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Tifosi presidenti

Ho già espresso la mia recente avversione per il calcio italiano, ciò di cui non mi capacito è come sia possibile che ogni qualvolta tento di avvicinarmici nuovamente, fanno di tutto per farmi passare la voglia.

Guardo a ciò che è successo questa domenica: rigori, non rigori, presidenti che si lamentano degli arbitri, altre squadre chiamate in causa perchè hanno *palesemente* la coda di paglia (visto che non vi era stato fatto alcun riferimento esplicito). Che palle!
Ma possibile che non si possa semplicemente fare un ragionamento del tipo: abbiamo pareggiato? bene, la prossima volta cercheremo di vincere.
No, in italia il ragionamento è: abbiamo pareggiato? E’ colpa dell’arbitro, o di questa o quell’altra squadra che ci ha rubato la partita.

E’ veramente esasperante tutto ciò.
Bisognerebbe riportare un pò tutto su un piano più sportivo e meno polemico.
Questa isteria non fa sicuramente bene al calcio, e poi non si lamentassero se gli stadi sono progressivamente sempre più vuoti ….

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Scudetto 2006: un caso tutto italiano

Il caso dello scudetto 2006 scoppiato in questi giorni, in seguito all’incriminazione dell’inter per illecito sportivo, e’ senza ombra di dubbio un esempio pratico del disastro burocratico-decisionale nel quale versa questo paese.

A distanza di cinque anni, si scopre che effettivamente le indagini non furono condotte in modo completo ed esaustivo. Ed allora, se da un lato capisco poco il motivo per cui la procura di napoli si ricorda di collaborare con quella sportiva solo oggi, dall’altro, capisco ancora meno come il destino e la credibilita’ del nostro calcio possa essere nelle mani di personaggi come Abete (lo stesso che voleva puntare sui vivai e poi fa approvare una norma per la quale ogni squadra puo’ acquistare due extracomunitari).

Un fatto indiscutibile e’ che sia la juve che il milan siano state giustamente punite – e ne abbiano pagato le conseguenze fino ad oggi.
Un altro fatto altrettanto indiscutibile e’ che l’inter si e’ arricchitta, sia a livello di palmares, sia a livello economico, grazie soprattutto a calciopoli ed alle condanne alle due societa’ di cui sopra.

Il problema e’ che in un paese dove i cittadini hanno il calcio marchiato a fuoco nel proprio dna, o sei tifoso dell’inter o della juve, o sei di sinistra o di destra, esistono solo fazioni e divisioni; oramai agire con raziocinio, (quindi ammettere certe porcate) e’ diventato una questione di fede.

In tutto cio’ a perderci e’ solo il nostro calcio che fa l’ennesima figura barbina agli occhi dei nostri (piu’ quotati) concorrenti europei

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L’inter di Moratti torna nel tunnel

Inter caravella solitaria

La squadra che è stata maggiormente favorita nel post calciopoli è stata senza ombra di dubbio l’inter.
E’ anche vero che negli ultimi due anni, culminati con la vittoria della Champions, si sono mossi bene sul mercato, probabilmente grazie all’odioso Mourinho.

Adesso sono ripiombati in quel tunnel dal quale probabilmente non sono mai realmente usciti con soluzioni strutturate e programmatiche.
Se fosse vero, come sostengono i tifosi interisti, che l’Inter è una squadra tanto “Special”, come mai al 21 giugno non ha ancora trovato un allenatore? Eppure, stando a sentire le voci di radio mercato, avrebbe contattato praticamente tutti i top trainer in giro per l’europa – perfino quel Fabio Capello che ha fatto le fortune di Milan, Juve, Roma e Real Madrid.

Forse, i tifosi interisti, dovrebbero seriamente riflettere sugli allenatori contattati. Forse non è poi tanto vero che l’Inter abbia un blasone riconosciuto a livello europeo, o almeno non quanto Juventus e Milan.

Infine, vorrei fare una riflessione sul rifiuto ricevuto dagli allenatori che attualmente lavorano fuori dall’Italia (per cui escludo Delio Rossi, Mihajilovic, ecc. ecc.). Il fatto di aver rifiutato l’Inter, che sicuramente non ha problemi di soldi, è un brutto segnale per il movimento calcistico italiano. Gli altri campionati si possono progressivamente permettere sempre più top layer, pagandoli sempre di più. In Italia, invece, il livello della Serie A si è notevolmente abbassato per cui forse, non è più tanto vero che abbiamo il campionato più bello del mondo.

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L’Inter post Champions

Mourinho se ne va.
Snejider afferma che se ne andrà.
Milito che nel calcio non si sa mai.

Moratti, addirittura, che non si farà più prendere in giro da nessuno.

Poveri tifosi interisti …
L’inter è la squadra che, almeno in Italia, rappresenta meglio il calcio moderno. Una massa di mercenari con un attaccamento alla maglia che rasenta lo zero assoluto.

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Il giorno dopo la finale di Champions

Materazzi finale 
Champions League Madrid 2010


Questo è uno dei motivi per cui sabato notte tutti gli italiani non interisti, o gran parte di essi, ha tifato Bayern.
Se gli altri sfottono, loro criticano e chiedono sanzioni – nella migliore delle tradizioni di “puliti” che si sono costruiti in questi anni, anche grazie alla gogna mediatica contro gli altri.

Se invece sfottono loro direttamente (ed il sig. Materazzi non ha perso occasione nè per lo scudetto nè per la Champions), tutto è permesso.

Saper vincere è una dote che non tu possiedono. Se poi non si vince per mezzo secolo, beh, allora, è comprensibile lo sfogo.

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La vigilia della finale di Champions

Domani si giocherà una partita che i tifosi interisti aspettano da “soli” 50 anni. Ci sono due cose che non mi spiego, e forse ho tardato un pò a scriverlo.

La prima è che una settimana così particolare, che si aspetta da così tanto tempo, è stata vissuta in modo paradossale, parlando solo ed esclusivamente della partenza (oramai certa) dell’allenatore – praticamente si da per scontato che la champions verrà vinta. E’ incredibile come non si sia parlato della partita, ma solo della dipartita dell’allenatore più odiato d’italia e del suo “non sentirsi a casa”.

La seconda è una vicenda tutta italiana. A differenza del Bayern, che ha messo in vendita tutti i biglietti sul proprio sito web, l’Inter ha destinato solo 5 mila biglietti alla vendita diretta per i tifosi. I restanti sono stati destinati ad amici, compari, vip e politici vari. Non bastasse, i biglietti sono stati venduti in un unico punto, sperduto nella periferia milanese. Bel modo di far partecipare i propri tifosi ad un evento eccezionale.

Mi ero già lamentato in passato della gestione “tifosi” della società interista, noto con piacere che nulla è cambiato.

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I signorotti feudali del duemila

Prendo spunto dal primo post scritto da Marco su questo blog, per presentare un esempio pratico di ciò che lui descriveva.

L’altro ieri sera ho visto la tanto discussa finale di Coppa Italia tra Inter e Roma allo stadio Olimpico. In fase di premiazione finale ho subito individuato due figure che poco hanno a che fare con il mondo dello sport: il presidente del Senato Schifai ed il ministro della difesa La Russa.

Ora, che ci fosse Schifani potrei anche capirlo (al limite). Ma la presenza di La Russa, noto tifoso interista, proprio non me la spiego.

Ecco che, quindi, assume un ruolo importante l’osservazione scritta da Marco in questo blog: il ministro tifa Inter e fa di tutto per essere sul palco, in prima linea, per poter festeggiare i propri beniamini

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Vergogna laziale

Premesso che questo scudetto l’ha perso la Roma e l’Inter non lo merita (perchè se hai 14 punti ed una squadra di 20 titolari ultra-milionaria e senza nemmeno un italiano, non lo meriti. Punto.).

Fatte le dovute premesse, stasera ho assistito ad una delle scene più scandalose e vergognose degli ultimi N anni. Che laziali e romanisti si odino ci sta. Lo capisco e lo condivido, come d’altronde io odio (calcisticamente) i messinesi ed i cosentini.

Che però il tifoso laziale debba esultare quando la propria squadra subisca un gol, è una delle più brutte pagine di questo sport in tutta la sua storia.

Quale valore sportivo e di lealtà dovrebbe trasmettermi questo gesto?

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Inter-Barcellona, Balotelli: siete tutti figli di puttana

“siete tutti figli di puttana” – in risposta a tutti quegli interisti che lo fischiano al primo errore della sua partita.

Come si fa a fischiare l’unico italiano in campo?
Come si fa a non riuscire a godere nemmeno dell’aver vinto col Barcellona creando tutto questo trambusto?

I tifosi interisti, per l’ennesima volta, hanno perso la buona occasione di essere … tifosi

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Inter Juve, Lazio Roma, Inter Barcellona

Ancora mi chiedo, a distanza di giorni, come possano aver consentito un’irregolarità del genere. Giocare Inter Juve due giorni prima del derby di Roma, quando Inter e Roma si contendono lo scudetto è sicuramente una scorrettezza (a favore dell’Inter).

Mi chiedo: ma non c’era una regola che le ultime N partite dovessero essere giocate tutte in contemporanea?

ps: visto che ci siamo, dovrebbero anche spiegarmi cosa cambia tra giocare il derby alle 20.45 e le 18.30

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Balotelli: Il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo

Balotelli nel post-partita di Chievo Inter del 6 gennaio 2010:

«Voglio dire una cosa: ogni volta che vengo qui a Verona mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo».

Chiaramente il popolo calciofilo/giornalista/politico ipocrita si è ribellato, prendendo le distanze da queste dichiarazioni.
Nei mesi passati tutti lo difendevano per i “buuu” razzisti e per i cori “non esiste un negro italiano” ed oggi che dice semplicemente ciò pensa …

Personalmente non ci vedo nulla di male.
Ricordando le trasferte a Bergamo, per vedere Atalanta-Reggina, l’epiteto più gentile con il quale ci si riferivano i bergamaschi era “africa” o “terroni”, sarebbe forse il caso di smetterla con quest’ipocrisia da quattro soldi e cercare di dare una risposta seria a questo problema (sempre che lo si voglia fare realmente).

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Champions League: fase a gironi

La fase a gironi è finita ed il calcio italiano ne è uscito a pezzi.
L’unica a salvarsi realmente è stata la Fiorentina: ha vinto un girone bello tosto con Lione e Liverpool affermandosi con ben 15 punti senza dimenticare che si è anche tolta la soddisfazione di andare a vincere a Liverpool.

La juve è stata umiliata, il Ferrara allenatore è stato umiliato: troppo presuntuoso ed inesperto per competere a certi livelli. Ad oggi, si può dire che Ranieri ha sicuramente fatto meglio con un organico più scarso.

Il milan si è qualificato per miracolo, pareggiando in svizzera: è passato con 9 punti il che è tutto dire in un girone dove c’era solo il Real come unica vera squadra di calcio.

L’inter credo che, paradossalmente, sia quella che assieme alla juve ne esce peggio. 9 punti in un girone ridicolo, senza dimenticare la lezione di calcio infertale da un Barcellona che, seppur privo di giocatori di primo livello, ha dato l’impressione di essere di un altro livello. Aveva la possibilità di eliminare il Barcellona e se l’è lasciata sfuggire, sicuramente la pagherà cara.

In linea generale, quindi, noi italiani dobbiamo convincerci del fatto che il nostro non è più il miglior calcio del mondo. Il nostro è un campionato mediocre, un livello molto basso che si evince soprattutto quando andiamo a calcare palcoscenici europei.

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Caso Maicon: due giornate di squalifica

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport il 22 Novembre, Massimo Moratti dixit:

Non so cosa sia successo, non ero allo stadio ma – spiega il numero uno nerazzurro – mi dicono che Maicon sostiene di non aver detto parolacce al guardalinee ma di aver discusso. C’è stata un’incomprensione. Sarebbe una cosa antipatica – continua Moratti – che da questo equivoco venga fuori la squalifica. Spero che non debba saltare la gara con la Juve, ma io mi aspetto che non lo squalifichino

Lui sostiene di aver detto “Vai tu, vai tu”, si ma dove?! e soprattutto chi ci crede? Mi devo fidare di un calciatore?
Poi dovrebbe spiegarmi, la società Inter (che si lamenta tanto di calciopoli, erigendosi a statua morale del calcio “italiano”), cosa ci facevano branca e maicon negli spogliatoi degli arbitri, nel post bologna-inter.

Ci sono finiti per caso?

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Inter – Barcellona vista dalla tribuna rossa

Succede che ti svegli un sabato qualunque, ti colleghi a facebook e noti che un tuo amico (in questo caso il clubvaio della sony) mette in palio due biglietti per Inter-Barcellona al primo che riuscisse a scrivere correttamente il nome di un particolare dirigente della casa giapponese.

Bah, tra il preparare il caffè, leggere le notizie e farmi i cazzi degli altri su facebook, decisi di giocare. Finisce che vinco due biglietti di tribuna rossa per la mia prima partita di Champions League.

Il perfetto mix tra sagacia, tempismo, capacità di ricerca su google. Riassumendo in un’unica parola: culo! :)

San Siro è sempre San Siro. L’impatto che ti fornisce l’ingresso in questo stadio, non lo potrai trovare in nessun altro stadio d’Italia (come d’altronde l’audio perfetto al suo interno). Purtroppo andare a vedere una partita di calcio senza tifare una squadra in particolare, è una grande tristezza (almeno in Italia).

Ho visto un Inter non all’altezza, chiusa in difesa per non prendere troppi gol.
Ho avuto la soddisfazione di sentire tanti tanti fischi ad Ibrahimovic (e per chi come me, lo critica da una vita, vuol dire che prima o poi torna tutto).

Non ho ben capito, in mezzo alla borgesia milanese, per quale motivo si dovrebbero spendere 200 e passa euro per entrare in tribuna rossa e poi andarsene a 10minuti dalla fine. Mistero!

Infine un appunto: è inammissibile che io abbia due biglietti di tribuna rossa numerata, arrivi alle 20.30 allo stadio e non ci sia più posto. Se il biglietto è numerato, deve esserci il mio posto libero.
Poi i signorotti del calcio si lamentano delle curve, non mi pare che in mezzo al loro mondo la situazione sia tanto diversa.

Aggiornamento: mi viene chiesto di specificare meglio come sia andata in merito all’assenza di posti.

Giunti in tribuna rossa, si viene accolti da una miriade di steward tutti intenti ad aiutare chi ne faccia richiesta (e tendenzialmente si tratta sempre di donne avvenenti). Dopo aver chiesto dei miei due posti ad almeno 3/4 di loro, mi dicono che oramai il posto era occupato (non si sa bene da chi, non mi pare che i seggiolini siano numerati – al contrario dei biglietti). Fatto sta che veniamo fatti accomodare, sempre in tribuna, nelle poltroncine imbottite con lo stemma dell’inter, in un posto sicuramente non nostro – ma dal quale non veniamo più spostati fino a fine gara.

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Ibrahimovic: simbolo della poca riconoscenza

Arrivato in Italia come signor nessuno; giocando nella Juve pareva più un circense che un utile giocatore di calcio.
Quando la juve scese in B, da buon mercenario, passò all’Inter dove ottenne la sua consacrazione (in italia), restando comunque un’inutile circense in europa – dove in realtà non fu mai determinante come gli chiedeva il popolo interista.

Poco avvezzo all’amore della maglia e dei suoi tifosi, passa al Barcellona – dove se vincerà qualcosa non sarà sicuramente per merito suo, piuttosto, forse, per un certo Messi che rispetto a lui è sicuramente di un altro pianeta (anche come atteggiamento).

Ecco cosa ha dichiarato il signorino:

Quando ho cominciato a pensare di voler cambiare aria? A dicembre, prima di Natale.
Più vedevo giocare il Barcellona, più volevo andare via.

E poi ero stufo dell’Italia, di Milano, del vostro calcio: si gioca male, c’è troppo stress. Insomma, avevo bisogno di altro… L’Inter mi pagava più di ogni altro calciatore? Non parlo di soldi. E comunque se la società ha accontentato le mie richieste, vuol dire che era soddisfatta del rendimento sul campo…

viva la riconoscenza!

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In un mese hai perso moglie, tifosi e Kakà, papi vendi la società

Questo lo striscione con cui la Curva Sud prosegue la sua personalissima battaglia contro la dirigenza milanista.
In questi giorni si fa un gran parlare della vendita di Kakà e di Ibrahimovic: le due storie, per quanto possano sembrare simili, risultano profondamente diverse ai miei occhi.

Da un lato c’è un’idolo della curva, un giocatore di quelli che le partite riesce a vincerle quasi da solo, uno di quei giocatori che ha lasciato il segno in Italia.
L’altro, il cugino meno vincente (seppur capocannoniere, mai decisivo in Europa, dove veramente conta esserlo) e sicuramente anche meno amato in Italia, grazie ai suoi atteggiamenti non poco ortodossi (l’ultimo sicuramente da stigmatizzare).

In entrambi i casi si tratta di una sconfitta per il calcio italiano: non siamo più un punto d’arrivo (almeno per Ibrahimovic è così, visto che ha dichiarato che in Italia ha già fatto tutto), le nostre società non hanno più il potere di attrarre i grandi campioni e farli restare.

Colpa sicuramente di quel calcio che è business, quel calcio dove i soldi valgono più del prestigio di indossare una maglia gloriosa (quella rossonera), oltre dei piccoli dirigenti che governano il nostro calcio (leggasi Galliani e Moratti su tutti).

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L’addio al calcio di Paolo Maldini e la contestazione della Curva Sud rossonera

- PRESENZE NEL MILAN IN GARE UFFICIALI: 900
- PRESENZE IN SERIE A: 646
- PRESENZE NELLE COMPETIZIONI UEFA PER CLUB: 174
- PRESENZE IN AZZURRO: 126
- FINALI DI CHAMPIONS LEAGUE: 8 (INSIEME A GENTO)

- 7 SCUDETTI
- 5 COPPE CAMPIONI/CHAMPIONS LEAGUE
- 3 COPPE INTERCONTINENTALI/FIFA WORLD CUP
- 5 SUPERCOPPE EUROPEE
- 5 SUPERCOPPE ITALIANE
- 1 COPPA ITALIA

Le cifre sono disarmanti: 25 anni di carriera più vittoriosi, difficilmente si riescono a trovare in altri giocatori (pur andando a spulciare tutta la storia del calcio).

Da domenica sera, Paolo Maldini non calcherà più l’erba (pessima) di San Siro e si dedicherà ad altro.
Sono giorni che si fa un gran parlare della contestazione dei tifosi della curva sud rossonera nei confronti del signore in questione.

Ovviamente i giornalisti, in quanto detentori della verità assoluta, hanno preso la difesa di Paolo Maldini, senza dare una minima chance di replica ai tifosi (se non forse Controcampo, dove si dice abbia telefonato un capo ultras della curva del Milan).

Vado spesso in curva, conosco il modus pensandi di quelle persone e posso mettere le mani sul fuoco che non si sognerebbero mai e poi mai di contestare una loro bandiera (ed i cori a Baresi lo dimostrano). La verità starà nel mezzo, fatto sta che, come già nel caso di Ibrahimovic, un giocatore non può permettersi il lusso di fare gestacci alla propria curva, o di rivolgersi a loro additandoli come pezzenti e mercenari (a meno di non motivare poi queste parole, con fatti chiari e lampanti).

Un’ultimo appunto: io ricordo ancora perfettamente la festa che si fece a suo tempo a Franco Baresi – una vera statua del calcio. Mi pare che lo stesso non sia stato fatto dalla società Milan nei confronti di Paolo Maldini: non gli è stato tributata l’uscita prima della fine partita, ha litigato con Leonardo prima del giro di campo finale, ha fatto chiari gesti contro la curva, nessuna targa, nessuna possibilità di parlare al proprio pubblico (si vede poi non tanto amato).

Per l’ennesima volta i giornalisti hanno perso la possibilità di fare … giornalismo per l’appunto!!

ps: se davvero i tifosi della sud a contestare Maldini erano una minoranza, come mai se ne parla tanto? Forse non erano poi tanto una minoranza …

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Il meglio della settimana #34

I post più cliccati della settimana:

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- Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

- Cambiare la conver al Nokia N73: tutorial dove spiego come cambiare la cover dell’n73;

- Il gestaccio di Ibrahimovic ai propri tifosi

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- Il gestaccio di Ibrahimovic ai propri tifosi

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Il gestaccio di Ibrahimovic ai propri tifosi

Ho pensato e ripensato se commentare questo gesto …

Ibrahimovic gestaccio alla curva

poi mi son detto: ma si parliamone pure!
Personalmente trovo scandaloso che un giocatore, che guadagna oltre 11 milioni di euro l’anno, si rivolga ai propri tifosi con gesti del genere.
Nonostante tutte le polemiche (che poi se le sia andate a cercare con certe dichiarazioni, è un altro paio di maniche), nonostante tutte le offese, certi gesti non sono accettabili.

Come non è accettabile che il presidente Moratti lo perdoni, parlando di “gesto istintivo”:

“Io credo sia stato più un fatto istantaneo, in quel momento non si aspettava di essere fischiato. Me lo ha detto dopo quando ci siamo parlati. È stata una reazione istintiva”

Si parla tanto di violenza negli stadi, di sospendere le partite per cori razzisti e poi quando un giocatore si rivolge così ai propri tifosi non viene preso nemmeno un provvedimento? Fosse successo in NBA, si sarebbe preso una mega squalifica senza ombra di dubbio.

Sono proprio curioso di vedere come la prenderanno i tifosi alla prossima dell’Inter in casa.

Detto questo: buon 5 maggio a tutti gli interisti ;)

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Gli interisti rispondono agli juventini: Zoro uomo di merda

Come in tutte le favolette, arriva la prova dei fatti.
Ieri sera gli interisti hanno esposto uno striscione che recitava:

Non è una questione di pelle
Balotelli uno di noi. Zoro uomo di merda

E Massimo Moratti? Non ha visto lo striscione? Non aveva detto che avrebbe ritirato la propria squadra se succedeva qualcosa di analogo ai cori contro Balotelli a Torino? Mh, forse avevo capito male io

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Sulla coerenza di Massimo Moratti

2 aprile 2006: i tifosi interisti intonano cori razzisti verso Zoro, allora giocatore del Messina. Moratti commentò:

“In questo caso il razzismo non c’entra, è stata soltanto una manifestazione di stupidità da parte di un gruppo che pensa di essere stato ingiustamente danneggiato per quello che accadde nella gara di andata“.

20 aprile 2009: i tifosi juventini intonano cori razzisti verso Balotelli, attuale giocatore dell’Inter. Moratti commenta affermando che qualora fosse stato a Torino, avrebbe ritirato la squadra.

Alle volte, la memoria è proprio corta.

(via calcioblog)

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Sui cori razzisti a Mario Balotelli

My two Cents on.

Juve-Inter stadio Olimpico di Torino. I tifosi juventini intonano il coro “Non esistono negri italiani”, già caro ad altre tifoserie (tipo quella laziale).

Oggi esce un’intervista a Massimo Moratti, presidente dell’Inter, che afferma:

Già, se fossi stato allo stadio a un certo punto avrei lasciato il mio posto in tribuna, sarei sceso in campo e avrei ritirato la squadra. Perché c’è un limite a tutto.

clap clap clap

Bravo, facile dirlo il giorno dopo. Volevo vedere se l’avesse fatto seriamente. E come l’avremmo messa con tutti i soldi che avrebbero perso Juve e Inter? E sky che avrebbe detto?
Perchè vorrei ricordare che l’arbitro ha già la facoltà di sospendere la partita, nel caso in cui ci siano dei casi di cori razzisti perpetrati.

La verità è che il calcio oggi è business, il calcio risponde solo ed esclusivamente alle regole imposte dal dio danaro. Per cui fermare un Juve-Inter non esiste per niente al mondo, nemmeno davanti ad imprecazioni talmente becere.

Poi che Mario Balotelli tenga in campo un atteggiamento talmente strafottente che mi chiedo perchè ancora nessuno gli abbia rotto una gamba. Forse dovrebbe pulire gli scarpini di Ibrahimovic e Zanetti, nella speranza che impari un pò di umiltà.

ps: provocazione finale. Come mai non ho sentito cori razzisti contro Trezeguet? Contro Muntari e tanti altri?

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