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La crisi

La crisi

Giorni addietro ero da un cliente e ho notato un bel poster sul muro. C’era il faccione di Einstein e riportava, subito sotto, un estratto dal libro “Il mondo come io lo vedo”

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Ora, non avevo mai letto questo estratto eppure rappresenta benissimo ciò che io penso sulla crisi ed è il motivo per cui ho deciso di fondare Evermind.

Tuttavia, mi rendo che il numero di persone che si lamentano, frignano, parlano tanto e agiscono poco, è in aumento sconsiderato. Spesso, me ne sento circondato.
La polemica [sterile], il parlare [troppo] non conduce da nessuna parte. Bisogna agire

Nota: l’immagine è presa da zingarate

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Posto fisso sì, posto fisso no

Questa storia della polemica sul posto fisso sta diventando, a mio modo di vedere, sempre più stucchevole. Mi trovo daccordo con Lorenzo, quando parla di:

generazione “comoda” in cui la maggior parte non ha dovuto far dei sacrifici perchè mamma e papà hanno messo da parte qualche soldo

Non mi capacito, ma tutte le persone che sento lamentarsi, hanno mai avuto a che fare con un dipendente medio della PA? Forse la mia esperienza in INPS, di nuovo, mi ha segnato oltre modo, ma ricordo perfettamente come si comportavano i dipendenti della sede centrale qui a Roma.

Bisogna mettersi nell’ottica che il mercato del lavoro è cambiato, ed è stato anche per demerito nostro e dei nostri genitori.
Bisogna mettersi nell’ottica che la società è cambiata, non viviamo più negli anni ’70, bensì viviamo una realtà fatta di egoismi ed egocentrismi, troppo poco caratterizzata dal concetto di “comunità”, troppo delineata dal paradosso dell’io.

Ed è quindi per questo che io sono contrario al posto fisso, perchè ci si deve mettere in testa, soprattutto noi giovani, che per poter uscire dalla crisi in cui ci siamo involontariamente trovati dentro, dobbiamo assolutamente fare di più.

Certo, senza dimenticare però, che ci vogliono più garanzie, come ha giustamente sottolineato Monti – sebbene questo passaggio sia “sfuggito” al potentato dei media.

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La crisi

Ieri mi sono concesso un’ora in giro, all’aperto, non lo facevo da chissà quanto tempo (ed oltretutto mi è pure sembrato strano farlo).
Comunque, girando per le strade di san lorenzo di giorno, c’era la banda che suonava, le bancarelle, c’era una moltitudine di gente e di venditori (la gran parte, ovviamente, non italiani).

Beh, mi ha colpito che sentivo molti lamentarsi delle pensioni, della scelta di monti di posticipare la data di pensionamento.
Mi ha colpito vedere bancarelle di italiani con cartelli del tipo “questo negozio sta chiudendo a causa di monti”.

Domanda, forse banale: ma dov’erano queste persone negli ultimi 20 anni? Dormivano? Adesso la colpa è di Monti – lungi da me difenderlo, ma gli italiani dovrebbero imparare ad aprire un pò gli occhi

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Guerre di potere

Giorni convulsi.
Per l’ennesima volta, in concomitanza con una crisi economica, la classe dirigente di questo paese, sia essa di destra o di sinistra, non riesce ad uscirne integra, non riesce a realizzare un programma serio e strutturato, per cui inevitabilmente viene a cadere.

Era già successo in passato e sicuramente succederà anche in futuro – è una pratica tutta italiana, come se l’avessimo scolpita nel nostro DNA.

In più, assistiamo ad una guerra tra deleritti attaccati al potere ed alle poltrone, bestie inferocite senza alcuna etica nè rispetto verso il popolo: parlano di elezioni anticipate, adducendo motivazioni democratiche, in un paese ben lungi dall’essere democratico. Peccato che proposte del genere vogliano mirare solo ed esclusivamente ad obnubilare la capacità critica della loro base elettorale – vero unico motivo di preoccupazione.

Personalmente, non posso condividere la strada che stiamo percorrendo, una strada che ci porterà a perdere la nostra sovranità nazionale, in favore di istituti decisi a tavolino dai *veri* potenti (leggasi UE, leggasi BCE), come daltronde sta accadendo in Grecia.

Mi si dirà che tutto questo mio scrivere può rientrare nel concetto di “polemica spicciola”: beh, sicuramente vorrei aprire un dialogo, capire cosa voglia veramente il popolo; sicuramente, vorrei non vedere più politici al governo del calibro di pisanu maroni (giusto per citare due che, anche grazie alla tessera del tifoso, hanno spianato la strada alla censura ed alla limitazione della nostra libertà).

Voi, il futuro, come lo vedete: una promessa o una minaccia?

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Crisi europa

Il nostro premier ci dice che la colpa della crisi che stiamo vivendo è colpa del fatto che Atene abbia annunciato un referendum per accettare o meno gli aiuti della UE.
Bene.

Ora, questa è l’inevitabile conclusione di una comunità [economica] nata non per volere dei popoli, bensì per quegli stessi personaggi che oggi si prestano soldi vicendevolmente (banchieri in testa).
Mi chiedo: ma se io fossi greco (e domani potrei chiedermelo da italiano molto presto), perchè dovrei accettare di essere acquistato da altri stati, quando posso benissimo fallire (che poi dovrebbero spiegarci *chiaramente* cosa voglia dire) e re-iniziare con la mia cara vecchia dracma (o lira?)

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stronzi sono stronzi, manifesta anche tu il 15 ottobre 2011

Ieri si è consumato l’ennesimo scempio in questo paese che ci porterà, probabilmente, ad ulteriori mesi di nullafacenza e di stasi, tutti concentrati sul gossip di questo o quel personaggio, sulle intercettazioni si o no, sul problema della giustizia; tutti temi che, con rispetto parlando, non ce ne fotte un cazzo di sentire.

I problemi sono altri, ed i signori nella foto rappresentano quanto di male offre la nostra attuale classe politica.
Si presentano in tv con sorrisi a 50 denti (perchè anche i loro denti sono finti), ci fanno tante belle promesse fumose, parlano del nulla, discorsi senza contenuti, spot elettorali.

“Fateci governare” dicono quelli del PD.

E per quale ragione? Per portare al governo un partito che non riesce a tenere a bada nemmeno 5 deputati (oltretutto candidati da veltroni) ?!

E l’alternativa quale sarebbe? Il partito di berlusconi?
Sel? che si allea con il PD?

No basta, basta con questi partiti politici, basta con questa classe dirigenziale, basta con questa gente over60 che non ci rappresenta.

Vieni anche tu a manifestare oggi a roma – piazza della repubblica ore 14! (dove spero di non vedere bandiere politiche perchè sarebbe davvero molto triste)

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Le segnalazioni anonime alla GDF tramite il 117

Da qualche giorno campeggia in prima pagina su Repubblica, un articolo dal titolo “Qui 117, il numero antievasione” (tralascio commenti sulla seconda parte .. “Pronto GF” sa più di telefonata al grande fratello, ma comunque ..).

Dicevo, in sintesi questo articolo vuole spingere noi cittadini a chiamare il 117 per denunciare possibili evasori fiscali, anche in forma anonima (come scritto a chiare lettere su l’Espresso) .

Bene, se è vero che i siti web sono i primi bigliettini da visita, mi reco sul sito della Guardia di Finanza ed alla voce 117, leggo testualmente:

“ALLE SEGNALAZIONI ANONIME NON VIENE DATO SEGUITO”

Ora, delle due l’una: se dovesse aver ragione il giornalista, il sito della GDF non verrebbe aggiornato da almeno 15 anni (ma la vedo dura); viceversa, se dovesse avere ragione la GDF saremmo davanti ad un paradosso: chi mai, se non per “vendetta”, andrà mai a denunciare questo o quel cittadino in forma non anomima?

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La storia del debito pubblico italiano

Cercando di recuperare il tempo perduto durante il mese di agosto, ho trovato questa interessante immagine che rappresenta l’andamento del debito pubblico italiano:

La storia del debito pubblico italiano

(via ilmalpaese)

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La mia proposta per uscire dalla crisi

Nell’ultimo mese pare che tutti si siano accorti che siamo in un periodo di forte crisi e, dico io, di recessione – scusatemi, ma non era la giustizia il problema principale cui porre rimedio? Non era tutta colpa dei giudici comunisti se questo paese non funziona?

Fatto sta che iniziano ad uscire proposte tese a risolvere i problemi di un sistema economico che non funziona. E tra la ridda di ipotesi, chi vuole eliminare le province (anche se giusto qualche mese fa si era astenuto), chi vuole aumentare l’IVA, chi vuole diminuire l’IRAP, bla bla bla, si sta facendo solo della grandissima demagogia.

Allo stato attuale il paese è fermo, la macchina Italia non sta più camminando (e questo avviene già da qualche anno), e le soluzioni proposte non credo verranno mai attuate. Ci credete che andranno ad eliminare l’istituto delle province, con il conseguente (forse) taglio di migliaia di dipendenti e (sicuramente) di poltrone?

Da non economista e sicuramente da avverso alla politica di questi tempi, propongo 3 fattori, sicuramente non demagoghi e probabilmente più attuabili di altre proposte (sebbene viviamo in un paese bigotto e arretrato culturalmente):

Evasione Fiscale Prostituzione Legalizzazione droghe leggere

1. lotta all’evasione fiscale: non c’è dubbio che riducendo l’evasione si risolverebbero gran parte dei problemi. Ma se ne parla da anni, e nonostante il sistema Agenzia delle Entrate sia notevolmente migliorato, siamo ancora qui a contare cifre iperboliche. C’è chi ha proposto di applicare il concetto di gamification alla lotta all’evasione: idea affascinante ma poco perseguibile (esiste già qualcosa del genere per gli affitti in nero – altro bel problema – eppure nessuno denuncia i proprietari di casa, come mai?!).
Penso che l’unica strada percorribile sia quella di abbassare la soglia di tracciabilità a 100 euro, così che non sia possibile far girare soldi in nero (la proposta di Tremonti di portarla a 2500 euro va proprio in questa direzione) – parallelamente, e su questo non si scappa, bisogna far pagare le tasse al Vaticano. Mi preme far notare quanto il sistema informazione sia censurato, come mai i giornalisti non ne parlano più? Bisogna assolutamente spingere su questo argomento, non è pensabile che il 25% del patrimonio immobiliare di questo Paese sia nelle mani dei “preti” e che non ci paghino le tasse come tutti noi.

2. legalizzazione prostituzione: basta essere bigotti. In questo Paese tantissimi vanno a puttane. Ho vissuto per un anno e mezzo a Roma in via Renzo Rossi e le mie vicine ero prostitute – a 50 euro a cliente ogni giorno tiravano su migliaia di euro … in nero! Ammettiamo che agli italiani piace andare a puttane, riapriamo le case chiuse, ci sarà più igiene, più controllo del territorio e soprattutto più entrate nelle casse dello stato.

3. legalizzazione droghe leggere: come sopra. Inutile prendersi in giro, la stragrande maggioranza degli under 40 fuma spinelli (hashish o marijuana). La California l’ha fatto per salvarsi dalla bancarotta: l’idea è quella di tassare le coltivazioni e la vendita, esattamente come avviene per tabacco ed alcolici. Secondo stime riportate dal deputato californiano Tom Ammiano, si parla di un giro di miliardi di dollari che, aggiungo, verrebbero sottratti alla criminalità organizzata.

Vogliamo uscire dalla crisi? Ci vuole pragmatismo, ammettiamo chi siamo, e cerchiamo tutti noi di fare quello che possiamo, senza confidare che questo o quel politico possa portarci sulla retta via.

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Eppur si muove: proteste precarie

Ieri sono successi due fatti molto interessanti: ovviamente i giornali (repubblica in primis) si sono guardati bene dal pubblicare i video integrali, concentrandosi, più che altro, sui fatti che hanno riguardato il ministro Brunetta.

Inutile riportare la cronologia dei fatti, esiste del materiale video che attesta tutto.
Voglio però spendere due parole su quanto avvenuto. In primis, si dimostra che la nostra classe dirigente è vecchia, parassitaria, e non ha per niente capito cosa siano i social network ed i nuovi canali di comunicazione (d’altronde si parla ancora di guardare i video sulle cassette, nell’epoca dei blu-ray). E’ una classe politica presuntuosa, aggressiva, oligarca, non propensa all’umiltà nè tantomeno ad ammettere l’errore (e questo vale sia per il PDL, sia per il PD, considerato che il suo segretario Bersani sono giorni che millanta di aver vinto il referendum – ed è una cosa vergognosa).
Secondo: il comportamento del ministro si commenta da solo, si dovrebbe dimettere e, visto che ci siamo, dovrebbe essere esposto in piazza al pubblico ludibrio. Questo perchè il popolo è stufo di essere preso in giro, di non avere stabilità; siamo stufi di essere precari.
Infine, forse mi fa più tristezza di tutti quella ragazza all’ingresso del Macro che dice ai precari “io sono la responsabile della logistica di questo evento” – e poi si dimena nel gridare “ma che fate? così non risolvete nulla” .. ed è questo il male peggiore dell’italia: tutte quelle persone asservite che non capiscono che i precari sono il primo caso, il primo esempio, di ciò che saremo tutti noi domani … la Grecia!

Stracquadanio, politico PDL, commenta i social network:

e visto che il sig. Stracquadanio parla di Brunetta come di un amico, ecco cosa ha combinato il nostro ministro:

ed ecco come il ministro stesso commenta i fatti e le proteste (non posso non dire che ha una visione tutta sua della realtà):

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Autosufficienza alimentare in Giamaica: un esempio da seguire

L’Italia fa parte della Comunità Europea – ed è un dato di fatto.
Nel bene o nel male, questo ci ha consentito di superare tutta una serie di problematiche economiche (prima fra tutte l’avere una moneta – la lira – fortemente svalutata).

E’ pur vero, però, che questa appartenenza fa soffrire il nostro mercato interno, soprattutto quello legato alla produzione agricola.

In un periodo di crisi finanziaria come quello che stiamo attraversando, il pensiero comune è che l’Europa sia in realtà una sorta di gabbia alle nostre velleità imprenditoriali (su tutti, basti ricordare cosa ne pensa la Lega Nord, le sue continue richieste di uscire dall’UE e la sua difesa a spada tratta delle quote latte).

Una lezione interessante ci viene dalla Giamaica: la piccola isola, situata di fronte le coste cubane, importa oltre il 60% del suo fabbisogno interno. L’idea della RADA (Rural Agricultural Development Authority)

L’obiettivo finale è l’accesso di tutti a cibo nutriente, a basso costo e locale.

Oggi gli autoprodotturi (per il consumo domestico e la vendita locale) sono aiutati con programmi di formazione, accesso al mercato, piccole tecnologie, e gli agrotrasformatori ottengono prestiti a bassissimo costo purché usino materie prime locali. Il processo sta andando bene: la bolletta delle importazioni alimentari è passata da 800 milioni di dollari nel 2008 a 661 milioni nel 2010. Ma si può andare oltre.

I progetti a favore di 5mila orticoltori urbani e duemila agricoltori «di campagna» sono tanti: dall’introduzione delle colture idroponiche in diverse comunità all’incremento della produzione di radici e tuberi, dal miglioramento dell’irrigazione al potenziamento delle capacità di stoccaggio alla riduzione delle perdite post-raccolto. Sul lato delle politiche commerciali, il governo è orientato a proteggere di più l’agricoltura dalle importazioni a basso costo.

Infine, è di pochi giorni fa la notizia secondo la quale la produzione interna giamaicana è aumentata di un bel 24% rispetto al primo quadrimestre 2010.

Non c’è che dire, la Giamaica è un bell’esempio da seguire!

(via stampalibera.com)

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La Grecia lascia l’euro?

Oggi c’è una notizia su tutte le pagine iniziali dei principali quotidiani nazionali. Una notizia, però, messa non troppo in risalto: la grecia starebbe valutando l’uscita dall’euro.

La clamorosa indiscrezione è del Der Spiegel e si suppone che la Grecia voglia tornare alla dracma, sulla falsa riga di quanto proposto dai nostri Maroni ed i suoi affini leghisti.

Pare che tale notizia sia filtrata da un politico al governo in Germania, che si auspicherebbe che i paesi più deboli uscissero dal sistema euro.

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Il problema spazzatura a Reggio Calabria, la gente che dice?

In questi giorni sono stato un pò impegnato. Ne ho approfittato per un paio di giorni di relax in terra patria, Reggio Calabria.

La città è avvolta nella “magica” energia pre-elettorale.
Una premessa è dovuta: in una città di media grandezza come Reggio Calabria (circa 180 mila abitanti), le elezioni amministrative sono una manna dal cielo per risolvere il problema della disoccupazione.

Ecco perchè in questi giorni ho respirato aria di demagogia e populismo, con questo o quel reggino che patteggiava per questo o quel partito politico.
La verità di fondo, però, è che nessuno sta più facendo comizi in piazza (o comunque non ne sono a conoscenza), nessuno sta presentando uno straccio di programma dettagliato, nessuno sta parlando dei problemi reali della città.

Pensate che la spazzatura sia uno di questi?

Problema spazzatura a Reggio Calabria: il giorno di Pasqua 25/04/2011

Reggio Calabria: problema spazzatura via Sbarre Centrali

Non saremo paragonabili alla situazione di Napoli, eppure è un problema, quello delle discariche e della raccolta differenziata, che andava affrontato prima.

Ma non voglio prendermela solo con i politici, sarebbe riduttivo e non centrerebbe, probabilmente, nemmeno il problema.
Voglio espressamente tirare in ballo i vari giornali e giornalisti che lavorano in questa città. Ma è pensabile che ci sia questo grave problema e nessuno ne scriva? E’ possibile che ci si occupi solo di arresti di ndrangheta e di questo o quel politico che presenzia ad una generica manifestazione?

Ritengo sia inconcepibile che la società civile non faccia sentire le proprie ragioni, le proprie problematiche, i propri sentimenti.
Non è pensabile continuare a vivere in questo torpore.

Reggio svegliati!

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Benvenuto Nello Musumeci: nuovo sottosegretario al lavoro

Nello Musumeci - nuovo sottosegretario al lavoro

Ve lo dico subito, ho perso il conto dei sottosegretari presenti nell’attuale governo – magari qualcuno di voi potrà illuminarmi.

Fatto sta che oggi la Destra entra ufficialmente nel governo, con la nomina del catanese Nello Musumeci quale nuovo sottosgretario al lavoro.

Ecco le dichiarazioni del neo sottosegretario:

«Sono grato al presidente Berlusconi e ai signori ministri che hanno voluto, con la mia nomina, riconoscere alla Destra un ruolo di responsabilità per contribuire alla crescita sociale ed economica del nostro Paese in un momento di così grande difficoltà. Allo stesso modo voglio esprimere, con emozione vera, la mia gratitudine a Francesco Storace e alla classe dirigente del mio partito perché questo risultato è di tutti e ci impegna a diventare protagonisti di una stagione di riforme per il Paese». Lo ha dichiarato Nello Musumeci a commento della odierna sua nomina a sottosegretario di Stato al Lavoro.

«Ho già sentito il ministro Sacconi – ha aggiunto Musumeci – al quale ho fin da subito offerto leale collaborazione e assicurato il massimo impegno. Per La Destra poter collaborare ad affrontare questioni sociali è una sfida nella quale profondere passione».

Due considerazioni a margine.
La prima: ma a quale crescita sociale ed economica fa riferimento il nostro nuovo sottosegretario? Qui mi pare che sia più importante legiferare per rendere la legge *non* uguale per tutti, piuttosto che pensare veramente ai problemi del popolo.

La seconda: oltre ad aver perso il conto dei sottosegretari di questo governo, ho anche perso il conto del numero di siciliani al governo (tra ministri, sottosegretari, e compagnia cantando). Ma dico, fare qualcosa per il sud italia?!

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Il precariato della moralità

Scrivevo [circa un mese] come il precariato fosse prima di tutto uno status ed una questione di dignità.

La mia tesi era, ed è, che il precariato fosse soprattutto quella particolare situazione nella quale si ritrovano la maggior parte dei lavoratori-cittadini, che li porta inevitabilmente a sottostare a qualsivoglia angheria, pur di poter lavorare.

Ieri sera guardavo Ballarò e sono rimasto colpito dal servizio nel quale il giornalista ha intervistato due genitori che avevano accompagnato la figlia 15enne ad una scuola di moda.

A domanda diretta su cosa ne pensassero se eventualmente la loro figlioletta venisse invitata ad Arcore e decidesse di andarci, i due rispondono che sarebbero daccordo perchè pur di avere un lavoro, pur di guadagnare 7mila euro in una serata. Concetto, questo, che ritorna in tutte le interviste (tranne forse una, di una ragazza illuminata – e non parlo di quella intervistata alla convention del pd sulle donne), dicevo ritorna in tutte le interviste fatte ai ragazzi proprio fuori dalle discoteche milanesi.

Mi chiedo: ma come può un genitore acconsentire che la propria figlia si prostituisca ed entri in certi giri, per 7mila euro?

Mi chiedo: ma come può una ragazza acconsentire a prostituirsi per una serata ad Arcore o in qualsivoglia altro party.

Dov’è finita la moralità di questo paese? Non abbiamo più un’etica? Non sappiamo più cosa voglia dire avere una dignità.

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Esportatori di democrazie: frattini ed il governo italiano sulla questione Libia

Leggo che Frattini, ministro degli esteri, ha dichiarato:

Siamo molto preoccupati per l’idea di una divisione in due della Libia tra la Cirenaica e Tripoli”, ha poi insistito Frattini, ribadendo anche i suoi timori per ”i flussi migratori” che potrebbero derivare dalla crisi.

Per il titolare della Farnesina, su tutto, bisognadifendere la sovranita’ e l’integrita’ territoriale della Libia”, e l’Unione Europea ”non deve interferire” nei processi in corso in tutta la regione, ma deve limitarsi ad incoraggiarli.

‘L’Europa non deve esportare la democrazia – ha infatti precisato Frattini – Noi vogliamo sostenere il processo democratico, ma non dobbiamo dire, questo e’ il nostro modello europeo, prendetelo. Non sarebbe rispettoso dell’indipedenza del popolo, della sua ownership”

Peccato, però, che stiamo facendo esattamente questo in Afghanistan: questo è il nostro modello di democrazia, il modello americano, prendetelo.

E si, ma d’altronde in Afghanistan non c’è petrolio e soprattutto non c’è Gheddafi

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Leader di grande saggezza

Gheddafi, Mubarak, Medvedev e Berlusconi al g8 dell'Aquila

Stanotte guardavo ‘Terra’ su canale 5 ed ero esterrefatto dalla lezione di civiltà che ci stanno dando tunisi, egiziani ed in ultimo i libici.
Al contrario di quanto si possa pensare, non tutti i paesi del Nord-Africa sono assimilabili a paesi del terzo mondo. Bene, c’erano insegnanti, professionisti, studenti universitari pronti ad imbarcarsi per l’italia … solo come ponte verso la Francia. Sì, perchè il loro obiettivo non è restare nel nostro paese; sanno benissimo la situazione in cui versiamo, sanno benissimo che se restassero qui, finirebbero nella morsa della mafia (ndrangheta o camorra che sia) o a raccogliere pomodori nei campi.
Loro partono da una situazione di sviluppo ed emigrano alla ricerca di un ulteriore miglioramento della loro vita.

Noi, qui, parliamo ancora di puttane ed escort, critichiamo i giudici, ci scanniamo tra di noi per difendere questo o quel credo politico, quando invece dovremmo essere uniti. Uniti con l’unico obiettivo di migliorare il nostro status.

Guardatevi intorno:

Milano: riesplode il caso Affittopoli, stesso posto, stesse persone di quasi 20 anni fa;
Roma: esplode Parentopoli – il sindaco Alemanno che usa Ama ed Atac come serbatoi per ripagare favori elettorali (non si spiegherebbero altrimenti tutte queste “assunzioni”);
Napoli: sommersi dai rifiuti da anni e nessuna via d’uscita all’orizzonte (oltre che chiusi nella morsa della camorra);
Calabria: si verificano episodi di aziende municipalizzate che non pagano i propri dipendenti da mesi. Questi ultimi, per tutta risposta, organizzano sit-in “civili” di protesta.

D’altronde, i libici sono guidati da un leager di grande saggezza che ha sapunto infondere loro quella coscienza collettiva che noi ancora non abbiamo:

(la foto è di: generazionefuturo)

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decreto milleproroghe, decreto mille tasse

Mentre berlusconi è impegnato a non dirsi preoccupato per l’indagine che lo coinvolge, mentre fini cerca di capire come fare un partito, casini come fare per riuscire a dividersi ulteriormente per poter stare con tutti, mentre il pd fa l’ennesima figuraccia (leggasi l’essersi calato le braghe con bossi per poi sentirsi rispondere con un secco ‘no’), mentre questo paese parla solo ed esclusivamente di sanremo e delle puttane di berlusconi, il governo ha approvato il decreto milleproroghe.

Dicevano che era il governo dei tagli alle tasse, della crescita economica.
Bene, vediamo un pò cosa comporti effettivamente questo decreto milleproroghe:

1) Introdotta tassa di 30 euro più marca da bollo di 8 per ogni ricorso al giudice di pace.
2) Eliminata la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali;
3) Eliminata la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti.
4) Cancellato il credito d’ imposta, introdotto da Prodi, del 10% alle imprese che fanno ricerca ed innovazione.
5) Niente restituzione fiscal drag a lavoratori e imprese.
6) Introduzione della cosiddetta tassa sulla tecnologia (lettori multimediali, telef. cellulari, computer)
7) Aumento tariffe dell’ acqua (grazie alla privatizzazione fatta da Tremonti, art. 23 bis decreto legge 133/2008)
8 ) Aumento delle tariffe postali
9) Aumento pedaggi austostrade Anas
10) Aumento di 3 euro sui biglietti aerei per chi parte da Roma e Milano, per qualsiasi destinazione e su qualunque compagnia, low cost incluse.
11) Aumento biglietti dei treni, sia regionali che a lunga percorrenza.
12) Raddoppio dell’ IVA sugli abbonamenti alle pay tv
13) Tabacchi: aumentano sigarette low cost e tabacchi
14) Aumento canone Rai
15) Confermata l’applicazione dell’Iva sulla tassa rifiuti, nonostante sentenza contraria Corte Cosituzionale.
16) Stretta fiscale sulle compagnie assicurative
17) Imposta di scopo (i comuni possono istituire nuovi tributi, ad es. tassa di soggiorno per i turisti) per favorire investimenti nel territorio comunale.
18) Concessa alle regioni la possibilità di aumentare fino al 3% l’ addizionale Irpef.
19) Istituzione pedaggio sui raccordi autostradali (ad es. Firenze-Siena, Roma-Fiumicino, Salerno-Avellino, tangenziale Bologna)
20) Aumento aliquota contributiva, dal 25 al 26%, per iscritti a gestione separata INPS (professionisti senza previdenza di categoria, venditori a domicilio e lavoratori autonomi occasionali)
21) Aumenta al 10% (dal 7-8) l’ “aggio” per la riscossione dei tributi concesso alla Riscossione spa. La nuova norma implica un aggravio per il contribuente pari al 2.5% circa in caso di pagamento dopo il sessantesimo giorno.
22) Aumento di 1 euro per i biglietti del cinema (ad eccezione delle sale parrocchiali)

Certamente è presente la sospensione del pagamento delle tasse per i terremotati d’abruzzo fino al 30 giugno 2011, e sono anche presenti i 100 milioni (sottratti al fondo fas) per i liguri ed i veneti …

si, in definitiva è meglio tornare a parlare di puttane

(via http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it/post/2587015.html)

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Rivolta in Bangladesh

Andamento borsa di Dhaka

Ho scoperto su Current che giorni addietro è scoppiata una rivolta in Bangladesh a causa del crollo della Borsa di Dhaka (7 Febbraio 2011) – crollo rappresentato in dettaglio nel grafico che riporto qui sopra ( via rischiocalcolato.it ).

Sembra paradossale, ma nel paese più povero del mondo, un calo del 9.25% della Borsa, vuol dire una rovina per oltre 3 milioni di risparmiatori.

Forse è l’inizio della crisi alimentare del terzo millennio

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Lo sciopero dei calciatori

Leggo e riporto la lettera che Aurora Longo ha inviato a calcioblog:

Carissimo Massimo sono Aurora, educatrice asilo nido trentaduenne campana emigrata in Toscana da otto anni in cerca di un lavoro stabile, portavoce dei Movimenti Disoccupati e Precari di Firenze e d’Italia, volevo rispondere a questo tuo pensiero che mi ha tanto colpito perché noi purtroppo non ci sentiamo nemmeno persone, ma solo schiavi, che pur di arrivare a fine mese, anzi a fine giornata, siamo costretti ad accettare di lavorare in qualsiasi condizione.
Oltre a curare i tuoi interessi e leggere i giornali sportivi, ti è giunto all’orecchio delle gravi problematiche sul mondo del lavoro? Volgi lo sguardo oltre il tuo mondo fiabesco?

Negli stadi si osserva, giustamente, un minuto di silenzio, si indossa la fascia nera, si indossano magliette per tanti buoni scopi, si organizzano partite di beneficenza , ma mai e dico mai, un pensiero, una parola, uno striscione, sulle morti bianche, sul lavoro nero, su persone che ogni giorno perdono posti di lavoro. Da oltre due settimane in Italia ci sono precari in sciopero della fame per un lavoro a tempo determinato, retribuito con poco più di 1000 euro al mese per i pochi mesi che forse riusciranno, se fortunati a lavorare durante un solo anno, persone che purtroppo si tolgono la vita perché gli è stata tolta la DIGNITA’, madre che gli viene tolta la figlia neonata solo perché guadagna appena 500 euro al mese.

Noi disoccupati, precari, poveri dobbiamo anzi ci costringono a farlo, arrovellarci su come arrivare a fine mese, combattiamo perché vorremmo una svolta nella nostra Italia e Voi avete deciso di scioperare per motivi a me futili , visto i vostri lauti guadagni che offendono tutti, lavoratori e non. Come faccio a spiegare ad un bambino tifoso, anzi amante del calcio del vostro sciopero, bambino a cui spesso si deve dire NO anche per una semplice bustina di figurine?

Che modello educativo, umano e civico può dare ai tanti giovani questa vostra presa di posizione, visto che siete il loro modello da seguire? Forse potrebbe avere un senso se vi trovaste in prima persona a sostenere fattivamente e personalmente il mondo dei cittadini espulsi dal lavoro che sta’ urlando in varie piazze la loro disperazione, mettendo a disposizione la vostra istanza per ricostruire una società che rimetta al centro dei propri obbiettivi la DIGNITA’ e i DIRITTI di ogni individuo.

E’ giusto che tuteliate i vostri diritti da lavoratore e sicuramente non è colpa vostra se questa società ha generato mostruose diseguaglianze, così mostruose da far indignare le tante migliaia di persone che ogni giorno lottano per sopravvivere qui in Italia e non nel Terzo Mondo. Spero di avere una risposta a questo mio scritto che dia un senso alla vostra iniziativa e al mio sentirmi “ NULLA” per poter ritornar ad essere una fiera tifosa delle squadre di calcio italiane.
Firenze 11/09/2010
Aurora Luongo

Aggiungo solo un dettaglio. Ero solito definirmi schiavo, sbeffeggiato da tutti qui dentro (INPS). Da un pò, ho iniziato a definirmi bracciante informatico.

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Il fumogeno a Bonanni … questione di punti di vista

Leggo oramai da qualche mese il blog di Concita de Gregorio con molta attenzione. Mi trovo spesso d’accordo con quanto scrive – lo stesso non posso dire oggi, in merito al suo commento sui recenti fatti avvenuti alla festa del PD (mi riferisco in particolare al fumogeno scagliato sul palco ed indirizzato a Bonanni).

Sono convinto del fatto che gli ultimi eventi dimostrino in modo indubitabile che qualcosa si stia muovendo. E sono altrettanto convinto del fatto che il politically correct debba morire: è arrivato il momento di prendere una posizione ferma.

Se di violenza si tratta, violenza sia. Troppo facile affermare che non bisogna condividerla a-priori, perchè a guardare bene, in tutti questi anni ci siamo sorbiti politici e sindacalisti il cui unico obiettivo era quello di curarsi degli affari proprio.

Troppo facile appellarsi al concetto di democrazia [oramai sconfinato palesemente in demagogia], quando per anni non ci avete fatto esprimere liberamente.

Troppo facile.

E’ arrivato il momento di prendere posizione, dicevo. Se si è arrivati a questo punto, credo sia banale tacciare questi fenomeni come ‘squadrismo’, come sempre i politici guardano solo alle proprie poltrone ed a difendere il proprio orticello.

Sarebbe forse il caso di capireperchè il popolo sia giunto a questo punto; invece che preoccuparsi se andare alle elezioni o meno, invece di fare campagna acquisti di politici promettendo poltrone, invece di fondare nuovi gruppi parlamentari, invece di pensare ad andare l’uno contro l’altro, è ora di cambiare… e la gente sta iniziando a capirlo !

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Analfabeti costituzionali

Art. 87.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 88.

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura

In virtù dei poteri del presidente della repubblica e del fatto che governo e parlamento son due poteri ben distinti, solo il presidente della Camera può dimettersi, di sua spontanea volontà – e comunque, tale proposta di dimissioni deve necessariamente essere accettata dalla maggioranza dei deputati.

Interessante, poi, il commento di Marzio Breda sul Corriere della Sera di oggi; il giornalista, fa notare che sarebbe inusuale che Berlusconi vada a parlare dal presidente della repubblica con a braccetto Bossi. Questo perchè Bossi non ha altra carica se non quella di ministro. Prassi e forma vogliono che Berlusconi possa interloquire con il presidente della repubblica con la compagnia del presidente dei deputati della Lega Nord ed il presidente dei senatori del PDL.

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Al voto il 7 novembre?

Ciò che è successo ieri relativamente alla mozione di sfiducia a Caliendo è cosa nota.
Si legge in rete che berlusconi abbia minacciato le elezioni anticipate nel mese di novembre.

Secondo Concita de Gregorio tale data sarebbe individuabile nel 7 novembre.
Secondo repubblica sarebbe compresa tra il 14 ed il 21 novembre.

Considerato che, come scrivevo ieri su Facebook, parto da un presupposto di estrema sfiducia nei confronti dei politici di qualsivoglia schieramente, mi son chiesto perchè indicare proprio quel periodo per le elezioni.

Bene, scopro su Wikipedia che Berlusconi è salito ufficialmente l’8 maggio 2008. Contando i 30 mesi necessari ai politici per ottenere il vitalizio pensionistico, il risultato finale è proprio il 7 novembre 2010.

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Vodafone, la crisi ed il cliente perduto

E’ un po’ che seguo l’evoluzione dei cellulari Android, ed ero stato attratto dall’Acer Liquid.

La radio, in uno dei suoi spot sfavillanti e accattivanti, mi annuncia che la Vodafone ha inserito il suddetto smartphone nei suoi listini ed io tutto giulivo sono andato in un negozio Vodafone One, il primo che mi è capitato a tiro.

Una paziente attesa mi permette di osservare i vari smartphones in vendita e trovo per l’appunto esposto quello che stavo cercando, vi era un cartellino che mi indicava l’esistenza di un piano in abbonamento o l’acquisto a 399€.

Sfortunatamente non avevo mai avuto in mano un cellulare con Android, volevo quindi cogliere l’occasione per testare qualche opzione, per toccare con mano la reattività, per vedere quanto fosse accattivante e per gustare la Google experience che tanto mi attrae.
Arrivato finalmente il mio turno chiedo alla signora di poter vedere il Liquid, avevo quasi l’acquolina, alchè la signora apre la vetrinetta e mi mette in mano l’oggettino tecnologico con un gesto un pochino scocciato, bramoso vado a cercare il pulsantino di accensione e chiedo “Posso accenderlo vero?” supponendo fosse una domanda retorica. La doccia fredda è arrivata con la risposta “No, per disposizioni interne i cellulari non si accendono”, resto un po’ perplesso, ma come? Che cosa dovrei vedere con il mattoncino di plastica in mano? Domande mi attanagliavano e quindi ho chiesto “Ma scusi, il valore di questo smartphone è nel software, che io vedo la plastica esterna che ci faccio? Che faccio le do 400€ così sull’unghia e neanche lo posso provare?”, la signora un po’ infastidita mi dice “Eh ma guardi che per i cellulari è così, è difficile che glielo facciano accendere” e dunque un po’ seccato glielo restituisco e le dico “Con questo non ci faccio niente, è una politica insensata, arrivederci”. E me ne sono uscito un po’ intristito.

Dunque, ricapitoliamo, io sono entrato in un negozio, in un tempo di crisi,  domando del pezzo praticamente più costoso di tutto il negozio e quando chiedo di provarlo mi si risponde che non si può e che se mi sta bene compro a scatola chiusa sennò arrivederci? Qualcosa non torna. Non pretendo il tappeto rosso perchè sono bello, ma quando ho nominato quel cellulare alla signora sarebbe dovuto apparire un counter sopra la mia testa con scritto “399,00€” e l’idea di farmi strisciare la carta di credito sarebbe dovuta diventare la sua ossessione e invece no “Guardi coi cellulari è così”. Ma dico io.. tenete un muletto di prova, inventatevi qualcosa. Io detesto Apple per molti motivi, ma dal punto di vista del marketing sono imbattibili, andate in un Apple store, potrete giocare con qualsiasi aggeggio in vendita per tutta la giornata se vorrete. Volete sapere come funziona un iPhone? Un addetto vi farà provare i suoi più reconditi segreti e voi sarete così ammaliati che lo vorrete comprare subito.

Per concludere, la crisi si combatte coi soldi, io sono il cliente, io porto i soldi quindi devo essere coccolato e munto del mio denaro, la politica della Vodafone è assurda e arretrata e spero che qualche rivenditore illuminato la aggiri al più presto.

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