Reggina 1986 e Lillo Foti allo sbando

Ieri sera la notizia che nessuno si aspettava: Lillo Foti, presidente della Reggina Calcio 1986 esonera ufficialmente l’allenatore trevigiano Bepi Pillon.

Onestamente, siamo di fronte all’ennesima decisione discutibile di una persona, Lillo Foti, che negli ultimi anni ha sempre gestito le situazioni societarie in prima persona e che si è sempre ritenuta inattaccabile.

Andando spesso anche contro alcuni miei carissimi amici, ho sempre cercato di guardare la situazione in modo oggettivo – ed oggettivamente, seppur grato per averci portato in serie A, sono anni che ripeto che fosse il caso di dare svolta; sono anni che ripeto che, forse, sarebbe meglio una serie B decorosa che una serie A così.

Spero di non ripetermi, ma se guardiamo agli ultimi due anni della società reggina troviamo fortissime analogie: scommessa su di un allenatore emergente (Ficcadenti prima, Orlandi dopo); scommessa su una squadra infarcita di giovani anche nei punti cardine (basta ricordare i vari Missiroli, Ceravolo, Barillà, adesso Viola).

L’anno scorso sentii dire che si scusava per i suoi errori e che avrebbe fatto tesoro di quell’esperienza. Nelle migliori tradizioni reggine, poi, quest’anno ha rifatto le stesse identiche scelte, ritrovandosi oggi all’ultimo posto in classifica.
Ha scelto di cambiare allenatore in vista di 4 partite fondamentali per poi esonerarlo in seguito alla sconfitta casalinga con il Chievo Verona.

La verità, forse, sta nel fatto che la squadra soffre di incredibili pecche e, più che cambiare allenatore, sarebbe il caso di prendere giocatori di livello, magari facendo un piccolo sacrificio spendendo parte di quei soldi incassati in passato, grazie a cessioni eccellenti (leggasi Bianchi, Amoruso, Mesto, Modesto …).

Questo anche alla luce del fatto che non ha senso scendere adesso in serie B, quantomeno per un Lillo Foti (per quanto mi riguarda, ho già espresso come la penso)

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Addio Orlandi.
“Benvenuto” Pillon.

La notizia ha iniziato a girare ieri sera verso le 22.30 quando oramai, tra tv e carta stampata, solo su internet si poteva diffondere (non credo che i giornali cartacei siano usciti con la notizia se non, al massimo, un trafiletto).

E’ una storia che si ripete. E’ una storia già vista l’anno scorso.

Ecco la lista degli allenatori che si son seduti sulla panchina amaranto da quando abbiamo calcato per la prima volta un campo di serie A:

1999-2000:colomba
2000-2001:colomba
2002-2003:mutti, de canio
2003-2004:colomba,camolese
2004-2005:mazzarri
2005-2006:mazzarri
2006-2007:mazzarri
2007-2008:ficcadenti, ulivieri, orlandi
2008-2009:orlandi, pillon

Con l’esonero di oggi il sig. Lillo Foti guadagna la prima pagina su tutte le testate giornalistiche online, il che gli fornirà accessi al sito web della società e sicuramente tanta visibilità.

Per noi tifosi, è sempre la solita storia. Poca programmazione, nessuna buona idea in testa, tante tante scommesse andate male. Corsi e ricorsi storici.

Orlandi paga sicuramente una rosa con delle lacune mostruose (difesa in primis) ma anche scelte sballatissime: cambi praticamente mai decisivi, l’aver lasciato Corradi spesso fuori in trasferta, aver dimenticato tantissimi giocatori, preferendo i “soliti noti”.

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… intervengono gli arbitri.

Premetto che chi mi conosce sa. Sa che io ODIO profondamente fare discorsi sugli arbitri, questo perchè se devi vincere, devi farlo in campo con le tue forze.

Anche oggi, la reggina ha perso perchè nettamente più scarsa sia fisicamente che tecnicamente. Ha perso perchè ci portiamo dietro le scelte scellerate del suo presidente/proprietario/despota, ha perso per le scelte [sbagliate] del suo allenatore e del suo difensore centrale [non merita nemmeno di essere citato].

Ma ha perso anche perchè se una grande è in difficoltà va aiutata.

Ieri sentivo un commento di un tifoso romanista su una radio romana [Rete Sport] che sosteneva che uno dei motivi dietro al crollo della roma di quest’anno, sia giustificato dal fatto che i giocatori abbiano capito l’impossibilità di vincere per via degli aiuti arbitrali. Pur essendo assolutamente folle e pur non condividendolo, ecco cosa è successo stasera – giusto perchè rimanga a mente per tutto l’anno:

1. due falli da dietro non sanzionati con ammonizione;
2. fallo da ultimo uomo di cordoba su corradi;
3. fallo di cordoba su corradi che con il gomito lo colpisce al capo (già ammonito – graziato);
4. fallo di mano di obinna volontario – non ammonito.

Credo sia sufficiente.
Poi vabbè, calcio d’angolo al 91°, mille rimpalli, palla tra i piedi a cordoba e segna.

Viva il calcio dei ricchi

ps: vorrei poi dedicare un complimento ed un pensiero speciale a tutti i reggini che, come previsto, hanno fatto sì che oggi giocassimo fuori casa. Bel boato sul gol finale dell’inter. Vergognatevi – ma daltronde questa è reggio calabria

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Reggina – Inter: unica tappa nello stretto

Questo il claim comparso nei giorni scorsi sul sito web della reggina calcio 1986 spa (!!!).

Non credo ci sia altro da commentare – viva il calcio moderno.

ps: sabato la reggina giocherà in trasferta e si dice che il sig. foti sia già pronto con il pallottoliere
ps2: E’ di oggi la conferma di Orlandi come allenatore, sebbene la piazza in questo momento avesse preferito un gesto forte – posto che tutti si rendono conto che il 101% delle colpe attuali è da imputare allo stesso sig. Lillo Foti.

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Lillo Foti e la Reggina Calcio: il prezzo dei biglietti

Oggi ero al matchpoint per le mie solite scommesse sul calcio e ho notato questo “piccolo” dettaglio.

Settore Reggina – Lecce Reggina – Inter
Tribuna Sud € 12,00 € 21,00
Tribuna Nord € 12,00 € 21,00
Tribuna Est € 17,00 € 35,00
Tribuna Laterale € 29,00 € 50,00
Tribuna Grande € 39,00 € 61,00
Tribuna Parterre € 49,00 € 69,00
Tribuna Amaranto € 59,00 € 85,00
Tribuna Reggina 1986 € 121,00 € 230,00

E poi dicono che vogliono riportare la gente allo stadio. Questo sì che vuol dire avere a cuore gli stadi pieni.
grazie Lillo Foti

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio: l’ennesimo weekend di passione

Ci vuole un gran coraggio a commentare il weekend sportivo .. ci provo.

Perdere a Roma ci sta, anche se contro una squadra molto rimaneggiata, in piena crisi.
Perdere a Firenze ci sta, anche se, nuovamente, contro una squadra rimaneggiata.

Il problema è che se non tiri fuori i coglioni e continui a prendere in giro i tifosi, prima o poi il giocattolo si rompe – sempre che non si sia già rotto.

Di dubbi ne abbiamo tanti: il perchè di Corradi in tribuna, quando poteva semplicemente andare in panchina se proprio si doveva non farlo giocare. Perchè far giocare Rakic titolare, la cui esperienza in serie A si limita a 20 minuti nella precedente partita. Perchè continuare a far giocare Lanzaro a destra, quando non è un terzino destro. Perchè considerare Cirillo un intoccabile, quando invece è regolarmente il peggiore in campo?

Ci vengono incontro l’allenatore ed il presidentissimo. Per il primo, Valdez e Santos (i due centrali di difesa oltre l’intoccabile) sono allo stesso livello (!!!) per cui far giocare l’uno o l’altro è indifferente – ecco come motivare il gruppo! Corradi è andato in tribuna per scelta tattica (e che scelta !!!).
Per il presidente abbiamo perso solo a causa dell’arbitro.

Personalmente avrei preferito avesse dichiarato altro, quantomeno per amore dei tifosi. Ma si sa, Lillo Foti non ha proprio idea di come si gestisca l’ambiente.

Molti dei miei amici, storici seguaci della reggina fin dai tempi della C, non la seguono più o quantomeno la guardano a tratti (mi parlano di solito copione) – credo di essere stato uno dei pochi ad aver visto lo scempio di secondo tempo a Firenze. Pace.

A catania si trovano nelle prime posizioni; il genoa in casa è praticamente imbattibile e giocano con un dio assoluto che all’anagrafe si chiama Milito. A Palermo, con fortune alterne, quantomeno si divertono vedendo giocare il romario del salento. Lasciamo stare napoli, fa discorso a sè. E Reggio Calabria?

Beh a Reggio Calabria la gente oramai è disinnamorata. La curva sud non esiste praticamente più. Guardiamo la partita sapendo che andremo a perdere o, bene che ci vada, faremo un punto.

L’entusiamo è morto. Grazie Lillo Foti.

ps: un grazie va anche a Brienza, Mr. Fair-Play. L’ho detto e ripetuto: il fair-play è una delle più grosse cazzate del secolo. A palermo ci ha praticamente tolto la possibilità di sperare in una vittoria, rifiutandosi di tirare a porta vuota. Sabato, a firenze, si è tuffato in area, stile il migliore inzaghi dei bei tempi, e non è stato nemmeno ammonito.

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Lillo Foti e la Reggina Calcio: scelte su Reggina – Catania

Negli ultimi tempi ho spesso parlato di Pasquale Foti (Lillo Foti) presidente della Reggina Calcio e di come Lui persegua un concetto tutto suo di società che sta portando al progressivo disannomaramento della piazza reggina.

Dopo aver messo in vendita in un primo momento solo 500 biglietti per il settore ospiti (giovedì 2 ottobre), il giorno seguente il presidentissimo ha riaperto la vendita ai tifosi catanesi in tutti i settori dello stadio (escluso spero la curva sud). Considerati i tafferugli dell’anno scorso e la quantità di catanesi presenti l’anno scorso, credo che anche quest’anno giocheremo in trasferta.

Grazie Lillo – per l’ennesima volta ci hai dimostrato che del cuore, del tifo, dei sentimenti verso la nostra maglia non ti interessa minimamente. Anche oggi hai dimostrato che a te interessa il numero di sediolini occupati a prescindere che lo siano da reggini, catanesi o messinesi.

Daltronde è il calcio di oggi. Pace.

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Lillo Foti: la risposta in conferenza stampa

Giusto a conferma delle mie critiche all’aspetto societario della Reggina Calcio, ecco che ieri si presenta in conferenza stampa Lillo Foti (e non il mister Orlandi).

Alcuni passaggi interessanti:

E’ chiaro che abbiamo delle certezze che in questi anni ci hanno dato la possibilità di credere sempre nella Reggina contro tutto e contro tutti, portandoci ad una sfida in cui abbiamo un ruolo importante per la nostra realtà. Ci sono dei valori che portano al risultato finale, e la storia parla chiaro.

Ci sono tutta una serie di motivazioni per le quali non stiamo benissimo.

Questo gruppo vuole riprendere un percorso, facendo scudo ai propri limiti tecnici con quella forza che ci ha sempre contraddistinto. Non ci sono dubbi, non ci sono incertezze, solo la constatazione che tanti non aspettano altro che le nostre difficoltà, perché sono poveri di argomenti.

In seguito al mio ultimo post, ho sentito tanti che, in privato, mi hanno detto di essere grati al presidente Lillo Foti per aver portato la Reggina in serie A.

Nessuno lo discute.

Purtroppo, però, la gratitudine non può e non deve durare in eterno. Anche solo il rinnovo dell’abbonamento, non può nascere da una mera fiducia nel presidente o dall’amore per la maglia: il rinnovo della tessera deve nascere anche e soprattutto come a dire “ottima campagna acquisti presidente; tu hai fatto il tuo, ora noi tifosi veniamo allo stadio a sostenere la squadra”. Per cui, la questione non è aspettare le difficoltà della reggina calcio ma, più che altro, contestare un operato che è oramai diventato la regola primaria nella conduzione societaria.

Ho fatto delle considerazioni alla luce delle cinque prestazioni, e non sulla sola prova di Palermo. Ci sono delle problematiche affiorate, non ho difficoltà a dire che la partenza è stata un po’ ad handicap a causa di difficoltà che nascono dalla conclusione del calciomercato, non ultima una rosa troppo ampia

Questo è realmente assurdo. La Reggina ha una rosa ampia? Ma non scherziamo su.
Cellino si scusa con i tifosi per l’avvio del campionato e il sig. Lillo Foti cosa fa? Li prende in giro (e potrei esprimermi anche in modo non così soft).

Abbiamo 4 difensori che messi assieme non ne fanno uno decente – e lo dimostrano i 9 gol presi sinora.
Abbiamo un solo attaccante di livello: Corradi. Nel malaugurato caso in cui si dovesse infortunare, chi giocherebbe? Stuani?

E non continuo per non risultare pedante. Sicuro è che, caro sig. Lillo Foti, il suo essere presuntuoso ed arrogante sta superando ogni limite consentito.

Il gesto di Brienza, lo confermo, non mi ha meravigliato perché so che uomo che è, che qualità umane abbia. La sua scelta è consona ai suoi valori e da parte della Reggina non c’è nessun rammarico per l’occasione sfumata, ma per la situazione poco simpatica che qualcuno ha creato attorno al caso con grande superficialità. Il calcio ha bisogno di uomini come Franco Brienza

Chiudo volutamente con questo virgolettato perchè è stato il leit-motiv della settimana.
Credo che bene o male tutti gli appassionati di calcio abbiano visto cosa ha combinato Brienza domenica a Palermo.

Milea lo sa, per me il fair-play resta una cazzata colossale: rovina il gioco, lo rallenta e soprattutto fa infuriare i tifosi. Stesso dicasi per ciò che ha fatto Brienza a Palermo. Il gesto è stato voluto ed inopportuno; avesse segnato, i soccorsi sarebbero arrivati due secondi dopo credo cambi poco. Che poi lui se ne esca e dica che ha paura di uscire per le strade di reggio .. beh .. è ridicolo, non credo meriti ulteriori commenti. Gli stupidi parlano solo per dare aria alla bocca. Spero se ne vada presto da Reggio – potrà fare anche 30 gol quest’anno, da me non avrà nemmeno un applauso. Ci vuole rispetto.

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio: l’ambiente

Rispetto all’aspetto societario ed all’aspetto marketing, l’aspetto relativo all’ambiente che circonda il mondo ‘Reggina Calcio’ è molto più complesso da trattare.

Sebbene la realtà reggina sia mediamente piccola ed insignificante, se paragonata a realtà di livello come Milano e Roma, si è permessa negli anni un lusso che nessun altro in italia ha potuto godere: mi riferisco all’aver avuto nelle massime serie le proprie squadre di basket (viola basket), di calcio (reggina), di pallavolo (medinex – campione d’italia), calcio a 5. Mica poco eh.

In tutti questi ambienti, seppur molto diversi tra loro si è registrato lo stesso identico fenomeno. In principio la tifoseria era sufficientemente equidivisa tra i diversi sport con, ovviamente, una propensione verso il tifo calcistico. Nel momento in cui ognuna delle suddette squadre ha raggiunto l’apice della propria storia, si è riscontrato un netto aumento di tifosi presenti nei vari palazzetti o stadi sportivi. Ricordo quando la Medinex vinse lo scudetto, poi toltole d’ufficio; ricordo quando la viola arrivò ai quarti di finale scudetto e “perse” contro la Benetton Treviso.
Così anche la reggina ha vissuto questo fenomeno: qualche migliaio di spettatori in serie B, poi la serie A e 20mila unità fisse ogni domenica al granillo.

E’ indubbio che un tale bacino d’utenza è difficile da gestire e mantenere. Certo è, però, che le scelte dissennnate del presidente Lillo Foti hanno portato a far sì che allo stadio non ci siano quasi mai oltre diecimila persone (praticamente la situazione che vi era in serie b) ed in trasferta mai più di qualche centinaio (ma qui insistono problemi di altro tipo: vedi il costo dei biglietti, la difficoltà nel reperirli, il costo della vita, ecc. ecc.).

E’ altresì innegabile che i sogni del tifoso mal si conciliano con le prospettive di crescita dirigenziali. Questo principio è ancor più vero nel momento in cui ci si ritrova ad avere un commerciante, e non un imprenditore, come presidente. Se da un lato la logica dell’imprenditore è quella di effettuare investimenti (il cosiddetto “rischio d’impresa”) per raggiungere un obiettivo sia remunerativo sia sportivo (vedi famiglia Pozzo ad Udine); dall’altro, la logica del commerciante è quella di raggiungere il massimo profitto con il minimo sforzo senza porre troppa attenzione a tutto ciò che lo circonda.

Credo che per spiegare bene questo concetto, basti guardare alle dichiarazioni di oggi di Massimo Cellino (l’imprenditore):

In questo momento, non possiamo fare altro che scusarci con i tifosi, La mancanza di risultati è determinata solo da nostre colpe. Non tiriamo in ballo la sfortuna o gli arbitri. Non ci resta che lavorare con maggior impegno, tutti insieme, per spezzare la serie negativa. Il fatto di non essere riusciti ad ottenere risultati in cinque partite ci addolora profondamente.
[cut]
Dopo la gara di ieri, abbiamo preferito non presentarci in sala stampa per evitare di dire parole inutili. Nessun silenzio stampa, ma solo profonda vergogna per i dispiaceri che stiamo dando ai nostri tifosi. Possiamo assicurare che ce la stiamo mettendo tutta.

In tanti anni che seguo la reggina, non ho mai e dico mai sentito dichiarazioni analoghe rilasciate da lillo foti. Nè quando andammo a Messina a giocare un derby scandaloso (e io arrivavo assieme ad un amico da Bologna per vederlo), nè quando l’anno scorso fece quello scempio di scelte che ci portò a salvarci all’ultima giornata.

Ed è qui il problema: salvarsi all’ultima giornata può capitare. Capitare, per l’appunto. Non deve diventare la regola. Il fine dello sport per i tifosi è quello di migliorare. Il fine dello sport per gli imprenditori/presidenti è quello di massimizzare i profitti con sempre migliori risultati sportivi. Il fine di Lillo Foti qual è?

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio: aspetto marketing

Il calcio di oggi è business.
Il calcio di oggi è marketing.

Quante volte avete sentito queste [tristi] parole? Direi spesso, anche considerando che ci stiamo sempre di più avvicinando al modello americano, presentatoci dalle leghe professionistiche, NBA su tutte.

Manchester Utd, Real Madrid, Juventus e Milan sono state sicuramente le apri-pista di questa invertenza di rotta. Hanno creato degli stadi ad-hoc per poter sviluppare al massimo il loro concetto di “centro polifunzionale”; hanno spinto tantissimo sia nello sviluppo dei propri siti web che sul merchandising (magliette, gadget e ammenicoli vari).

Certo, non mi sogno lontanamente di paragonare la Reggina Calcio a questi mostri sacri del calcio del duemila; tuttavia, mi sento di dire che per una realtà piccola e senza un presidente petroliere, l’aspetto marketing andrebbe valutato correttamente.

Tralascio il discorso sito web, come già detto nel caso di strill.it è gestito da una webagency (???) che ha già dimostrato di non essere il massimo dell’efficienza. In tal senso, però, i problemi non sono tanto di natura tecnica quanto di natura contenutistica.
Il sito spesso latita (credo per volere del presidente Lillo Foti) nella comunicazione verso l’esterno (ma questo sarà il terzo atto di questa mia digressione sulla Reggina Calcio); il sito non ha un suo shop degno di questo nome nè tantomeno fornisce riferimenti diretti ed affidabili per risolvere tutta una serie di problematiche. Ricordo, ad esempio, che quando un generico tifoso contatta la sede centrale per chiedere informazioni, siano esse relative al rinnovo degli abbonamenti, alla situazione dello stadio, all’acquisto dei biglietti per le trasferte, si viene regolarmente tacciati con risposte evasive ed inconcludenti.

Sponsor Tecnico:

Dopo vari anni passati con la Asics, il presidente decise di passare alla Onze. In un atto di funambolico sentimento patriottico-regionale, scelse una piccola realtà del cosentino per la produzione delle proprie attrezzature tecniche.
Se pensiamo a ciò che la Reggina Calcio deve rappresentare non solo per la città di Reggio Calabria ma anche per la regione Calabria tutta, allora la scelta della Onze è stata oculatissima. Una squadra di calcio militante nella massima serie, deve fungere anche da traino per l’economia locale.
Non possiamo però non pensare all’aspetto economico-societario: la scelta della Onze, da questo punto di vista, è stato un vero e proprio dramma. Chiaramente non sono a conoscenza dei bilanci della Reggina Calcio, tuttavia mi viene da pensare che una piccola realtà della Onze sicuramente non potrà mai sponsorizzare la Reggina come la Nike, l’Adidas, la Puma o la Asics stessa.
Non è tanto una mera questione di soldi, quanto, piuttosto, una questione di prospettive. Sottoscrivere contratti di sponsorizzazione tecnica con le più grandi industrie del settore, vuole anche dire avere a disposizione i loro shops per la diffusione e la vendita del proprio materiale. Ad oggi è praticamente impossibile acquistare materiale tecnico della Reggina Calcio al di fuori della città di Reggio Calabria. Qualcuno chiamò in sede per chiedere spiegazioni e la risposta fu che la società Reggina Calcio non si occupa direttamente di merchandising ma, per tale aspetto, bisogna rivolgersi alla Onze (mi ripromesso di trovare il link per maggiori delucidazioni).

Sponsor ufficiale:
Una volta “entrato” in difficoltà l’impero Mauro (le virgolette son d’obbligo), fu fatta la scelta di affidarsi a Gicos, una società di import/export con sede a Cinquefrondi (RC). Anche qui, vale lo stesso discorso fatto in precedenza: se pensiamo alla Reggina Calcio come motore dell’economica calabrese, mai scelta fu più azzeccata. Tuttavia, se pensiamo alla Reggina Calcio come SPA, allora mi chiedo quale possa essere il reale pro in una forma di sponsorizzazione di questo tipo.

A chi mi dice che le grandi aziende non verranno mai a Reggio Calabria per via della mancanza del bacino d’utenza, beh ricordo che la Viola Basket Reggio Calabria ebbe come sponsors ufficiali la Pfizer e la Panasonic, che non sono sicuramente le ultime due arrivate. Per cui, credo, che ci siano i margini di riuscita di operazioni di questo tipo, sempre premesso che ci debba essere la reale volontà nel progredire e nel non accontentarsi di una salvezza all’ultima giornata.

Logo:

Questione abbastanza ingarbugliata. La società fu acquistata nell’86 da Lillo Foti ed altri imprenditori reggini, ma in realtà nasce nel lontanissimo 1914 con il nome di Unione Sportiva Reggio Calabria, successivamente divenuto Reggio Football Club nel 1920.
Il presidente non ha dato mai adito alla soddisfazione dei tifosi e si è sempre proclamato in favore della nascita della Reggina nel 1986. In tal senso, tende a voler sottolineare sempre e comunque che la Reggina è sua, l’ha fondata lui e, probabilmente, morirà con lui.
Il logo, tuttavia, non ha mai subito serie fasi di restyling; sinceramente è anche un pò bruttino, quella R buttata lì su un misero sfondo amaranto. Sicuramente si potrebbe fare molto di più che piazzarci una stellina a commemorazione (forse) dei 10 anni di serie a. Il logo, daltronde, deve rappresentare anche una parte della mission societaria: non puntare su un forte restyling del logo, vuol dire non voler puntare sul marketing societario; vuol dire non curare uno degli aspetti economici che risultano fondamentali per qualsiasi società; vuol dire accontentarsi.

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio: aspetto societario

Una premessa è doverosa: quando il presidente Lillo Foti “acquistò” la Reggina Calcio nel 1986 assieme ad altri personaggi reggini, nessuno e dico nessuno sperava o poteva lontanamente immaginare che ci avrebbe portato in serie A. Di questo, almeno personalmente, gli sarò sempre grato non solo perchè ci ha permesso di vedere grandi campioni sul terreno del Granillo, ma anche perchè ha portato una realtà come quella reggina agli onori della cronaca non per i soliti fatti.

Purtroppo, però, la gratitudine ha un limite che viene oltrepassato nel momento stesso in cui l’oggetto di tale sentimento viene a mancare in alcuni passi fondamentali.

In questo primo post itinerante sulla società, voglio trattare l’aspetto societario.
Tutte le società degne di questo nome, operanti in campo sportivo o meno, possiedono una struttura societaria prefissata, più o meno rigida.

Nel corso degli anni, quella della reggina calcio è andata assottigliandosi nella persona unica del presidente Lillo Foti. Non esiste la figura del general manager, nè tantomeno quella del direttore sportivo. Colui il quale avete visto per anni sulla panchina della Reggina di fianco all’allenatore, che molti ritengono essere il ds della squadra, in realtà compare alla voce “Responsabile segreteria Generale” nell’organigramma societario – figura non meglio specificata.

La mancanza di persone che si assumano le proprie responsabilità direttamente, fa sì che tutto si concentri sulla figura del presidente che deve occuparsi di tutti gli aspetti: dal settore giovanile al calciomercato della prima squadra, passando per la cura del Granillo e del “marketing”, finanche nelle relazioni con la stampa.

Se da un lato potrebbe essere una tattica interessante, dall’altro fa sì che il sottoscritto tenga delle riserve perchè ci si chiede come possa una persona sola gestire tutti gli aspetti della squadra, della società e delle società private a lui facenti capo (dai negozi di abbigliamento, all’attività di import/export verso l’estero).

Daltro canto, però, si presentano dei problemi di anno in anno:

  • molti giocatori partono a parametro zero senza che la società incassi mezzo cent (si dice per ripicche presidente-calciatore-procuratori);
  • il manto erboso è regolarmente in condizioni precarie in corrispondenza dell’inizio del massimo campionato;
  • lo stadio è fatiscente: non c’è acqua (il che a Reggio Calabria è un Problema), non esistono i sediolini, i tabelloni pubblicitari impediscono ai tifosi di seguire correttamente la squadra (soprattutto per coloro i quali sono abbonati alle prime file – sempre che ce ne siano), ci sono voluti anni prima di vedere sostituito il vecchio tabellone elettronico e quello nuovo soffre di tutta una serie di problemi tecnici;

Problemi su problemi che, assieme agli aspetti di cui parlerò successivamente, non fanno altro che allontanare la gente dall’ambiente Reggina.

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