
Giovedì sera ho guardato Piazzapulita in tv: argomento trasversale a tutta la trasmissione, il voto della camera contrario all’arresto dell’On. Cosentino.
Il servizio di Sortino mi ha particolarmente colpito: continuo a vedere servizi dove i giornalisti si recano nei paesi assediati da ndrangheta e camorra, perseverando in quella pseudo inchiesta, fatta di interviste ai cittadini. Domanda ricorrente: “ma qui c’è camorra?”
Mi domando: ma qual è il senso di continuare a porre queste domande? Perchè mettere in difficoltà chi veramente “resta” e vive la quotidianità di certe realtà?
Volete fare una versa inchiesta? Perchè non provate ad aprire un’attività per un mese filmando tutto ciò che succede? Perchè, semplicemente, non riprendete la quotidianità di questi posti, limitandovi a raccontare ciò che vedete?
(la foto è “presa” da blog sicilia)
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Ieri sera abbiamo visto Fortapasc su Rai1.
Bello e tristemente vero, oltre che attuale.
Non ho molti ricordi di quand’ero piccolo, uno però non riesco a togliermelo dalla testa: vivevo a Reggio Calabria, zona sbarre/gebbione/aeroporto (una sorta di triangolo) e potevo avere non più di 8 anni – tanto che ricordo nettamente che quella mattina dovevo andare a scuola.
Ero in cameretta che giravo come tutti i bambini di questo mondo e stavo per uscire sul balcone: arriva all’improvviso mia madre che, chiudendo in fretta e furia le serrande mi intimò di non uscire fuori.
Lì per lì non capii – solo successivamente mi raccontarono che quel giorno uccisero il fabbro che lavorava giusto sotto casa mia (era legato alla cosca dei Libri se non ricordo male). Era l’epoca della guerra di mafia e nel giro di 6 anni (85-91) morirono oltre 700 persone nella sola provincia di Reggio Calabria.
700 persone sono un’enormità: rivedere ieri le immagini della strage del circolo pescatori, mi ha riportato alla mente quella giornata di tantissimi anni fa.
E successivamente la domanda: ma ne vale la pena? vale la pena morire a 26 anni per poi farsi pure ridere in faccia dagli amici che vivono e non hanno il coraggio di Giancarlo Siani?
La risposta la lascio a Corrado Alvaro:
La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile
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Di comunicazione ne capisco poco, creo software per “vivere” (e notare le virgolette) … però sono attorniato da gente che della comunicazione ne fa il suo pane quotidiano (ed in questo è d’obbligo, ah quanto mi manchi Milea) …
Beh questa premessa per dire, che nel corso della mia esperienza di vita ho imparato che se qualcuno continua a ripetere “io non faccio”, “io non sono solito”, “io qui”, “io lì”, vorrà dire che in realtà quella cosa la fa.
Ed ecco allora che sentire il ministro maroni ripetere che lui non si prende mai il merito di questa o quella cattura di questo o quel boss, mi fa sorgere il dubbio che in realtà …
Per fortuna ci pensa Nicola Gratteri a rispondere:
“Gli arresti dell’ultimo anno, come degli ultimi due anni, non c’entrano nulla con l’azione di nessun ministro e di nessun Governo, nè con quello di oggi e nè con quello precedente. Il merito, al 90% quando si fanno operazioni importanti contro la mafia, e’ della polizia giudiziaria”
(via strill.it)
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Ieri sera, convinto di poter ascoltare il premier a Matrix, mi sono sorbito due ore di maroni che gongolava con un ghigno fastidiosissimo per l’arresto del boss della camorra.
Beh, se sotto il logo di Matrix, avessero scritto ‘Istituto Luce’ invece di ‘Parla Maroni’, poco sarebbe cambiato
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Ammetto di non averlo visto tutto, però l’ho registrato sul my sky hd e mi riprometto di guardarlo stasera.
Detto questo, vorrei commentare quanto scritto da Aldo Grasso sul Corriere della Sera di oggi:
Ha radiografato la mafia del Nord (immaginiamo con quanta gioia Roberto Formigoni e il ministro leghista Maroni abbiano ascoltato l’orazione), l’ha descritta come un centro internazionale del narcotraffico, ha citato un po’ a sproposito Gianfranco Miglio, ha fatto un appello alla «parte sana» dei calabresi.
Saviano meglio dell’esordio, ma l’inchiesta che Roberto Iacona aveva fatto a settembre sullo stesso argomento era parsa più efficace. Questione di codici. Linguistici.
Premessa: per chi non lo sapesse, Miglio era quel senatore, fautore del federalismo, che in vita odiava Bossi, e al quale la stessa Lega Nord oggi dedica ed intitola scuole varie (vedi quella di Adro). Saviano dice:
… Dove si sviluppa il più alto tasso d’investimenti criminali. Milano è la capitale degli affari ‘ndranghetisti. Non è roba da terroni. Al Nord le cosche parlano con la Lega, vogliono incontrare un consigliere leghista. Del resto, Gianfranco Miglio voleva costituzionalizzare le mafie…
(via giornalettismo.com)
Miglio, durante un’intervista concessa a Il Giornale nel ’99, affermò:
Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ’ndrangheta.
Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto.
Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica.
Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate
(via WikiQuote)
Fatta questa dovuta premessa, giusto per capire cosa Aldo Grasso volesse significare, il sottoscritto, potendo, chiederebbe ad Aldo Grasso cosa egli si aspetta di ascoltare in tv riguardo alla ‘ndrangheta.
Calabrese, reggino di nascita, non mi aspetto sicuramente una trasmissione sufficiente come quella di Iacona. Una trasmissione dove non mi è stato detto nulla di nuovo, nulla che già non fosse noto. Non mi aspetto che si faccia di tutta l’erba un fascio e mi si debba sempre mortificare per le mie origini.
Mi aspetto piuttosto che un giornalismo, serio, critico anche verso sè stesso, ammetta quale che sia la vera situazione di una regione dove ancora si uccide per strada con uno stile che ricorda i tempi in cui ero bambino (alla faccia del governo del “fare”)
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“Nessuno oggi puo’ escludere con certezza che le cose che accadono siano anche una vendetta della malavita”
Silvio Berlusconi – direzione PDL 05/11/2010
(via aginews)
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Fin da ieri circolava la voce secondo la quale la camorra avrebbe in mente di uccidere Roberto Saviano, autore di Gomorra.
Oggi repubblica esce con un’intervista dove Roberto Saviano afferma di volersene andare dall’italietta, per poter condurre una vita normale. E tutti a parlarne, ad immolare questo ragazzetto di casal di principe, sugli altari degli eroi che hanno sacrificato la propria chance per il bene comune.
ok bene. tutti felici e contenti.
Peccato che questi signori dimenticano troppo velocemente che il ragazzetto si è arricchito: tra film, libro ed apparizioni tv qualche miliardo l’ha tirato su. E ancora: mi viene a dire che non lo sapeva che scrivendo un libro sputtanando gran parte dei boss della camorra, questi un giorno non si sarebbero vendicati? L’avesse fatto un valtellinese o milanese qualsiasi, gli avrei concesso il beneficio del dubbio. Ma Roberto Saviano …
vabbè, fatto sta che ha presto questa decisione, come se poi certa gente dimentica. A me pare, con tutto rispetto, l’ennesima trovata pubblicitaria.
Aggiornamento: mi stanno arrivando una marea di richieste per entrare a far parte di un gruppo su Facebook “Nessuno tocchi Roberto Saviano”. Basta, non inviatemi più nulla. Non voglio far parte di questo squallido teatrino. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Piuttosto che pensare a Roberto Saviano, pensate a tutti quelli che denunciano gli usurai, vengono ridotti in lastrico e lo stato li abbandona.
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Che bello .. ora che lo Stato ha dato tutti questi ergastoli, il problema Camorra è risolto .. ora si …
Ora non comanderanno più, costretti come sono, ad avere vitto e alloggio gratuito a spese nostre per tutta la loro esistenza.
Ora non verrà più distribuita droga e spazzatura in giro per la Campania e per l’italietta.
Ora non verranno più edificati palazzi su palazzi, colate di cemento su colate di cemento al solo scopo di riciclare soldi.
e meno male che Roberto Saviano era lì presente … un pò di pr-aggio fa sempre bene, per non far dimenticare chi è.
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Con circa 4 mesi di ritardo, anche io ho iniziato a leggere Gomorra.
Giunto a pagina 100, però, sono stato preso da un impulso irrefrenabile di chiudere tutto ed iniziare un altro libro.
Troppo Napoli-centrico, troppo assurdo in alcuni punti (Riina che supplica un camorrista affinchè interceda presso un magistrato, la ‘ndrangheta quasi indicata come vassalla della criminalità campana) ma, soprattutto, non volevo continuarne la lettura perchè mi ha portato a fare un ragionamento talmente assurdo che mi ha fatto stare male.
Scorrendo il romando di Saviano, leggendo di come la camorra sia tanto potente da poter fare il bello e cattivo tempo anche sulle altre organizzazioni di stampo mafioso, mi sono sentito ribollire. Quasi come se venisse messo in discussione il mio “primato”, quello detenuto dalla ‘ndrangheta.
E’ triste e mi fa terribilmente incazzare aver pensato qualcosa del genere.
Vi prego aiutateci. Fate venire l’esercito. Circondateci. Assediateci
…
ma liberatici !!!
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Voto – non voto. Voto – non voto.
Alla fine non voterò. Presto detto il perchè.
Premetto che io cerco un candidato che:
1) riduca il numero di parlamentare di almeno la metà;
2) riduca il compenso mensile dei suddetti parlamentari (eliminando le relative agevolazioni di qualsiasi tipo);
3) si impegni per una guerra interna, volta al totale disassembramento delle forze mafiose (siano esse mafia, ndrangheta o camorra) – parallelamente impegnandosi in una forte politica di rieducazione sociale e culturale di tutte le nuove generazioni;
4) punti ad un piano energetico SERIO su tutto il territorio nazionale, estraniandoci da logiche di acquisto e dipendenza da paesi stranieri quali la svizzera e la francia (se fosse il caso, sono favorevole alla costruzione di centrali nucleari ed al potenziamento delle centrali solari in tutto il sud italia);
5) chiuda le frontiere, impedendo a qualsivoglia persona di entrare sul nostro territorio dandosi al malaffare (esclusi tutti i coloro i quali vengono in Italia e riescono a trovare un lavoro onesto);
6) non sia schiavo delle logiche ipocrite, anacronistiche e spesso amorali della chiesa cattolica nella persona del papa e di tutti i suoi sudditi (cardinali e vescovi vari);
7) legalizzi le droghe leggere (di modo da poter incamerare più soldi, strappandoli al crimine organizzato);
8 ) riapra le case chiuse (come sopra);
9) si impegni per una politica nel campo dei trasporti che veda i porti e la viabilità come punti cardine;
10) riduca eventualmente il carico fiscale.
Fatta la premessa, non vedo nessuno in grado di soddisfare anche solo la metà dei 10 punti sopra riportati.
Andremo e andrete a votare sempre i soliti personaggi – noti anche perchè affiliati al malaffare della criminalità organizzata (esponenti presenti sia nelle liste dell’UDC, sia nelle liste del PDL, sia nelle liste del PD).
Andremo e andrete a votare persone che, una volta ottenuta la poltrona, si dimenticheranno di voi e dei vostri bisogni. Si dimenticheranno che non possiamo arrivare a fine mese; si dimenticheranno che non possiamo nemmeno permetterci il lusso di sognare di possedere una casa di proprietà.
Penseranno, in definitiva, solo alla comodità e agli agi della poltrona ricoperta. Personalmente: vi invito tutti a non andare a votare – soprattutto nel caso in cui dobbiate affrontare un lungo viaggio. Non ne vale proprio la pena
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