970 – 14 Luglio 2009

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Riflessioni

Nel 2005, 35 anni dopo la rivolta di Reggio Calabria, riportavo le parole del Sindaco Scopelliti.

Nel 2006, invitavo la gente a non dimenticare.

Nel 2007, 37 anni dopo la rivolta, ancora mi illudevo e ne parlavo con toni aulici.

Nel 2008, ho omesso di parlarne per chissà quale motivo.

Nel 2009 voglio criticare la gente di reggio. A distanza di 39 anni siamo rimasti con la testa sotto.

Non è cambiato assolutamente niente.
Non abbiamo appreso nulla dal gesto dei nostri genitori.

Siamo un pò più modaioli di ieri, un pò più “fashion”, guardiamo un pò di più all’apparenza invece di dare la giusta importanza alla sostanza. E’ un male riconducibile alla società italiana in generale, ma quella reggina ne è uno specchio interessante.

Forse sto convincendomi che abbiamo realmente perso un’ottima occasione, quantomeno per imparare una vera lezione di vita

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Jul
11

Matteo De Augustinis: il calabrotto

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Ipse Dixit, Riflessioni

L’indole calabrese è troppo proverbialmente conosciuta: fervida, iraconda, testarda.
Nessun ingegno eguaglia quello del calabrese.
Nessuno è più inesorabile di lui, non v’è vendetta che alla sua si rassomigli.

I calabresi non dimenticano e non perdonano.

Occorre, però, dire dell’ospitalità.

L’ospitalità calabrese ha veramente dell’ideale e del sublime; essa è la prima e la più venerata delle sue religioni; dopo questa vien quella dell’amicizia.
Fiero del suo io, il calabrese è poco devoto, poco cordiale, giammai rassegnato: egli cede, ma non si costerna, finge di deporre il suo pensiero, ma per tornarvi a miglior tempo.
Neppure i grandi tremuoti valgono a fargli abbandonare la sua stanza e i suoi disegni.

La sua taglia, generalmente è mezzana, l’agilità grandissima, bruna e contratta la fisionomia, nero l’occhio e scintillante.
Aspro ai modi, inciso alla favella, vorrebb’essere compreso senza parlare, ed a volo e perfettamente obbedito e secondato: alla seconda parola, al primo mancamento, il sangue gli bolle e la bile si altera e stravasa

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Jul
1

strill: esempio pratico del “vivere a Reggio Calabria”

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Riflessioni

Qualche giorno fa proponevo le mie opinioni sul “vivere a Reggio Calabria”. Altro non era che una risposta a due diversi articoli / post, apparsi su strill e liberareggio.

Poi succede qualcosa all’interno della redazione di strill [e reso pubblico ... ma ne parlerò successivamente] che chiarisce meglio la vicenda e mi da lo spunto per approfondire un aspetto che avevo tralasciato: la professionalità di coloro che vivono e lavorano a Reggio Calabria, vista dal di fuori, vista da chi ha vissuto due realtà a loro volta nettamente diverse (Roma e Bologna).

Cosa è successo: la gente di reggio, come quella di Roma e di tante altre città del paese italico, vive di calcio. Nel suo vivere di calcio, fa sì che se scrivi di calcio i lettori ti leggono ed ecco allora che strill dedica un’intera sezione del suo sito informativo al pianeta calcio “Reggina”. Succede che, in fase di calciomercato e di pesanti critiche della tifoseria verso la dirigenza, un giornalista di punta, tale Paolo Ficara, pubblica un articolo (di cui, come sempre, non riesco a fornirvi il link, grazie alle carenze tecniche del motore di ricerca di strill) dove critica pesantemente la dirigenza di cui sopra, fino ad arrivare ad accuse precise verso il presidente ed il ds. L’articolo viene censurato e scompare dal sito, ma la rete si sa è più veloce per cui viene messo a disposizione di tutti su un forum di tifosi. Il redattore capo, Giusva Branca, licenzia il suddetto Paolo Ficara sul forum suddetto; Paolo Ficara risponde per le rime ed inizia un disgustoso botta e risposta.

le mie considerazioni: questo è un tipico e classico caso del livello di professionalità di Reggio Calabria. Non dico che siano tutti così, ma la mia esperienza personale mi ricorda che spesso ci si rivolge ad amici (altresì detti compari) piuttosto che a professionisti che sappiano fare il proprio lavoro (e strill ed il vecchio sito della reggina ne danno ampia dimostrazione); spesso non esiste il concetto di “tu mi fornisci un servizio nei tempi, io ti pago nei tempi” – sebbene questo sia un problema di ampio respiro italico che trova in Reggio Calabria la sua massima espressione (sempre alla luce dell’esperienza di cui sopra).

Non si è mai visto che qualcuno venga licenziato su un forum, quale che siano le storie che stanno dietro, quali che siano i retroscena, quali che siano le motivazioni. La professionalità impone una certa etica, etica che per l’ennesima volta si è dimostrato di non avere a Reggio Calabria.

Siamo il paese di Giufà? si domandava Salvatore Salvaguardia (che ringrazio del bel commento lasciatomi) … credo proprio di si.

postilla: mi sia concesso un ultimo appunto. Non conosco precisamente la politica adottata dai redattori di strill su come debbano essere pubblicati gli articoli. A me pare che sia del tipo “hai una notizia? pubblicala subito” senza un controllo a monte. Questo porta spesso ad articoli sgrammaticati, articoli lunghissimi ed altri cortissimi senza un vero contenuto. Porta ad articoli come quello di Paolo Ficara. Forse il redattore invece che licenziare il suo dipendente, dovrebbe prima di ogni altra cosa licenziare sè stesso (ma questo, ripeto, è una mia personalissima opinione)

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Jun
28

Considerazioni sul tema “Vivere a Reggio Calabria”

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Riflessioni

Durante la quotidiana lettura degli organi di informazione, siano essi giornalisti professionisti o blogger, mi sono imbattuto in due interessanti punti di vista, nei quali si trovano dei punti di raccordo interessanti.

Da un lato c’è la lettera di Nino Mallamci pubblicata da strill*, dall’altra le considerazioni di Salvatore Salvaguardia pubblicate da liberareggio.

Sintetizzando i due punti di vista, si evince una comune oggettività nel leggere la realtà lavorativa di reggio calabria e soprattutto quel filo di speranza che attanaglia tutti noi reggini, sia quelli che la vivono questa maledetta quotidianità, sia quelli che per scelta se ne sono allontanati.

Sono uno di quelli che per scelta ha fatto i bagagli e a 18 anni ha lasciato la propria città, i propri amici e soprattutto i propri familiari per andare a studiare fuori [Bologna], nella speranza di avere un futuro migliore di quello riservato a chi resta. Con questo non voglio dire che ho abbandonato la mia terra o che io non la ami. Voglio dire e affermare, con forza, che sono fortemente convinto del fatto che sarà anche grazie a noi fuori sede che la città troverà un giorno quella svolta che la farà risorgere da quella coltre di ceneri nella quale sta morendo. Questo discorso vale sia per noi reggini, che per tutti quei calabresi che sono stati costretti, per un motivo o per un altro, a lasciare la propria terra.

Ciò di cui incolpo maggiormente chi resta, è la poca apertura verso chi se n’è andato. Invece di avere un atteggiamento costruttivo, non appena si sente parlare delle ragioni per le quali ce ne siamo dovuti andare ci tacciano dicendo che siamo “i tipici reggini che una volta andati via, non sanno fare altro che sparare merda sulla propria città”.

Niente di più falso, quantomeno nella maggior parte dei casi che ho riscontrato.

Non credo, al contrario di Nino Mallamaci e Salvatore Salvaguardia che la questione sia da ricercarsi nell’accostarsi a questo o quel politico nella speranza di avere un posto fisso. O comunque non solo in esso. E’ un discorso troppo poco reggio-centrico per vederlo come IL male della nostra amata terra. Certo la politica rientra in questo discorso per tutta una serie di ragioni, però non dobbiamo sottovalutare il nostro contesto culturale.

In Calabria esistono tutta una serie di realtà commerciale ed imprenditoriali che sanno distinguersi e che fanno dell’eccellenza dei loro servizi [dai quali la ndrangheta è estranea] un nostro vanto (giustamente, aggiungerei). E’ da queste possibilità che dobbiamo ripartire e non,invece, soffermarci a pensare che tanto c’è l’amico che ci aiuta per l’esame o per trovare un posto di lavoro.

*: voglio precisare che la lettera di Nino Mallamaci è scritta in risposta ad una di tale Ciccio Spanò, nella quale l’autore porterebbe delle critiche alla scarsa affluenza alla presentazione del testo “L’isola felice”. Purtroppo, a causa della scarsa accuratezza tecnica del sito strill.it non mi è stato possibile reperire tali considerazioni. Chiunque fosse a conoscenza del link in questione, farebbe una grande cortesia al sottoscritto se lo segnalasse.

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