In vista del referendum del 12 e 13 giugno 2011, credo sia meglio pubblicare quest’intervista a Carlo Rubbia, dove il nostro premio nobel per la fisica spiega il disastro di Fukushima oltre che il suo punto di vista sull’adozione del nucleare.
Se sei fuori sede e vuoi avere la possibilita’ di esprimere il tuo voto al referendum del 12 e 13 giugno 2011, puoi fare richiesta di rappresentante di lista compilando il modulo che puoi trovare a questo indirizzo.
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Francesco Battaglia è nato a Catania il 15.12.1953.
In Italia, ha conseguito il diploma di Maturità Classica (56/60) e la laurea in Chimica (110/110 e lode).
In USA, presso l’University of Rochester (Rochester, N.Y.) ha conseguito il Ph.D. in Chimica Fisica (summa cum laude).
Attualmente è docente di Chimica Ambientale all’Università di Modena, ove insegna anche Elementi di Statistica e Chimica Fisica.
Ha pubblicato numerosi risultati di ricerca in riviste internazionali nei seguenti campi: teoria delle collisioni molecolari in fase gassosa e su superfici, termodinamica dell’adsorbimento di gas su superfici, fondamenti di meccanica quantistica, e tecniche perturbative diagrammatiche (si veda elenco sotto).
Dal 1999 Battaglia persegue un impegno civico: tentare di riportare entro i binari della scienza il problema della questione ambientale ed energetica, coi seguenti risultati:
1. È dal 2000 collaboratore costante de Il Giornale, ove vi ha pubblicato circa 300 articoli, di cui circa 100 sono stati pubblicati in prima pagina e i rimanenti nella pagina dei Commenti;
2. È stato nominato Coordinatore del Comitato Scientifico dell’Agenzia Nazionale Protezione Ambiente durante il Governo Berlusconi 2001-02;
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ah, dimenticavo. E’ anche lo stesso signore che ieri sera (28/04/2011) ha affermato, durante la puntata di AnnoZero, che Chernobyl fu una micidiale mistificazione mediatica visto non ha causato alcun morto in questi ultimi 25 anni (si commenta da solo, ndb)
La nostra classe politica sceglie del nostro futuro non per propri ideali, convincimenti o chissà quale altro motivo, semplicemente sulla base del numero di voti che possono accaparrarsi.
Poco importa risultare incoerenti e fare figuracce, contano solo le poltrone ed il potere
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da molti avvenimenti che, a parte le escort del presidente, hanno fortemente scosso l’opinione pubblica italiana: mi viene da pensare sia alle rivolte in nordafrica con il conseguente rischio immigrati [rifugiati], sia al tremendo terremoto che ha colpito il Giappone.
Uno dei punti cardine di questo governo è sicuramente il tentativo di darsi un piano energetico grazie alla costruzione di alcune centrali nucleari sul territorio nazionale. Il sisma che ha colpito il giappone ed i conseguenti danni provocati agli impianti giapponesi, ha creato una ridda di dichiarazioni di politici e scienziati che, a vario titolo, si pongono pro e contro la creazione di nuove centrali sul nostro territorio.
Credo che gli ultimi fatti debbano farci riflettere.
La domanda che dovremmo porci è: dobbiamo imparare dall’esperienza??
Cerco di spiegarmi.
Abbiamo davanti due alternative: costruire le centrali nucleari, fregandocene della storia recente, investendo [tanti] soldi sperando di avere un ritorno energetico considerevole (sebbene si parli di un 4% di produzione interna); in alternativa, potremmo pensare di rivedere completamente il nostro modo di vivere. Potremmo pensare che sia meglio rivedere come noi utilizziamo le risorse a nostra disposizione, invece di effettuare azioni di boicottaggio di questa o quella compagnia petrolifera.
Ha senso utilizzare l’auto sempre e comunque anche per brevi spostamenti?
Ha senso tutto questo spreco d’acqua?
Ha senso mantenere sempre accesi elettrodomestici e luci?
L’esperienza del giappone, l’esperienza dei paesi del nordafrica, dovrebbe servirci per capire che forse è giunto il momento di cambiare radicalmente il nostro stile di vita.
La germania lo sta facendo, ma lì c’è una classe politica ben diversa dalla nostra (anche e soprattutto per estrazione culturale).
Infine, una battuta sarcastica.
Sarà forse il caso di evitare di nucleare in questo paese? Ogni qualvolta affrontiamo l’argomento succede qualche catastrofe epocale (e sempre a ridosso di un referendum). Ricordate Chernobyl?
Alla fine non voterò. Presto detto il perchè.
Premetto che io cerco un candidato che:
1) riduca il numero di parlamentare di almeno la metà;
2) riduca il compenso mensile dei suddetti parlamentari (eliminando le relative agevolazioni di qualsiasi tipo);
3) si impegni per una guerra interna, volta al totale disassembramento delle forze mafiose (siano esse mafia, ndrangheta o camorra) – parallelamente impegnandosi in una forte politica di rieducazione sociale e culturale di tutte le nuove generazioni;
4) punti ad un piano energetico SERIO su tutto il territorio nazionale, estraniandoci da logiche di acquisto e dipendenza da paesi stranieri quali la svizzera e la francia (se fosse il caso, sono favorevole alla costruzione di centrali nucleari ed al potenziamento delle centrali solari in tutto il sud italia);
5) chiuda le frontiere, impedendo a qualsivoglia persona di entrare sul nostro territorio dandosi al malaffare (esclusi tutti i coloro i quali vengono in Italia e riescono a trovare un lavoro onesto);
6) non sia schiavo delle logiche ipocrite, anacronistiche e spesso amorali della chiesa cattolica nella persona del papa e di tutti i suoi sudditi (cardinali e vescovi vari);
7) legalizzi le droghe leggere (di modo da poter incamerare più soldi, strappandoli al crimine organizzato);
8 ) riapra le case chiuse (come sopra);
9) si impegni per una politica nel campo dei trasporti che veda i porti e la viabilità come punti cardine;
10) riduca eventualmente il carico fiscale.
Fatta la premessa, non vedo nessuno in grado di soddisfare anche solo la metà dei 10 punti sopra riportati.
Andremo e andrete a votare sempre i soliti personaggi – noti anche perchè affiliati al malaffare della criminalità organizzata (esponenti presenti sia nelle liste dell’UDC, sia nelle liste del PDL, sia nelle liste del PD).
Andremo e andrete a votare persone che, una volta ottenuta la poltrona, si dimenticheranno di voi e dei vostri bisogni. Si dimenticheranno che non possiamo arrivare a fine mese; si dimenticheranno che non possiamo nemmeno permetterci il lusso di sognare di possedere una casa di proprietà.
Penseranno, in definitiva, solo alla comodità e agli agi della poltrona ricoperta. Personalmente: vi invito tutti a non andare a votare – soprattutto nel caso in cui dobbiate affrontare un lungo viaggio. Non ne vale proprio la pena
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