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Nov
4

Dell’Utri sulla commissione Antimafia: inno all’omertà!

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Dopo il bacio a Totò, ecco le ultime geniali dichiarazioni di uno tra i molti politici collusi con la mafia:

Su Vittorio Mangano dice:

Era tra le tante persone assunte alle dipendenze di Berlusconi, io lo conoscevo e sapevo che era bravo nella conduzione degli animali, e lì c’erano cani e cavalli. Fu scelto per stare ad Arcore come stalliere e si comportò benissimo
Malato com’era (Mangano è morto in carcere nel 2000 a causa di un tumore) sarebbe potuto uscire dal carcere se avesse detto solo una parola contro di me o Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo

dicasi omertà, caro senatore.

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Oct
17

“Puia”: da San Luca a Tor Bella Monaca il volo de “Il Gabbiano di Jonathan Livingston”

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Politica, Riflessioni

Ieri sera siamo stati tutti al teatro di Tor Bella Monaca, su consiglio di Milea, alla rappresentazione teatrale “Puia” tratta da “Il Gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach.

L’iniziativa parte da Michele Placido e, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, del Teatro di Roma, il Comune di San Luca e della Prefettura di Reggio Calabria, ha lo scopo di creare attività culturali nel territorio, ponendo in relazione territori diversi ma accomunati da problemi di eguale gravità.

I protagonisti di questa rappresentazione teatrale sono i bambini di San Luca: davvero tanti, credo tutti, per la prima volta a Roma e forse su un palcoscenico. Sono stati davvero bravissimi. Voglio sottolineare l’energia positiva che emanavano durante tutta la rappresentazione: dalla sorpresa iniziale – quando il teatro è stato letteralmente invaso dai bambini che son venuti a raccontarci una storia (ognuna rigorosamente diversa dall’altra) – a quella finale – quando hanno tirato fuori fisarmonica e tamburello e si son lanciati in una tarantella sfrenata (oh il bambino che suonava il tamburello era davvero un mostro – bravo !!).

Significativa anche la scelta di rappresentare il gabbiano jonathan livingston, simbolo universale di libertà. Non si fa mai riferimento diretto al problema [forse sarebbe più corretto chiamarla piaga] della ‘ndrangheta, ma il continuo metaforizzarne la visione tramite i concetti di libertà, amore e crescita corale di un gruppo di bambini, non posso negare che mi abbia suscitato non pochi brividi.

Molto molto bello.

E veniamo alle note negative – perchè purtroppo ci sono sempre. La rappresentazione era rigorosamente gratuita, eppure a parte noi ( eravamo 8 ) e qualche altra coppia, la sala era gremita dai soli parenti dei bambini. Mi chiedo per quale ragione una così lodevole manifestazione culturale, non venga pubblicizzata a dovere.

Dov’erano le varie associazioni che si fregiano di combattere la ‘ndrangheta e/o di portare avanti il nome della Calabria? Dov’era l’associazione dei calabresi nel mondo? Dov’era il movimento ammazzateci tutti (considerato che non si è presentato nemmeno alla cerimonia in ricordo di Fortugno)?

Forse, ma aspetto smentite, l’assenza di telecamere e visibilità non interessa a questi signori. Forse questi signori non sono realmente interessati al bene comune, forse non sono interessati a portare avanti un progetto serio come questo di Michele Placido.

Ieri sul blog di Dario Salvelli [nei commenti] si è parlato di questi e altri argomenti, partendo dalla storia recente su Roberto Saviano. Mi è stato chiesto cosa farei per debellare questa piaga. Beh, credo che progetti di questo tipo valgano molto di più di mille manifestazioni di protestsa. Se Michele Placido riuscirà a portare fuori dalla logica ndranghetista anche uno solo dei bambini di San Luca, sarà un successo enorme – epocale.

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Sep
19

Porto di Gioia Tauro: chiediamo aiuto alla ‘ndrangheta?

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Premessa: il titolo è volutamente provocatorio, considerato che la situazione è *grave*.

Potete leggere qui l’intervista a Giuseppe Biacca, presidente della Serport Gioia Tauro, pubblicata da Calabria Ora in data 04/09/2008.

Riassumendo, la situazione è questa: lo stato decide di regalare fiumi d’oro al compare Soru, finanziando 30 milioni a fondo perduto per far partire il piccolo scalo di Cagliari. La medcenter decide di spostare tutto il traffico navale da Gioia Tauro a Cagliari, escluse le tratte Maersk e P&O. Le società operanti nello scalo commerciale della Piana di Gioia Tauro saranno costrette a licenziare un indeterminato numero di ragazzi. Ragazzi che, ricordo, sono stati assunti e formati a spese degli imprenditori che si espongono quotidianamente in prima persona.

Soluzioni? Nessuna. A distanza di 15 giorni nessun giornale locale, nè tantomeno strill (punto di riferimento per l’informazione reggina) hanno avuto le palle di affrontare il problema. Daltronde noi reggini, calabresi in generale, siamo abituati a calare la testa.

In realtà forse una soluzione ci sarebbe .. ma probabilmente non è politicamente corretto scriverlo in questo luogo.

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Aug
20

Reggio Calabria: estate 2008, meteoriti e … “c’è la criminalità organizzata”

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Quest’anno le vacanze son durate davvero poco – purtroppo per un motivo o per un altro ho dovuto far rientro dopo solo 14 giorni di permanenza in patria; tuttavia sono stati più che sufficienti per comprendere meglio la situazione e l’aria che si vive in città.

Il sindaco Scopelliti si è molto impegnato negli ultimi anni a dare una parvenza di città turistica, di centro del divertimento – almeno agli occhi di coloro i quali non danno troppa importanza ai dettagli.

La verità sta altrove o, forse, nel mezzo.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine effettivamente bruciate.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine rubate e poi ritrovate.
In quattordici giorni, ho visto esplodere un locale con ingenti danni sia alle macchine parcheggiate nelle vicinanze, sia al palazzo che lo ospitava; e tutto questo, di fronte alla caserma della Polizia Municipale e a poca distanza dagli uffici distrettuali della DIA. Della serie: qui governiamo noi e si fa come diciamo noi. Punto.

A parte i soliti problemi noti, che come minimizza lo stesso sindaco:

C’è la criminalità organizzata che, comunque, è un fenomeno che va fronteggiato. Il problema è legato alla mafia ma tocca i cittadini solo attraverso questi episodi

è altro ciò che mi ha lasciato davvero perplesso.

Questione Pulizia:
Passeggiando tra il Corso Garibaldi e la via Marina (o viale Falcomatà – o come volete chiamarlo), si nota un’incredibile quantità di cufe, altresì dette blatte, segno che, forse, la città non è poi tanto pulita come si vuol far credere.
Questo va chiaramente in controtendenza con una città che a poca distanza ospita artisti di livello internazionale, una radio in collegamento h24 e tanta tanta gente venuta per turismo. Non è bello accogliere le persone e dare l’idea di sporcizia e disordine che la città mi ha lasciato in questo breve soggiorno.

Questione Trattamento con il turista:
Dei calabresi tutto si può dire, meno che non siano ospitali. Questa regola vale se non sei un esercizio pubblico.
Mi è capitato un paio di volte di sedermi all’interno dei gazebi allestiti dai vari bar/gelateria della via marina (vedi sottozero, vedi sireneuse) e, incidentalmente, sono sempre stato trattato con i piedi. L’assurdità, ma forse non lo è poi tanto, è che sono stato trattato meglio dai camerieri stranieri, piuttosto che da quelli del luogo. Chi era con me può confermare la questione: in linea generale il cliente deve essere trattato in un certo modo, con i guanti, con tutti i riguardi, e non con un tono saccente e scorbutico (spero che sia io ad essere stato fortunato e non sia la norma).

Questione Lidi:
ok, l’idea dei lidi era carina all’inizio. Era la novità, era un divertimento alternativo, aggiuntivo per chi viveva la città quotidianamente – sebbene siano in mano ai soliti noti.

Purtroppo, sull’onda dell’abitudine e del dare per scontato determinati atteggiamenti, i gestori non hanno saputo migliorarsi. Quest’anno erano assolutamente inavvicinabili: drink card all’ingresso, variabile tra 5 e 10 euro, una birra 5 euro, un cocktail 10. Prezzi inspiegabili per una delle città più povere d’Italia (ma questo sarà argomento di un altro post).
In tal senso mi ha piacevolmente colpito la festa organizzata dalla Banda Falò, ingresso gratuito, musica sulla spiaggia, con capannine ed ombrelloni costruiti dai ragazzi di Villa San Giovanni. Sono pronto a scommettere che in una sera abbiano incassato molto in più rispetto ad un generico lido di Reggio. Daltronde è fisiologico, la gente spende se la sai far spendere.

C’è ancora tanto da fare, tanto da migliorare. Credo però, che se non si parte dall’alto, dando il buon esempio, la città continuerà ad incanalarsi in quel tunnel dal quale, poi, sarà diffile uscire.

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Aug
19

‘ndrangheta: Der Spiegel sulla strage di Duisburg

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Riporto da strill.it

La strage di Duisburg di Ferragosto 2007 non e’ avvenuta per una faida interna, ma per evitare che un gruppo prendesse il potere ai vertici della ‘ndrangheta. Lo afferma in un’intervista al settimanale ‘Der Spiegel’ realizzata a San Luca un capo cosca che si fa chiamare Fedele. “Noi non commettiamo errori“, spiega Fedele, “Duisburg si e’ resa necessaria per evitare altro spargimento di sangue. Non si e’ trattato di una faida, poiche’ i boss di San Luca non avrebbero mai dato il permesso. Le cose sono andate in modo diverso”.

“A Duisburg alcune persone che erano responsabili dell’omicidio di Maria Strangio del Natale 2007 hanno tentato di fondare una nuova societa’”, spiega ‘Fedele’, “contro l’espresso divieto dei boss, e hanno cercato di prendere il potere a San Luca. Se il piano dei traditori fosse riuscito, avrebbe messo a repentaglio l’ordine interno della ‘ndrangheta in tutto il mondo. Una cosa del genere non puo’ essere tollerata.

Con la strage di Duisburg abbiamo ristabilito l’ordine e adesso ognuno sa cosa gli succede se non si attiene agli ordini. Allo stesso tempo la faida e’ terminata. Si e’ trattato dunque di una strage d’onore e di vendetta. Adesso e’ tornata la pace”.

Il boss della ‘ndrangheta attacca poi le autorita’ italiane e spiega che la Calabria “e’ un paese occupato e noi ci prendiamo quello che ci appartiene. Lo Stato non si occupa della Calabria, noi invece procuriamo lavoro e manteniamo l’ordine. I politici sono corrotti e qui vogliamo governare noi”.

Alla domanda se la ‘ndrangheta sia presente anche in Germania, ‘Fedele’ spiega che “e’ la’ dove scorre il denaro”. “In Germania ci sentiamo particolarmente a nostro agio, poiche’ li’ si ha ancora rispetto gli uni degli altri”.

Alla domanda se ci siano politici tedeschi sul libro paga della ‘ndrangheta, il boss di San Luca risponde che “se non fosse cosi’, noi non ci saremmo. Si possono fare molti soldi solo se la politica ci sta“.

Retoricamente mi chiedo come possa – un giornale tedesco – intervistare un boss (autodefinitosi capobastone – massimo grado all’interno della gerarchia della ‘ndrangheta) che poi magari risulta essere anche uno dei soliti 30.

Lasciando stare la retorica, l’intervista dimostra una volta di più, il punto di vista della ndrangheta nei riguardi del territorio calabrese e dello stato. Lì è tutto di loro proprietà: la terra, la produttività, la vita delle persone cui sono LORO a dare lavoro, i politici stessi, poveri politici, mangiano e portano a casa i soldi dei boss.

Nulla di nuovo sotto al sole.

Per chi conosce il tedesco, può reperire l’intervista originale qui.

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Aug
12

‘ndrangheta: attentato a Reggio Calabria

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Beirut? Gerusalemme? Ossezia del sud? NO, semplicemente Reggio Calabria.

Bomba viale Aldo Moro 4 Bomba viale Aldo Moro 3
Bomba viale Aldo Moro 2 Bomba viale Aldo Moro 1

Che dire? Sono senza parole. Erano anni ed anni che non succedeva qualcosa di talmente eclatante qui a Reggio Calabria. Daltronde, l’ho scritto e ri-scritto e non mi stancherò mai di rifarlo: se lo Stato crede che basti arrestare questo o quel boss per risolvere i problemi di questa terra, beh si sbaglia di grosso (o forse, più semplicemente, ci mangia troppi soldi e conviene sia così a tutti).

Nello specifico, da quando l’anno scorso hanno decapitato la famiglia Labate, egemone al rione Gebbione, si sono susseguite rapine (con conseguenti omicidi di guardia giurata di turno), macchine bruciate, pizzo, racket ed ora questo gravissimo attentato stile guerra civile.

Sono troppo choccato per commentare oltre, forse tra qualche ora, a mente lucida, dirò qualcos’altro.
Per la mera cronaca, visto che nè repubblica nè corriere nè ansa ne fanno menzione [troppo impegnati a parlare della Georgia], recatevi su strill.

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Jul
25

‘ndrangheta: nuovi sviluppi

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Non so quanti abbiano letto di ciò che sta avvenendo in Calabria negli ultimi giorni.
Sostanzialmente, da quel poco che trapela: pare siano state arrestate 21 persone, tra cui il figlio del bosso della cosca dei Piromalli – egemone sul territorio di Gioia Tauro (compreso Porto ed attività correlate).

Pare (strano ma vero) che gli stessi abbiano contatto l’allora ministro di giustizia Clemente Mastella, il senatore Dell’Utri, Miccichè ed Armando Veneto.

Non mi soffermo sui fatti in sè, ma parto da una parte dell’ultimo post di Antonino Monteleone per commentare la situazione:

23 luglio 2008

1) I Carabinieri di Catanzaro arrestano Francesco Fortuna, di 28 anni, latitante dall’ottobre quando sfuggi’ alla cattura nel corso di un’operazione contro presunti affiliati alla cosca Bonavota di Sant’Onofrio, nel vibonese. Si trovava in un appartamento a Vibo Valentia.

2) Un dipendente di un ipermercato di Villa San Giovanni viene ferito a pistolettate, poco dopo le 21,30, mentre in macchina si apprestava a lasciare il posto di lavoro. L’uomo, Bruno Praticò, era al volante del proprio mezzo quando e’ stato raggiunto da sei colpi di pistola all’emitorace destro. Perso il controllo dell’utilitaria, l’uomo e’ andato a sbattere conto un altro automezzo.

3) Nella serata a Santo Stefano d’Aspromonte è stato ferito a fucilate, Rocco Musolino, di 81 anni, indicato come il ”boss della montagna”. Musolino viene ricoverato nell’ospedale di Reggio Calabria, ma le sue condizioni non sono gravi.
Insieme a Musolino e’ rimasto ferito in modo lieve Agostino Priolo di 40 anni. L’uomo e’ considerato uno dei capi carismatici della ‘ndrangheta. E proprio il suo carisma criminale ha fatto si’, rilevano gli investigatori, che tutta la zona fosse sotto il suo controllo senza che ci siano mai stati segnali di contrasto o di ribellione. Ed è per questo che l’agguato contro Musolino, viene definito ”anomalo” dagli investigatori. Musolino fu accusato di essere il mandante dell’omicidio del boss Giorgio De Stefano, assassinato in Aspromonte il 7 novembre 1977. Condannato in primo grado, fu poi assolto in appello.

24 luglio 2008

1) Un bunker sotterraneo è stato scoperto dagli agenti della sezione anticrimine dei Ros e dello squadrone eliportato Cacciatori ad Africo Nuovo, in provincia di Reggio Calabria.
L’ingresso del bunker e’ localizzato nel sottoscala di una palazzina a tre piani di proprieta’ di un operaio forestale Leo Morabito, di 58 anni, noto come elemento di spicco della cosca dei Palamara.
Morabito e’ anche il suocero di Francesco Pelle, detto ”Ciccio Pakistan”, di 31 anni, appartenente al clan Pelle – Vottari di San Luca e latitante dal 30 agosto dello scorso anno. All’interno del bunker la scritta: “Signore, proteggici”.

2) A Palmi invece arrestano un criminale con un arsenale in casa: Antonino Scibilia, 42 anni, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Palmi per detenzione illegale di armi e munizioni. Nel corso di una perquisizione domiciliare in casa dell’uomo gli agenti hanno rinvenuto un ordigno esplosivo di 350 grammi, un altro di 260, quasi due chili di fertilizzanti a base di nitrato d’ammonio, 21 petardi di costruzione artigianale privi di polvere pirica, 124 cartucce calibro 38 special, una pistola a salve calibro 38, 18 cartucce calibro 38 di cui una a salve, una carabina calibro 4,5 mm.

3) Un uomo di 78 anni e’ stato ucciso nel pomeriggio a Cinquefrondi, nella piana di Gioia Tauro. La vittima si chiama Pietro Belsiti ed e’ stato raggiunto da colpi esplosi da un’arma da fuoco, probabilmente di fucile. Sul posto sono giunti gli uomini del commissariato di Polistena che hanno avviato le indagini.

In soli due giorni mi pare sia successo abbastanza. Ma i giornali nazionali? Possibile mai che nemmeno uno stralcio di notizia?
Beh certo, sapere che i due scalatori sono stati finalmente riportati a casa è sicuramente più importante dell’informare la nazione che in Calabria sta per succedere qualcosa di grosso e grave.

E’ incredibile come la notizia sia uscita su un trafiletto dei siti di Repubblica e Corriere della Sera, senza fare nomi se non quello di Miccichè.

In tutto questo grande caos che prosegue oramai da tempo immemore, ci va di mezzo la gente onesta. Mi giunge voce che Gioia Tauro sia praticamente assediata dalla Polizia e che dopo le 6 di sera sia tutto un unico grande deserto.

Come giustamente si chiede, retoricamente, Antonino Monteleone: “L’esercito in Calabria? Ma dai… sappiamo cavarcela da soli. O no?” Beh, mi pare sia chiaro e lampante che lo stato ci mangia tanti di quei soldi da tutta questa situazione che non ha assolutamente alcun interesse a risolverla.

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Jul
24

Salvatore Borsellino sulla scarcerazione di Bruno Contrada

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Riporto da 19luglio1992:

Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada, sotto la forma di arresti domiciliari per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.
Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più.
Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada “solo a fare il nome di quell’uomo si può morire”.
Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l’esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D’Amelio.
Contrada era un simbolo, il simbolo di una Giustizia che qualche volta, solo qualche volta, riesce ad inchiodare i colpevoli.
Adesso quelli che lui ha servito e che sono rimasti fuori dalla galera, che non sono mai stati finora indagati perhè i pochi giudici che hanno tentato di farlo sono stati subito ridotti al silenzio, come ha detto l’altro giorno il giudice Scarpinato al Palazzo Steri di Palermo, sono riusciti a tiralrlo fuori come gli avevano promesso per evitare che potesse parlare e trascinare in galera anche loro.
Avrei potuto accettare che finisse i suoi miseri giorni a casa sua, se anche gli altri avessero pagato, se fossero partite quelle indagini che non andranno mai avanti sui mandanti occulti della strage, su quelli che non si possono chiamare “mandanti esterni” perchè sono “interni” allo Stato ed alla stessa magistratura.
Ma, come disse Sciascia, “lo stato non può processare se stesso” e quello che c’era scritto sull’Agenda Rossa di Paolo consente di tenere in piedi una rete di ricatti che consente di mettere tutte le pedine al posto giusto, di manovrare i pezzi necessari, ed arrivare alla fine della partita.
Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada ed tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l’immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.
Ho eliminato dal mio vocabolario due parole, la speranza ma anche la disillusione, lo scoraggiamento.
Ce ne sono rimaste solo due la parola rabbia e la parola lotta e a gridare la mia rabbia e a lottare continuerò finche avrò voce, finchè avrò vita.

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Jul
13

Usura, videopoker e politica

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Strano ma vero: lo stato ha chiuso una delle attività più note e “legali” di un famoso personaggio di Reggio Calabria. Trattasi di sale giochi … trattasi di videopoker illegali …

La storia è molto semplice: la guardia di finanza sequestra una serie di sale giochi, con dentro videopoker illegali, riconducibili ad un “noto” imprenditore reggino (noto …). Succede che un giornalista del Corriere della Sera pubblica un articolo dove sottintende connivenze tra l’attuale sindaco di Reggio Calabria ed il suddetto imprenditore.

Non voglio tanto parlare del fatto specifico, quanto partire da quanto successo per fare un discorso un pò più generale.

Mi pare che Reggio Calabria stia vivendo una preoccupante involuzione. Il numero di negozi ed esercizi commerciali (vedi ristoranti) bruciati dalla criminalità organizzata è in forte espansione. Daltronde si è tornati ad uccidere in una città che non viveva certe situazioni da oramai tanto tempo.

E’ strano che una città con un tasso altissimo di disocuppazione possa permettersi una serie di lidi, lungo la via marina, dove venga imposta una drink card di ingresso tutte le sere (e le voci che mi giungono, dicono che i lidi sono sempre strapieni di gente – per cui “la pila gira”, come si suol dire). Certo, è anche strano che uno di questi lidi sia stato sequestrato mesi fa per aver costruito una piattaforma in cemento sul demanio marittimo (destinazione ristorante su mare) e sia poi stato magicamente ri-aperto in vista dell’estate 2008 (ah le coincidenze).

E’ strano che nessuno dica che l’imprenditore di cui sopra, sia anche proprietario di Villa Zerbi e di una serie di palazzi ad uso affitto per il Comune di Reggio Calabria. Ed è anche più strano che i giornalisti calabresi e reggini facciano finta di non vedere questa situazione.

Credo che sia difficile gestire ed amministrare una città come Reggio Calabria. Il compianto sindaco Falcomatà fece tanto per noi reggini, non solo a livello di fatti pratici, quanto piuttosto a livello di coscienza civica. Coscienza civica che, permettetemi di dirlo, pare oramai scomparsa in una forte e preoccupante involuzione che vede la città di Reggio Calabria regina del declino di questa regione.

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Jun
21

Monteleone vs Galati

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Politica, Riflessioni

Recupero dalla rete questo filmato di 20min, illuminante su come funziona per chi vuole parlare ed esprimere le proprie opinioni in questo paese:

Pensieri sparsi in merito.

Prima di ogni altra cosa mi viene da sorridere pensando alla figura di Pierferdinando Casini. Una campagna elettorale incentrata sullo scontro contro tutti e tutti: contro Berlusconi, contro Veltroni, contro questo o quel politico. Eppure è quasi esilarante pensare al numero di politici, presenti nelle dell’UDC ed indagati per malaffare, mafia, ndrangheta ed in generale reati di collusioni, interna o esterna, con associazioni criminali di stampo mafioso (penso subito a Cuffaro, ma non posso dimenticare tutti i politici del lametino o del catanzerese).

Non conosco personalmente Antonino Monteleone, nè tantomeno l’on. Galati, nè conosco direttamente la storia (ne ho seguito gli stralci leggendo questo o quel blog). In una situazione del genere, non mi va di prendere posizione al fianco dell’uno o dell’altro, ma per natura personale diffido della politica, dei politici e di tutto ciò che ruota intorno a loro.

Mi fa sorridere, e spero sia questo l’intento di Antonino, la domanda sul sentirsi lasciato solo sia dai sindacalisti sia dall’Ordine dei Giornalisti. Provengo da una famiglia di imprenditori e so bene, proprio per esperienza diretta, che i sindacalisti piuttosto che cercare di difendere in ogni sede e luogo i lavoratori, preferiscono difendere il loro potere, la loro posizione, spesso a discapito dei lavoratori stessi.

Per cui quello che mi sento di rispondere ad Antonino è di non sperare che venga mai difeso da qualcuno, se non dalla gente comune, come me e tanti altri blogger. Il potere è potere, fa girare soldi e la società odierna è palesemente e gravemente assoggettata al dio danaro.

Mi spiace solo che nel filmato, o comunque in rete, non ci siano altre testimonianze sulla motivazione dietro la recente chiusura del suo blog.

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Jun
7

‘ndrangheta: agguato

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Ennesimo agguato ieri. Questa volta si è colpito a Melito Porto Salvo, sul lungomare durante una rappresentazione scolastica.
Non è morto nessuno, sebbene sia stato colpito gravemente un bambino.

(via strill.it)

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Jun
1

‘ndrangheta: riconoscimento internazionale

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La ‘ndrangheta è stata ufficialmente inserita dalla Casa Bianca tra le più pericolose organizzazioni criminali dedite al narcotraffico.

I giornali italiani tacciono – come sempre!

(via strill.it)

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May
27

‘ndrangheta: agguato ai Mancuso

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nuovo bollettino di guerra: feriti Romana Mancuso e suo figlio Giovanni Rizzo.

Sono oramai poche le Famiglie che ancora non hanno subito un attentato nell’ultimo periodo.

Ovviamente i giornali nazionali se ne infischiano. Su repubblica.it, alle ore 2.56am, la lista delle notizie è la seguente: problema rifiuti, la chiesa che fa politica, un giovane ucciso in brasile, il pirata di roma, un napoletano accoltella il figlio gay, turista muore sotto un treno a Roma Tiburtina, alemanno ed il pigneto, la missione in afghanistan, un tizio che spara ad un ladro, il diesel che costa più della benzina verde, le commissioni di esame, la prostituzione, bin laden nascosto alle falde del K2, adsl, autostrade, senza volo, toni ed il finto stop, pelizotti, roma e soros, stadi.

La parola “Calabria” non la vedo citata. Si vede che oramai gli omici di ndrangheta non fanno più notizia.
Il problema da noi esiste ancora – ricordatevelo. O, forse, tutti voi giornalisti, politici e chi più ne ha più ne metta, state mangiando tanti di quei soldi che non vi interessa l’argomento?

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May
21

Gomorra

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Con circa 4 mesi di ritardo, anche io ho iniziato a leggere Gomorra.

Giunto a pagina 100, però, sono stato preso da un impulso irrefrenabile di chiudere tutto ed iniziare un altro libro.
Troppo Napoli-centrico, troppo assurdo in alcuni punti (Riina che supplica un camorrista affinchè interceda presso un magistrato, la ‘ndrangheta quasi indicata come vassalla della criminalità campana) ma, soprattutto, non volevo continuarne la lettura perchè mi ha portato a fare un ragionamento talmente assurdo che mi ha fatto stare male.

Scorrendo il romando di Saviano, leggendo di come la camorra sia tanto potente da poter fare il bello e cattivo tempo anche sulle altre organizzazioni di stampo mafioso, mi sono sentito ribollire. Quasi come se venisse messo in discussione il mio “primato”, quello detenuto dalla ‘ndrangheta.

E’ triste e mi fa terribilmente incazzare aver pensato qualcosa del genere.

Vi prego aiutateci. Fate venire l’esercito. Circondateci. Assediateci

ma liberatici !!!

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May
4

‘ndrangheta: nuovo omicidio

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Bollettino di guerra: ucciso Antonino Gullì.

Ex collaboratore di giustizia*.
Se volete informazioni su chi era, date uno sguardo qui.

*: come mai è uscito dal programma di protezione? scelta personale? scelta dei giudici? Ovviamente gli omici in Calabria non fanno notizia, per cui, attualmente, non ci sono informazioni in merito sui massimi giornali nazionali.

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Apr
26

Calabria: nuovo attentato

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La bomba collocata sotto l’autovettura, una Mercedes, dell’imprenditore Antonino Princi, 45 anni, a Gioia Tauro, e’ stata fatta esplodere con l’utilizzo di un telecomando. E’ l’ipotesi seguita dagli inqurenti che stanno ricostruendo la dinamica dell’attentato ad Antonino Princi.

(via strill.it)

In Italia si discute dei problemi relativi all’assegnazione delle varie poltrone.
In Calabria prima si sciolgono i consigli comunali, poi saltano le macchine.

“Strano” che non abbia sentito alcun politico affrontare queste tematiche durante l’ultima campagna elettorale. Come sempre, siamo cittadini di serie B.

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Apr
8

Elezioni politiche 2008: ecco perchè non voto

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Voto – non voto. Voto – non voto.

Alla fine non voterò. Presto detto il perchè.
Premetto che io cerco un candidato che:

1) riduca il numero di parlamentare di almeno la metà;
2) riduca il compenso mensile dei suddetti parlamentari (eliminando le relative agevolazioni di qualsiasi tipo);
3) si impegni per una guerra interna, volta al totale disassembramento delle forze mafiose (siano esse mafia, ndrangheta o camorra) – parallelamente impegnandosi in una forte politica di rieducazione sociale e culturale di tutte le nuove generazioni;
4) punti ad un piano energetico SERIO su tutto il territorio nazionale, estraniandoci da logiche di acquisto e dipendenza da paesi stranieri quali la svizzera e la francia (se fosse il caso, sono favorevole alla costruzione di centrali nucleari ed al potenziamento delle centrali solari in tutto il sud italia);
5) chiuda le frontiere, impedendo a qualsivoglia persona di entrare sul nostro territorio dandosi al malaffare (esclusi tutti i coloro i quali vengono in Italia e riescono a trovare un lavoro onesto);
6) non sia schiavo delle logiche ipocrite, anacronistiche e spesso amorali della chiesa cattolica nella persona del papa e di tutti i suoi sudditi (cardinali e vescovi vari);
7) legalizzi le droghe leggere (di modo da poter incamerare più soldi, strappandoli al crimine organizzato);
8 ) riapra le case chiuse (come sopra);
9) si impegni per una politica nel campo dei trasporti che veda i porti e la viabilità come punti cardine;
10) riduca eventualmente il carico fiscale.

Fatta la premessa, non vedo nessuno in grado di soddisfare anche solo la metà dei 10 punti sopra riportati.
Andremo e andrete a votare sempre i soliti personaggi – noti anche perchè affiliati al malaffare della criminalità organizzata (esponenti presenti sia nelle liste dell’UDC, sia nelle liste del PDL, sia nelle liste del PD).
Andremo e andrete a votare persone che, una volta ottenuta la poltrona, si dimenticheranno di voi e dei vostri bisogni. Si dimenticheranno che non possiamo arrivare a fine mese; si dimenticheranno che non possiamo nemmeno permetterci il lusso di sognare di possedere una casa di proprietà.

Penseranno, in definitiva, solo alla comodità e agli agi della poltrona ricoperta. Personalmente: vi invito tutti a non andare a votare – soprattutto nel caso in cui dobbiate affrontare un lungo viaggio. Non ne vale proprio la pena

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Feb
25

Reggio Calabria: ora che hanno arrestato il supremo è tutto più tranquillo

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Riflessioni

si si .. credeteci tutti … adesso che hanno arrestato il supremo è tutto assolutamente più tranquillo:

Bilancio del weekend reggino? 3 macchine bruciate ed un bar fatto saltare in aria completamente. Ah piccola nota a margine: per chi non è di reggio, quel bar è gi-ga-nte-sco!! (forse sarebbe meglio dire “era”)

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Feb
21

‘ndrangheta e Calabria: il gap generazionale

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Riflessioni

Molti pensano che la lotta alla ‘ndrangheta sia una lotta che debba essere portata avanti da tutti, calabresi in primis.

Questi ultimi giorni, in seguito alla notizia dell’arresto del boss Condello, sono stati molto particolari per noi reggini.
Ho notato che molti altri calabresi si sono abbastanza disinteressati della cosa, o comunque, forse, non sono risuciti a cogliere a pieno, cosa voglia dire questo arresto per noi di Reggio.

Ciò che però mi ha colpito più di tutto sono stati i diversi sentimenti con i quali abbiamo vissuto quest’arresto noi giovani, rispetto a quelli dei nostri genitori. Ricordo che quella sera ero in fermento, la notizia era quasi una bomba e ho iniziato a discuterne via MSN con alcuni amici. Eravamo abbastanza concordi che tutti questi arresti non siano poi tanto positivi ed è presto detto il motivo. La nostra città, la nostra società, è permeata dai geni della ‘ndrangheta: per noi, l’arresto di un boss, o di cento boss, cambia poco le cose. Noi la ‘ndrangheta la continuiamo a vedere un pò ovunque, sia nel vicolo buio e dimenticato della zona sud [o nord] della città, quanto in una qualsiasi piazza. Il problema del racket continua ad esistere; analogo discorso per il traffico di armi, di droga, degli appalti edilizi, ecc. ecc.

Se lo Stato crede che per sconfiggere la ‘ndrangheta basti arrestare i boss, allora si sbaglia di grosso. E’ un problema generazionale e va risolto dalla base, educando i bambini fin da quando escono dalla pancia della madre. In tal senso, mi trovo molto daccordo con la proposta della Commissione Antimafia, che avrebbe intenzione di togliere la patria potestà a tutti coloro i quali siano stati condannati per fatti di mafia (siano essi i boss o le loro mogli). Altro che sequestro dei beni: togliergli i figli sarebbe un qualcosa di gravissimo, che, allo stesso tempo, consentirebbe di recuperare generazioni e generazioni di giovani che, per un motivo o per un altro, finiscono nella rete della ‘ndrangheta.

Parlavo del gap generazionale: sì perchè, mentre noi giovani esprimevamo le nostre forti perplessità sull’arresto, i nostri genitori ne erano molto contenti. Ricordo che mio padre era molto soddisfatto, anche quando gli facevo notare che certe teste non cadono così, che c’è il rischio di un’altra guerra di mafia. Ma, forse, è proprio la guerra di mafia che genera questo differente sentimento in noi reggini.

Negli anni ’80 ero ancora piccolo, eppure la città era in guerra – una guerra che ha provocato in pochi anni più di 800 morti. Non sono pochi.
Ricordo quando non si poteva uscire, perchè stavano sparando sotto casa. Ricordo ancora bene la paura dei miei genitori nel lasciarmi solo per la città – tutti potevamo cadere sotto il fuoco della ‘ndrangheta.

Per me, però, sono solo ricordi. Loro, la guerra di mafia, l’hanno vissuta in pieno.
Avranno perso amici e conoscenti. Avranno realmente vissuto nella paura e nel terrore. E, forse, anche per questo erano felici che chi la provocò oggi è in carcere.

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Feb
18

Arrestato “il supremo”

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Riflessioni

E’ stato arrestato il supremo – ricercato da “soli” 18 anni.

Troppi arresti, la situazione si fa preoccupante

Aggiornamento: ho appena cercato su wikipedia la voce “Pasquale Condello”. Mi fa un pò sorridere che qualcuno scriva:

” … Il boss è alla macchia da diciotto anni. È inseguito da numerosi provvedimenti restrittivi e da una condanna all’ergastolo. E questa sera, 18.02.2008 l’abbiamo preso! … “

l’abbiamo preso, chi?

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Feb
9

Chi non ha un bunker al giorno d’oggi?

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Riflessioni

La notizia:

Un bunker e’ stato scoperto dalla polizia a Rosarno, nel corso di una vasta operazione di controllo del territorio in tutta la Piana di Gioia Tauro disposta dopo l’omicidio del boss Rocco Mole’, ucciso venerdi’ scorso a Gioia Tauro. Nel corso dell’operazione, condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dai Commissariati di Gioia Tauro e Polistena, nell’abitazione di un affiliato al clan Pesce di Rosarno, gli agenti hanno scoperto un rifugio realizzato sotto il pavimento ed al quale si accede grazie ad una mattonella scorrevole. l rifugio, di piccole dimensioni, secondo gli investigatori non era destinato ad ospitare lunghe latitanze, ma doveva servire a sfuggire ai controlli per breve tempo in caso di perquisizioni.

(via strill.it)

Chi non ha un bunker al giorno d’oggi? Nell’ultima settimana ne avranno scoperti un ventina. Io stesso ne sto progettando uno. Tuttavia essendo il sistema a mattonella-a-scomparsa oramai sorpassato, il mio sarà dotato di impianto idraulico per aprire e chiudere un massetto in cemento. Il mio bunker avrà a disposizione sky (perchè la malattia per la Reggina non può terminare), jacuzi ma soprattutto Internet (la dipendenza è dipendenza).

Tu non hai un bunker? Sei OUT!!

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Feb
5

Un grazie ai giornalisti

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Riflessioni

Grazie, per aver dato risalto a questa notizia.

E’ stato “solo” il secondo omicidio di mafia più rilevante degli ultimi 20anni – effettivamente c’era qualcosa di più importante su cui dissertare.

ps: della serie “poi ci chiedono perchè in Calabria abbiamo ‘qualche‘ problema”

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Jan
18

Mastella, la Casta e … Dante

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Politica

Oggi Mastella si è commosso durante la sua conferenza stampa, ricordando come fosse giovane sua moglie, emigrata, quando la conobbe – ragazzo sbarbatello in viaggio premio degli zii. Che bel quadretto familiare.

Oggi Mastella ha confermato ciò che disse ieri sera a Matrix, cambiando leggermente toni. Oggi sfida tutti i giornalisti degni di questo nome – sottintendendo che siano pochi – a trovare prove che dimostrino che l’UDEUR non abbia più vizi morali di altri partiti. Già la frase di ieri, mi ha lasciato abbastanza scosso, questa mi ha ricordato un passo dell’Inferno di Dante.

Il vate scriveva:

A vizio di lussuria fu sì rotta
che libito fè licito in sua legge,
per torre il biasmo in che era condotta.
Ell’è Semiramís, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ‘l Soldan corregge.

Per chi non lo sapesse, Dante si trova nel girone dei lussuriosi, coloro che in vita furono vinti dalla passione. Nei versi citati, fa riferimento a Semiramide, regina degli Assiri, sposa di Nino cui succedette al trono e che promulgò una legge che autorizzava l’incesto, di modo da giustificare le sue stesse perversioni sessuali.

Come la Semiramide dantesca, la casta politica, oggi, applaude chi lancia ferme e gravi invettive contro la magistratura, rea di avergli arrestato la “povera” moglie (sì, sempre quella del Columbus Day da 900mila euro). Come la Semiramide dantesca, Mastella ed i suoi colleghi, oggi, adottano la tattica difensiva del “mi sento una persona per bene, quantomeno quanto altri miei colleghi” (discorso alla Camera di qualche giorno addietro) per giustificare i loro reati, i loro torti ed i loro vizi lussuriosi a spese dei contribuenti italiani.

Sì, sig. Mastella noi crediamo nella magistratura. Nella magistratura pulita: non quella pagata dalla mafia o dalla ndrangheta per coprire certi delitti; nè in quella pagata da voi politici o dalla Chiesa cattolica per coprire certi altri reati (diciamo così …). Le chiedo: possibile che in soli 5/6 mesi si siano sbagliati così tanti magistrati sul suo conto (ad iniziare da De Magistris)??

Rimango allibito: un politico già non dovrebbe fare il politico se in odore di reato, pensiamo poi come faccia a fare il ministro della GIUSTIZIA con plurime accuse di concussioni che gli piovono da ogni dove.

Ah scusate, dimenticavo che viviamo nella repubblica dove un certo andreotti, condannato per mafia (e poi caduto in prescrizione), siede comodamente al Senato e decide, tuttoggi, del destino di questo staterello grazie al suo voto da senatore a vita!

(in collaborazione con Nunzia Calderazzo)

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Jan
5

La diga sul Menta

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Riflessioni

La diga sul mentaApprovato nel 1979 dall’Ufficio Acquedotti della Cassa per il Mezzogiorno, anche grazie allo stanziamento di circa 65 miliardi delle vecchie lire, la Diga del Menta rappresenta, oggi, uno dei più grossi e tipici sprechi italiani.

Una inchiesta condotta da “ilGiornale”, “scopre” (che poi mi dovrebbero spiegare per quale oscura ragione questa incredibile scoperta arriva con 30 anni di ritardo) che l’unico corso d’acqua che dovrebbe consentire di riempire la diga, cioè la fiumara Amendolea, non ha la portata necessaria per riuscire a colmare la più grande diga a terrazze di tutta Europa.

Già, ma ho omesso di dire che, ad oggi, la diga in questione (una delle 36 che lo Stato da 30anni cerca di costruire – 10 di queste, in Calabria), ci è costata la bellezza di 270 milioni di euro (circa 550 miliardi). Per cui il costo si è praticamente decuplicato, se ricordiamo che il costo iniziale era di 65 miliardi. Questo grazie alle lotte della ndrangheta, minacce, politici mangia-soldi e chi più ne più ne metta.

Il giorno di Natale la mia vicina del primo piano mi ha fermato, lamentandosi di non avere acqua a casa. E questo è un problema che affligge tutta la città – l’acqua manca; dove c’è l’acqua, poterla bere dal rubinetto come avviene a Roma, Bologna, ecc. ecc. è praticamente un LUSSO. Questo a causa della fatiscente rete idrica della città che perde circa il 50% della sua portata. Allora, perchè non spendere quei 300 milioni di euro per rifare l’intera rete idrica, invece di costruire una diga che, anche grazie al saggio intervento dei Verdi, non potrà mai essere realizzata?

La diga sul Menta

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Dec
7

Botta e risposta con il viceministro dell’Interno

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Politica, Riflessioni

Reggino di nascita .. poi diventato servo di D’Alema, ora viceministro all’Interno (con deroga ai servizi segreti – cosa che non sottolinea nessuno).

Minniti: In questo ultimo anno si e’ fatto tantissimo. Attraverso la cooperazione tra la magistratura e le forze di polizia sono stati inferti dei colpi formidabili alla ‘ndrangheta e tuttavia non bisogna mai abbassare la guardia

Francesco Biacca: ma dai, signor viceministro .. si è fatto tantissimo? Ma dove? Quando? In Calabria? Ma la stessa Calabria da dove è partito l’ordine per la strage di Duisburg? La stessa Calabria dove vi vantate di aver arrestato non si sa quanti boss per quella strage, e poi si scopre che loro bellamente faceva una bella riunione a Polsi per trovare la pace? …

Minniti: tra qualche ora mi rechero’ a Cosenza ad una iniziativa su questi temi e penso che sia importante che ci sia anche una mobilitazione della societa’ civile

Francesco Biacca: bravo bravo .. fai i tuoi viaggi in giro per la regione, da buon presidente del PD. Ma fai politica o vuoi veramente il bene della tua terra natìa? No perchè un pò mi sfugge questo particolare. Prima hai invaso la città (parlo di Reggio Calabria) di servizi segreti – noi reggini lo sapevamo, ora che ce l’ha detto il giudice Macrì abbiamo avuto la controprova – poi tu e il tuo collega Prodi continuate a prenderci in giro con questa storia che dobbiamo fare di più.

Cerco di riassumerti la situazione caro viceministro.

Pago il pizzo a qualcuno, mi oppongo, lo denuncio, mi bruciano la macchina. Riapro il negozio grazie ai soldi di qualche altro usuraio – perchè le banche, di soldi, non te ne danno nemmeno a morire ammazzato. Lo ridenuncio, stanco degli interessi elevatissimi (ma non di troppo più alti di un normalissimo mutuo), lui prima mi ribrucia la macchina, poi mi fa pervenire a casa qualche bossolo giusto per farmi capire meglio l’andazzo. Se sono sfortunato e mi ritrovo la testa dura, lui mi brucia il negozio, o l’azienda. In tutto ciò, caro viceministro, lo stato come difende ME che mi sono esposto per fare la mia parte come TU e PRODI chiedete? Anche questo particolare mi sfugge.

Minniti: E’ importante, per esempio, quello che e’ successo in Sicilia dove questa cooperazione tra Stato e imprenditori ha costituito, obiettivamente, un salto di qualita’ nell’iniziativa di prevenzione e repressione contro il racket ed il pizzo. Sono stato nei giorni scorsi a Catania dove c’e’ stata una grande iniziativa promossa insieme con la Confindustria siciliana.

Francesco Biacca: mi faccia capire meglio .. Lei sta dicendo che la Confindustria calabrese deve buttare fuori tutti quelli che pagano il pizzo, come ha già fatto la scellerata controparte siciliana? Per cui, sempre Lei, mi sta dicendo che le istituzioni devono fare in modo di costringere gli onesti a trovarsi tra due fuochi. Capisco …

Una volta un comico disse: "Fatti non pugnette". Io ti dico, caro viceministro, bla bla bla, FATTI NON PAROLE !!!
Siamo stanchi delle parole. Non se ne può più!

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