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La mia proposta per uscire dalla crisi

Nell’ultimo mese pare che tutti si siano accorti che siamo in un periodo di forte crisi e, dico io, di recessione – scusatemi, ma non era la giustizia il problema principale cui porre rimedio? Non era tutta colpa dei giudici comunisti se questo paese non funziona?

Fatto sta che iniziano ad uscire proposte tese a risolvere i problemi di un sistema economico che non funziona. E tra la ridda di ipotesi, chi vuole eliminare le province (anche se giusto qualche mese fa si era astenuto), chi vuole aumentare l’IVA, chi vuole diminuire l’IRAP, bla bla bla, si sta facendo solo della grandissima demagogia.

Allo stato attuale il paese è fermo, la macchina Italia non sta più camminando (e questo avviene già da qualche anno), e le soluzioni proposte non credo verranno mai attuate. Ci credete che andranno ad eliminare l’istituto delle province, con il conseguente (forse) taglio di migliaia di dipendenti e (sicuramente) di poltrone?

Da non economista e sicuramente da avverso alla politica di questi tempi, propongo 3 fattori, sicuramente non demagoghi e probabilmente più attuabili di altre proposte (sebbene viviamo in un paese bigotto e arretrato culturalmente):

Evasione Fiscale Prostituzione Legalizzazione droghe leggere

1. lotta all’evasione fiscale: non c’è dubbio che riducendo l’evasione si risolverebbero gran parte dei problemi. Ma se ne parla da anni, e nonostante il sistema Agenzia delle Entrate sia notevolmente migliorato, siamo ancora qui a contare cifre iperboliche. C’è chi ha proposto di applicare il concetto di gamification alla lotta all’evasione: idea affascinante ma poco perseguibile (esiste già qualcosa del genere per gli affitti in nero – altro bel problema – eppure nessuno denuncia i proprietari di casa, come mai?!).
Penso che l’unica strada percorribile sia quella di abbassare la soglia di tracciabilità a 100 euro, così che non sia possibile far girare soldi in nero (la proposta di Tremonti di portarla a 2500 euro va proprio in questa direzione) – parallelamente, e su questo non si scappa, bisogna far pagare le tasse al Vaticano. Mi preme far notare quanto il sistema informazione sia censurato, come mai i giornalisti non ne parlano più? Bisogna assolutamente spingere su questo argomento, non è pensabile che il 25% del patrimonio immobiliare di questo Paese sia nelle mani dei “preti” e che non ci paghino le tasse come tutti noi.

2. legalizzazione prostituzione: basta essere bigotti. In questo Paese tantissimi vanno a puttane. Ho vissuto per un anno e mezzo a Roma in via Renzo Rossi e le mie vicine ero prostitute – a 50 euro a cliente ogni giorno tiravano su migliaia di euro … in nero! Ammettiamo che agli italiani piace andare a puttane, riapriamo le case chiuse, ci sarà più igiene, più controllo del territorio e soprattutto più entrate nelle casse dello stato.

3. legalizzazione droghe leggere: come sopra. Inutile prendersi in giro, la stragrande maggioranza degli under 40 fuma spinelli (hashish o marijuana). La California l’ha fatto per salvarsi dalla bancarotta: l’idea è quella di tassare le coltivazioni e la vendita, esattamente come avviene per tabacco ed alcolici. Secondo stime riportate dal deputato californiano Tom Ammiano, si parla di un giro di miliardi di dollari che, aggiungo, verrebbero sottratti alla criminalità organizzata.

Vogliamo uscire dalla crisi? Ci vuole pragmatismo, ammettiamo chi siamo, e cerchiamo tutti noi di fare quello che possiamo, senza confidare che questo o quel politico possa portarci sulla retta via.

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Il postribolo (televisivo)

Se c’è un aspetto per il quale sarò sempre grato a Berlusconi, è quello di farmi conoscere parole arcaiche, o comunque parole che difficilmente sento riportare nel linguaggio di tutti i giorni.

Dopo i probiviri, oggi è la volta di postribolo, pronunciata ieri dal premier Berlusconi (ebbene sì) durante un colloquio telefonico intercorso con Gad Lerner:

Invito cordialmente l’onorevole Zanicchi ad alzarsi e venire via da questo incredibile postribolo televisivo

Cercando postribolo su Google, il primo link afferma che:

postribolo deriva dal latino prosibulum, essere esposto al pubblico, in vendita
[cut]
Luogo di prostituzione, Lupanare: cosiddetto dalla antica e sempre nuova usanza delle meretrici di basso stato di sedere sull’uscio dei fornici ad eccitare i passanti, tanto che esse stesse erano appellate pro-stibulae

Non ho ben capito il significato dell’accoppiamento di postribolo con televisivo, forse Berlusconi voleva intendere qualcosa come “puttanaio televisivo” ?!
Bene, ecco la lista delle “signore” (da lui così definite) presenti:

Carmen Llera Moravia
Ilaria D’Amico
Lucrezia Lante della Rovere
Sara Giudice
Iva Zanicchi
Maristele (non ho ben capito chi sia)

Se poi volete sapere cosa ne pensa Gad Lerner, ecco il link al suo blog

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Generazione uomini e donne

Ieri si discuteva su Facebook delle ultime notizie riguardanti Berlusconi (affaire Ruby).

La conversazione nasce da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera: “L’attacco alle libertà individuali”, a firma di Piero Ostellino:

Marco: caro Ciccio ricorda sempre che se per caso questi gentili pubblici ministeri si stessero diciamo cosi sbagliando in buona fede, se insomma fosse tutta l’ennesima bolla di sapone, ad essi mai alcuno potrebbe addebbitare un qualcunchè, se non i loro stessi simili e cmq mai niente di trascendentale, casta anche per questo. L’equilibrio istituzionale in questo paese è ormai irrimediabilmente compromesso, anche e soprattutto per colpa/merito loro.

me: e ricordo di casi di gente *comune* invischiata in storie mediatiche poi verificatesi in bufala, ne è piena la storia italiana (ed uno dei casi che mi viene in mente è mauro e l’accusa di usura).
però è anche vero che se tutto ciò corrispondesse a realtà, a quegli stessi magistrati dovremmo dire “ben fatto”, o no?

[cut]

il discorso che fai è rischioso, perchè il passo successivo è vedere impuniti atteggiamenti intollerabili – almeno dal mio punto di vista.

nel caso specifico dell’affaire ruby, è molto ma molto meno grave di tanti altri misfatti (vedi caso mills), però per l’opinione pubblica di questo paese fa sicuramente più scalpore.

ed è qui che dovremmo iniziare a farci qualche domanda

Il succo della sostanza è che tutta questa storia di puttane, escort e prestiti di denaro del trio Berlusconi-Fede-Mora è in realtà un problema di minor conto rispetto a tanti altri casi che attanagliano l’attuale premier da oltre 20 anni. Viceversa, assume rilievo mediatico nel paese Italia, catto-bigotto a seconda delle circostanze.

Stiamo per percorrere una strada molto rischiosa: se passasse la teoria secondo la quale tutto questo fiume di parole sia solo ed esclusivamente un attacco mediatico per screditare la figura di Berlusconi, si affermerebbe ancora di più la generazione Uomini e Donne; cioè quello stuolo di giovani disposti a tutto pur di “arrivare” – e questo non ce lo possiamo permettere.

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Il Calderoli-pensiero sulla prostituzione

Riporto quanto affermato da calderoli:

Bisogna ripristinare le case chiuse e le prostitute devono pagare le tasse” ha affermato il ministro che poi ha spiegato: “La proposta di riaprire le case chiuse e creare quartieri a luci rosse e’ per noi di assoluto buonsenso. Una persona puo’ avere una determinata esigenza sessuale e se vuole togliersi la soddisfazione lo faccia pure, ma questo non deve necessariamente disturbare gli altri, soprattutto laddove ci sono famiglie e bambini”

Devo dire che, tra le milioni di cazzate che afferma, stavolta mi trova d’accordo. Chissà se riuscirà a scalfire l’italica ipocrisia

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I gruppi di Facebook: porno, escort e mafia

Nei giorni scorsi è infuriata una [sterile] polemica sulla nascita di gruppi pro-Riina, pro-Provenzano e, più in generale, pro-mafia su Facebook.

La solita ipocrisia tutta italiana.
Perchè poi girovagando per il social network in questione, è facile scoprire una miriade di gruppi aperti a tema: scambio di coppie, porno, servizi escort, ecc. ecc.

Il discorso è ambivalente. Da un lato ha ragione senza ombra di dubbio Alberto, quando dice che per gestire anche la sola modifica del nome di un gruppo, sarebbe necessaria una struttura, e quindi budget, di un certo livello – e non è detto che se lo possano permettere.

E’ anche vero, però, che finchè si creano gruppi di “supporto” o “pseudo-supporto” a gruppi criminali, non credo si commetta reato. Fornire servizi di escort, farsi pubblicità di questo tipo, beh questo è sicuramente un reato.

Però si sa, fa molta più notizia un inneggiare ai boss della mafia che inneggiare ad un paio di tette sbattute lì.

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