A distanza di giorni dal mio ritorno da Parigi la prima cosa che mi viene da scrivere è: “La metro di Parigi è da orgasmo”.
14 linee, non si è mai costretti ad uscire fuori dal tube per giungere a destinazione.
Girare la città così è davvero semplice e ti consente di non doverti impelagare in ore ed ore di traffico. Da questo punto di vista, Roma è anni luce indietro rispetto a Parigi e Londra.
Mi si dirà: “si va bene, ma qui abbiamo la storia, ma qui non si può scavare, bla bla bla”.
I fatti dicono che la metro A è stata inaugurata 30 anni fa e ad oggi la capitale offre solo due linee di metro e, ancora più grave, molte zone della città non presentano nemmeno la preferenziale per gli autobus.
Poi ripenso a Parigi e mi dico: cara!
Ho speso più in 3 giorni in Francia che in 3 settimane a Roma … e senza concedermi cene fuori. Le spese son limitate allo stretto indispensabile per cibarsi (crepes e mc donald’s), le spese di trasporto e qualche drinks.
Ecco capitolo drink: i miei amici qui a Roma si lamentano degli shot di amari e rum a 4 euro (che se confrontati con i prezzi di molte realtà calabresi, risultano sicuramente esorbitanti). Bene, a parigi uno 0,4cl di baileys costa ben 8 euro – stesso discorso dicasi per tutti gli altri alcolici. Una birra da 0,25 ci è costata 4,3€.
Ah strano che a Parigi i prezzi siano indicati in questa strana forma: 4€30 .. valli a capire questi francesi!! Come d’altronde, poco chiaro è il fatto del perchè mi abbiano chiesto di digitare il pin della carta di credito, quando in Italia si limitano a farti apporre una firma sullo scontrino (Marco ha una sua teoria in merito).
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Credo che anche i bambini conoscano la mitologica storia della lotta di Davide contro Golia, il pastore che sconfigge il gigante filisteo il cui sport preferito era quello di infastidire gli ebrei.
Il mondo del calcio è pieno di questi esempi. Tutti hanno visto il clamoroso fallo di mano di Henry; tutti sanno che la Francia andrà al mondiale perchè così è stato deciso dalle alte sfere del calcio (chissà come mai, infatti, sono state cambiate le regole in corso, introducendo le teste di serie per gli spareggi).
Che il sig. Blatter fosse un porco, si era già capito. Noi italiani ce lo ricordiamo bene in varie occasioni – mondiale di Corea a parte.
E poi c’è Le Roi, Michel Platini, a cui tanto piace parlare di fair play, di regole finanziarie di modo da rendere omogeneo il panorama calcistico europeo, e che poi, sotto sotto, godrà anche lui di aver rubato questa qualificazione, perchè possono dire ciò che vogliono, ma che manchi l’irlanda al mondiale non gliene fotte nulla a nessuno. Ma se fosse mancata la Francia, la gloriosa Francia, il cui tanto amato CT non vuole chiedere scusa, allora sì che il dio danaro sarebbe venuto a mancare.
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Reggio Calabria: una città [metropolitana], un perchè.
Vittorio mi segnala che è stato istituito il volo Reggio Calabria – Parigi e che avrei potuto leggerne di più sul sito aeroportorc.
Si tratta di un volo settimanale, fissato nella giornata di lunedì, 8.30-11 la partenza, 11.45-14.10 l’arrivo.
Seppur essendo inesperto in materia aeroportuale, posso affermare che l’Aeroporto dello Stretto è chiuso da due aeroporti internazionali come Lamezia Terme e Catania, oltre che afflitto da evidenti problemi strutturali (basta osservare che gli aerei all’arrivo passano sopra case abitualmente abitate da reggini).
E’ un aeroporto che negli anni ha subito le angherie di questo o quel signorotto politico, di questo o quel dirigente Alitalia che per [assurde] ragioni commerciali ne hanno impedito lo sviluppo da sempre. Non capisco, in questo caso specifico, cosa possa servire andare a Parigi per un reggino che, mediamente, cerca le rotte verso Roma/Milano e Torino/Bologna.
Non avrebbe avuto più senso potenziare, quindi, i voli verso Milano o Roma invece che pseudo trafficati voli verso la capitale francese?
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Nei giorni in cui per la prima volta nella storia della Repubblica viene messo a disposizione l’audio delle intercettazioni telefoniche Berlusconi-Saccà, in barba ad ogni più elementari norme di riservatezza e garanzia della privacy (volevo vedere se pubblicavano quelle di Mastella o Prodi o Fassino), il governo di questa povera e deleritta Italia, decide di cedere uno degli ultimi pezzi di storia industriale ai fratelli francesi.
L’asse Prodi-Francia-Spagna, anche alla luce dell’ultimo incontro a 3, è sempre stato abbastanza forte. Non ho ben capito per quale oscura ragione la scelta sia ricaduta su Air France piuttosto che su Airone – fatto sta che da oggi Malpensa e tutta la logistica del Nord Italia subirà una bella ridimensionata – così come, tutti coloro i quali dovranno effettuare viaggi internazionali o intercontinentali con la nostra ex-compagnia di bandiera, dovranno per forza di cose passare da Parigi (e vi auguro buona fortuna, visti i ritardi e la disorganizzazione del Charles De Gaulle).
Questo governo è assolutamente incapace di programmare il futuro di questo Paese: certo, adesso smetteremo di pagare a vuoto migliaia di persone per il loro non lavoro e altrettanto certamente, si chiude l’epoca delle industrie statali. Però, abbiamo prima regalato la Telecom agli spagnoli, adesso la nostra compagnia aerea ai francesi. Domani cosa regaleremo ai tedeschi?
Ci sarà pur una ragione se nel 2007 gli spagnoli ci hanno superato come ricchezza e siamo addirittura attaccati dalla deleritta Grecia … Ci stanno rovinando, come già ci avevano rovinato in passato i componenti del governo di destra. Mi chiedo se la gente abbia realmente capito che questa classe politica è incapace di governare: ciò che sanno fare meglio di ogni altra cosa è rubare (i nostri soldi) e parlare parlare parlare .. Chissà se mai ci sveglieremo …
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