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Sep
6

Fortapasc

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Film, Riflessioni

Giancarlo Siani

Ieri sera abbiamo visto Fortapasc su Rai1.
Bello e tristemente vero, oltre che attuale.

Non ho molti ricordi di quand’ero piccolo, uno però non riesco a togliermelo dalla testa: vivevo a Reggio Calabria, zona sbarre/gebbione/aeroporto (una sorta di triangolo) e potevo avere non più di 8 anni – tanto che ricordo nettamente che quella mattina dovevo andare a scuola.
Ero in cameretta che giravo come tutti i bambini di questo mondo e stavo per uscire sul balcone: arriva all’improvviso mia madre che, chiudendo in fretta e furia le serrande mi intimò di non uscire fuori.

Lì per lì non capii – solo successivamente mi raccontarono che quel giorno uccisero il fabbro che lavorava giusto sotto casa mia (era legato alla cosca dei Libri se non ricordo male). Era l’epoca della guerra di mafia e nel giro di 6 anni (85-91) morirono oltre 700 persone nella sola provincia di Reggio Calabria.

700 persone sono un’enormità: rivedere ieri le immagini della strage del circolo pescatori, mi ha riportato alla mente quella giornata di tantissimi anni fa.

E successivamente la domanda: ma ne vale la pena? vale la pena morire a 26 anni per poi farsi pure ridere in faccia dagli amici che vivono e non hanno il coraggio di Giancarlo Siani?

La risposta la lascio a Corrado Alvaro:

La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile

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May
27

‘ndrangheta: agguato ai Mancuso

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Politica, Riflessioni

nuovo bollettino di guerra: feriti Romana Mancuso e suo figlio Giovanni Rizzo.

Sono oramai poche le Famiglie che ancora non hanno subito un attentato nell’ultimo periodo.

Ovviamente i giornali nazionali se ne infischiano. Su repubblica.it, alle ore 2.56am, la lista delle notizie è la seguente: problema rifiuti, la chiesa che fa politica, un giovane ucciso in brasile, il pirata di roma, un napoletano accoltella il figlio gay, turista muore sotto un treno a Roma Tiburtina, alemanno ed il pigneto, la missione in afghanistan, un tizio che spara ad un ladro, il diesel che costa più della benzina verde, le commissioni di esame, la prostituzione, bin laden nascosto alle falde del K2, adsl, autostrade, senza volo, toni ed il finto stop, pelizotti, roma e soros, stadi.

La parola “Calabria” non la vedo citata. Si vede che oramai gli omici di ndrangheta non fanno più notizia.
Il problema da noi esiste ancora – ricordatevelo. O, forse, tutti voi giornalisti, politici e chi più ne ha più ne metta, state mangiando tanti di quei soldi che non vi interessa l’argomento?

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Mar
29

La Calabria come Baghdad

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Politica, Riflessioni

Guerra di mafia nel crotonese – ed è un fatto!
Storie ataviche mai risolte – ed è un fatto!
Lo stato non ha mai saputo affrontare il problema, o forse non ha mai avuto seriamente interesse – ed è un altro fatto!

Quei geni della DDA, tra chi scende in politica e chi, come Cisterna, ama farsi leggere sui giornali o a comparire in tv, sono talmente ammanicati con certa gente che dubito possano risolvere davvero il problema semplicemente tramite le loro indagini (con il massimo rispetto per chi, come Borsellino, Falcone, Peppino Impastato, sono morti nel perseguire i propri ideali di legalità).

Nel frattempo Veltroni viene in Calabria e afferma di non volere i voti della ndrangheta. Ma chi se ne frega! Pensate solo al voto, solo a questo stramaledetto voto. Eppure la gente muore, la gente deve campare arraggiandosi, sperando di arrivare alla fine della giornata.

E mi fa ridere, RIDERE, lo stato, nella persona soprattutto del viceministro Minniti, che si vanta dell’arresto di questo o quel boss. Ma su, non prendiamoci in giro. Non è arrestato questo o quel superboss che si risolve il problema.

Sto sempre più perdendo la fiducia, perchè vedo che nessuno ha un vero interesse nel liberarci da questa immane piaga.

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