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Aug
4

Un gioiello chiamato Tropea

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Riflessioni

Reggio Calabria - Tropea in auto

Ieri sera sono stato a Tropea.
Stanco della vita reggina (di cui parlerò in un prossimo post sulla movida calabro/reggina) ho deciso di passare una serata diversa.

A parte un pò di panico per la scarsa segnaletica stradale sulla strada nazionale (ma questo succede anche nel mitico salento), appena si entra nel cuore di tropea si viene investiti da un’ondata di gente e di energia positiva che non può non lasciarti estasiato.
Tropea, assieme a Soverato, rappresenta il top del turismo calabrese. Nel bene e nel male.

Passeggiando per le stradine della cittadina del vibonese, si trovano un’infinità di botteghe che vendono articoli di ogni genere: dall’artigianato locale, alle magliette con scritte divertenti, passando per una miriade di posti dove mangiare.

Da un frappè ad un vodka e redbull, passiamo ad ammirare l’isola di Tropea, che giusto ieri sera ho scoperto non dipendere direttamente dal comune tropeano (le solite storie paradossali).

Tornati indietro, girando per gli stretti ma mai troppo angusti vicoli, giungiamo a “La munizione“. Ed è qui che tutta quell’energia positiva si concentra in uno spazio alberato, con vista panoramica, barman che servono cocktails ai ragazzi. Una vera chicca dove sicuramente dovrò tornare a breve !!

Giudizio positivissimo.
Tropea mi è parsa una sorta di isola felice, da un punto di vista turistico, non ho visto troppa polizia nè carabinieri disturbare per il volume eccessivo della musica, il che consente ai ragazzi di divertirsi come avviene nelle [terribili] spiagge del nord [altresì dell’emilia romagna].
Tropea è la dimostrazione che basta quel minimo di senso turistico per poter sfondare.
Reggio Calabria, almeno finora, non mi ha riservato queste sorprese, forse a causa della monotonìa delle serate reggine o all’esclusivismo rappresentato dai lidi.

Aug
30

Vietato … Vietato … Vietato: nuovo sport in Italia. Vietiamo tutto!

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Riflessioni

Gli inglesi ne hanno fatto un accenno che ha scatenato non poche [ipocrite] polemiche.

La mia esperienza personale risale un pò agli ultimi due anni vissuti tra Bologna, Roma e Reggio Calabria. Sto notando un degrado sempre maggiore della libertà personale a dispetto di molti fatti di sangue [leggasi incidenti autostradali], alcuni di gravità inaudita.

ok è vero, ognuno è libero di fare ciò che vuole, anche fracassarsi la testa, nel limite, però, della libertà e sicurezza altrui.
ok lo stato deve intervenire per cercare di contrastare questo stato di diffusa microcriminalità che ha reso tutte le città italiane mediamente poco sicure.

Tuttavia la strada intrapresa è quella della repressione [pseudo-fascista] dei fenomeni che si crede siano alla base di ciò che sta avvenendo nel nostro [ridicolo] paese da 4 soldi. Repressione non seguita da un’adeguata fase di educazione civica.

Non vorrei che questa ventata di autoritarismo sia dettata più da motivi economici che di reale difesa della nostra pubblica sicurezza. Mi chiedo difatti quale sia il senso di disporre posti di blocco della stradale vicino l’uscita delle discoteche [o dei lidi] e sequestrare regolarmente la patente a tutti.

E’ vero: guidare ubriachi è un reato [penale] ed è giusto che qualcuno sorvegli quest’aspetto della questione.
In realtà non si da, però, alle persone una valida alternativa. Mi spiego: tizio va in disocoteca; tendenzialmente tizio ed i suoi 4 amici [in italia] non hanno la cultura di ipotizzare che, a turno, uno dei 5 non beva per poter poi riaccompagnare gli amici a casa. Tendenzialmente in italia, se ci si deve fare una canna, una striscia di coca, o 5/6 cocktail, lo si fa tutti assieme, nessuno escluso. Per cui tutti, nessuno escluso, saranno soggetti a provvedimenti penali seri, se fermati dalla polizia stradale.

L’alternativa non esiste. L’alternativa è restare a casa, non andare in discoteca, non andare ai lidi, non andare al pub. L’alternativa è ubriacarsi a casa, drogarsi a casa, farsi del male a casa … e restarci.

Considerato che è assodato che nè il divieto di vendere alcolici dopo le 2, nè tutte le leggi contro lo spaccio di droga* sono servite a diminuirne la loro diffusione [anzi, direi che l’hanno nettamente aumentata], direi che si debba dare alle persone un’alternativa.

Ok, vuoi uscire? vuoi andare in discoteca? bene, allora io ti metto a disposizione i taxi, le navette, un qualsiasi mezzo di locomozione, sinanche un asino, affinchè tu possa far ritorno a casa. Poi se ti fermo alla guida e sei ubriaco, sono 10 volte più duro di adesso, perchè, io stato, l’alternativa te l’avevo fornita.

Così si risolvono i problemi, non reprimendo tutto e tutti e passando da un estremo lassismo all’estrema repressione opposta.

*: mi riferisco alla geniale legge emanata da Fini a suo tempo. L’illuminato attuale presidente della camera, decise di rendere penali la detenzione di sostanze stupefacenti comunemente note con il nome di “droghe leggere”. Ciò ha portato gli spacciatori a fare un discorso di questo tipo: chi me la fa fare di rischiare 5/10 anni di galera per gli spiccioli, quando vendendo droghe pesanti mi faccio nettamente più soldi? Bene, a distanza di [5 credo] anni, 9 su 10 si fanno di cocaina in questo paese. Trovarla è di una banalità disarmante - è praticamente ovunque.

ps: cosa succede se la stradale sbaglia e ferma un politico e lo trova positivo alla droga? se lo porta in caserma per perquisirlo e fare un esposto penale?

Aug
20

Reggio Calabria: estate 2008, meteoriti e … “c’è la criminalità organizzata”

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Riflessioni

Quest’anno le vacanze son durate davvero poco - purtroppo per un motivo o per un altro ho dovuto far rientro dopo solo 14 giorni di permanenza in patria; tuttavia sono stati più che sufficienti per comprendere meglio la situazione e l’aria che si vive in città.

Il sindaco Scopelliti si è molto impegnato negli ultimi anni a dare una parvenza di città turistica, di centro del divertimento - almeno agli occhi di coloro i quali non danno troppa importanza ai dettagli.

La verità sta altrove o, forse, nel mezzo.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine effettivamente bruciate.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine rubate e poi ritrovate.
In quattordici giorni, ho visto esplodere un locale con ingenti danni sia alle macchine parcheggiate nelle vicinanze, sia al palazzo che lo ospitava; e tutto questo, di fronte alla caserma della Polizia Municipale e a poca distanza dagli uffici distrettuali della DIA. Della serie: qui governiamo noi e si fa come diciamo noi. Punto.

A parte i soliti problemi noti, che come minimizza lo stesso sindaco:

C’è la criminalità organizzata che, comunque, è un fenomeno che va fronteggiato. Il problema è legato alla mafia ma tocca i cittadini solo attraverso questi episodi

è altro ciò che mi ha lasciato davvero perplesso.

Questione Pulizia:
Passeggiando tra il Corso Garibaldi e la via Marina (o viale Falcomatà - o come volete chiamarlo), si nota un’incredibile quantità di cufe, altresì dette blatte, segno che, forse, la città non è poi tanto pulita come si vuol far credere.
Questo va chiaramente in controtendenza con una città che a poca distanza ospita artisti di livello internazionale, una radio in collegamento h24 e tanta tanta gente venuta per turismo. Non è bello accogliere le persone e dare l’idea di sporcizia e disordine che la città mi ha lasciato in questo breve soggiorno.

Questione Trattamento con il turista:
Dei calabresi tutto si può dire, meno che non siano ospitali. Questa regola vale se non sei un esercizio pubblico.
Mi è capitato un paio di volte di sedermi all’interno dei gazebi allestiti dai vari bar/gelateria della via marina (vedi sottozero, vedi sireneuse) e, incidentalmente, sono sempre stato trattato con i piedi. L’assurdità, ma forse non lo è poi tanto, è che sono stato trattato meglio dai camerieri stranieri, piuttosto che da quelli del luogo. Chi era con me può confermare la questione: in linea generale il cliente deve essere trattato in un certo modo, con i guanti, con tutti i riguardi, e non con un tono saccente e scorbutico (spero che sia io ad essere stato fortunato e non sia la norma).

Questione Lidi:
ok, l’idea dei lidi era carina all’inizio. Era la novità, era un divertimento alternativo, aggiuntivo per chi viveva la città quotidianamente - sebbene siano in mano ai soliti noti.

Purtroppo, sull’onda dell’abitudine e del dare per scontato determinati atteggiamenti, i gestori non hanno saputo migliorarsi. Quest’anno erano assolutamente inavvicinabili: drink card all’ingresso, variabile tra 5 e 10 euro, una birra 5 euro, un cocktail 10. Prezzi inspiegabili per una delle città più povere d’Italia (ma questo sarà argomento di un altro post).
In tal senso mi ha piacevolmente colpito la festa organizzata dalla Banda Falò, ingresso gratuito, musica sulla spiaggia, con capannine ed ombrelloni costruiti dai ragazzi di Villa San Giovanni. Sono pronto a scommettere che in una sera abbiano incassato molto in più rispetto ad un generico lido di Reggio. Daltronde è fisiologico, la gente spende se la sai far spendere.

C’è ancora tanto da fare, tanto da migliorare. Credo però, che se non si parte dall’alto, dando il buon esempio, la città continuerà ad incanalarsi in quel tunnel dal quale, poi, sarà diffile uscire.