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Aug
25

La storia del debito pubblico italiano

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Cercando di recuperare il tempo perduto durante il mese di agosto, ho trovato questa interessante immagine che rappresenta l’andamento del debito pubblico italiano:

La storia del debito pubblico italiano

(via ilmalpaese)

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Jul
12

G8 2001 (Genova) – G8 2009 (L’Aquila)

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Riflessioni

Questa è stata la settimana del G8 – evento contraddittorio dove le 8 teste più potenti del mondo (ma ci sarebbe da discuterne) si incontrano per [dicono] trovare un qualche accordo.

Non se ne capisce l’utilità, considerato che esiste un organismo chiamato ONU creato e preposto proprio a questo fine.

Non se ne capisce lo sperpero di soldi: eventi di questo tipo sono costosissimi e sebbene io possa al limite intravedere un qualche barlume di motivazioni di immagine, resto del tutto basìto anche e soprattutto alla luce del fatto che ad oggi molti non arrivano a fine mese [e ci dicono che soldi non ce ne sono].

Dal G8 di Genova del 2001 sono passati quasi 8 anni. Un morto (Carlo Giuliani), un massacro (Bolzaneto) e condanne irrisorie: di acqua sotto i ponti ne è passata, ed oggi, sia la censura sia la forza dello stato hanno palesemente vinto. Il G8 è terminato senza destare troppo scalpore [e noi in italia ne avremmo avuti motivi per protestare e, onestamente, ma fanculo all'immagine che di noi hanno all'estero - tanto siamo già sputtanati all'inverosimile].

Il post nasce da un documentario sul G8 di Genova trasmesso da Current sul canale 130 di Sky.

Agghiacciante.

E lo dico apartiticamente e apoliticamente: non mi ritengo nè di destra, nè di sinistra, nè tantomeno democristiano. Non mi ritengo una zecca comunista, nè un berlusconino, nè tantomento filo-andreottiano. Sono solo uno che legge e si documenta e, perchè no, si fa anche un’idea tutta sua.

Sulla sentenza di Genova si legge sui capi di imputazione [e cito testualmente]:

A) “avere tollerato e consentito nella sua veste di funzionario della Polizia di Stato più alto in grado presente nella struttura (e conseguentemente avere omesso nella sua veste il controllo necessario ad impedire) che le persone ristrette presso il sito penitenziario provvisorio della caserma di Bolzaneto fossero sottoposte a trattamento non conforme ad umanità, non rispettoso della dignità umana quindi umiliante inumano e degradante”;

B) “avere consentito, tollerato e non impedito [... cut ... ], che le persone ristrette in Bolzaneto [... cut ... ] fossero costrette a subire trattamenti vessatori inumani e degradanti sia all’interno delle celle (ove le persone senza plausibile ragione erano obbligate a mantenere per lungo tempo posizioni umilianti inumane e disagevoli), sia nel corridoio durante gli spostamenti e l’accompagnamento ai bagni (durante i quali le persone offese venivano derise ingiuriate colpite e minacciate senza alcuna ragione da personale che stazionava nel corridoio disposto in modo da formare due ali ai lati dello stesso)”;

C) “avere nella qualità sopraindicata consentito e tollerato (e comunque non avere impedito che, le persone ristrette presso la caserma di Bolzaneto subissero umiliazioni, offese e insulti in riferimento alle loro opinioni politiche (quali “zecche comuniste” “bastardi comunisti” “comunisti di merda” “ora chiama Bertinotti“ “te lo do io Che Guevara e Manu Chao” “Che Guevara figlio di puttana” “bombaroli” “popolo di Seattle fate schifo”ed altre di analogo tenore), alla loro sfera e libertà sessuale, e alle loro credenze religiose e condizione sociale, (quali ebrei di merda, frocio di merda ed altre di analogo tenore), e fossero costretti ad ascoltare espressioni e motivi di ispirazione fascista contrariamente alla loro fede politica (quali ascolto obbligato del cellulare con suoneria costituita dal motivo “faccetta nera bella abissina”, ascolto della filastrocca “un due tre viva Pinochet quattro cinque sei a morte gli ebrei”, pronuncia da parte delle persone offese contro la propria volontà di espressioni quali “viva il duce”, “duce, duce” ed altre di analogo tenore), così sottoponendo le persone offese ad un trattamento offensivo della loro libertà morale, politica e religiosa [... cut ... ]“;

Risultato? Tutti assolti o condannati con pene lievi.
Oggi, 8 anni dopo, un governo di sinistra, un governo di destra, escort, figli leggittimi ed illeggitimi, festini con prostitute ed escort, cosa è cambiato?

Nulla, se non, forse, che siamo ancora meno disillusi di prima e con ancora meno voglia di non farci mettere i piedi in testa.

riferimenti: la sentenza Bolzaneto
current tv

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Dec
3

Berlusconi e l’aumento dell’iva a Sky: la conferma di Prodi

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Oggi Romano Prodi, intervistato da Sergio Rizzo del Corriere della Sera, conferma ciò che ieri era stato anticipato da Tremonti.

Bene.

Di tutto quell’articolo, dal quale per l’ennesima volta il PD esce facendo una magra figura, mi ha colpito questa frase dell’onnipresente Visco:

è che ogni volta che si deve fare una manovra economica viene compilato un elenco delle cose sulle quali si potrebbe agire.
E storicamente c’è l’aumento dell’Iva sulle televisioni a pagamento. Gli uffici mi hanno sottoposto più volte questa eventualità, ma ho sempre rifiutato di farlo, considerando inopportuno adottare una norma che colpisse nella sostanza una sola azienda

Ma è normale che in un paese pseudo-industrializzato, ci sia un solo gestore della televisione satellitare? Ci si lamenta tanto del conflitto di interessi, del fatto che Berlusconi abbia in mano tutta l’informazione italiana, però non si dice mai che nel particolare contesto del satellite, esiste un monopolio incontrastato dove la società che ne detiene il potere fa il bello ed il cattivo tempo.

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Sep
15

Il porto di Gioia Tauro: quale futuro?

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Il porto di Gioia Tauro è considerato, a ragione, il più grande terminal transhipment di tutto il Mediterraneo, nonchè uno dei dieci porti che movimentano più container in tutto il mondo: la sua posizione geografica (è posto esattamente al centro delle rotte Est-Ovest-Est passanti dallo stretto di Gibilterra e dirette verso il Canale di Suez) e le sue specifiche caratteristiche ne fanno un possibile traino per tutta l’economia meridionale ed italiana in genere – ove ce ne fosse realmente l’intenzione di svilupparlo seriamente.

Circa un mese fa (24 Agosto 2008), il sottosegretario all’Economia Adolfo Urso si è recato in visita nel suddetto scalo containers, affermando:

Col Governo Berlusconi e’ ripreso il dialogo col porto di Gioia Tauro interrottosi con l’esecutivo Prodi
Riprendo la mia attenzione su Gioia Tauro nell’ambito di un lavoro di governo che riservera’ attenzione al porto per collocarlo al centro della crescita dell’economia del Mezzogiorno. Il porto container rappresenta la principale risorsa della Calabria, all’ultimo posto tra le regioni per le esportazioni.

Belle parole. Le ho già sentite in passato da tutti i politici passati dalle varie poltrone della prima e seconda repubblica delle banane.

Vivo i fatti del porto di Gioia Tauro quotidianamente anche in considerazione delle attività imprenditoriali che contraddistinguono la storia della mia famiglia.

Ricordo quando nei primi anni ’90 mio nonno propose a diversi agenti marittimi e spedizionieri doganali calabresi di aprire la società che oggi è conosciuta con il nome di Serport Gioia Tauro.

Ricordo quando, ancora bambino, conobbi uno degli uomini che ha fatto la storia del transhipment di questo continente: Angelo Ravano, un uomo molto signorile, proveniente dalla svizzera, portando in dote i sogni di una vita. Il sogno di Ravano era quello di far sorgere a Gioia Tauro il più grande porto del mondo, centro delle attività di trasporto container di tutto il Mediterraneo.

Purtroppo, oggi, questo sogno sta svanendo.

Sì, perchè ciò che non dicono nè i dati, nè i giornalisti [nazionali e non], nè i blogger più attenti ai fatti del territorio calabrese, è che lo stato, lo stesso stato che per bocca dell’on.Urso dovrebbe investire fortemente nel porto di Gioia Tauro, ha deciso di finanziare con 60 milioni di euro, di cui 30 a fondo perduto, lo scalo di Cagliari del compare/compagno Soru, facendo sì che la Mct decidesse di spostarvi tutte e dico tutte le attività del porto (escluse quelle della Mearsk/P&O).

Questo vuol dire la morte dello scalo calabrese e la vita, sempre più ricca dei genovesi, venuti a Gioia a fare carne di porco [come si suol dire dalle mie parti].

Un porto non nasce per far ricchi gli altri; un porto nasce per far sviluppare la terra dove sorge. Ad oggi, tutti coloro i quali operano nel porto di Gioia Tauro, eccezion fatta per la Mct, possono inventarsi un nuovo lavoro: difatti di lavoro non ce n’è e non ce ne sarà più per chissà quanto tempo.

La logistica è affare dell’Autorità Portuale e dei soliti noti.
Le attività di transhipment sono affare della Mct.

Cosa resta? Nulla.

La verità è che le famiglie si arricchiscono sempre di più anche grazie a queste scelte dissennate dello stato; dove andremo a finire? Sinceramente vedo davvero pochi spiragli perchè la Calabria possa davvero ripartire.

Spero solo che il federalismo ci porti alla guerra civile, come già avvenne negli anni 70 a Reggio (provocatorio eh)

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Jan
24

Ed il governo cadde …

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Politica

20:43 – 24/01/08

Il senato sfiducia il governo.

Ora si aprono una serie di scenari. Scontate le dimissioni di Prodi – il capo dello stato potrebbe anche rifiutarle.

E’ comunque scandaloso che dei senatori della repubblica [delle banane] stappino bottiglie di champagne: 1) chi paga la pulizia di sto scempio? 2) un pò di decoro ci vorrebbe, visto e considerato che è un momento tristissimo per tutti. Ed è altrettanto scandaloso ciò che è successo oggi pomeriggio: sputi e botte – odiano tanto gli ultras, ma i senatori non si comportano poi tanto diversamente!

Per loro: perchè non avendo raggiunto i 35 mesi di governo, non possono usufruire della pensione. E perchè, non essendo ancora ad aprile, non possono mettere mani sui cda delle più grosse controllate dello stato (povero prodi).

Per noi: pagheremo nuove elezioni per vecchie persone, per l’ennesima volta. Continueremo a farci prendere in giro, chinando sempre e comunque il capo.

Staremo a vedere …

ps: notare che Andreotti non si è presentato in aula …

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Jan
21

Mastella crea la crisi di governo … e ora?

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Se n’è andato … il mastellone nazionale ha lasciato la traballante zattera prodiana.

Adesso o rimpasto di governo o elezioni?

Nel caso in cui ci sia un rimpasto credo sia difficile che il governo duri, non avendo la maggioranza al Senato.
Nel caso in cui siano nuove elezioni, mi chiedo se il popolo italiano sia pronto a dimostrare il suo essere stanco, il suo non poterne più di questa classe politica.

Dubito succeda.

Risalirà Berlusconi. I giornalisti reinizieranno a romperci la devozione, con le leggi ad personam, Berlusconi si fotte i soldi, ecc. ecc. E si reinizierà daccapo – come in un unico grande gioco, dove il cane morde la propria coda.

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Jan
18

Mastella, la Casta e … Dante

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Oggi Mastella si è commosso durante la sua conferenza stampa, ricordando come fosse giovane sua moglie, emigrata, quando la conobbe – ragazzo sbarbatello in viaggio premio degli zii. Che bel quadretto familiare.

Oggi Mastella ha confermato ciò che disse ieri sera a Matrix, cambiando leggermente toni. Oggi sfida tutti i giornalisti degni di questo nome – sottintendendo che siano pochi – a trovare prove che dimostrino che l’UDEUR non abbia più vizi morali di altri partiti. Già la frase di ieri, mi ha lasciato abbastanza scosso, questa mi ha ricordato un passo dell’Inferno di Dante.

Il vate scriveva:

A vizio di lussuria fu sì rotta
che libito fè licito in sua legge,
per torre il biasmo in che era condotta.
Ell’è Semiramís, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ‘l Soldan corregge.

Per chi non lo sapesse, Dante si trova nel girone dei lussuriosi, coloro che in vita furono vinti dalla passione. Nei versi citati, fa riferimento a Semiramide, regina degli Assiri, sposa di Nino cui succedette al trono e che promulgò una legge che autorizzava l’incesto, di modo da giustificare le sue stesse perversioni sessuali.

Come la Semiramide dantesca, la casta politica, oggi, applaude chi lancia ferme e gravi invettive contro la magistratura, rea di avergli arrestato la “povera” moglie (sì, sempre quella del Columbus Day da 900mila euro). Come la Semiramide dantesca, Mastella ed i suoi colleghi, oggi, adottano la tattica difensiva del “mi sento una persona per bene, quantomeno quanto altri miei colleghi” (discorso alla Camera di qualche giorno addietro) per giustificare i loro reati, i loro torti ed i loro vizi lussuriosi a spese dei contribuenti italiani.

Sì, sig. Mastella noi crediamo nella magistratura. Nella magistratura pulita: non quella pagata dalla mafia o dalla ndrangheta per coprire certi delitti; nè in quella pagata da voi politici o dalla Chiesa cattolica per coprire certi altri reati (diciamo così …). Le chiedo: possibile che in soli 5/6 mesi si siano sbagliati così tanti magistrati sul suo conto (ad iniziare da De Magistris)??

Rimango allibito: un politico già non dovrebbe fare il politico se in odore di reato, pensiamo poi come faccia a fare il ministro della GIUSTIZIA con plurime accuse di concussioni che gli piovono da ogni dove.

Ah scusate, dimenticavo che viviamo nella repubblica dove un certo andreotti, condannato per mafia (e poi caduto in prescrizione), siede comodamente al Senato e decide, tuttoggi, del destino di questo staterello grazie al suo voto da senatore a vita!

(in collaborazione con Nunzia Calderazzo)

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Jan
17

Mastella mette sempre tutti daccordo

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La capacità politica di quest’uomo è davvero al di fuori di ogni comprendonio. Quando si muove lui, si riesce sempre a trovare un punto di comune accordo.

La repubblica delle banane, anche nota come Repubblica italiana (o seconda Repubblica Italia se preferite), è nota per il suo “non essere mai daccordo”: dalla guerra in Afghanistan a quella in Iraq, passando per la legge elettorale, senza dimenticare la legge sull’aborto, i pacs, i dico, la lotta alla ‘ndrangheta, il problema rifiuti e chi più ne ha più ne metta, è stato ampiamente dimostrato durante tutto l’anno solare 2007 (finanche in principio di 2008).

Eppure è sufficiente che il ministro di giustizia (o sua moglie) venga inquisito per l’ennesima volta, che, d’un tratto, tutti gli schieramenti politici si trovino daccordo nel dargli man forte, contestando apertamente il potere giudiziario. La casta dei politici si rivolta alla categoria dei magistrati. Credo che una cosa del genere sia davvero ravvisabile solo ed esclusivamente in quei paesi dell’america latina, noti con il nome di “Repubblica delle banane”.

Ed è scandaloso come il quarto potere, di orwelliana memoria, non abbia coscienza ed obiettività critica per affermare come sia scandaloso che un ministro si dimetta per un motivo tanto grave e che, oltretutto, le sue dimissioni vengano rifiutate dall’attuale capo del governo. Dove arriveremo?

Mastella già in passato era riuscito ad evitare un’accusa, più o meno pesante, nei suoi confronti, da parte di De Magistris – avocandone il processo. Oggi pare si sia stufato di far uso del proprio potere per manipolare la magistratura e cosa decide di fare? Si dimette … Giustissimo direte voi – ebbene sì! E’ sacrosanto. Ciò che non è sacrosanto è che Prodi rifiuti le dimissioni. Ciò che non è sacrosanto è che tutti i politici, siano essi di destra o di sinistra (esclusi comunisti italiani e seguaci di Di Pietro a cui va tutto il mio sostegno), mandino messaggi di supporto all’oramai ex ministro “integerrimo”.

Si perchè lo stesso Mastella, questa sera a Matrix, intervenendo in diretta telefonica ha sostenuto di essere “una persona per bene, o comunque per bene tanto quanto altri suoi colleghi”. E cosa vorrebbe dire? Che hai la coda di paglia?

Chiudo, citando il libro la “Casta”, che già un anno fa, citava in 4 distinte pagine, la signora Mastella per viaggi davvero poco onerosi verso gli stati uniti in occasione del Columbus Day. Viaggi costati alla deleritta Campania, oltre 900 mila euro (si perchè la signora sentendosi sola, portò con se oltre 400 persone, quale delegazione).

Ah, e a proposito della Campania: mettetevi l’anima in pace. O continuate la rivolta violenta o con questa “botta” data al governo, sarà difficile che lassù si ricorderanno più di voi (adesso saranno troppo impegnati nel passare i prossimi mesi ad ipotizzare scenari per evitare le elezioni, per modificare la legge elettorale, ecc. ecc.)

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Dec
22

L’italietta di serie B

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Nei giorni in cui per la prima volta nella storia della Repubblica viene messo a disposizione l’audio delle intercettazioni telefoniche Berlusconi-Saccà, in barba ad ogni più elementari norme di riservatezza e garanzia della privacy (volevo vedere se pubblicavano quelle di Mastella o Prodi o Fassino), il governo di questa povera e deleritta Italia, decide di cedere uno degli ultimi pezzi di storia industriale ai fratelli francesi.

L’asse Prodi-Francia-Spagna, anche alla luce dell’ultimo incontro a 3, è sempre stato abbastanza forte. Non ho ben capito per quale oscura ragione la scelta sia ricaduta su Air France piuttosto che su Airone – fatto sta che da oggi Malpensa e tutta la logistica del Nord Italia subirà una bella ridimensionata – così come, tutti coloro i quali dovranno effettuare viaggi internazionali o intercontinentali con la nostra ex-compagnia di bandiera, dovranno per forza di cose passare da Parigi (e vi auguro buona fortuna, visti i ritardi e la disorganizzazione del Charles De Gaulle).

Questo governo è assolutamente incapace di programmare il futuro di questo Paese: certo, adesso smetteremo di pagare a vuoto migliaia di persone per il loro non lavoro e altrettanto certamente, si chiude l’epoca delle industrie statali. Però, abbiamo prima regalato la Telecom agli spagnoli, adesso la nostra compagnia aerea ai francesi. Domani cosa regaleremo ai tedeschi?

Ci sarà pur una ragione se nel 2007 gli spagnoli ci hanno superato come ricchezza e siamo addirittura attaccati dalla deleritta Grecia … Ci stanno rovinando, come già ci avevano rovinato in passato i componenti del governo di destra. Mi chiedo se la gente abbia realmente capito che questa classe politica è incapace di governare: ciò che sanno fare meglio di ogni altra cosa è rubare (i nostri soldi) e parlare parlare parlare .. Chissà se mai ci sveglieremo …

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Dec
20

Porta a Porta: Vespa, Baldassarri e quel demagogo di Letta

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Dopo 12 ore di viaggio (tra cui la chicca del trasporto eccezionale, che ci ha fatto percorrere il tratto Rosarno-Bagnara alla folle velocità di 30km/h), ho avuto la sventura di assistere alla puntata di Porta a Porta di ieri sera.

Si parlava del caro spesa e lo si dimostrava seguendo 3 famiglie tipo, suddivise per aree geografiche (Nord, Centro e Sud), cercando di capire che tipo di spesa facessero e come amministrassero il loro budget annuo.

Tralascio gli aumenti dei prodotti di prima necessità, non ho intenzione di affrontare l’argomento.

Durante la puntata, si succede il solito attacco della destra al governo di sinistra e le risposte del tipo “ma sei matto” del sottosegretario Letta. Letta che ci presenta un bell’esempio di demagogia politica. Ad una signora che faceva notare come, se da un lato il governo abbia abbattuto i costi di ricarica dei cellulari, dall’altro ha consentito alle compagnie telefoniche di aumentare indiscrimantamente le tariffe (vedi Wind su tutte), letta risponde parlando delle diminuzioni delle tariffe di medicinali e pannolini. E quando gli viene fatto notare, sempre dalla stessa signora, che sono aumentati del 20% le tasse sui rifiuti urbani, il pane, ecc. ecc. ridendo si limita a dire “cambi gestore”.

Ora io ho capito questo: la signora ti ha detto una sacrosanta verità, TU sai che non puoi rispondere, perchè sei in torto marcio, per cui che fai? Cambi discorso. La gravità della storia è che Vespa, conduttore della trasmissione, è troppo asservito al potere per farti notare che la signora ti aveva fatto altre domande. Ma vabbè …

Ma arriviamo pure al ridicolo: ad un certo punto della trasmissione Letta se ne esce parlando degli studi di settore e delle tasse troppo alte. Per chi non lo sapesse, gli studi di settore sono stati istituiti per riportare determinate categorie di contribuenti, a pagare le tasse nella misura che competa loro. In soldoni: una delle soluzioni all’evasione fiscale.

Ora, che il governa venga a dire me contrbuente che hanno avuto un extra-gettito ci può stare. Ma che poi mi deve prendere per i fondelli un pò perchè non sa come usarlo, un pò vantandosi della lotta all’evasione fiscale, sinceramente non lo accetto. TUtti questi soldi di extragettito non vengono mica da nuovi contribuenti – provengono da tutti quelli che come me, “fissa” direbbe un reggino, hanno sempre pagato le tasse e con gli studi di settore si son trovati non solo a doverle pagare due volte, ma anche e soprattutto se le sono trovate aumentate. Per cui cari sig. Letta, Prodi e muddghieri e compari vari, fatemi la santa cortesia, almeno a Natale, di smetterla di parlare parlare parlare – sapete fare solo questo, ok, l’abbiamo capito. Ma almeno a Natale non fatemi venire il sangue amaro.

Grazie

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Dec
7

Botta e risposta con il viceministro dell’Interno

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Reggino di nascita .. poi diventato servo di D’Alema, ora viceministro all’Interno (con deroga ai servizi segreti – cosa che non sottolinea nessuno).

Minniti: In questo ultimo anno si e’ fatto tantissimo. Attraverso la cooperazione tra la magistratura e le forze di polizia sono stati inferti dei colpi formidabili alla ‘ndrangheta e tuttavia non bisogna mai abbassare la guardia

Francesco Biacca: ma dai, signor viceministro .. si è fatto tantissimo? Ma dove? Quando? In Calabria? Ma la stessa Calabria da dove è partito l’ordine per la strage di Duisburg? La stessa Calabria dove vi vantate di aver arrestato non si sa quanti boss per quella strage, e poi si scopre che loro bellamente faceva una bella riunione a Polsi per trovare la pace? …

Minniti: tra qualche ora mi rechero’ a Cosenza ad una iniziativa su questi temi e penso che sia importante che ci sia anche una mobilitazione della societa’ civile

Francesco Biacca: bravo bravo .. fai i tuoi viaggi in giro per la regione, da buon presidente del PD. Ma fai politica o vuoi veramente il bene della tua terra natìa? No perchè un pò mi sfugge questo particolare. Prima hai invaso la città (parlo di Reggio Calabria) di servizi segreti – noi reggini lo sapevamo, ora che ce l’ha detto il giudice Macrì abbiamo avuto la controprova – poi tu e il tuo collega Prodi continuate a prenderci in giro con questa storia che dobbiamo fare di più.

Cerco di riassumerti la situazione caro viceministro.

Pago il pizzo a qualcuno, mi oppongo, lo denuncio, mi bruciano la macchina. Riapro il negozio grazie ai soldi di qualche altro usuraio – perchè le banche, di soldi, non te ne danno nemmeno a morire ammazzato. Lo ridenuncio, stanco degli interessi elevatissimi (ma non di troppo più alti di un normalissimo mutuo), lui prima mi ribrucia la macchina, poi mi fa pervenire a casa qualche bossolo giusto per farmi capire meglio l’andazzo. Se sono sfortunato e mi ritrovo la testa dura, lui mi brucia il negozio, o l’azienda. In tutto ciò, caro viceministro, lo stato come difende ME che mi sono esposto per fare la mia parte come TU e PRODI chiedete? Anche questo particolare mi sfugge.

Minniti: E’ importante, per esempio, quello che e’ successo in Sicilia dove questa cooperazione tra Stato e imprenditori ha costituito, obiettivamente, un salto di qualita’ nell’iniziativa di prevenzione e repressione contro il racket ed il pizzo. Sono stato nei giorni scorsi a Catania dove c’e’ stata una grande iniziativa promossa insieme con la Confindustria siciliana.

Francesco Biacca: mi faccia capire meglio .. Lei sta dicendo che la Confindustria calabrese deve buttare fuori tutti quelli che pagano il pizzo, come ha già fatto la scellerata controparte siciliana? Per cui, sempre Lei, mi sta dicendo che le istituzioni devono fare in modo di costringere gli onesti a trovarsi tra due fuochi. Capisco …

Una volta un comico disse: "Fatti non pugnette". Io ti dico, caro viceministro, bla bla bla, FATTI NON PAROLE !!!
Siamo stanchi delle parole. Non se ne può più!

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Nov
20

Prodi: ma ci prendi per il culo?

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Altra bella parata del nostro amato presidente del consiglio. Pare che domani uscirà in Germania una sua recente intervista (15 Novembre), durante la quale il presidentissimo avrebbe affermato:

Il problema e’ comunque che essa e’ composta da famiglie chiuse, in cui lo Stato difficilmente riesce a penetrare”. Prodi ha quindi ricordato gli omicidi dello scorso agosto a Duisburg, in Germania, sottolineando che ”mostrano quanto si sia espansa la ‘ndrangheta”. La ‘ndrangheta ”ha radici in Calabria, ma i suoi rami raggiungono molti Paesi – ha sottolineato – Speriamo che i cittadini della Calabria si ribellino nello stesso modo contro la criminalita’ organizzata come hanno iniziato a farlo i siciliani. Lo Stato, infatti, vince se reagisce anche la societa’. La mafia si rinnova sempre se non ne viene estinta la cultura

(via strill.it)

No dico, ma ci sei o ci fai?
A Polsi i capi famiglia organizzano un summit per trovare la pace, e voi non lo sapete? Ma se lo sapeva anche l’arcivescovo di Locri *, di cui si è tanto parlato recentemente ..

La gente ci prova caro Prodi, ma voi, concretamente, cosa fate per poi difenderci? Cosa dovremmo fare contro un esercito che ci opprime?
Dalle mie parti c’è un detto molto crudo, ma molto vero: " ‘a medghiu parola esti chidda ca nun nesci" (traduzione: è meglio stare zitti), forse, caro presidente, lei ha perso un’altra occasione per tacere …

*: per amore della verità, c’è da dire che sono arrivate da più parti smentite, oltre che dallo stesso arcivescovo, riguardo ad un suo coinvolgimento nel summit di Polsi.

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Aug
4

Reggio Calabria: il cambio di prefetto (via De Sena, arriva Musolino)

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il Prefetto arrivò a Reggio subito dopo l’omicidio Fortugno, al cospetto di una terra in ginocchio in cui lo Stato non riusciva più a mostrare con orgoglio e dignità la propria bandiera.
De Sena ha preso questa bandiera strappata, l’ha messa a posto e, soprattutto, l’ha rimessa al proprio posto, per una battaglia dura ma che lo Stato in Calabria sta portando avanti, come dimostrato dalle numerosissime operazioni contro le organizzazioni criminali che sono state compiute e che hanno assicurato alla giustizia pericolosi criminali tra i quali, ad esempio, i responsabili dell’omicidio di Franco Fortugno

L’esempio di Luigi De Sena fa il paio con quello, eroico, di Luigi Rende; entrambi, sia pure in modo diverso nella genesi (facendo riferimento alla commozione ed all’affetto verso la città in precedenza sottolineati da De Sena n.d.r.), sono figli di Reggio.

(via strill.it)

Il viceministro Minniti, lui sì figlio di Reggio, deve aver fatto un corso accelerato a zelig ot similia … Innanzitutto il prefetto De Sena non è e non sarà mai, per quanto mi riguarda, figlio della mia città. Non sono assolutamente daccordo nel "regalo" fattogli dal comune delle chiavi della città! Ma stiamo scherzando?

E’ vero, non vivo la quotidianità della vita della mia città ma certi meccanismi li conosco fin troppo bene.
Ricordo perfettamente che quando De Sena arrivò a Reggio, qualcuno disse che gli sarebbero stati dati poteri illimitati nella pia illusione di risolvere il problema ‘ndrangheta. Nella pia illusione che un uomo, da solo, potesse cambiare una cultura, uno stato di cose che da troppo tempo avvelena la società calabrese, e reggina nello specifico, fin nei suoi figli più piccoli.

Quali sarebbero stati questi poteri illimitati? Il poter gestire le altre prefetture? Coordinare le forze dell’ordine di tutte le province? Cosa avrebbe fatto De Sena fino a oggi?

Torno spesso qui, nella mia terra natìa, eppure lo stato di cose non cambia: i commercianti continuano a pagare il pizzo; la ‘ndrangheta continua a fare il bello ed il cattivo tempo nella mia città – senza nessuno che possa opporvisi.

E De Sena dovrebbe essere un esempio? Perchè?

Solo perchè, a pochi giorni dalla sua rimozione (e già lo vedo gongolante nel lasciare questa città), avrebbe eseguito tutta una serie di arresti contro una famiglia rea di governare il tessuto socio-economico della zona sud della città? E si ricorda solo dopo tot anni di fare arresti? Lo sapete che ora ci sono oltre 100 latitanti in giro per l’Italia?

A Roma sono realmente convinti che sia cambiato qualcosa?
In tal caso invito ufficialmente qui a Reggio, a mie spese, Prodi, Fassino e chiunque altro,  tra quei 900 ladroni (circa),  voglia venire nella città dal più bel chilometro d’ìitalia; giusto per fargli vedere come girano le questioni da questa parte (viaggio rigorosamente alla guida con obbligo di percorrenza di TUTTA la A3) … 

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Mar
2

Benvenuti nella repubblica delle banane

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Premessa: con il presente non si vuole assolutamente offendere alcun abitante delle cosiddette repubbliche delle banane – tipicamente popolazioni latino-americane!!

Sono giorni e giorni che medito sulla pubblicazione di questo post e ciò per tutta una serie di motivi. In primis, all’inizio di questa avventura mi ero posto come primo vincolo il non trattare mai il tema politica: troppo soggetto a facili polemiche e liti, troppo acceso per un posto che vuole semplicemente essere un’ulteriore esperienza di vita e di raffronto con il mio mè nascosto. Inoltre non può non essere presente, quale ulteriore motivazione, il fatto che non sia facile esprimersi correttamente su certi argomenti senza provocare dubbi e false affermazioni.

E’ curioso come si possano individuare determinati periodi storici nelle diverse ere che si succedono. La nostra Patria ha vissuto l’esperienza delle colonizzazioni (greci e normanni prima, austriaci e tedeschi poi), ha visto nascere e innalzare alla gloria il più grande ed efficiente Impero che l’intera Terra abbia mai potuto ammirare. Dopo ci fu il buio assoluto, rovine e violenze ovunque, fino al ritorno di un minimo di tranquillità.

Poi, improvvissamente, una mente illuminata decise che questo lembo di terra così diverso per cultura, storia passata, uomini e volontà, dovesse essere unito in unico regno: il Regno d’Italia. Da lì è stato un evolversi di qualche avvenimento positivo, contornato da tanta corruzione, tanto malaffere, tanto poco interesse verso le regioni meridionali (tanto da creare la cosiddetta "questione meridionale") ed infine una pratica, che perdura tuttoggi, quella nota con il nome di trasformismo!

Ricordo perfettamente tutti i dubbi della massa di caproni che abita questo Paese, ricordo perfettamente quanto detto e fatto nelle piazze durante l’ultimo governo di destra. Ricordo perfettamente che si accusava qualcuno di essere proprietario di tutto in questo Paese, e si osannava l’altro come il nuovo Salvatore. E oggi? Cosa è cambiato? Prima qualcuno sfruttava il potere apertamente, rubava soldi e faceva leggi ad personam (e credo sia innegabile). Oggi in quel posto siede una persona, prima a capo dell’IRI, poi del governo Italiano, poi coinvolto nello scandalo Telecom Serbia (messo a tacere – nessuno nemmeno ricorda cosa sia), poi a capo del governo europeo dopodichè tornato in Patria per salvare questa massa di caproni dal demonio in persona. Presenta un bel progetto, solo che ha di nuovo bisogno dell’ala estrema della sinistra che non è daccordo su molti punti (pacs o dico o come li vogliamo chiamare, guerra si guerra no, economia tasse liberalizzazioni, tav, ecc. ecc.).

Ricordo perfettamente che un certo Mieli disse in tempi non sospetti che il governo sarebbe caduto in Aprile, alla prova sulla guerra in Afghanistan. E così fu. Qualcuno (oddio erano due) ha votato secondo coscienza (è un diritto sancito da una costituzione, per lo più fascista, incoerente e vecchia come questo Paese) e questo qualcuno è stato addirittura buttato fuori dal proprio partito (e poi vorrei spiegato in cosa questi signori risultano diversi dagli uomini delle diverse fazioni politiche). Per questo qualcuno, ahilui, ci troviamo oggi a veder rinascere la vecchia classe dirigente della DC, che ci ha sottomessi, loro dicono governati, da oltre 50anni. E si, perchè il vero uomo di potere, il Salvatore, ha tirato fuori dal cilindro magico il trasformismo. Ha riportato a sinistra un uomo DC di centro che si era presentato alle elezioni con la tanto da lui odiata destra. E lo  ha fatto pur sapendo che quest’uomo non sarà assolutamente daccordo con tantissime posizioni della sinistra estrema, essendo lui (dice) un cattolico (e da qui la prima presa in giro, il non fare i pacs o i dico, che sarebbero stati un passo avanti notevolissimo per l’antiquata società italiana).

Ma daltronde cosa mi posso aspettare da un paese nel quale l’oligarchia politica divide il potere tra gli stessi identici soggetti da 20anni a questa parte. Cosa posso predentere da un paese nel quale viene ammazzato un politico, di nome Fortugno, sposato con una Laganà. Si proprio quella Laganà facente parte di quella famiglia che nella Locride fa il bello e cattivo tempo da anni e anni nel settore della sanità (si proprio quella sanità per la quale si dice sia stato ucciso il marito dalla ndrangheta). Cosa mi posso aspettare da un paese nel quale la stessa Laganà viene inquisita dalla procura antimafia per una storia di compravendita di farmaci mai pagati dalla ASL di Locri.

Ma soprattutto, cosa posso aspettarmi da un paese dove il Salvatore dichiarava nel 2005 "Calabresi non sentitevi soli" e ancora "Situazioni straordinarie richiedono risposte straordinarie: non possiamo limitarci all’ordinaria amministrazione". Ad oggi la mia regione è governata da un tizio, nome Loiero ma questo è un dettaglio, a capo di una giunta nella quale 25 (su 30) assessori sono inquisiti per storie di mafia e nessuno può farlo dimettere. E nonostante tutto ciò viene anche invitato a conferenze sulla ndrangheta, dal capo dello stato e passa sui giornali come un martire per via delle minacce di morte che continua a ricevere.

Cosa posso pretendere?

Benvenuti nella repubblica delle banane …

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