Ballarò si è distinto nelle ultime due puntate per dei bei momenti di verità giornalista. Uno, la scorsa settimana, fu opera di Enrico Letta,che in realtà è un politico e non un giornalista. Il rappresentante del PD presentò al ministro Gelmini un resoconto, da Lei firmato, nel quale si parlava di tagli alle scuole nei successivi 4 anni. Ovviamente, da buon ministro impreparato, la Gelmini fu messa in seria difficoltà e dovettero intervenire i suggeritori per aiutarla (cioè quei ragazzi che vedete seduti in prima fila , subito dietro gli ospiti).
Stasera è stata la volta del ministro la russa, messo in seria difficoltà da Enrico Mentana. Mentana si è dimostrato per l’ennesima volta un giornalista serio e sicuramente indidipente se paragonato ai vari Vespa, Santoro e Vinci.
Il tema era la guerra in libia; Mentana stava iniziando a fornire le sue interpretazioni sulla discesa in campo della Francia (molto repentina) quando è stato fermato dal ministro la russa (solito vizio di qualsiasi politico, che però questa volta gli si ritorce contro) perchè, a suo dire, la Francia è intervenuta militarmente perchè Gheddafi avrebbe bombardato i civili.
Mentana, quindi, chiede al conduttore che, essendoci ancora un’ora di trasmissione, essendo stati in Rai, avevano sicuramente le capacità ed i mezzi per cercare tale materiale.
La risposta è stata ovviamente il silenzio.
Ed il silenzio si è ripetuto quando Mentana stesso ha chiesto di valutare il costo della missione in Libia.
ps: il servizio pubblico della Rai non consente di pubblicare il video su questo blog, per cui sono stato costretto a linkare il l’estratto del servizio.
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Premetto subito che il titolo è una provocazione.
Da settimane c’è una polemica parallela e nemmeno troppo sotterranea, sull’opportunità o meno di festeggiare il 17 marzo i 150 anni di questo ridicolo paese.
Polemica, peraltro, che oggi raggiunge l’apice con le dichiarazioni della lega (secondo la quale è una follìa festeggiare i 150 anni dell’unità di italia, mentre non lo è votare leggi ad personam – ma questa è un’altra storia ..).
Bene, di solito non guardo Sanremo, però ieri sera c’era Benigni e davanti ad un’artista di questo calibro è d’obbligo fermarsi un attimo.
Lo scandalo, la vergogna, si è realizzata quando Benigni ha iniziato a cantare l’inno di mameli. In sala erano presenti dirigenti rai di alto livello, finanche ministri. Possibile mai che nessuno e dico nessuno si sia alzato in piedi con la mano sul cuore per cantare l’inno?
A me personalmente veniva da cantarlo, possibile che a nessuno in quella sala sia venuto dal cuore di farlo?
La verità, forse, è che non gliene frega niente a nessuno dell’Italia e di festeggiarne l’unità. Sarà solo l’ennesimo giorno di festa per incastrare delle ferie.
Secondo voi cosa sarebbe successo negli Stati Uniti d’America in una situazione analoga?
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Prendo spunto dal primo post scritto da Marco su questo blog, per presentare un esempio pratico di ciò che lui descriveva.
L’altro ieri sera ho visto la tanto discussa finale di Coppa Italia tra Inter e Roma allo stadio Olimpico. In fase di premiazione finale ho subito individuato due figure che poco hanno a che fare con il mondo dello sport: il presidente del Senato Schifai ed il ministro della difesa La Russa.
Ora, che ci fosse Schifani potrei anche capirlo (al limite). Ma la presenza di La Russa, noto tifoso interista, proprio non me la spiego.
Ecco che, quindi, assume un ruolo importante l’osservazione scritta da Marco in questo blog: il ministro tifa Inter e fa di tutto per essere sul palco, in prima linea, per poter festeggiare i propri beniamini
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