Alemanno vs HuffingtonPost

Sulla diatriba Alemanno vs Annunziata e sulla illegalità dell’aver pubblicato le foto del proprio figlio, mi colpisce molto di più che HuffingtonPost consenta la pubblicazione di foto prese da Facebook con sopra il proprio logo (come se le avessero scattate loro) e senza citare o riportare alcun tipo di link [tipico atteggiamento del più becero giornalismo italiano]

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socialstatistics: le statistiche su google plus

Con questa mail ricevuta da Boris Veldhuijzen van Zanten, si annuncia il successo dell’iniziativa di Socialstatistics:

What a week! Only 7 days ago did we first launch SocialStatistics.com and it has been one hell of a ride since then! 300,000 unique visitors generated 1,000,000 pageviews on our site, and the servers didn’t even go down.

SocialStatistics si presenta con la top 100 di utenti su Google Plus, ordinati per numero di followers. Fino a ieri, con la presenza di Mr. Facebook in prima posizione, oltre un numerosissimo gruppo di Googlers (Sergey Brin, Larry Page, Matt Cutts), risaltava subito un dato molto particolare: tantissimi utenti avevano un gran numer di followers, ma 0 friends [ed è un discorso legato alla modalità di comunicazione in push).

SocialStatistics è però molto di più: fornisce la possibilità di cercare utenti su google plus, potremo inserire il widget di SocialStatistics sul nostro sito web ma, ancora più importante, mette a disposizione di tutti noi sviluppatori le API per realizzare applicativi che si interfacciano con Google Plus (ed ancora prima che lo abbia fatto Google).

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Google Plus: comunicare in modo push

Logo google plus

Attualmente esistono due diverse tipologie di social network: simmetrici ed asimmetrici.
I social network simmetrici sono quei place virtuali dove due utenti devono essere forzatamente in contatto reciprocamente, affinchè sia possibile farli comunicare. L’esempio più famoso di social network simmetrico è Facebook.

I social network asimmetrici, invece, partono dal presupposto che ascoltare e parlare non siano sullo stesso livello: per questo motivo, un utente può seguire la comunicazione di un altro utente, senza che questi debba per forza di cose fare lo stesso. Questo meccanismo è alla base del funzionamento di Twitter e Friendfeed.

In Google+ (Google Plus) c’è asimmetria, ma un asimmetria un pò particolare: il concetto di cerchie, a pensarci bene, riguarda in particolar modo la comunicazione in uscita (cioè io decido chi può visualizzare quello che io comunico) e non la comunicazione in entrata. Questo vuol dire che l’utente decide di comunicare in modalità push verso gli utenti inseriti in specifiche cerchie.

E’ un meccanismo un pò diverso da Twitter, che comunque resta il place virtuale dove riesco a comunicare meglio e più velocemente.

Come scrive giustamente Roberto Felter sul suo blog:

Twitter è cresciuto perchè è semplice e hai tu la scelta di quello che vuoi ricevere.
Facebook è cresciuto perchè permette di trovare persone di cui non avevi alcun contatto.
Con G+ non puoi fare ne l’uno ne l’altro.

Io credo che Google Plus si avvicini molto più alla vita reale di quanto non facciano Twitter e Facebook, proprio per questa sua modalità di comunicazione che potrei definire ibrida tra Facebook e Twitter.

Ed è anche vincente l’approccio: tutti gli utenti possono comunicare con il team di sviluppo, segnalare bug, segnalare migliorie e vedere cambiamenti giornalieri, e quindi evoluzioni importanti di Google Plus non può che rendere ancora più interessante questo prodotto (che non a caso, secondo le stime di Mashable, ha raggiungo oltre 10 milioni di utenti)

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Google plus: gestione perversa della privacy

A distanza di qualche giorno di utilizzo di Google+ (google plus), inizio a capire meglio come funziona tutto questo meccanismo.

I circle nascondono un funzionamento che è meglio tenere in considerazione, onde evitare problemi:

– se create e pubblicate un post privato con una cerchia di amici, non c’è modo per evitare che ognuno di loro inviti chi vuole a leggere e commentare il post. Ecco l’estratto dalle norme sulla privacy di Google Plus:

È possibile scegliere il destinatario dei contenuti condivisi in Google+. Tutti i destinatari di un post possono essere in grado di vedere alcune informazioni sulle altre persone che lo hanno ricevuto. I partecipanti a una conversazione di gruppo possono visualizzare la cronologia di tale conversazione (inclusi i partecipanti aggiunti alle conversazioni di gruppo nella funzionalità Huddle del cellulare). Inoltre, è opportuno ricordare che quando si condivide un contenuto tramite Google+, chiunque lo riceva potrà condividerlo con altri.

– se taggate una persona in una foto che si trova in un album privato la persona potrà vedere tutto l’album (e se non ho capito male addirittura condividerlo, ma su questo sono ancora parzialmente dubbioso)

Inoltre, le norme sulla privacy di Google+ (molto più stringato di quello di Facebook), contiene alcuni passaggi un bel pò preoccupanti:

Registreremo le informazioni relative all’attività dell’utente, ad esempio i post per cui inserisce un commento e gli utenti con cui interagisce, per ottimizzare l’esperienza di tutti gli utenti con i servizi Google

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Google+: prime impressioni su Google Plus

La scorsa settimana ho avuto modo di ricevere un invito al nuovo social network di Google: google+ (google plus).

Google Plus: pagina profilo di Francesco Biacca

E’ ancora molto spartano rispetto a prodotti più evoluti come Facebook; sicuramente, però, ha delle notevoli potenzialità di crescita.
L’approccio comunicativo è profondamente diverso (ma dedicherò a questo aspetto un post a parte) dai social network cui siamo abituati.
La novità più importante è senza ombra di dubbio l’introduzione del concetto di “Circles”, dei micro-gruppi ai quali è possibile indirizzare la propria comunicazione in modo selettivo.

Al contrario di Facebook, c’è un uso smodato di effetti grafici che colpiscono: in primis, la possibilità di aggiungere utenti ai Circles tramite drag&drop (ed è bellissimo l’effetto che viene eseguito una volta che l’utente vi rientra). C’è sicuramente un approccio molto più spinto verso le foto, che vengono presentate con una risoluzione di molto superiore al mondo di Facebook.

Allo stato attuale è ancora chiuso, nel senso che non è possibile invitare persone (google apre i rubinetti spot durante la giornata) – può essere una scelta positiva o meno (ad esempio ha decretato la morte di Wave, assieme ad altri mille motivi) – lo vedremo solo con il passare del tempo.

Per ora, il mio giudizio è sicuramente positivo. Come scrissi tempo fa, su Facebook sento notevolmente la mancanza di un approccio comunicativo di qualità, al contrario di quanto invece riscontro su Twitter (che è molto più calzato sulla mia volontà di comunicare con gli altri).

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Referendum 2011: vincono i social network anche in italia

Circa un’ora fa è giunta la notizia che il quorum sia stato [abbondantemente] superato.
Non so se qualcuno ci penserà, ma questa è nettamente non una vittoria politica, questa non è una vittoria di questo o quel partito politico, ma una vittoria della gente, dei comitati e soprattutto dei social network: facebook e twitter in primis.

Se non fosse stato per gli sforzi di tutti quegli “attivisti” (passatemi il termine) che in questi mesi hanno usato questi mezzi in modo corretto per invitare le persone ad andare a votare. Complimenti, complimenti a tutti coloro i quali ci si sono impegnati veramente.

E ne parlo giusto perchè questo è un voto storico per questo paese – forse qualcosa può cambiare veramente…

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Sky chiude Current TV: Al Gore contrattacca

Current TV

Ieri sera ho ricevuto un SMS dove mi si diceva che Al Gore era da Santoro.
Il primo pensiero è stato “al gore?!” – sappiamo tutti che Current TV ha aiutato Santoro ai tempi di “Raiperunanotte” per cui non mi è parso poi tanto strano.

Fatto sta che scopro, appena tornato a casa, che Sky ha intenzione di chiudere Current TV.
Non sto qui a ripetere le dichiarazioni di Al Gore in difesa di Current, o delle repliche di Sky, che trovate citate in molti blog.

Come sempre ognuno dice la sua ed è difficile capire chi abbia ragione.
Per dire: a me piace poco il concetto che una parte (Al Gore) si dica difensore della libera informazione e poi riunisca segretamente una serie di blogger italiani con cui ha dei rapporti. Subito dopo va da Severgnini ed infine da Santoro in TV. Avrei preferito un incontro aperto a tutti, dove diceva le sue ragioni e stop.

Così mi sa di strumentale.
Come di strumentale mi sa il comportamento di sky, ed il ragionamento secondo il quale vogliano chiudere Current per non mettersi di traverso a Berlusconi e poter entrare nel mercato del digitale terrestre, non mi pare poi tanto illogico.

Vediamo come va a finire – sicuramente io Current la guardo e continuerò, eventualmente, a guardarla via Internet. Non sarebbe una bella cosa per la deleritta tv italiana, se cancellassero l’unico vero canale dove sia possibile informarsi su notizie indipendenti ed alternative.

Aggiornamento: ho da poco scoperto che esiste una pagina Facebook dove potete sostenere la causa di Current contro la cancellazione da parte di Sky.

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Google social search: google introduce il pulsante +1

Ed infine e’ iniziata la “guerra” del like.

Google ha dato vita al primo esperimento di social search, dando la possibilita’ agli utenti di votare il link, risultato dalla ricerca sul famoso motore di ricerca, cliccando sul nuovo pulsante +1.

Aggiornamento: la notizia e’ ripresa dal blog di dario salvelli.

Aggiornamento: per attivare questa nuova funzionalita’, dovete attivare il primo esperimento su google experimental

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Berlusconi ed Obama

Obama a cena nella Silicon Valley

Questa foto sta girando sul web.
E’ la cena alla quale erano presenti il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ed alcuni rappresentanti delle più grandi aziende operanti nella Silicon Valley. Nel caso in cui non conosciate i soggetti seduti al tavolo, vi faccio notare:

– Mark Zuckenberg (mr. Facebook) seduto alla destra di Obama;
– Steve Jobs (mr. Apple) seduto alla sinistra di Obama;
– Erich Schimdt (uno dei mr. Google), seduto a capotavola vicino la tizia bionda;
– Carol Bartz (mrs. Yahoo) e Dick Costolo (credo, mr. Twitter) seduti all’altro capotavola.

Bene, mi colpisce che Obama sia seduto a tavola con certi personaggi, mentre il nostro presidente del consiglio (Silvio Berlusconi) goda del suo tempo libero organizzando feste nella sua villa di arcore o a palazzo grazioli, alle quali invita uno stuolo di veline e ragazze ben disposte a certi favori.

E’ proprio vero, ognuno può fare quello che gli pare nel suo tempo libero!

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Telecom Impresa Semplice, adsl fastweb e la burocrazia italiana

Uno degli aspetti che ancora mi manca di Bologna è sicuramente l’avere usufruito dei servizi su fibra ottica di fastweb.

Qualche mese fa, in corrispondenza del trasloco, ebbi la brillante idea di lasciare il monopolista per eccellenza e darmi alla concorrenza (e fa anche rima 😉 ).

Non l’avessi mai fatto: limiti ridicoli sul numero di pc (3) da poter collegare contemporaneamente, continue disconnessioni e, soprattutto la sera e nel weekend (quindi nei picchi di utilizzo nella zona in cui abito) la qualità della linea fastweb è pessima (zona Roma Tiburtina).

Decido quindi di far ritorno da chi possiede tutto, e quindi di chiedere il passaggio verso Telecom. Visto che ci sono, decido di passare ad ImpresaSemplice, in modo da poter scaricare il costo di Internet che, comunque, utilizzo per il mio lavoro di libero professionista.

Una volta completata la procedura sul sito internet, il sistema visualizza un errore nel quale, tra le altre opzioni, mi viene proposto di contattare telefonicamente il 191. A malincuore, sapendo a ciò a cui andavo incontro, “alzo” il telefono e contatto il 191 come da prassi.

E qui arriva l’assurdità.
Il call center mi comunica che usufruendo di un servizio adsl fastweb su linea residenziale, devo fare ciò che loro chiamano “surclassazione“, cioè prima devo fare richiesta di passaggio della mia linea da fastweb a telecom (187) e solo successivamente richiedere il passaggio verso la linea business (191 – ImpresaSemplice).

Qualcuno potrà mai spiegarmi questa assurdità burocratica?
Ne dubito fortemente.

A me consumatore, utilizzatore (per lavoro) di Internet, poco importa della tipologia della linea di cui usufruisco. Molto banalmente, richiedo un servizio e pago per quel servizio.

Non mi capacito di quale sia la motivazione per cui 187 o 191, che sono sicuramente espressione della stessa società madre, debbano incorrere in tutte queste lungaggini per accaparrarsi un nuovo cliente.

Ultima nota (più o meno positiva): Telecom è nettamente all’avanguardia rispetto agli altri operatori , almeno nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione. E’ di poche settimane fa la nascita del blog di Eraclito (gestito da Mantellini); inoltre ImpresaSemplice possiede un proprio profilo su Facebook.

Devo dire che, al massimo dopo 10 minuti dall’aver scritto sulla loro bacheca, sono stato contattato privatamente da un certo Lorenzo che si prodigava per aiutarmi. Purtroppo senza venirne a capo, considerato che mi è stata confermata la stessa burocratica trafila spiegatami per telefono dal 191.

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Generazione uomini e donne

Ieri si discuteva su Facebook delle ultime notizie riguardanti Berlusconi (affaire Ruby).

La conversazione nasce da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera: “L’attacco alle libertà individuali”, a firma di Piero Ostellino:

Marco: caro Ciccio ricorda sempre che se per caso questi gentili pubblici ministeri si stessero diciamo cosi sbagliando in buona fede, se insomma fosse tutta l’ennesima bolla di sapone, ad essi mai alcuno potrebbe addebbitare un qualcunchè, se non i loro stessi simili e cmq mai niente di trascendentale, casta anche per questo. L’equilibrio istituzionale in questo paese è ormai irrimediabilmente compromesso, anche e soprattutto per colpa/merito loro.

me: e ricordo di casi di gente *comune* invischiata in storie mediatiche poi verificatesi in bufala, ne è piena la storia italiana (ed uno dei casi che mi viene in mente è mauro e l’accusa di usura).
però è anche vero che se tutto ciò corrispondesse a realtà, a quegli stessi magistrati dovremmo dire “ben fatto”, o no?

[cut]

il discorso che fai è rischioso, perchè il passo successivo è vedere impuniti atteggiamenti intollerabili – almeno dal mio punto di vista.

nel caso specifico dell’affaire ruby, è molto ma molto meno grave di tanti altri misfatti (vedi caso mills), però per l’opinione pubblica di questo paese fa sicuramente più scalpore.

ed è qui che dovremmo iniziare a farci qualche domanda

Il succo della sostanza è che tutta questa storia di puttane, escort e prestiti di denaro del trio Berlusconi-Fede-Mora è in realtà un problema di minor conto rispetto a tanti altri casi che attanagliano l’attuale premier da oltre 20 anni. Viceversa, assume rilievo mediatico nel paese Italia, catto-bigotto a seconda delle circostanze.

Stiamo per percorrere una strada molto rischiosa: se passasse la teoria secondo la quale tutto questo fiume di parole sia solo ed esclusivamente un attacco mediatico per screditare la figura di Berlusconi, si affermerebbe ancora di più la generazione Uomini e Donne; cioè quello stuolo di giovani disposti a tutto pur di “arrivare” – e questo non ce lo possiamo permettere.

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Evoluzioni su Facebook

Facebook ha sicuramente modificato (profondamente) le modalità di comunicazione dell’anno appena passato.

Nel corso della sua storia, la web app da 50 miliardi di dollari ha più volte trovato soluzioni diverse, magari piccoli fix al layout grafico, che l’hanno progressivamente portata ad essere ciò che oggi conosciamo.

Ultimamente, a mio avviso, si sta tuttavia deteriorando la qualità del contenuto comunicativo offerto dai vari utenti, degenerando in una sorta di canale #italia di irc-iana memoria (passatemi il termine). Noto sempre più spesso una condivisione massiva di video, spam di vario tipo celato sotto forma di nota (mi dicono però che alcuni sono “simpatici”).

Sarebbe interessante capire, ove ci avessero realmente ragionato, se sia, per caso, in cantiere la possibilità di taggare il contenuto informativo del proprio status, in modo poi da poter meglio filtrare i contenuti che si vogliono visualizzare; questo consentirebbe, ad esempio, di poter trovare “amici” con contenuti, idee e sentimenti più simili ai nostri.

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“Mi piace” questo elemento?

Mi piace. Non mi piace più. Per politically correcteness il “non mi piace”  secco neanche c’è. Questo è tutto.

Visto come Facebook ha ucciso la comunicazione in virtù dell’interazione di tipo meccanico? Sì perché leggiamo un post, un link, addirittura un commento carino ed invece di sprecare un minimo di neuroni per rispondere o commentare in modo da alimentare la discussione, in modo da fare si che tra il serio ed il faceto si arrivi un po’ più lontani da dove si è partiti, in modo, insomma, di dire qualcosa, cosa si fa? Si clicca su “mi piace”. Fine. Nessuna discussione,  nessuna evoluzione, solo il meccanico far dire che ti piace. Ma scriverlo? Scrivere un commento positivo che faccia capire che piace ciò che è stato condiviso? Avere il coraggio di scrivere una stroncatura o la sagacia di mettere un commento sarcastico e critico? Trovo che sia una delle opzioni più odiose di Facebook, capisco quando sia relativo a pagine, così uno fa sapere in giro cosa gradisce del variegato Zoo di pagine di Facebook, ma trovo talmente snervante il non avere quasi alcun tipo di feedback che ormai mi passa quasi la voglia di condividere. Come si fa a non provare una immensa tristezza quando si trova un video divertente e lo si condivide taggando qualcuno, con una descrizione anche pensata magari e quel qualcuno clicca su “mi piace”? Quando si pubblicano le foto delle feste? Io la sento, quando la spia rossa delle notifiche si accende e si vede che qualcuno ha cliccato “mi piace” che cosa da? Cosa restituisce? Nulla! E infatti neanche vado a vedere cosa è stato “piaciuto”. Mi meraviglio soprattutto delle donne, così sensibili e comunicative. Pensate se quando si prova un vestito, si sceglie una borsa, si attende che dicano se la torta cucinata è buona o meno alla domanda “ti piace?” si ricevesse solo un secco “si” di risposta, piacevole vero? Se fosse il vostro fidanzato lo mandereste a quel paese per la sua mancanza di sensibilità. La cosa triste è che il motivo per cui si sia diffuso è comprensibile. La gente è di base insicura e pigra, questo porta ad utilizzare una sorta di comoda paletta che indica il proprio gusto e che non fa sbilanciare troppo sulla propria preferenza, per rimanere socialmente al sicuro da critiche sulle proprie preferenze, allo stesso tempo quella preferenza automatizzata garantisce che si è ricevuto un apprezzamento, una sorta di gratificazione automatizzata che ci si scambia in continuazione, come cortesia personale. Ma forse è anche vera un’altra cosa… la gente mediamente non ha più niente da dire e quindi lascia che sia un link a dirlo al posto suo…

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Apologia ed istigazione di violenza via Internet

Leggo sul sito del Corriere della Sera che è stato presentato un disegno di legge dal senatore Raffaele Lauro secondo il quale (cito testualmente):

Chi istiga a commettere delitti contro la vita e l’incolumità delle persone o ne fa apologia, sarà punito con la reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica (internet e social network), la pena è aumentata.

Ho cercato sul web ma non sono riuscito a trovare il testo completo del ddl.
Certo che una pena da 3 a 12 anni per un reato del genere è ridicola se paragonato a quella per stupratori ed omicidi

Aggiornamento: se ne parla anche su Fratelli d’Italia

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Inter – Barcellona vista dalla tribuna rossa

Succede che ti svegli un sabato qualunque, ti colleghi a facebook e noti che un tuo amico (in questo caso il clubvaio della sony) mette in palio due biglietti per Inter-Barcellona al primo che riuscisse a scrivere correttamente il nome di un particolare dirigente della casa giapponese.

Bah, tra il preparare il caffè, leggere le notizie e farmi i cazzi degli altri su facebook, decisi di giocare. Finisce che vinco due biglietti di tribuna rossa per la mia prima partita di Champions League.

Il perfetto mix tra sagacia, tempismo, capacità di ricerca su google. Riassumendo in un’unica parola: culo! 🙂

San Siro è sempre San Siro. L’impatto che ti fornisce l’ingresso in questo stadio, non lo potrai trovare in nessun altro stadio d’Italia (come d’altronde l’audio perfetto al suo interno). Purtroppo andare a vedere una partita di calcio senza tifare una squadra in particolare, è una grande tristezza (almeno in Italia).

Ho visto un Inter non all’altezza, chiusa in difesa per non prendere troppi gol.
Ho avuto la soddisfazione di sentire tanti tanti fischi ad Ibrahimovic (e per chi come me, lo critica da una vita, vuol dire che prima o poi torna tutto).

Non ho ben capito, in mezzo alla borgesia milanese, per quale motivo si dovrebbero spendere 200 e passa euro per entrare in tribuna rossa e poi andarsene a 10minuti dalla fine. Mistero!

Infine un appunto: è inammissibile che io abbia due biglietti di tribuna rossa numerata, arrivi alle 20.30 allo stadio e non ci sia più posto. Se il biglietto è numerato, deve esserci il mio posto libero.
Poi i signorotti del calcio si lamentano delle curve, non mi pare che in mezzo al loro mondo la situazione sia tanto diversa.

Aggiornamento: mi viene chiesto di specificare meglio come sia andata in merito all’assenza di posti.

Giunti in tribuna rossa, si viene accolti da una miriade di steward tutti intenti ad aiutare chi ne faccia richiesta (e tendenzialmente si tratta sempre di donne avvenenti). Dopo aver chiesto dei miei due posti ad almeno 3/4 di loro, mi dicono che oramai il posto era occupato (non si sa bene da chi, non mi pare che i seggiolini siano numerati – al contrario dei biglietti). Fatto sta che veniamo fatti accomodare, sempre in tribuna, nelle poltroncine imbottite con lo stemma dell’inter, in un posto sicuramente non nostro – ma dal quale non veniamo più spostati fino a fine gara.

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Facebook compra Friendfeed

Il ritorno dalle ferie è sempre un pò traumatico. Il feed rss è pieno di notizie interessanti.
Ad agosto 2009 spicca senza ombra di dubbio l’acquisto di FriendFedd da parte di Facebook per 47.5 milioni di $.

Staremo a vedere come si comporterà twitter.

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Il meglio della settimana #42

La settimana è stata caratterizzata da alcuni eventi: lo sciopero della blogosfera contro il ddl Alfano, lo scandalo della sentenza Sandri contro Spaccarotella, la pubblicazione di Magic Italy.

Lo sciopero dei blogger, per me, è stato un fallimento. E lo dico in tutta onestà, anche alla luce del fatto che non ero d’accordo nel suo svolgimento. L’aver registrato una partecipazione di qualche migliaio di blogger, in un panorama, quello italiano, ben più ricco delle poche celebrità (aka blogstar) che lo rappresentano. Non mi si venga a dire che è stato difficile organizzarlo nè tantomeno che è stato rivoluzionario in quanto il primo in assoluto. Tutte fandonie: i blog nascono, vivono e muoiono, per la voglia di comunicare dei soggetti che ci scrivono. Ed è lo scrivere la forza dei blogger, non il loro silenzio.

Per l’ennesima volta lo stato, dopo la sentenza sull’omicidio di Federico Aldrovandi e la sentenza sull’omicidio razzista Abba, ha dato una prova di ingiustizia, condannando l’agente Spaccarotella omicidio colposo con l’aggravante della “colpa cosciente”. Un non-senso giuridico, che ci dimostra per l’ennesima volta che lo stato protegge come sempre i suoi adepti e castiga quando ad andarci di mezzo sono i suoi servitori (leggasi sentenza di Genova, leggasi sentenza omicidio Raciti).

Per Magic Italy, italia.it o dirsivoglia, onestamente, sono troppo disgustato per parlarne.

Ed ecco le voci più ricercate della settimana su Olympuslabs:

facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

La rinascita della Viola Basket Reggio Calabria;

Il post più commentato si conferma anche quello più cercato dai lettori di olympuslabs: e se il superenalotto fosse truccato? :)

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Il meglio della settimana #41

Su OlympusLabs si confermano queste le voci più ricercate:

facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Il post più commentato si conferma anche quello più cercato dai lettori di olympuslabs: e se il superenalotto fosse truccato? 🙂

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Il meglio della settimana #40

La settimana è stata sicuramente segnata dall’incidente alla stazione di Viareggio e la conseguente ridda di polemiche sulla sicurezza del nostro sistema ferroviario.

Su OlympusLabs si confermano queste le voci più ricercate:

facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Nokia E65: come risolvere il problema del non corretto funzionamento del tasto verde;

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Il meglio della settimana #39

La scorsa settimana, causa eccessivi impegni lavorativi, ho saltato l’appuntamento con il meglio di olympuslabs, cioè i post più cliccati. Ho quindi deciso di modificare leggermente questa sorta di “rubrica” [il virgolettato è d’obbligo].

Da oggi diverrà un mix, tra ciò che è successo durante la settimana appena passata e ciò che è stato il gusto dei lettori del blog.

La settimana appena trascorsa è stata sicuramente segnata dalla morte di Michael Jackson. Volente, o nolente, che vi piaccia o meno, era il re del pop e sicuramente un’icona per tantissime persone in giro per il mondo e la rete, per l’ennesima volta, da ottimi spunti: guardate questo grafico che rappresenta le ricerche su google alla voce Michael Jackson.

E’ stata anche la settimana dei risultati elettorali, della bocciatura del referendum e soprattutto della presentazione ufficiale del tanto famigerato logo Magic Italy (un obrobrio con pochi precedenti).

Su OlympusLabs si confermano queste le voci più ricercate:

facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

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Il meglio della settimana #38

I post più cliccati della settimana:

Facebook il porno, le escort e la mafia: come si evolvono i gruppi [e la censura] sul social network più diffuso al mondo;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Cambiare la conver al Nokia N73: tutorial dove spiego come cambiare la cover dell’n73;

Accenture Technology Solutions: la mia esperienza sul colloquio di lavoro con Accenture Technology Solutions (anche: lavorare a 28 anni senza esperienza) e uno sguardo a come Accenture Technology Solutions si adatta al periodo di crisi;

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Il meglio della settimana #37

I post più cliccati della settimana:

Facebook il porno, le escort e la mafia: come si evolvono i gruppi [e la censura] sul social network più diffuso al mondo;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Cambiare la conver al Nokia N73: tutorial dove spiego come cambiare la cover dell’n73;

– Recensione del ristorante sardo Mammutones, zona Nomentana, Roma

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Il meglio della settimana #36

I post più cliccati della settimana:

Facebook il porno e la mafia: come si evolvono i gruppi [e la censura] sul social network più diffuso al mondo;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Accenture Technology Solutions: la mia esperienza sul colloquio di lavoro con Accenture Technology Solutions (anche: lavorare a 28 anni senza esperienza) e uno sguardo a come Accenture Technology Solutions si adatta al periodo di crisi;

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