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Il calcio di una volta: il capitano Rosario Sasso

Riporto un’intervista [bellissima] ad uno degli storici capitani della Reggina: Rosario Sasso.

ROSARIO SASSO

E’ stato il capitano di una Reggina che ha fatto innamorare tutti: una squadra spettacolare, capace non solo di riportare la serie B a Reggio dopo 14 interminabili anni, ma anche di sfiorare, contro ogni pronostico, il doppio salto dalla C1 alla massima serie.
La Reggina di Scala, la Reggina che riempiva il vecchio Comunale in ogni ordine di posto, la Reggina che faceva parlare di sé 7 giorni su 7, in ogni angolo della città.
Lui, Rosario Sasso, giocava nel ruolo di libero, e di quel meraviglioso gruppo era una delle massime espressioni, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto caratteriale. Novantacinque presenze in tre campionati, impreziosite da 7 reti: i tifosi di vecchia data, ricorderanno sicuramente quella datata 86-87, nell’accesissimo derby col Catanzaro, oppure quella che rimandò a casa battuta la Sambenedettese, 88-89, consentendo agli amaranto di ottenere la quarta vittoria di fila, e di irrompere definitivamente, a 6 giornate dalla fine, nella lista delle pretendenti alla serie A.
Aveva coraggio da vendere Rosario Sasso, e quando c’era da sacrificarsi, quando c’era da sudare il doppio per aiutare il compagno in difficoltà, lo vedevi sempre lì, in prima linea. Mai un cedimento, mai una volta che abbia “tirato indietro la gamba”. Piuttosto che mollare, preferiva uscire dal campo malconcio, come quando in un derby di Messina si presentò nel post partita con un ginocchio gonfio e sanguinate, ed ai giornalisti che gli chiesero cosa fosse successo, rispose candidamente “E’ stato un morso di Di Fabio. Forse pensava che bastasse così poco per impedirmi di giocare”.
Ricordi, aneddoti ed emozioni, di chi ha saputo conquistarsi un posto nella storia. La nostra storia…

Il capitano: Rosario Sasso

“Nell’arco di una carriera, ci sono molte tappe. Senza nulla togliere a tutte le altre esperienze fatte, quella con la Reggina, per l’intensità con la quale è stata vissuta, è come se fosse stata l’unica. Non ci sono parole adatte a descrivere l’amore che ho provato e che sento ancora per questa maglia. Sembrerò malinconico, magari esagerato, la verità è che vorrei augurare alle persone che ho più care di vivere un’esperienza simile a quella che ho vissuto io a Reggio. Non è stato un lavoro, non era giocare per un risultato, noi scendevamo in campo per qualcosa di molto più importante…”

Un aneddoto amaranto

Stagione 87-88: Torres-Reggina. Eravamo arrivati con largo anticipo allo stadio, ormai eravamo pronti a scendere in campo, era una gara importante quella di Sassari. Avevo percorso il tunnel accanto all’arbitro, appena sbucati in campo lo vidi fermarsi di scatto. Si voltò verso di me e mi disse: “Ma… quelli sono i vostri tifosi?”. Alzai lo sguardo e vidi un muro amaranto, non potevo crederci: era una trasferta lontanissima, un viaggio estenuante. Dissi soltanto di sì con il capo. Ricordo ancora il suo sguardo sconcertato quando, sgranando gli occhi, riuscì solo a dire: “Sono pazzi!”. Sì, lo erano. E noi eravamo pazzi di loro.
Rientrati in aereo aspettammo il loro rientro in nave al porto di Reggio per ringraziarli”

Nave stracolma di tifosi amaranto diretta a Sassari

Rosario Sasso & Reggio Calabria: la sua esperienza in città

“Reggio è la città dove ho trascorso gli anni più belli, la città dove ho conosciuto mia moglie, dove conservo amicizie che il tempo non può appannare. E’ un piacere enorme già solo sentir il nome, “Reggio”. E’ stato un periodo di grande riscatto, di rivincita, per tutti. Per la società, per la squadra, per tutto il popolo reggino”

La partita che non dimenticherà

“87-88: Cagliari-Reggina 0-1. Giocavamo in casa di una squadra assai più accreditata di noi, andammo a vincere in Sardegna con un gol di Lunerti. Lì abbiamo capito che potevamo davvero essere grandi”

La sua Reggina…la Reggina attuale

“Sono altri tempi, il sistema calcio odierno comporta una maggiore distanza tra la squadra e la città. Non è certamente un problema di Reggio, è un dato di fatto su scala nazionale. A Reggio, anzi, magari si conserva ancora una certa vicinanza tra le componenti. Forse, però, il livello della Reggina attuale è ormai consolidato, superiore a quello di un tempo: forse la gente si è abituata ad avere una grande squadra senza accorgersi che ogni traguardo per la Reggina resta sempre una grande conquista

2011-2014: che Reggina sarà quella del centenario?

“La Reggina è una realtà solida, mi auguro e sono convinto possa esser una Reggina da Serie A. Sarà necessario in questi anni il grande sacrificio di tutte le componenti, tutte dovranno dare il loro apporto. La società, la squadra, il pubblico, la stampa. Spero potremo celebrare tutti insieme il centenario, una splendida festa nella massima serie”

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Ascoli – Reggina: un esempio di sport

Oggi ero al no-b day (una delusione profonda, ma ne parlerò altrove) e mi sono perso uno di quegli avvenimenti storici che segnano il calcio italiano: ascoli-reggina.

In sintesi, in seguito all’infortunio di un giocatore della Reggina (valdez), la palla viene buttata fuori (come sono soliti fare tutti i calciatori), solo che Sommese intercetta la palla e porta un giocatore dell’Ascoli al gol. Qui scoppia una mega rissa, con l’espulsione finale di un giocatore della Reggina: Costa. Lo stesso Costa inizia a dialogare con il suo ex allenatore, quel Bepi Pillon che tanto male fece a Reggio Calabria. Ne scaturisce il gesto clamoroso: l’ascoli si ferma e la reggina può pareggiare, ottenendo il risarcimento per il torto subito.

Questo è sport, questo è fair-play. Altro che il ladrocinio della francia o la rissa di juve-inter.

Onore all’Ascoli ed al suo allenatore.
L’unico rammarico va ai tifosi dell’Ascoli presenti allo stadio, che credo proprio che non abbiano capito il perchè di tutto ciò.

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La Reggina prende Novellino

Il mio personalissimo mercato inizia con questa [ottima] notizia: il nuovo allenatore della Reggina Calcio sarà Novellino.

Ottima scelta che segna, oltretutto, un’inversione di tendenza: si torna agli allenatori con carisma, personalità e soprattutto esperienza.

Non vedo l’ora inizi il campionato di B

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Lazio – Reggina mercoledì 20 maggio 2009: due pesi una misura unica

… e alla fine si giocò di mercoledì.
Faccenda tipica del paese in cui viviamo: la lega sapeva da mesi che si sarebbe giocata la finale di Champions League il 27 Maggio 2009, per cui l’Olimpico doveva restare fermo da eventi di vario tipo per almeno 10 giorni.

Ma perchè decidere per tempo, quando invece puoi farlo a due giorni dalla soluzione?
Da un lato le regole che da anni oramai impongono di giocare in contemporanea, nel caso in cui le squadre lottino per un obiettivo (sia esso lo scudetto, piuttosto che la coppa uefa o la salvezza); dall’altro le necessità economiche di Lotito che vuole a tutti i costi festeggiare la Coppa Italia in casa.

Infine, un terzo lato (che solitamente non esiste) è la bistrattata Reggina, la quale onestamente ha fatto la parte del coniglio, non avendo avuto voce in merito. Le possibilità di salvezza sono praticamente nulle [e detto tra noi, nemmeno lo meritiamo tanto].

E’ più una questione di forma: se le regole valgono, devono valere per tutti.
Ma la verità è che nella repubblica delle banane, vale la legge del più forte

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Serie A 34° giornata Bologna-Reggina: incredibile ma vero

e anche questa l’abbiamo vinta!

Roba da matti.
Roba da Lillo Foti.

La partita è incommentabile, perchè anche quando sai di poterla vincere a mani basse, fai di tutto per complicarti la vita e far rischiare l’infarto a noi tifosi .. cara reggina. (un grazie a mr. fair play)

di certo c’è che se quest’anno ci salviamo (ma io non ci credo), a settembre lillo fonti chiederà alla giunta del Comune di Reggio Calabria di tramutare il nome della storica Festa Madonna in Festa Lillo Foti (vittorio aka attia aka paredes ™)

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Serie A 32° giornata Atalanta-Reggina: lacrime su roma

era da un pò che non parlavo di calcio in questo spazio .. un pò per la frustrazione di un anno iniziato male e che sta finendo anche peggio, un pò perchè oramai questo calcio non è il mio calcio, il calcio che mi fa perdere, vincere, lottare e sognare.

Fatto sta che oggi a Bergamo, 32° giornata di Serie A, dopo esattamente 1 girone, 147 interminabili giorni dopo l’ultima vittoria, riusciamo ad espugnare lo stadio di Bergamo, confermandoci la loro bestia nera (l’atalanta non ha mai vinto contro la Reggina).

… e dopo il fischio finale è scesa una lacrima, seguita da tante altre. Ricordo a fatica altri momenti calcistici che mi hanno fatto piangere di gioia .. forse la vittoria del mondiale, ma non ne sono nemmeno tanto sicuro.

è stato bello, il calcio è questo ;)

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Ogni tanto arriva una buona notizia …

e domenica Cirillo non gioca .. speriamo abbia finito la stagione e magari anche la carriera

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Reggina 1986 e Lillo Foti allo sbando

Ieri sera la notizia che nessuno si aspettava: Lillo Foti, presidente della Reggina Calcio 1986 esonera ufficialmente l’allenatore trevigiano Bepi Pillon.

Onestamente, siamo di fronte all’ennesima decisione discutibile di una persona, Lillo Foti, che negli ultimi anni ha sempre gestito le situazioni societarie in prima persona e che si è sempre ritenuta inattaccabile.

Andando spesso anche contro alcuni miei carissimi amici, ho sempre cercato di guardare la situazione in modo oggettivo – ed oggettivamente, seppur grato per averci portato in serie A, sono anni che ripeto che fosse il caso di dare svolta; sono anni che ripeto che, forse, sarebbe meglio una serie B decorosa che una serie A così.

Spero di non ripetermi, ma se guardiamo agli ultimi due anni della società reggina troviamo fortissime analogie: scommessa su di un allenatore emergente (Ficcadenti prima, Orlandi dopo); scommessa su una squadra infarcita di giovani anche nei punti cardine (basta ricordare i vari Missiroli, Ceravolo, Barillà, adesso Viola).

L’anno scorso sentii dire che si scusava per i suoi errori e che avrebbe fatto tesoro di quell’esperienza. Nelle migliori tradizioni reggine, poi, quest’anno ha rifatto le stesse identiche scelte, ritrovandosi oggi all’ultimo posto in classifica.
Ha scelto di cambiare allenatore in vista di 4 partite fondamentali per poi esonerarlo in seguito alla sconfitta casalinga con il Chievo Verona.

La verità, forse, sta nel fatto che la squadra soffre di incredibili pecche e, più che cambiare allenatore, sarebbe il caso di prendere giocatori di livello, magari facendo un piccolo sacrificio spendendo parte di quei soldi incassati in passato, grazie a cessioni eccellenti (leggasi Bianchi, Amoruso, Mesto, Modesto …).

Questo anche alla luce del fatto che non ha senso scendere adesso in serie B, quantomeno per un Lillo Foti (per quanto mi riguarda, ho già espresso come la penso)

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Auguri vecchia Signora Amaranto

Nel giorno in cui ci si ricorda di un mito come De Andrè, la vecchia signora amaranto festeggia i suoi 95 anni.
Mi aspettavo qualcosa di più per ricordare questa data importante, nonostante la sconfitta, chi oggi ci possiede è fortemente convinto che la Reggina sia nata nel 1986, seppur in modo “anomalo”.

Noi non siamo la Reggina 1986, noi oggi festeggiamo 95 anni di storia gloriosa.

Ricordiamo Maestrelli e Granillo, i vecchi fasti della serie B, le mille trasferte in giro per l’Italia per seguire una passione.

Ricordiamo Mazzarri e lo scudetto che ci fece vincere, salvandoci da un -15 di partenza che avrebbe affossato qualsiasi altra compagine di serie A.

Ricordiamo i vari Pirlo, Kallon, Baronio, Mozart, Vargas e andando indietro nel tempo, non dimenticheremo mai Poli, Paciocco (e la sua rabona su rigore), Armenise, non dimenticheremo mai i mitici Tavella e Pelè.

Una passione che non morirà certo a causa dell’uomo con i baffi – sebbene ci stia mettendo del suo.

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio chiamano Bepi Pillon

Addio Orlandi.
“Benvenuto” Pillon.

La notizia ha iniziato a girare ieri sera verso le 22.30 quando oramai, tra tv e carta stampata, solo su internet si poteva diffondere (non credo che i giornali cartacei siano usciti con la notizia se non, al massimo, un trafiletto).

E’ una storia che si ripete. E’ una storia già vista l’anno scorso.

Ecco la lista degli allenatori che si son seduti sulla panchina amaranto da quando abbiamo calcato per la prima volta un campo di serie A:

1999-2000:colomba
2000-2001:colomba
2002-2003:mutti, de canio
2003-2004:colomba,camolese
2004-2005:mazzarri
2005-2006:mazzarri
2006-2007:mazzarri
2007-2008:ficcadenti, ulivieri, orlandi
2008-2009:orlandi, pillon

Con l’esonero di oggi il sig. Lillo Foti guadagna la prima pagina su tutte le testate giornalistiche online, il che gli fornirà accessi al sito web della società e sicuramente tanta visibilità.

Per noi tifosi, è sempre la solita storia. Poca programmazione, nessuna buona idea in testa, tante tante scommesse andate male. Corsi e ricorsi storici.

Orlandi paga sicuramente una rosa con delle lacune mostruose (difesa in primis) ma anche scelte sballatissime: cambi praticamente mai decisivi, l’aver lasciato Corradi spesso fuori in trasferta, aver dimenticato tantissimi giocatori, preferendo i “soliti noti”.

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Auguri e ringraziamenti

Ieri era il mio compleanno – e devo ammettere che l’ho vissuto all’insegna di Facebook.
Ho ricevuto gli auguri tramite FB da gente improbabile, con la quale ho parlato forse mezza volta in tutta la mia vita, miei ex colleghi con i quali non ho proprio mai avuto a che fare, ma tant’è.

Poi in verità chi si è voluto distinguere, mi ha inviato un sms proprio per non usare FB.

Volevo ringraziare tutti, davvero :)

Detto questo, un ringraziamento sentito lo rivolgo a Cirillo, mister orlandi e il sig. lillo foti per la bellissima prestazione di ieri.
grazie

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Serie A 15° giornata: Reggina-Bologna

Era la partita che poteva tirarci fuori dalla zona retrocessione e farci rifiatare per un paio di giorni.

Era la partita della rivincita: sì, perchè tutti hanno forse troppo in fretta dimenticato Gazzoni ed i problemi creatici [che poi, se vogliamo proprio dirla tutta, problemi dovuti a Lillo Foti e dei quali paghiamo costantemente pegno].

E invece siamo, qui a gioire, quasi, per un pareggio che, a me personalmente, va più che stretto.

Potevamo vincere tranquillamente, il bologna non ha dato questa grande prova di strapotere [a parte Mudingaiy], giocava fuori casa e doveva avere paura. Invece ha avuto due occasioni nidite: sulla prima la difesa dormiva, sulla seconda ci ha pensato il portierone reggino a prendere un gol sul suo palo, degno del miglior Belardi, poi nulla più.

Ieri abbiamo dimostrato per l’ennesima volta che siamo una squadra mediocre, allenata da un uomo mediocre e portata avanti da un presidente mediocre.

Una mentalità pessima, una mentalità che ci porta ad accontentarci sempre e comunque, piuttosto che a cercare di raggiungere sempre nuovi obiettivi. Mentalità figlia della terra che ci ha dato i natali. Mentalità dalla quale difficilmente ci potremo scollare, anche e soprattutto in considerazione del fatto che poi, i “giornalisti” reggini scrivono certi commenti sulla partita, non si capisce se nella spasmodica ricerca del “bicchiere mezzo pieno” o nella classica figura di chi deve sempre e comunque difendere l’operato del sig. Lillo Foti.

Questa mentalità ha portato alla sostituzione di un calciatore che finora ha segnato 7 gol, giocando una partita sì ed una no, quando, invece, si poteva benissimo sostituire l’insostituibile capitano, quello che, a prescindere dagli allenatori, deve giocare sempre e comunque, anche quando, come ieri, aveva sicuramente più senso farlo sedere in panca; ieri il pubblico si è lamentato, ha fischiato le scelte dell’allenatore e credo non succedesse da millenni – un piccolo bagliore in un tetro buio di nullità.

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Panchina d’oro 2008 a Roberto Mancini

Si sapeva.
Già nel pre-partita di domenica, l’inviato da Milano ci informava che gli allenatori si erano tutti messi daccordo per eleggere Roberto Mancini quale migliore allenatore della passata stagione.

Rivolta contro Mourinho?
Rivolta per il fatto che l’allenatore campione d’italia sia disoccupato (anche se un disoccupato con un stipendo mensile da brividi per non fare nulla nella vita se non guardare il Bologna) ??

Andrò controcorrente – come sempre.

Mi pare troppo facile eleggere Roberto Mancini: con quello squadrone vincevano tutti.
Che il miglior allenatore della passata stagione sia lui è segno distintivo del calcio che cambia. Il calcio dei ricchi, il calcio di coloro i quali non sanno cosa voglia giocare e vincere in provincia.

Che dovrebbe dire Mazzarri, quando salvò la reggina da -15? Che dovrebbe dire Spalletti, che per anni ha portato la roma al secondo posto pur avendo un organico nettamente inferiore a quello interista? Che dovrebbe dire Eddy Reja, che prese il napoli in C quando tutti i signorotti, gea o non gea, si rifiutavano di andare a giocare in campi tipo cavese, casarano e via discorrendo. Oggi si sta prendendo le sue soddisfazioni, il napoli gioca un gran calcio, ma un pò di considerazione in più da parte dei colleghi non sarebbe stata rifiutata (anche alla luce del fatto che ogni domenica viene bistratto dalle tv, per far parlare gli allenatori delle cosiddette “grandi”).

Questi sono gli allenatori che dovrebbero vincere la panchina d’oro, perchè il loro impegno è sicuramente più difficile di quanto possa esserlo quello di un Roberto Mancini o di un Josè Mourinho*

*: a chiosa di tutto, il signore qui citato ed asteriscato, venuto dal portogallo via inghilterra, sostiene che il prodotto “calcio italiano” non “vada” all’estero e che tutti dovrebbero impegnarsi per migliorarlo. Bene. Benissimo. Tutti daccordo.
Ma lui cosa sta facendo? Non mi pare che l’inter esprima questo gran gioco.
Per cui, prima di lamentarsi e fare lo special one, farebbe bene a lavare i panni di casa propria.

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Serie A: 11° giornata

Da dove iniziare??

Forse dalla faccia di culo di Mihajilovic che ha il coraggio di presentarsi nel post partita ed affermare di aver meritato il punto contro la roma. Che vergogna. Giocare un brutto catenaccio per 90°, segnare solo su autogol, esprimere un calcio che nemmeno 50 anni fa si giocava e poi andare davanti ai microfoni per fare quelle affermazioni è proprio una vergogna con pochi precedenti.

Da Mihajilovic a Mourinho:non credo alla fortuna, ma vincere due volte di fila al 91° e senza nemmeno meritarlo troppo lo rende ancora più antipatico di prima. Brutto il gesto di fare silenzio (a chi era rivolto?!) dopo il gol di Cruz. Vedremo cosa dirà nel post-partita, altri paragoni con la squadra di Mancini? (vorrei ricordargli che Mancini il 1° anno all’inter non aveva una squadra così forte … sulla carta).

Chiudiamo con la dignità zero della reggina? No, forse non ho nemmeno voglia di parlarne. Prendere 4 gol dopo un bel primo tempo, dopo aver visto che squadre come il bologna prendono un punto in quel modo mi fa veramente salire una rabbia incredibile.

Ci salveremo, ci salveremo perchè nonostante le non vittorie, non esprimiamo un gioco peggiore di chi ci sta di poco sopra.
speriamo …

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Reggina – Inter: quando le grandi DEVONO vincere …

… intervengono gli arbitri.

Premetto che chi mi conosce sa. Sa che io ODIO profondamente fare discorsi sugli arbitri, questo perchè se devi vincere, devi farlo in campo con le tue forze.

Anche oggi, la reggina ha perso perchè nettamente più scarsa sia fisicamente che tecnicamente. Ha perso perchè ci portiamo dietro le scelte scellerate del suo presidente/proprietario/despota, ha perso per le scelte [sbagliate] del suo allenatore e del suo difensore centrale [non merita nemmeno di essere citato].

Ma ha perso anche perchè se una grande è in difficoltà va aiutata.

Ieri sentivo un commento di un tifoso romanista su una radio romana [Rete Sport] che sosteneva che uno dei motivi dietro al crollo della roma di quest’anno, sia giustificato dal fatto che i giocatori abbiano capito l’impossibilità di vincere per via degli aiuti arbitrali. Pur essendo assolutamente folle e pur non condividendolo, ecco cosa è successo stasera – giusto perchè rimanga a mente per tutto l’anno:

1. due falli da dietro non sanzionati con ammonizione;
2. fallo da ultimo uomo di cordoba su corradi;
3. fallo di cordoba su corradi che con il gomito lo colpisce al capo (già ammonito – graziato);
4. fallo di mano di obinna volontario – non ammonito.

Credo sia sufficiente.
Poi vabbè, calcio d’angolo al 91°, mille rimpalli, palla tra i piedi a cordoba e segna.

Viva il calcio dei ricchi

ps: vorrei poi dedicare un complimento ed un pensiero speciale a tutti i reggini che, come previsto, hanno fatto sì che oggi giocassimo fuori casa. Bel boato sul gol finale dell’inter. Vergognatevi – ma daltronde questa è reggio calabria

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Reggina – Inter: unica tappa nello stretto

Questo il claim comparso nei giorni scorsi sul sito web della reggina calcio 1986 spa (!!!).

Non credo ci sia altro da commentare – viva il calcio moderno.

ps: sabato la reggina giocherà in trasferta e si dice che il sig. foti sia già pronto con il pallottoliere
ps2: E’ di oggi la conferma di Orlandi come allenatore, sebbene la piazza in questo momento avesse preferito un gesto forte – posto che tutti si rendono conto che il 101% delle colpe attuali è da imputare allo stesso sig. Lillo Foti.

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Lillo Foti e la Reggina Calcio: il prezzo dei biglietti

Oggi ero al matchpoint per le mie solite scommesse sul calcio e ho notato questo “piccolo” dettaglio.

Settore Reggina – Lecce Reggina – Inter
Tribuna Sud € 12,00 € 21,00
Tribuna Nord € 12,00 € 21,00
Tribuna Est € 17,00 € 35,00
Tribuna Laterale € 29,00 € 50,00
Tribuna Grande € 39,00 € 61,00
Tribuna Parterre € 49,00 € 69,00
Tribuna Amaranto € 59,00 € 85,00
Tribuna Reggina 1986 € 121,00 € 230,00

E poi dicono che vogliono riportare la gente allo stadio. Questo sì che vuol dire avere a cuore gli stadi pieni.
grazie Lillo Foti

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio: l’ennesimo weekend di passione

Ci vuole un gran coraggio a commentare il weekend sportivo .. ci provo.

Perdere a Roma ci sta, anche se contro una squadra molto rimaneggiata, in piena crisi.
Perdere a Firenze ci sta, anche se, nuovamente, contro una squadra rimaneggiata.

Il problema è che se non tiri fuori i coglioni e continui a prendere in giro i tifosi, prima o poi il giocattolo si rompe – sempre che non si sia già rotto.

Di dubbi ne abbiamo tanti: il perchè di Corradi in tribuna, quando poteva semplicemente andare in panchina se proprio si doveva non farlo giocare. Perchè far giocare Rakic titolare, la cui esperienza in serie A si limita a 20 minuti nella precedente partita. Perchè continuare a far giocare Lanzaro a destra, quando non è un terzino destro. Perchè considerare Cirillo un intoccabile, quando invece è regolarmente il peggiore in campo?

Ci vengono incontro l’allenatore ed il presidentissimo. Per il primo, Valdez e Santos (i due centrali di difesa oltre l’intoccabile) sono allo stesso livello (!!!) per cui far giocare l’uno o l’altro è indifferente – ecco come motivare il gruppo! Corradi è andato in tribuna per scelta tattica (e che scelta !!!).
Per il presidente abbiamo perso solo a causa dell’arbitro.

Personalmente avrei preferito avesse dichiarato altro, quantomeno per amore dei tifosi. Ma si sa, Lillo Foti non ha proprio idea di come si gestisca l’ambiente.

Molti dei miei amici, storici seguaci della reggina fin dai tempi della C, non la seguono più o quantomeno la guardano a tratti (mi parlano di solito copione) – credo di essere stato uno dei pochi ad aver visto lo scempio di secondo tempo a Firenze. Pace.

A catania si trovano nelle prime posizioni; il genoa in casa è praticamente imbattibile e giocano con un dio assoluto che all’anagrafe si chiama Milito. A Palermo, con fortune alterne, quantomeno si divertono vedendo giocare il romario del salento. Lasciamo stare napoli, fa discorso a sè. E Reggio Calabria?

Beh a Reggio Calabria la gente oramai è disinnamorata. La curva sud non esiste praticamente più. Guardiamo la partita sapendo che andremo a perdere o, bene che ci vada, faremo un punto.

L’entusiamo è morto. Grazie Lillo Foti.

ps: un grazie va anche a Brienza, Mr. Fair-Play. L’ho detto e ripetuto: il fair-play è una delle più grosse cazzate del secolo. A palermo ci ha praticamente tolto la possibilità di sperare in una vittoria, rifiutandosi di tirare a porta vuota. Sabato, a firenze, si è tuffato in area, stile il migliore inzaghi dei bei tempi, e non è stato nemmeno ammonito.

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