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Oct
23

In loving memory

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Ho fatto ritorno in patria.
Un viaggio allucinante: normale e tranquillo fino a salerno; una volta passata la barriera di salerno ed entrati sull’a3 cambia il mondo. Pare di aver passato la dogana ed essere passati in biafra (non me ne vogliano).

Da Salerno a Reggio Calabria è tutta una deviazione: davvero sconsolante! Giunti a Bagnara, l’a3 era addirittura bloccata dal traffico dei camion – l’unica soluzione è stata quella di prendere la statale. Viva l’Italia.

Ma non è quello di cui voglio parlare, considerato che ne ho piene le palle di questo paese e dello stato generale in cui versiamo.

Parlerò di quanto è strana la vita.
Ho fatto ritorno in patria per la laurea di un vecchio amico, fin dai tempi del liceo, un amico fraterno. Un momento di gioia (tra qualche ora) che segnerà un altro passo importante nella sua vita. Un momento che difficilmente si dimenticherà, perchè la vita inevitabilmente cambia.

Stamattina ho poi ricevuto, inspiegabilmente, la notizia che un’amica di famiglia ci ha lasciato a soli 56 anni. Una tristezza infinita. La ricordo ancora bellissima, con i suoi capelli biondi. Tante estati passate nei rispettivi giardini, o a mare sui nostri gommoni, girovagare per le belle coste crotonesi. Una signora sempre sorridente e disponibile. Ah quante “settimane enigmistiche” abbiamo completato assieme. Quante partite a carte. Quante cene. Purtroppo ha perso la battaglia contro la malattia del secolo.

Mi viene una rabbia incredibile. C’è un’ipocrisia assurda in giro.

La vita è strana dicevo: provi gioia e tristezza allo stesso istante. un mix strano di sentimenti.

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Dec
13

La laurea

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Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte

Dopo esattamente 5 anni ed 1 giorno, finalmente si è chiuso anche il capitolo laurea specialistica.

3 anni di ritardo: ripensando al periodo della triennale, le motivazioni sono molteplici e ne parlerò tra un pò. Prima sento il bisogno impellente di ringraziare tutti i partecipanti alla festa di laurea, soprattutto perchè hanno accolto con grande partecipazione l’idea di devolvere all’airc i soldi che avrebbero (forse) speso per il regalo. Ancora non ho fatto bene i calcoli, ma pare che la somma raggiunta sia abbastanza corposa, per cui la soddisfazione è molteplice: spero con questo aiuto, di aver dato un piccolo contributo alla ricerca italiana, soprattutto per quanto riguarda la lotta contro il cancro.

Ripenso sempre intensamete ai primi tre anni di università: mi trasferii a bologna che ero un ragazzo un pò spaesato. Non conoscevo nessuno e, a causa del mio carattere sempre più schivo, è stato difficile stringere amicizie vere. Nonostante ciò, sono riuscito a conoscere molte persone, forse anche grazie al caso: con alcune di loro, poi, ho stretto dei veri e profondi legami di amicizia che so per certo continueranno per sempre.

I primi tre anni di vita bolognese sono stati segnati dallo studio: stando a lezione dalle 9 alle 19 e tornando a casa la sera tardi dopo una giornata sana trascorsa in facoltà, l’unica cosa da fare era studiare in funzione delle lezioni del giorno dopo; per cui, si capisce come la mia vita sociale sia stata praticamente vicina allo zero assoluto. Tuttavia ciò mi ha permesso di conseguire il primo traguardo della carriera universitaria senza alcun ritardo, sebbene con una certa insoddisfazione latente.

Arrivò la fase "laurea specialistica" che segnò l’inizio della fine della voglia dl studiare – voglia che, purtroppo, non è mai effettivamente tornata. Decisi quindi di iniziare a lavorare e, anche grazie al caso, riuscii a trovare un fantastico gruppo di lavoro nei ragazzi di Almalaurea, Alberto in testa.

Diciamo che si possono riassumere così gli 8 anni vissuti in terra emiliana … (continua)

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Oct
21

La laurea del mio fratellino

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Pezzi di vita che proseguono il loro cammino su questa difficile strada. Alla fine anche il mio fratellino, uno dei migliori e più vecchi amici che ho la fortuna di avere al mio fianco, ha aggiunto il tassello "laurea" al suo puzzle. Già sul treno l’emozione che provavo per l’evento era davvero molto intensa, a testimoniare la mia felicità per questo ragazzo.

Di persone di questa pasta ce ne sono davvero poche e il poterle conoscere è una fortuna – andare a Milano era quasi un atto dovuto, ma l’ho fatto con la felicità nel cuore. Rivedere i suoi genitori e sua sorella è stato come fare un salto nel passato, un tuffo in un qualcosa che non c’è più o che forse si è semplicemente modificato. Siamo tutti cresciuti, ognuno di noi ha scelto la sua strada, nel bene o nel male. L’aspetto positivo è l’essere rimasti in contatto, anche se non c’è la quotidianità del rapporto che avevamo una volta, c’è l’affetto e il sapere che l’altro c’è, a prescindere da tutto e da tutti.

E’ stato fantastico, non potrò mai dimenticarlo – un altro pezzo di vita, un altro tassello anche nel mio puzzle.

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