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Mar
13

Account di posta: problemi su problemi

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Riflessioni, Technology

Tempo fa mi ritrovai con grossi problemi sull’account di posta che utilizzavo per lavoro (gestito da Tiscali). Considerato che molti sostenevano di inviarmi mail che, regolarmente, non ricevevo, decisi di spostare bagatti e bagattini su un altro account di posta, gestito questa volta da fastweb.

Due giorni fa torno punto e a capo: invio delle email per lavoro e non ricevo risposta. La cosa mi puzzava, perchè la persona che avrebbe dovuto rispondermi è di un’affidabilità disarmante, per cui non poteva non averlo fatto. Contattato via skype, mi conferma di avermi risposto (ovviamente non ho mai ricevuto quella mail).

Inizio ulteriori indagini, e tramite il gruppo it.tlc.gestori.fastweb vengo a scoprire che Fastweb decise qualche anno addietro di attivare i filtri antispam/antivirus per default, senza dare la possibilità agli utenti di disabilitarli. Difatti, collegandosi nella webmail, sezione opzioni, i check per disattivare i filtri non sono altro che delle immagini – bella sola!

Un pò mi pento di essere passato repentinamente a fastweb, come gestore della mia posta, tuttavia altri isp non mi fornivano la stessa “affidabilità”. Lo stesso gmail, spesso non mi fa inviare le mail (si blocca dicendo “invio in corso … “) e molti si lamentano di aver ricevuto mail di lavoro con oltre 10 ore di ritardo.

Tutte queste considerazioni mi portano ad un pensiero: non è che tra qualche tempo, gli isp se ne escono con la bella novità che gli account di posta non saranno più free? Daltronde siamo schiavi delle mail ed un passo del genere permetterebbe loro di incamerare tanti tanti soldi.

La soluzione? Sicuramente non posso cambiare nuovamente indirizzo mail – mi prenderebbero per pazzo. Ho cercato di contattare fastweb per farmi disabilitare i filtri – spero mi rispondano. Sicuramente ripristinerò il servizio di posta su questo dominio ed iniizierò, gradualmente, a fornirlo come mio indirizzo principale. Quantomeno sarò io a gestire il destino delle mie mail.

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Oct
26

Google: novità

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Technology

Questi sono giorni di grandi novità per Google. Alcune di esse sono passate agli onori della cronaca: molti hanno parlato della possibilità di leggere la posta di gmail anche via IMAP. E giustamente aggiungerei, i vantaggi offerti da IMAP rispetto agli account leggibili in POP3 sono ragguardevoli: innanzitutto si è connessi direttamente sul server, senza ritardi, e con un completo controllo sul nostro account. Una delle feature più interessanti, almeno per me, è che più client possono essere collegati contemporaneamente sul server. Potete leggere altri vantaggi su Wikipedia.

Altre novità, invece, sono passate in secondo piano, come, ad esempio, l’aver cambiato il motore di traduzione di Google Translate. Google ha deciso di abbandonare Systran per passare ad un proprio motore di ricerca interno; pare che i risultati siano davvero sbalorditivi.

Infine c’è stato un aggiornamento del page rank di parecchi siti e blog. Questo, ovviamente, ha scatenato tutta una serie di polemiche dovute per lo più al fanatismo da classifica. In breve è successo che da un pò di tempo è scoppiato un mercato incredibile nella vendita dei link, con il fine di aumentare il page rank del proprio sito (la famosa barretta verde presente nella google toolbar) e, conseguentemente, i propri introiti pubblicitari.

Il problema è che da molti, probabilmente anche da Google stessa, questa pratica è considerata poco "etica", diciamo così. Difatti questo porta ad una perdita di valore del link:l’idea è che se io linko qualcuno, lo faccio o perchè ha un dominio di competenza vicino al mio (parla con cognizione di causa di un particolare argomento) oppure perchè ritengo interessante quella particolare persona per la comunità che ruota intorno al mio sito.

Nel momento in cui io vendo link, faccio decadere la teoria di prima, perchè io, il link, non lo realizzo più sulla base di motivazioni reali, bensì fittizie (o monetarie che dir si voglia). E’ una situazione simile a quella in cui ci trovavamo prima dell’avvento del PR. Molti siti comparivano nelle primissime posizioni dei motori di ricerca, pur parlando di argomenti che nulla avevano a che fare con la notizia da noi cercata.
Per questa ragione, si pensa che Google abbia iniziato a punire alcuni determinati siti per far sì che i restanti webmaster inizino a rimettere le cose al loro giusto posto.

La cosa buffa è che qualcuno si sia lamentato di questa diminuzione del PR, arrivando addirittura a parlare di "guerra". Resto molto perplesso da queste affermazioni – soprattutto alla luce del fatto che il PR è solo uno dei fattori che concorrono all’algoritmo che ha reso Google IL motore di ricerca. Ben altra importanza, invece, hanno le SERP.
Il problema è che gran parte dei webmaster, ed ahimè dei blogger, tengono troppo in considerazione il PR. Oltretutto lo fanno tramite la Google Toolbar che lo aggiorna con settimane, se non mesi, di ritardo – e comunque resta sempre un valore approssimato e ben lontano da quello reale.

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