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Oct
19

Come scegliere l’UPS adatto al vostro alimentatore

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Technology

Nell’ultimo anno, o meglio negli ultimi 10 mesi, ho già bruciato 3 alimentatori e, recentemente, anche scheda madre e scheda video.
Credo di non scrivere eresie nell’affermare che la prima causa sia da ricercare nella scarsa qualità fornitaci dall’Enel. Quante volte abbiamo visto dei cali di tensioni dalle lampadine delle nostre case? Quante volte abbiamo visto lampeggiare i pulsanti rossi delle nostre ciabatte o le applique al muro per accendere la luce a casa?

Segno indiscutibile di una scarsa qualità dell’energia elettrica e questo porta al problema principe: come possiamo evitare di bruciare i componenti dei nostri pc? La risposta giusta si chiama UPS, o gruppo di continuità.

Tuttavia, scegliere correttamente quale UPS usare non è poi così semplice, perchè presuppone conoscenze di elettronica ed elettrotecnica che non tutti hanno.

Teoria: La corrente elettrica è un movimento di cariche elettriche anche noti come elettroni. Nelle nostre case giunge la cosiddetta corrente alternata, così chiamata perchè altro non è che un flusso di corrente variabile nel tempo, sia in intensità che in direzione, ad intervalli più o meno regolari. L’andamento della tensione elettrica è la forma d’onda: l’energia elettrica distribuita ha, o dovrebbe avere, una forma d’onda sinusoidale.
PFC

In condizioni normali la corrente alternata è sfasata di un angolo phi (come in figura) rispetto alla tensione di alimentazione del pc; questo vuol dire che non tutta la potenza fornita dalla rete elettrica viene utilizzata.

Come vediamo in figura, distinguiamo

  • La potenza attiva/reale (trasformata in lavoro utile);
  • La potenza apparente (potenza totale in ingresso);
  • La potenza reattiva (che non viene utilizzata).

Il coseno dell’angolo phi, compreso tra la potenza potenza apparente e la potenza reale, rappresenta il fattore di potenza PF che, negli alimentatori dei pc di casa può variare tra 0.5 ed 1.

Il PFC diminuisce l’angolo di sfasamento phi, riducendo la potenza reattiva: in particolare, il pfc passivo riduce questo sfasamento in maniera minore rispetto al pfc attivo. Gli alimentatori con PFC attivo riescono a portare la riduzione ad un livello tale che il fattore di potenza diventi prossimo ad 1.

Esempio: consideriamo un alimentatore con PFC passivo con un PF (fattore di potenza) prossimo a 0.7. Se il nostro PC ha bisogno di 100Watt di potenza, consumerà circa 141VA, contro i 100-110VA di un alimentatore con PFC attivo.

Questo vuol dire che, tendenzialmente, sono preferibili gli alimentatori con PFC attivo, sebbene sia più costosi degli omologhi con PFC passivo.

Sostanzialmente, quello che fa un UPS è ripulire l’energia che arriva nelle nostre case, approssimando la forma d’onda di cui parlavo all’inizio di questo post. Vi sono UPS, molto costosi, che approssimano perfettamente la forma d’onda sinusoidale; altri, invece, approssimano la forma sinusoidale in una forma pseudo-sinusoidale, o forma d’onda quadra.

Al momento dell’acquisto di un UPS bisogna porre molta attenzione con il tipo di forma d’onda con la quale lavora l’UPS in battery mode (quando usa le batterie).
Se l’UPS lavora approssimando la forma d’onda sinusoidale in una forma d’onda quadra, allora sarà bene comprare un alimentatore con PFC passivo, onde evitare di bruciarlo.
Se, invece, l’UPS lavora con una vera e propria forma d’onda sinusoidale, allora potremo comprare anche un alimentatore con PFC attivo (più costosi ma anche più silenziosi).

Come molti altri, anche io sono andato al risparmio, comprando un UPS che lavora su una forma d’onda quadra. Essendo dell’APC, spero non mi dia eccessivamente problemi. Tuttavia, ho avuto notevoli difficoltà nel reperimento di un alimentatore "serio" con PFC passivo – pare che tutti gli alimentatori in commercio siano con PFC attivo – e lo capisco (speriamo che l’ENEL non ci faccia mai pagare tutta la potenza reattiva che sprechiamo).

Ed ecco alcuni link utili:

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