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Ingroia in Guatemala

Ingroia

Il ventennio della morte di Borsellino si è consumato da poco, il sottoscritto non ha volutamente scritto nulla, perchè, in certi casi, il silenzio vale molto più di mille parole.
I politici, i giornalisti e tutto il mondo *benpensante* di questo paese ha speso, e si è speso, in una miriade di dichiarazioni.
Ieri la notizia, quella che se un minimo conosci come funziona questo mondo, magari ti aspetti pure: Ingroia viene trasferito in Guatemala.

Non entro nel merito, la verità la conosce solo Ingroia. Cito soltanto Andreotti:

“A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina”

e lascio a voi la risposta

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Evade il boss di San Luca Antonio Pelle

Da poco i giornali reggini stanno dando la notizia dell’evasione del boss di San Luca Antonio Pelle, condannato a 13 anni di reclusione.

Domanda: ma com’è possibile che un boss venga portato in ospedale e lì resti libero di scappare senza essere piantonato da alcun poliziotto?

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Istituto Luce: vieni via con me ospita Maroni

Di comunicazione ne capisco poco, creo software per “vivere” (e notare le virgolette) … però sono attorniato da gente che della comunicazione ne fa il suo pane quotidiano (ed in questo è d’obbligo, ah quanto mi manchi Milea) …

Beh questa premessa per dire, che nel corso della mia esperienza di vita ho imparato che se qualcuno continua a ripetere “io non faccio”, “io non sono solito”, “io qui”, “io lì”, vorrà dire che in realtà quella cosa la fa.

Ed ecco allora che sentire il ministro maroni ripetere che lui non si prende mai il merito di questa o quella cattura di questo o quel boss, mi fa sorgere il dubbio che in realtà …
Per fortuna ci pensa Nicola Gratteri a rispondere:

Gli arresti dell’ultimo anno, come degli ultimi due anni, non c’entrano nulla con l’azione di nessun ministro e di nessun Governo, nè con quello di oggi e nè con quello precedente. Il merito, al 90% quando si fanno operazioni importanti contro la mafia, e’ della polizia giudiziaria”

(via strill.it)

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Matrix istituto luce

Ieri sera, convinto di poter ascoltare il premier a Matrix, mi sono sorbito due ore di maroni che gongolava con un ghigno fastidiosissimo per l’arresto del boss della camorra.

Beh, se sotto il logo di Matrix, avessero scritto ‘Istituto Luce’ invece di ‘Parla Maroni’, poco sarebbe cambiato

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Vieni via con me sulla ndrangheta

Ammetto di non averlo visto tutto, però l’ho registrato sul my sky hd e mi riprometto di guardarlo stasera.
Detto questo, vorrei commentare quanto scritto da Aldo Grasso sul Corriere della Sera di oggi:

Ha radiografato la mafia del Nord (immaginiamo con quanta gioia Roberto Formigoni e il ministro leghista Maroni abbiano ascoltato l’orazione), l’ha descritta come un centro internazionale del narcotraffico, ha citato un po’ a sproposito Gianfranco Miglio, ha fatto un appello alla «parte sana» dei calabresi.
Saviano meglio dell’esordio, ma l’inchiesta che Roberto Iacona aveva fatto a settembre sullo stesso argomento era parsa più efficace. Questione di codici. Linguistici.

Premessa: per chi non lo sapesse, Miglio era quel senatore, fautore del federalismo, che in vita odiava Bossi, e al quale la stessa Lega Nord oggi dedica ed intitola scuole varie (vedi quella di Adro). Saviano dice:

… Dove si sviluppa il più alto tasso d’investimenti criminali. Milano è la capitale degli affari ‘ndranghetisti. Non è roba da terroni. Al Nord le cosche parlano con la Lega, vogliono incontrare un consigliere leghista. Del resto, Gianfranco Miglio voleva costituzionalizzare le mafie

(via giornalettismo.com)

Miglio, durante un’intervista concessa a Il Giornale nel ’99, affermò:

Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ’ndrangheta.
Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto.
Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica.
Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate

(via WikiQuote)

Fatta questa dovuta premessa, giusto per capire cosa Aldo Grasso volesse significare, il sottoscritto, potendo, chiederebbe ad Aldo Grasso cosa egli si aspetta di ascoltare in tv riguardo alla ‘ndrangheta.

Calabrese, reggino di nascita, non mi aspetto sicuramente una trasmissione sufficiente come quella di Iacona. Una trasmissione dove non mi è stato detto nulla di nuovo, nulla che già non fosse noto. Non mi aspetto che si faccia di tutta l’erba un fascio e mi si debba sempre mortificare per le mie origini.

Mi aspetto piuttosto che un giornalismo, serio, critico anche verso sè stesso, ammetta quale che sia la vera situazione di una regione dove ancora si uccide per strada con uno stile che ricorda i tempi in cui ero bambino (alla faccia del governo del “fare”)

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Solidarietà ad Antonino Monteleone

Molti di voi forse non lo conosco. E tanti di più, forse non sapete cosa gli è successo.
Antonino Monteleone è un giornalista reggino “impegnato”. Il suo essere impegnato l’ha portato, inevitabilmente, a contatto con la ‘ndrangheta.

Io stesso in passato mi trovavo a commentare il suo blog. Poi ho avuto dimostrazione diretta che in questo stato non si può parlare liberamente per cui, come la maggior parte dei calabresi, ho preferito farmi i cazzi miei.

Ed è esattamente di questo che voglio scrivere.
Successivamente all’attentato subito da Antonino Monteleone, c’è stata la solita corsa alla solidarietà. Tutti , partendo dai politici (nazionali e non), finendo ai giornalisti ed alla semplice gente comune (compresi i blogger reggini), si sono attivati per esprimere la propria solidarietà.

In tale ottica, è anche nato anche un gruppo su Facebook con oltre 3 mila membri.

La domanda che mi sto ponendo in questi giorni è: cosa se ne fa di questa solidarietà? E’ un discorso contro-corrente per cui cercherò di spiegare il mio punto di vista.

Parlo a titolo personale, però mi viene da pensare che se io fossi un giornalista d’assalto che conduce una lotta contro la criminalità organizzata, saprei benissimo che “prima o poi” mi troverei ad averci un contatto diretto: sia esso una macchina che salta o dei proiettili, questa gente si fa sentire – è la regola non scritta che tutti noi conosciamo bene perchè cresciuti in quella terra maledetta e senza speranza.
In quest’ottica, piuttosto che sentirmi dire “ti sono vicino”, piuttosto che sentire politici [da strapazzo] inneggiare all’illegalità alla legalità, preferirei centomila volte che la gente comune facesse il suo, come io farei il mio, per combattere qualsiasi forma di illegalità: inizierei facendo notare ai miei compari ed ai miei amici che spesso si comportano da mafiosi nemmeno rendendosene conto. Proseguirei denunciando, ove mi capitasse, gli atti illegali che tutti, nessuno escluso, anche nel piccolo, compiono nascondendosi dietro il concetto di “amico” e “compare”.

Il problema è che, purtroppo, la linea che separa la legalità dall’illegalità è molto molto sottile … quantomeno in Calabria.

Purtroppo, però, la gente se ne sbatte. Il ragionamento del “ma chi me lo fa fare” è quello che governa il pensiero della maggior parte dei calabresi che vivono in Calabria. Ed è per questo che ho scritto che quella, e lo dico con forte dolore, è una terra senza speranza.

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Benvenuto Presidente

benvenuto presidente napolitano, l’anti-stato l’ha accolta così.

non commento il fatto, non mi interessa nemmeno più di tanto. Scrivo ciò che penso e sento da calabrese fuori sede.

La mia terra l’avete abbandonata per vostri tornaconti personali, anche se forse sarebbe più corretto dire che non ci siete proprio mai stati. L’anti-stato aiutava la gente quando ancora non esisteva il concetto di ‘Italia’; l’anti-stato ha aiutato gli americani a “liberarci” durante la seconda guerra mondiale.

Potrei continuare per ore a scrivere, ma lo spazio è limitato ed oltretutto tenderei ad essere tedioso.

Le dico presidente cosa ho pensato quando ho letto la notizia della sua discesa all’inferno: “che presa per il culo”. Si è una presa per il culo.

Lei viene a Reggio Calabria, tutti si prodigano a ripulire la città per farle vedere ciò che non è. Asfaltano le strade che percorrerà (così almeno per un motivo i reggini saranno pure felici della sua venuta). Farà (ed ha fatto) i suoi bei discorsetti da politici benpensanti, per poi rimettersi sull’aereo e tornarsene nella capitale.

E poi però la gente ci resta in quel posto. La gente lo vive l’anti-stato. La gente calabrese che deve calare la testa tutti i giorni della sua fottuta vita. Ma tanto a quale politico potrà mai fregare?

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La rivolta degli immigrati a Rosarno

8 Gennaio 2010: Rivolta a Rosarno

16 immigrati feriti
18 forze dell’ordine feriti
7 immigrati arrestati
1 italiano arrestato

La situazione è ben più preoccupante di ciò che riportano i giornali, anche e soprattutto alla luce della realtà della mia terra. Per un paese che si fa vanto di sedere al G8, è scandaloso doversi trovare a fronteggiare queste situazioni.

Da stamattina è tutto un susseguirsi di notizie e dichiarazioni di politici dell’uno e dell’altro schieramento: politici che hanno visto servito su di un piatto d’argento la possibilità di portare acqua al proprio mulino in vista delle elezioni regionali.

Sono un cittadino, sono calabrese e, con un pizzico di presunzione, credo di conoscere molto bene la realtà calabrese. Questo mi porta a pensare, ahimè, che questa rivolta degli immigrati a Rosarno porterà conseguenze ben più gravi quando i riflettori si spegneranno.

Gli immigrati, oggi, hanno avuto il coraggio e la disperazione che noi calabresi non abbiamo avuto. Durante la mia fanciullezza, negli anni 80, furono uccisi oltre mille calabresi durante la seconda guerra di mafia.

Ci furono marce di protesta è vero.
Però nessun calabrese si azzardò ad oltrepassare quel limite che poi porta alla cieca violenza. Ed oggi, quel comportamento, a cosa ha portato? Ci ritroviamo tutti sempre più soggiogati dal potere della ‘ndrangheta (se è vero, come afferma Confcommercio, che su 10 negozi, 8 pagano il pizzo ed i restanti 2 sono di proprietà della ‘ndrangheta stessa).

Gli immigrati ci stanno fornendo un esempio di cosa voglia dire lottare per ottenere delle condizioni di vita migliore. Ci stanno dimostrando cosa voglia veramente dire cercare di avere l’opportunità di potersi costruire un futuro.

Non siamo stati capaci di integrarli, di dar loro una casa come le nostre (grandi, accoglienti, magari anche con il caminetto acceso), di dar loro un posto dove vivere e lavorare con serenità. Noi, che viviamo del frutto dell’agricoltura, che li sfruttiamo come bestie, perchè ci costano poco. Loro se ne andranno e noi chi porteremo a raccogliere arance, mandarini e frutti di ogni tipo dalle nostre terre? I nostri figli, che nel frattempo abbiamo mandato fuori a studiare?

Ricordo a tutti voi che esistono casi come quello di Riace dove gli immigrati si sono integrati perfettamente, dando nuovo lustro sia alla cittadina sia al suo tessuto economico.

Un futuro migliore è possibile per tutti ed è questo l’obiettivo che deve essere comune.

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Berlusconi dittatore

Io non ho parole. Sono talmente tanto infuriato che probabilmente mi becco una denuncia, ma onestamente me ne sbatto.

Qua ci stiamo combinando come la Cina e la gente ancora sta lì a dire che il gesto di quel tipo è da stigmatizzare.

Ma per favore.
Leggete qua quello che vogliono fare questi politicanti da 4 soldi, altro che fascismo, altro che dittatura:

Il provvedimento detta nuove regole per Internet; toglie risorse ai produttori tv italiani ed europei; limita la possibilità di Sky di trasmettere spot, come ieri Repubblica ha anticipato.

Anche la Rete, dunque, è oggetto delle attenzioni del governo. All’articolo 21, il decreto dice che il Garante delle Comunicazioni dovrà scrivere un regolamento sui servizi diffusi in “diretta continua su Internet” anche con la tecnica del livestreaming.
Poi, sulla base di questo regolamento, il governo autorizzerà i servizi. Sembra di capire che dovranno ricevere una autorizzazione e l’iscrizione a un registro quei siti che vogliono trasmettere eventi, concerti, sport, manifestazioni in diretta via Internet. Vengono equiparati, dunque, a delle vere e proprie tv.

Beh ora sono proprio curioso di sapere cosa ne pensano tutti quelli che erano e sono contro la violenza.
Vergognatevi tutti

Aggiornamento: leggo su polisblog (ed ieri su repubblica) che Maroni pare intenzionato a non procedere per decreto legge, per cui il solito fumo minaccioso si è dissolto nelle tenebrose vesti di san silvio da arcore

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Il nostro ministro della difesa

Non guardo molta tv, se non per sbaglio. Però ho trovato questo filmato sulle righe di tvblog, dove il ministro della difesa fa l’ennesima figuraccia:

Non credo, come sempre, ci sia bisogno di altri commenti: audio e video sono meglio di mille parole scritte !!!

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Lo stato si vanta, la ‘ndrangheta uccide

Nello stesso momento in cui il nostro amato premier si vanta dell’arresto di due potenti boss della mafia, in Calabria (Taurianova) viene ucciso un giovane di 18 anni.

Mentre il nostro amato ministro dell’interno afferma che resta solo Messina Denaro, in Calabria si stronca una giovane vita.

Siamo ben lontani dal poterci vantare che sia tutto apposto cari i miei politici

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No B-Day

Io ci vado e lo faccio più per curiosità che per altro.
Non sono mai stato ad una manifestazione in vita mia e spero che l’esserci mi permetta di trovare uno sfogo nel comune sentire collettivo al mio senso di riprovazione per questo stato che ci schiavizza.

Io ci vado, anche se molte cose del lato organizzativo mi restano oscure e sia d’accordo con quanto scrive Luca

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Ponte sullo Stretto: manifestazione 19 dicembre 2009 a Villa San Giovanni

Prendo spunto da un commento lasciatomi da Alessio di Liberareggio; commento OT, che mi segnala la manifestazione del 19 dicembre 2009 a Villa San Giovanni.

Mi fa riflettere una frase di Alessio:

ps. io mi sono organizzato le vacanze apposta per scendere quel giorno praticamente, forse è esagerato ma ho troppo a cuore la questione…

Mi fa riflettere perchè la prima che ho pensato, in merito a questa manifestazione, è stata: “ancora manifestazioni? e a che servono?”. Mi son subito fermato: se non ci fossero queste manifestazioni, in realtà, la gente non avrebbe più alcuna possibilità di esprimere le proprie opinioni e, fatto ancor peggiore, non potrebbe più lottare per un futuro migliore.

Certo è, però, che quando gli interessi in ballo sono elevati (legali e non legali), credo che questi eventi abbiano davvero poco senso, a meno che non sfocino in altro (ad esempio incatenarsi tutti assieme ad una qualche struttura).

Ammiro profondamente tutte le persone che ancora “ci credono” ed ancor di più Alessio che addirittura organizza le proprie vacanze in modo da poterci esserre il 19 Dicembre. Io non ho questa forza, barricandomi dietro ad un generico “non ho tempo”.

In generale, e questo vale anche per il No-B day del 5 dicembre a Roma, sono ancora convinto che valga a poco manifestare in questi termini – poi magari, ed è oramai solo una speranza, mi sbaglio

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Il meglio della settimana #39

La scorsa settimana, causa eccessivi impegni lavorativi, ho saltato l’appuntamento con il meglio di olympuslabs, cioè i post più cliccati. Ho quindi deciso di modificare leggermente questa sorta di “rubrica” [il virgolettato è d'obbligo].

Da oggi diverrà un mix, tra ciò che è successo durante la settimana appena passata e ciò che è stato il gusto dei lettori del blog.

La settimana appena trascorsa è stata sicuramente segnata dalla morte di Michael Jackson. Volente, o nolente, che vi piaccia o meno, era il re del pop e sicuramente un’icona per tantissime persone in giro per il mondo e la rete, per l’ennesima volta, da ottimi spunti: guardate questo grafico che rappresenta le ricerche su google alla voce Michael Jackson.

E’ stata anche la settimana dei risultati elettorali, della bocciatura del referendum e soprattutto della presentazione ufficiale del tanto famigerato logo Magic Italy (un obrobrio con pochi precedenti).

Su OlympusLabs si confermano queste le voci più ricercate:

- facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

- Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

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23 Maggio 1992 – 23 Maggio 2009: Giovanni Falcone 17 anni dopo

Ieri sera guardavo Matrix, ci sono capitato per caso, tra uno spot e l’altro dei mille mila serial che passano la notte su Fox.
Inizia un servizio, dove un giornalista intervista dei ragazzi di generiche scuole romane (credo). Età variabile, si passa dai 12 ai 18 anni (per quello che si capisce, essendo oscurati per motivi di privacy).

Bene, mi ha choccato sentire che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sarebbero stati dei “mafiosi” o ai più sconosciuti.
Dopo solo 17 anni, questo Stato fa dimenticare alle nuove generazioni suoi fondamentali pezzi di storia.

Questo ha dello scandaloso … e poi ci lamentiamo del decadere di questa società.
Di certo ci colpano le famiglie, di certo ci colpa la scuola ed il suo corpo insegnante. Personalmente, la storia mi è stata insegnata fino al ’45 (saltando il ventennio fascista perchè ritenuto superfluo dal mio prof di storia e filosofia), nessun accenno agli anni 70, nessun accenno a ciò che avvenne nel mondo negli anni 80, figuriamoci della lotta alla mafia.

Si dice che Giovanni Falcone disse:

il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola.

Bene, la scuola sta uccidendo la cultura di migliaia di ragazzini, ma con la gente che ci governa e con i personaggi che si oppongo a chi ci governa, dubito fortemente ci possa essere un’inversione di marcia.

Chiudo con un commento finale: in questo clima di ignoranza, la TV potrebbe assumere un ruolo fondamentale nel processo culturale delle nuove generazioni. Purtroppo, si preferisce parlare delle porcate di Belen e Corona, piuttosto che di Noemi e Berlusconi, sicuramente fonte di maggiore share.

Triste, tutto molto triste

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