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I post più cliccati della settimana:
- Mucca Assassina: opening party al Qube;
- Cambiare la conver al Nokia N73: tutorial dove spiego come cambiare la cover dell’n73;
- strill: quotidiano dedicato alle notizie attinenti il territorio calabrese, con particolare riguardo al contesto reggino. Critiche ai continui disservizi ed al nuovo layout grafico;
- Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;
- Reggina Calcio: una serie di post sull’aspetto societario e sportivo che caratterizzano la gestione di Lillo Foti;
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Negli ultimi tempi ho spesso parlato di Pasquale Foti (Lillo Foti) presidente della Reggina Calcio e di come Lui persegua un concetto tutto suo di società che sta portando al progressivo disannomaramento della piazza reggina.
Dopo aver messo in vendita in un primo momento solo 500 biglietti per il settore ospiti (giovedì 2 ottobre), il giorno seguente il presidentissimo ha riaperto la vendita ai tifosi catanesi in tutti i settori dello stadio (escluso spero la curva sud). Considerati i tafferugli dell’anno scorso e la quantità di catanesi presenti l’anno scorso, credo che anche quest’anno giocheremo in trasferta.
Grazie Lillo – per l’ennesima volta ci hai dimostrato che del cuore, del tifo, dei sentimenti verso la nostra maglia non ti interessa minimamente. Anche oggi hai dimostrato che a te interessa il numero di sediolini occupati a prescindere che lo siano da reggini, catanesi o messinesi.
Daltronde è il calcio di oggi. Pace.
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Giusto a conferma delle mie critiche all’aspetto societario della Reggina Calcio, ecco che ieri si presenta in conferenza stampa Lillo Foti (e non il mister Orlandi).
E’ chiaro che abbiamo delle certezze che in questi anni ci hanno dato la possibilità di credere sempre nella Reggina contro tutto e contro tutti, portandoci ad una sfida in cui abbiamo un ruolo importante per la nostra realtà. Ci sono dei valori che portano al risultato finale, e la storia parla chiaro.
Ci sono tutta una serie di motivazioni per le quali non stiamo benissimo.
Questo gruppo vuole riprendere un percorso, facendo scudo ai propri limiti tecnici con quella forza che ci ha sempre contraddistinto. Non ci sono dubbi, non ci sono incertezze, solo la constatazione che tanti non aspettano altro che le nostre difficoltà, perché sono poveri di argomenti.
In seguito al mio ultimo post, ho sentito tanti che, in privato, mi hanno detto di essere grati al presidente Lillo Foti per aver portato la Reggina in serie A.
Nessuno lo discute.
Purtroppo, però, la gratitudine non può e non deve durare in eterno. Anche solo il rinnovo dell’abbonamento, non può nascere da una mera fiducia nel presidente o dall’amore per la maglia: il rinnovo della tessera deve nascere anche e soprattutto come a dire “ottima campagna acquisti presidente; tu hai fatto il tuo, ora noi tifosi veniamo allo stadio a sostenere la squadra”. Per cui, la questione non è aspettare le difficoltà della reggina calcio ma, più che altro, contestare un operato che è oramai diventato la regola primaria nella conduzione societaria.
Ho fatto delle considerazioni alla luce delle cinque prestazioni, e non sulla sola prova di Palermo. Ci sono delle problematiche affiorate, non ho difficoltà a dire che la partenza è stata un po’ ad handicap a causa di difficoltà che nascono dalla conclusione del calciomercato, non ultima una rosa troppo ampia
Questo è realmente assurdo. La Reggina ha una rosa ampia? Ma non scherziamo su.
Cellino si scusa con i tifosi per l’avvio del campionato e il sig. Lillo Foti cosa fa? Li prende in giro (e potrei esprimermi anche in modo non così soft).
Abbiamo 4 difensori che messi assieme non ne fanno uno decente – e lo dimostrano i 9 gol presi sinora.
Abbiamo un solo attaccante di livello: Corradi. Nel malaugurato caso in cui si dovesse infortunare, chi giocherebbe? Stuani?
E non continuo per non risultare pedante. Sicuro è che, caro sig. Lillo Foti, il suo essere presuntuoso ed arrogante sta superando ogni limite consentito.
Il gesto di Brienza, lo confermo, non mi ha meravigliato perché so che uomo che è, che qualità umane abbia. La sua scelta è consona ai suoi valori e da parte della Reggina non c’è nessun rammarico per l’occasione sfumata, ma per la situazione poco simpatica che qualcuno ha creato attorno al caso con grande superficialità. Il calcio ha bisogno di uomini come Franco Brienza
Chiudo volutamente con questo virgolettato perchè è stato il leit-motiv della settimana.
Credo che bene o male tutti gli appassionati di calcio abbiano visto cosa ha combinato Brienza domenica a Palermo.
Milea lo sa, per me il fair-play resta una cazzata colossale: rovina il gioco, lo rallenta e soprattutto fa infuriare i tifosi. Stesso dicasi per ciò che ha fatto Brienza a Palermo. Il gesto è stato voluto ed inopportuno; avesse segnato, i soccorsi sarebbero arrivati due secondi dopo credo cambi poco. Che poi lui se ne esca e dica che ha paura di uscire per le strade di reggio .. beh .. è ridicolo, non credo meriti ulteriori commenti. Gli stupidi parlano solo per dare aria alla bocca. Spero se ne vada presto da Reggio – potrà fare anche 30 gol quest’anno, da me non avrà nemmeno un applauso. Ci vuole rispetto.
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Rispetto all’aspetto societario ed all’aspetto marketing, l’aspetto relativo all’ambiente che circonda il mondo ‘Reggina Calcio’ è molto più complesso da trattare.
Sebbene la realtà reggina sia mediamente piccola ed insignificante, se paragonata a realtà di livello come Milano e Roma, si è permessa negli anni un lusso che nessun altro in italia ha potuto godere: mi riferisco all’aver avuto nelle massime serie le proprie squadre di basket (viola basket), di calcio (reggina), di pallavolo (medinex – campione d’italia), calcio a 5. Mica poco eh.
In tutti questi ambienti, seppur molto diversi tra loro si è registrato lo stesso identico fenomeno. In principio la tifoseria era sufficientemente equidivisa tra i diversi sport con, ovviamente, una propensione verso il tifo calcistico. Nel momento in cui ognuna delle suddette squadre ha raggiunto l’apice della propria storia, si è riscontrato un netto aumento di tifosi presenti nei vari palazzetti o stadi sportivi. Ricordo quando la Medinex vinse lo scudetto, poi toltole d’ufficio; ricordo quando la viola arrivò ai quarti di finale scudetto e “perse” contro la Benetton Treviso.
Così anche la reggina ha vissuto questo fenomeno: qualche migliaio di spettatori in serie B, poi la serie A e 20mila unità fisse ogni domenica al granillo.
E’ indubbio che un tale bacino d’utenza è difficile da gestire e mantenere. Certo è, però, che le scelte dissennnate del presidente Lillo Foti hanno portato a far sì che allo stadio non ci siano quasi mai oltre diecimila persone (praticamente la situazione che vi era in serie b) ed in trasferta mai più di qualche centinaio (ma qui insistono problemi di altro tipo: vedi il costo dei biglietti, la difficoltà nel reperirli, il costo della vita, ecc. ecc.).
E’ altresì innegabile che i sogni del tifoso mal si conciliano con le prospettive di crescita dirigenziali. Questo principio è ancor più vero nel momento in cui ci si ritrova ad avere un commerciante, e non un imprenditore, come presidente. Se da un lato la logica dell’imprenditore è quella di effettuare investimenti (il cosiddetto “rischio d’impresa”) per raggiungere un obiettivo sia remunerativo sia sportivo (vedi famiglia Pozzo ad Udine); dall’altro, la logica del commerciante è quella di raggiungere il massimo profitto con il minimo sforzo senza porre troppa attenzione a tutto ciò che lo circonda.
Credo che per spiegare bene questo concetto, basti guardare alle dichiarazioni di oggi di Massimo Cellino (l’imprenditore):
In questo momento, non possiamo fare altro che scusarci con i tifosi, La mancanza di risultati è determinata solo da nostre colpe. Non tiriamo in ballo la sfortuna o gli arbitri. Non ci resta che lavorare con maggior impegno, tutti insieme, per spezzare la serie negativa. Il fatto di non essere riusciti ad ottenere risultati in cinque partite ci addolora profondamente.
[cut]
Dopo la gara di ieri, abbiamo preferito non presentarci in sala stampa per evitare di dire parole inutili. Nessun silenzio stampa, ma solo profonda vergogna per i dispiaceri che stiamo dando ai nostri tifosi. Possiamo assicurare che ce la stiamo mettendo tutta.
In tanti anni che seguo la reggina, non ho mai e dico mai sentito dichiarazioni analoghe rilasciate da lillo foti. Nè quando andammo a Messina a giocare un derby scandaloso (e io arrivavo assieme ad un amico da Bologna per vederlo), nè quando l’anno scorso fece quello scempio di scelte che ci portò a salvarci all’ultima giornata.
Ed è qui il problema: salvarsi all’ultima giornata può capitare. Capitare, per l’appunto. Non deve diventare la regola. Il fine dello sport per i tifosi è quello di migliorare. Il fine dello sport per gli imprenditori/presidenti è quello di massimizzare i profitti con sempre migliori risultati sportivi. Il fine di Lillo Foti qual è?
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Ho giò discusso di strill.it in passato, anche relativamente ai continui down del servizio offerto da Giusva Branca.
Ad oggi il servizio news soffre dei soliti problemi: difficoltoso (in termini di navigabilità) ed instabile layout grafico, continui down con conseguente irraggiungibilità del sito.
Oggi poi credo abbiano raggiunto il livello più infimo della loro storia, anche a livello contenutistico, linkando ad un blog esterno foto e video relativi a Reggina-Torino di oggi domenica 14 settembre 2008.
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Il calcio di oggi è business.
Il calcio di oggi è marketing.
Quante volte avete sentito queste [tristi] parole? Direi spesso, anche considerando che ci stiamo sempre di più avvicinando al modello americano, presentatoci dalle leghe professionistiche, NBA su tutte.
Manchester Utd, Real Madrid, Juventus e Milan sono state sicuramente le apri-pista di questa invertenza di rotta. Hanno creato degli stadi ad-hoc per poter sviluppare al massimo il loro concetto di “centro polifunzionale”; hanno spinto tantissimo sia nello sviluppo dei propri siti web che sul merchandising (magliette, gadget e ammenicoli vari).
Certo, non mi sogno lontanamente di paragonare la Reggina Calcio a questi mostri sacri del calcio del duemila; tuttavia, mi sento di dire che per una realtà piccola e senza un presidente petroliere, l’aspetto marketing andrebbe valutato correttamente.
Tralascio il discorso sito web, come già detto nel caso di strill.it è gestito da una webagency (???) che ha già dimostrato di non essere il massimo dell’efficienza. In tal senso, però, i problemi non sono tanto di natura tecnica quanto di natura contenutistica.
Il sito spesso latita (credo per volere del presidente Lillo Foti) nella comunicazione verso l’esterno (ma questo sarà il terzo atto di questa mia digressione sulla Reggina Calcio); il sito non ha un suo shop degno di questo nome nè tantomeno fornisce riferimenti diretti ed affidabili per risolvere tutta una serie di problematiche. Ricordo, ad esempio, che quando un generico tifoso contatta la sede centrale per chiedere informazioni, siano esse relative al rinnovo degli abbonamenti, alla situazione dello stadio, all’acquisto dei biglietti per le trasferte, si viene regolarmente tacciati con risposte evasive ed inconcludenti.
Sponsor Tecnico:
Dopo vari anni passati con la Asics, il presidente decise di passare alla Onze. In un atto di funambolico sentimento patriottico-regionale, scelse una piccola realtà del cosentino per la produzione delle proprie attrezzature tecniche.
Se pensiamo a ciò che la Reggina Calcio deve rappresentare non solo per la città di Reggio Calabria ma anche per la regione Calabria tutta, allora la scelta della Onze è stata oculatissima. Una squadra di calcio militante nella massima serie, deve fungere anche da traino per l’economia locale.
Non possiamo però non pensare all’aspetto economico-societario: la scelta della Onze, da questo punto di vista, è stato un vero e proprio dramma. Chiaramente non sono a conoscenza dei bilanci della Reggina Calcio, tuttavia mi viene da pensare che una piccola realtà della Onze sicuramente non potrà mai sponsorizzare la Reggina come la Nike, l’Adidas, la Puma o la Asics stessa.
Non è tanto una mera questione di soldi, quanto, piuttosto, una questione di prospettive. Sottoscrivere contratti di sponsorizzazione tecnica con le più grandi industrie del settore, vuole anche dire avere a disposizione i loro shops per la diffusione e la vendita del proprio materiale. Ad oggi è praticamente impossibile acquistare materiale tecnico della Reggina Calcio al di fuori della città di Reggio Calabria. Qualcuno chiamò in sede per chiedere spiegazioni e la risposta fu che la società Reggina Calcio non si occupa direttamente di merchandising ma, per tale aspetto, bisogna rivolgersi alla Onze (mi ripromesso di trovare il link per maggiori delucidazioni).
Sponsor ufficiale:
Una volta “entrato” in difficoltà l’impero Mauro (le virgolette son d’obbligo), fu fatta la scelta di affidarsi a Gicos, una società di import/export con sede a Cinquefrondi (RC). Anche qui, vale lo stesso discorso fatto in precedenza: se pensiamo alla Reggina Calcio come motore dell’economica calabrese, mai scelta fu più azzeccata. Tuttavia, se pensiamo alla Reggina Calcio come SPA, allora mi chiedo quale possa essere il reale pro in una forma di sponsorizzazione di questo tipo.
A chi mi dice che le grandi aziende non verranno mai a Reggio Calabria per via della mancanza del bacino d’utenza, beh ricordo che la Viola Basket Reggio Calabria ebbe come sponsors ufficiali la Pfizer e la Panasonic, che non sono sicuramente le ultime due arrivate. Per cui, credo, che ci siano i margini di riuscita di operazioni di questo tipo, sempre premesso che ci debba essere la reale volontà nel progredire e nel non accontentarsi di una salvezza all’ultima giornata.
Logo:
Questione abbastanza ingarbugliata. La società fu acquistata nell’86 da Lillo Foti ed altri imprenditori reggini, ma in realtà nasce nel lontanissimo 1914 con il nome di Unione Sportiva Reggio Calabria, successivamente divenuto Reggio Football Club nel 1920.
Il presidente non ha dato mai adito alla soddisfazione dei tifosi e si è sempre proclamato in favore della nascita della Reggina nel 1986. In tal senso, tende a voler sottolineare sempre e comunque che la Reggina è sua, l’ha fondata lui e, probabilmente, morirà con lui.
Il logo, tuttavia, non ha mai subito serie fasi di restyling; sinceramente è anche un pò bruttino, quella R buttata lì su un misero sfondo amaranto. Sicuramente si potrebbe fare molto di più che piazzarci una stellina a commemorazione (forse) dei 10 anni di serie a. Il logo, daltronde, deve rappresentare anche una parte della mission societaria: non puntare su un forte restyling del logo, vuol dire non voler puntare sul marketing societario; vuol dire non curare uno degli aspetti economici che risultano fondamentali per qualsiasi società; vuol dire accontentarsi.
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Una premessa è doverosa: quando il presidente Lillo Foti “acquistò” la Reggina Calcio nel 1986 assieme ad altri personaggi reggini, nessuno e dico nessuno sperava o poteva lontanamente immaginare che ci avrebbe portato in serie A. Di questo, almeno personalmente, gli sarò sempre grato non solo perchè ci ha permesso di vedere grandi campioni sul terreno del Granillo, ma anche perchè ha portato una realtà come quella reggina agli onori della cronaca non per i soliti fatti.
Purtroppo, però, la gratitudine ha un limite che viene oltrepassato nel momento stesso in cui l’oggetto di tale sentimento viene a mancare in alcuni passi fondamentali.
In questo primo post itinerante sulla società, voglio trattare l’aspetto societario.
Tutte le società degne di questo nome, operanti in campo sportivo o meno, possiedono una struttura societaria prefissata, più o meno rigida.
Nel corso degli anni, quella della reggina calcio è andata assottigliandosi nella persona unica del presidente Lillo Foti. Non esiste la figura del general manager, nè tantomeno quella del direttore sportivo. Colui il quale avete visto per anni sulla panchina della Reggina di fianco all’allenatore, che molti ritengono essere il ds della squadra, in realtà compare alla voce “Responsabile segreteria Generale” nell’organigramma societario – figura non meglio specificata.
La mancanza di persone che si assumano le proprie responsabilità direttamente, fa sì che tutto si concentri sulla figura del presidente che deve occuparsi di tutti gli aspetti: dal settore giovanile al calciomercato della prima squadra, passando per la cura del Granillo e del “marketing”, finanche nelle relazioni con la stampa.
Se da un lato potrebbe essere una tattica interessante, dall’altro fa sì che il sottoscritto tenga delle riserve perchè ci si chiede come possa una persona sola gestire tutti gli aspetti della squadra, della società e delle società private a lui facenti capo (dai negozi di abbigliamento, all’attività di import/export verso l’estero).
Daltro canto, però, si presentano dei problemi di anno in anno:
- molti giocatori partono a parametro zero senza che la società incassi mezzo cent (si dice per ripicche presidente-calciatore-procuratori);
- il manto erboso è regolarmente in condizioni precarie in corrispondenza dell’inizio del massimo campionato;
- lo stadio è fatiscente: non c’è acqua (il che a Reggio Calabria è un Problema), non esistono i sediolini, i tabelloni pubblicitari impediscono ai tifosi di seguire correttamente la squadra (soprattutto per coloro i quali sono abbonati alle prime file – sempre che ce ne siano), ci sono voluti anni prima di vedere sostituito il vecchio tabellone elettronico e quello nuovo soffre di tutta una serie di problemi tecnici;
Problemi su problemi che, assieme agli aspetti di cui parlerò successivamente, non fanno altro che allontanare la gente dall’ambiente Reggina.
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Ho appena ricevuto una telefonata da amici che si sono recati a cagliari in trasferta (dovevo andare anche io, ma problemi sul lavoro mi hanno impedito di esserci).
E’ stato appeso uno striscione sotto l’albergo che ospita la Reggina, con scritto:
Tre vittorie non cancellano un’indegna stagione, lillo adesso pulizia e programmazione
pare sia uscito Bruno Cirillo inveendo contro i miei amici al grido di “Imbecilli, andate a lavorare”.
Premettendo che questi miei amici lavorano e per poter essere a cagliari si son presi un giorno di permesso (lunedì), mi sembra VERGOGNOSO un atteggiamento del genere. Abbiamo sofferto un anno intero con prestazioni scandalose: 11 capre che trotterellavano in mezzo al campo. Eppure noi, con i NOSTRI soldi siamo andati ovunque, da Bergamo a Catania, passando per Roma, Milano, Livorno, Empoli, Siena, Livorno (di MERCOLEDI’ sera). Ci vorrebbe un pò più di rispetto da parte dei calciatori. Gente che prende fior fior di quattrini alla faccia nostra che viviamo con 800/1000 euro al mese.
Il calcio di una volta non esiste più, si sapeva. Questa, è stata solo l’ulteriore conferma
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In un celebre film del 1978, Jean-Micheal Vincent e William Katt cercavano l’onda perfetta: quel mostruoso ammasso d’acqua che ogni surfista sogna di riuscire a domare.
Ieri la maggior parte dei tifosi hanno vissuto la giornata perfetta. Personalmente, non potevo chiedere di più da una domenica calcistica. La salvezza, raggiunta con una domenica d’anticipo dopo un campionato disastroso, è ciò che non ti aspetti. Il gol di Barreto è qualcosa che nessun esperto di balistica riuscirebbe a spiegare: è fisicamente impossibile segnare da così lontano, tirando da fermo … DA FERMO … Ed è stato bellissimo quando tutto il quartiere ha tremato all’urlo liberatorio. Ma è stato ancora più bello tornare a casa e sentire il vicino che parlava al cellulare dicendo: “Compare, serie AAA” .. fantastico … amo sempre di più questa città
Soprattutto è “inspiegabile” come 3 vittorie di fila possano tirarti fuori da un pantano nel quale eri entrato per colpa esclusivamene tua e della presunzione del tuo presidente-proprietario-dittatore che tutto fa e disfa a proprio piacimento.
Ed è proprio la presunzione il leitmotiv di questa domenica. Non contenti dei regali ricevuti quest’anno, non contenti di essersi dimostrata la solita squadra da 4 soldi, gli interisti non riescono a chiudere il campionato nemmeno con un rigore relagato contro un già salvo siena. Ciò che mi fa sorridere è che, come sempre, i giornalisti sportivi, asserviti al dio danaro provenienente dalle squadre del Nord, hanno passato l’intera giornata a parlare del rigore sbagliato da Materazzi, dandone per scontata la validità.
Le facce post-partita degli interisti sono qualcosa di impagabile: erano così convinti che avrebbero vinto lo scudetto in casa, dopo aver regalato il derby al milan, che il pareggio ha fatto tornare in loro il ricordo BELLISSIMO del 5 maggio !!! Ora hanno paura, una paura fottuta di perdere un campionato dove sono stati sempre davanti, un campionato che già a Febbraio consideravano chiuso (ricordo benissimo gli striscioni “Game Over“).
“Tutti pazzi per materazzi” è solo un ricordo del passato. Sì, perchè all’inter non esiste il concetto di società: ed ecco che adriano si da alla bella vita, viene mandato in brasile a riprendersi e poi ceduto a gennaio dopo feste e festini vari. Non contenti, fanno scoppiare il caso Figo, il caso Mancini, il caso Ibrahimovic ed ieri il caso Materazzi con il bambinone-presidente Moratti che afferma “Materazzi ci ha fatto perdere la partita”. Che la riconoscenza nel calcio fosse qualcosa di oscuro era cosa risaputa, ieri ne abbiamo avuto l’ennesima conferma.
Ora vanno a Parma a giocarsi lo scudetto contro chi è stato fautore di quel celeberrimo 5 maggio. Mister Cuper si troverà nella favolosa situazione di dover vincere per poter salvare il Parma e credo che abbia tutto l’interesse di vendicarsi di chi non ha idea (leggasi società Inter) di come si conducano i rapporti umani.
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Volevo evidenziare la gamba di Valdez, ma mi sembra tanto chiaro che sia fuori dall’area, che ho pensato: “Nemmeno uno ciecato non lo vedrebbe” ..
Questo è uno dei tipici regali fatti alla Juve di Moggi ieri e all’inter dell’uomo per bene (aka Massimo Moratti) di oggi.
Chissà dov’è finito quel simpaticone di Mancini e tutti i suoi teatrini sugli arbitri.
La juve di ieri non aveva bisogno di aiuti arbitrali – hanno dimostrato che comunque li otteneva. Serie B.
L’inter di oggi non ha bisogno di aiuti arbitrali – eppure ce li ha, ed anche grossi (vedi rigore contro l’Empoli, vedi rigore con la Reggina, vedi non espulsione di Vieira per fallo su Tognozzi, con conseguente rottura della gamba, sanzionato col solo cartellino giallo).
Me la prendo? SI, si me la prendo perchè vengo preso per il culo pure dai telecronisti di sky – bergomi in primis. E’ scandaloso: pago 45 euro al mese per vedere il calcio e sento degli scempi assurdi. Per i 10minuti successivi all’episodio in questione, per i due fenomeni di telecronisti non era rigore. Poi improvvisamente si insinua un dubbio (ma come, gli arbitri aiutano l’inter? tornate sulla retta via miei schiavi) … il dubbio diventa un “forse c’era rigore”, tramutatosi poi, all’inizio del secondo tempo, in un “era rigore” .. ah come cambiano le cose .. VERGOGNATEVI …
scriverò a sky e chiederò di togliere bergomi dalle partite dell’inter .. e credo che gli amici romanisti sarebbero pure daccordo. Alla fine sky campa anche grazie ai soldi degli abbonati .. se non sono contento di un servizio, dovete modificare quest’ultmo in funzione della mia felicità.
ps: Foti non ha scritto una lettera all’AIA, perchè NOI non siamo la JUVE .. NOI non piangiamo, perchè NOI subiamo dal primo secondo di serie A (e in 8 anni, di secondi, ne son passati parecchi).
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Si – GODO …
Una soddisfazione del genere, calcisticamente parlando, credo di non provarla dal derby vinto in casa nel 2007.
Si lamentano dei rigori gli juventini .. beh ora capiscono cosa proviamo noi tifosi delle “piccole”. Anni ed anni di piccoli falli a centrocampo mai fischiati, grandi rigori non dati … Adesso anche loro, le sette sorelle, sono nel turbine della polemica e della moviola!!
La differenza tra noi piccole e loro, è che NOI non abbiamo MAI scritto una letterina di protesta alla FIGC … MAI. Ci siamo sempre stati zitti e siamo andati avanti a testa bassa.
Concordo pienamente con Peppe, “ci sono delle cose che nella vita non si possono comprare”
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Il biglietto settore ospiti per la gara Roma-Reggina di sabato costa “solo” 25 euro .. e si lamentano che la gente non va più allo stadio!!
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Lasciamo stare ogni commento sulla partita: ho preso troppi gol e soprattutto troppo freddo per scriverli.
Volevo solo fare due osservazioni.
1) Com’è possibile che lo stadio di Parma sia ancora nelle stesse condizioni dell’anno scorso? Il riferimento ai tornelli è palese: a tuttoggi i tornelli a Parma non funzionano – sono rotti (credo), fatto sta che entri senza il loro consenso. Mi chiedo come possa lo stadio essere a norma;
2) Piccola novità per i trasferitisti: a Parma siamo stati accolti da un elenco cartaceo, in possesso degli steward, con la lista di tutti coloro i quali avevano comprato il biglietto. Se prima lo si sospettava, ora lo sappiamo: siamo schedati! Mi chiedo solo quanto sia legale farlo …
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Ieri credo di aver assistito ad un evento unico nel panorama calcistico italiano .. In tanti anni che seguo il calcio, non mi era mai capitato di assistere ad un minuto di silenzio come quello osservato dai tifosi viola, in ricordo della moglie di Prandelli, scomparsa recentemente. Spero vivamente che venga seguito da tutti quelli che da anni si limitano ad applaudire invece che stare in rigoroso silenzio – personalmente non ho mai capito questa usanza.
In più un elogio alla dirigenza della Fiorentina per aver imposto ai suoi giocatori di attendere quelli dell’Inter a fine gara per dar loro la mano. Dimostrazione, questa, che quando ci sono le intenzioni per avere un calcio più sano e pulito, si può davvero fare di tutto.
Ma chiaramente le mele marce ci sono ovunque – e mi riferisco a quel geniaccio di Cassano. Ecco cosa è successo: durante la partita con la Reggina di sabato, si verifica un’ipotetica situazione di rigore (non dato). Lui inizia ad inveire contro il guardalinee (pratica abbastanza comune tra i giocatori della serie A), dopodichè per non si capisce quale motivo inizia a mandare a quel paese (con toni pesanti) l’allenatore della Reggina, nonchè presidente dell’associazione allenatori. Ora, posto che i giocatori devono rispettare gli allenatori a prescindere da quello che succede – e questa è una regola universale! – posto che non si capisce perchè l’arbitro abbia espulso ulivieri mentre cassano bellamente se la rideva prendendo in giro clamorosamente tutti i tifosi reggini e non (personalmente mi ha fatto alterare tantissimo). Ma la cosa veramente scandalosa è che nel dopopartita, intervistato su sky, abbia ammesso di NON aver detto NULLA (con il sottofondo audio del commentatore che invece sosteneva il contrario).
Prego guardare cosa afferma al 2° minuto di questo video (tralasciate vi prego l’italiano di questo cristiano, a me dava l’impressione di essere uno straniero, ma tant’è che purtroppo o per fortuna è il più grosso talento – inespresso – che l’Italia abbia avuto dai tempi di Rivera):
"Il motivo? Non ho detto niente io .." MA COSA TI RIDI?? mah!!
Prego ora guardare il labiale sempre di Cassano, rivolto ad Ulivieri (secondi 28 del video):
Testualmente mi pare di capire "VA-FFAN-CU-LO" .. no ma lui non ha detto nulla! ari-mah!
I giocatori devono essere un esempio SEMPRE e comunque, la lega deve intervenire .. questo perchè se fosse successo contro una delle 4 sorelle, sai che putiferio? Il calcio è un mondo orribile … fa sempre più skyfo …
ps: peccato che chi monta i video dei diversi contenitori calcistici, non abbia riportato l’intero siparietto .. perchè Cassano, di cose, ne ha dette ben altre!
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Tappa domenicale a Siena. Ridente cittadina della toscana, siena ha uno degli stadi più brutti d’Italia – in accoppiata con Empoli e Livorno. Arriviamo senza biglietto settore ospiti, grazie alle disposizioni dell’Osservatorio e del Questore/Prefetto di Siena, per cui siamo costretti a comprare il biglietto di curva (non settore ospiti).
Visto che erano le 11 circa, decidiamo di fare un giro, magari ne approfittavamo per mangiare qualche piatto tipico. Camminando camminando, incrociamo una tipica putìa* senese. L’aspetto invitante e una quantità importante di vino ci hanno convinto ad entrare. Facciamo la nostra bella fila quando, arrivato il nostro turno, inzia un alterco con il gestore del posto.
Credo si sia alterato perchè stavamo scherzando tra di noi in dialetto. Non si è ben capito cosa gli abbia dato fastidio, se il parlare la nostra lingua, o il fatto di avergli ordinato 8 panini tutti uguali …
Però, visto come si è girato ("se mi dite come volete questi panini, ve li fò, altrimenti fate meno gli spiritosi e non rompete i coglioni"), decidiamo di andarcene – si sa, la gente che va in trasferta non è molto ben vista dai commercianti – peggio per lui!
Tralasciamo le intenzioni di qualcuno di lasciargli l’elemosina sulla strada del ritorno – effettivamente, forse, saremmo passati dalla parte del torto .. ci dirigiamo verso lo stadio. Qui ennesima situazione diversa rispetto agli altri posti: troviamo uno steward che si rifiuta di farci passare al varco del cancello settore ospiti (cancello n.3, mentre noi avevamo biglietti per il cancello 2): questo ci costringerà a fare tutto il giro dello stadio a piedi – e quando scrivo tutto, intendo tutto … Fatto sta che, dopo aver circumnavigato lo stadio, arriviamo finalmente al cancello del settore ospiti dove, ovviamente, vince la flessibilità e ci fanno passare da una porticina, saltando a piè pari quegli stramaledetti tornelli elettronici.
Ricapitolando: esiste una legge che dice che non si può partire senza biglietto dello stadio, ma noi, arrivati allo stadio, abbiamo detto al vigile che ci salivano il biglietto da giù e ci ha fatto entrare con la macchina fino a sotto il settore ospiti. Esiste anche una legge che dice che, grazie ai tornelli, si può entrare solo nel settore attinente al biglietto posseduto. Per fortuna gli addetti a strappare i biglietti capiscono e conoscono bene le dinamiche dello stadio e, regolarmente, aprono le porte per entrare nel settore ospiti (anche se non si possiede il biglietto).
A tal proposito vorrei sottolineare che, come noi, c’era tantissima altra gente ritrovatasi ad acquistare il biglietto di curva il giorno della partita. Questo vuol dire che le persone vogliono comprare i biglietti per andare allo stadio ma è la legge, lo Stato o Sky, a costringerli a casa (quella mattina avremmo acquistato credo tra i 50 e i 100 biglietti con questa modalità).
*: termine reggino che sta ad indicare una bottega
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La Reggina Calcio informa che i biglietti relativi al settore ospiti, per la gara di campionato Siena- Reggina del 28 ottobre 2007, alle ore 15.00 saranno in vendita a Siena, presso la biglietteria dell’AC Siena situata al sottopassaggio "La Lizza", nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 ottobre, dalle 16.00 alle 19.00.
A Reggio Calabria, invece, i tagliandi della gara sono già in vendita presso l’Agenzia Viaggi Midimar, di via Simone Furnari n° 21. Il prezzo dei biglietti è di euro 14.Si ricorda che per l’acquisto del biglietto è necessario esibire un documento di identità e che i biglietti non potranno essere venduti il giorno della partita.
(via regginacalcio.com)
Che schifo di mondo quello in cui viviamo.
Per evitare che ci sia la violenza negli stadi — evitiamo che la gente vada allo stadio.
Allora per evitare la violenza per le strade, perchè non mettete il coprifuoco e fate in modo che la gente non esca da casa?
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si magari! 
Che giorno assolutamente inutile la domenica quando non c’è il calcio .. cioè alla fine si riduce ad un giorno come tutti gli altri, lavorativo per alcuni (me incluso), di cazzeggio per altri (beati voi) …
Ieri c’è stato quello scempio dell’Italia … no dico, se una squadra X della serie A gioca con una qualsiasi squadra della cnd, finisce minimo minimo 15a0 – e voglio essere buono, perchè mi sa che quelli delle faroer non giocherebbero nemmeno in cnd da noi. Invece noi no, siamo una squadra di prime donne, campioni del mondo si! ma prime donne e andiamo lì, in un’isola dimenticata da Dio a fare uno squallido 2-1 ..
La vera colpa, però, non è dei giocatori: li capisco pure, c’è gente che, nonostante guadagni più di 20mila euro al giorno, gioca da giugno scorso ininterrottamente ed è anche giusto che si riposi … La colpa è dell’allenatore, con tutti i giocatori che abbiamo, qual’era il bisogno di convocare le star per fare sta figura da quattro soldi? Non si capisce …
Eppoi succede che un campionato solitamente snobbato, la serie B, regali ancora qualche emozione. Si perchè qualche genio quest’estate decise di penalizzare alcuni (vedi Milan, Lazio, Fiorentina e ahimè Reggina) e di mandare in B altri (vedi la Juve). Caso volle che, per una serie di circostanze fortuite, si incontrarono nella serie cadetta tre squadre che hanno fatto la storia del calcio di questa piccola italia.
In principio credevo avessero rovinato un altro campionato, dopo aver deturpato quello di serie A [come poi effettivamente è stato]. Invece devo dire che la serie B, anche e soprattutto grazie alla formula playoff/playout, sta riscuotendo un gran successo. E quindi succede che, se da un lato si sapeva che sarebbero state Napoli e Genoa a giocarsela per la serie A,dall’altro non ci si poteva immaginare che sarà lo scontro diretto all’ultima giornata a stabilire se e chi salirà direttamente. Alla luce di tutto ciò mi chiedo: ma perchè non inseriscono playoff e playout anche in serie A? Quantomeno smetteremmo di vedere campionati che finiscono 5 o 6 giornate prima ed eviteremmo di concedere ai malpensanti che tutto sia truccato (andate a vedere cosa è successo a Mantova oggi – non si vedeva una partita del genere da tempo immemore).
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… e alla fine, la salvezza tanto agognata arrivò!
Ricordo ancora lo sgomento dell’estate scorsa dopo i 15 punti di penalizzazione. Assolutamente incredibile: pensai immediatamente ad uno scherzo. Solo in seguito, realizzai che effettivamente la Reggina Calcio veniva punita, per non si capisce bene quale reato – ad oggi mi pare sia solo illecito sportivo (art.2) – con 15 punti di penalizzazione, più non so quante multe e non so quanti mesi di inibizione per il nostro presidente.
Siamo stati massacrati tutto l’anno sia dai giornalisti, quanto dalla classe arbitrale, finanche dalla Lega Calcio. Abbiamo avuto punti di penalizzazione al pari di Milan, Lazio e Fiorentina – come se avessimo sempre dominato e comandato il calcio italiano (senza peraltro saperlo).
E’ stato un anno di passione, di VERA passione. Partire da lì giù è stato difficile, e con soli 11 giocatori era davvero impensabile. Ma questa squadra ce l’ha fatta, è riusciuta a dimostrare a tutti che non è necessario avere delle prime donne, non è necessario avere delle stelle: quando un gruppo vuole raggiungere un obiettivo, nulla può impedirglielo!
Le prime tre gare raccogliemmo 3 punti, andammo a Messina e ci beccammo un secco 2-0 e tanti, tansissimi sfottò dagli odiati cugini (del tipo "-19, Brr che freddo che fa"). A fine dicembre avevamo già raggiunto quota +2, il che vuol dire che avevamo già fatto 17 punti. Poi lo sconto della pena, la solita pastetta all’italiana, che dava a tutti i penalizzati qualche punticino, quasi a dire: scusate abbiamo sbagliato! E poi il girone di ritorno da record con 3 sole sconfitte su 19 gare (dov’è il record dell’inter dei miliardi?!), punti su punti, domeniche passate in giro per l’italia a sorreggere i nostri giocatori con lo spirito: Sempre e Ovunque!!
Arrivano le partite decisive, quelle partite dove dici: vinte queste, siamo salvi!
Arriva il Siena, e dopo tutta una serie di circostante sfavorevoli (attenzione: non ho parlato di decisioni arbitrali avverse), riusciamo a perdere.
Arriva il Chievo e siamo costretti ad 1-1 che accontenta entrambe – troppo complicato rischiare a questo punto.
E poi arriva il 17 maggio, arriva il milan campione d’europa … e la salvezza è nostra! Non l’abbiamo guadagnata con l’ultima vittoria. NO, l’abbiamo guadagnata lungo un anno difficilissimo, pieno di problemi. L’abbiamo guadagnata giocando sempre con i soliti 11 giocatori. L’abbiamo guadagnata sputando sangue e sudore per tutti i campi d’italia!!
Alla fine, abbiamo fatto 51 punti che è il nostro record in un campionato di Serie A. Abbiamo segnato 52 gol, subendone 50 e per la prima volta siamo a +2 per differenza reti. Abbiamo avuto una striscia di 9 risultati utili consecutivi e la miglior coppia gol di tutti i tempi e del campionato 2006/2007: Bianchi (18 gol) e Amoruso (17). Cosa si può volere di più? NULLA!! Ah, forse che siamo la squadra del sud che vanta il maggior numero di campionati di serie A 
Vorrei ringraziare:
Campagnolo (finalmente abbiamo un portiere), Puggioni, Lucarelli, Aronica (favoloso – non si vedeva un centrale così dai tempi di Vargas – e dire che veniva dal messina), Modesto (grande il mio ragazzo – nulla da aggiungere), Giosa, Lanzaro, Vigiani, Amerini, Mesto, Tedesco, Bianchi, Foggia, Amoruso, Esteves, Tognozzi, Cardini, Di Dio, Gazzi, Barillà, Missiroli, Nielsen, Novakovic, Marino.
Ma il grazie più sentito, il grazie che mi viene dal cuore va a Walter Mazzarri. Un allenatore con la A, una persona eccezionale (l’ho incontrato assieme a mia sorella all’aeroporto di Bologna e ha dimostrato cosa vuol dire fare calcio a reggio calabria), un uomo che ci ha messo il cuore. Che io ricordi, nessun allenatore se ne va (
) da reggio con un amore tanto sconfinato da parte dei tifosi. Nessuno è stato osannato come lui durante tutto il campionato. Perchè ci ha messo il cuore, perchè ha dimostrato di tenerci e nel calcio di oggi è una rarità!
ps: non per essere polemico … ma: il Milan ha vinto la Coppa Campioni ed è arrivato 4°. La Lazio è arrivata terza e l’anno prossimo giocherà la Champions League. La Fiorentina è entrata in Uefa. La Reggina si è salvata. La juve è risalita in A … ed erano tutte penalizzate eh!
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e sono 50 … 50 volte in trasferta … cinquanta volte in giro per l’Itala, sempre e comunque.
La trasferta: Nell’occasione della 50esima trasferta, ero ad Ascoli (600km a/r da Bologna), città sperduta e dimenticata da Trenitalia, al confine tra Abruzzo e Marche. Lo stadio, costruito negli anni ’50, mostra nettamente i segni del tempo e, come la stragrande maggioranza degli stadi italiani, non è assolutamente degno di ospitare un palcoscenico quale dovrebbe essere la Serie A (non ci sono posti dove poter acquistare degnamente da bere o mangiare (un pacco di chipster 2euro), non esistono sediolini, ma solo dei grandi immensi gradoni, ecc. ecc.).
Appena giunti ad Ascoli, ci siamo presi pure qualche botta di "terroni", come se gli ascolani fossero di Aosta: il tutto a conferma che non può essere una legge a far cambiare uno status sociale.
Siamo arrivati lì senza bigliett, visto che la società Ascoli (organizzatissima eh) vende i biglietti del settore ospiti solo ad Ascoli o nella provincia della squadra ospite … Non potendo acquistare il biglietto di curva nord, abbiamo preso quello della sud (curva dove solitamente siedono gli ultras ascolani) convinti che, comunque, ci avrebbero fatto entrare nel settore ospiti senza alcun problema, forti delle esperienze vissute negli altri stadi.
Lo stadio: I tornelli funzionano perfettamente, per questa ragione, con il biglietto di Sud, non saremmo potuti entrare nel settore ospiti. Quindi, l’addetto ci ha gentilmente fatto entrare da un’entrata secondaria, segnandosi i nomi (spesso falsi) delle persone che entravano da lì. Ovviamente, nessuno ci ha chiesto la carta d’identità al momento dell’acquisto del biglietto, solo un controllo veloce all’ingresso dello stadio, con perquisizione da far ridere i polli.
… Nel pieno rispetto della legge 377/01 
Anche ad Ascoli il servizio d’ordine, gestito dalla polizia, faceva ridere: spiegatemi quale sia il senso di far girare un corteo di tifosi (prima a piedi, poi in macchina) scortati e chiusi dalle camionette della polizia in una isolata strada di campagna – se fosse successo qualcosa saremmo stati chiusi come sardine in scatola.
La partita: possono dirmi quello che vogliono, ma l’atmosfera che si vive e si sente allo stadio è imparagonabile. Si sulla poltrona ci stai comodo, hai tutto quello che vuoi a portata di mano, ma le sensazioni di guardare la partita dalla curva sono ineguagliabili!! Poi ieri c’è stato lo show di Foggia, e più gli ascolani lo fischiavano più lui dribblava, passava stoppava e tirava: inarrestabile. E poi vedere un gol di quella fattura sotto la tua curva, con lui che si scarta il primo uomo, poi il secondo, si accentra, il difensore che gli va incontro, lui lo supera, entra in area tira e segna!! FAVOLOSO, non basterebbero mille parole per esprimere cosa si prova in quei momenti …
ps: la legge 377/01 sta proprio funzionando … si perchè siamo tornati agli scontri ultras contro ultras abbandonando le mire alla polizia. Complimenti al ministro Amato e al ministro Melandri (cara ministro, non era più importante la sicurezza dei soldi? Forse è meglio se piangi, almeno un pò di pena la provocherai in qualcuno di buon cuore).
Una domanda: ma non si dovevano sospendere le partite nel caso in cui ci fossero stati scontri tra tifosi? Il derby di ieri andava indiscutibilmente sospeso. Il discorso è che, in questo paese, nessuno rispetta le leggi (come daltronde dimostra la mia ultima trasferta); questo, fondamentalmente, perchè non sono leggi che possono avere un applicazione reale (in pratica creano più problemi di quelli che risolvano).
Il fine sarebbe riportare la gente allo stadio? Non mi pare proprio. Il fine mi pare, sempre più evidente, sia quello di portare più gente a sedersi sulla poltrona di casa a guardarsi la partita in tv – per somma soddisfazione di mr. Murdoch e di tutti i suoi compari.
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Leggo e riporto:
Spett.le Redazione Sportiva di Sky,
Alla c.a. del Sig. José AltafiniMi presento subito, sono Gigi Miseferi, l’attore della Compagnia del Bagaglino di Roma con la quale ho appena terminato la trasmissione televisiva del sabato sera su Canale 5 “E io pago!”.
La mia premessa non ha uno scopo narcisistico ma il nocciolo della questione che mi permetto di sottoporre alla Vostra cortese attenzione è contenuto proprio nel titolo della trasmissione di cui sopra “E io pago!”, proprio così pago l’abbonamento a Sky, anzi due abbonamenti!!!
Sono un portatore sano di “Calciofilia” al punto da conoscere a memoria numerose formazioni di svariate squadre da quelle di club alle nazionali fino a quella del Camerun di Spagna ’82 (a prova di Almanacco), insomma amo il Calcio.
Ma ho un grave “difetto”, sono tifosissimo della Reggina e proprio per questo oggi dopo il pareggio della mia squadra per 2-2 a Parma sono arrabbiatissimo poiché sono sempre stato contro la teoria del complotto ma davanti all’ennesima rapina non riesco a pensare ad altro! Il problema è che probabilmente abbiamo sorpreso “qualcuno” con il nostro rendimento e quel “qualcuno” pensava che la penalizzazione ci avrebbe affossati sin dall’inizio ed invece siamo ancora in corsa per non scivolare in B e allora cosa fa quel “qualcuno”? Ci taglia le gomme per non farci correre, ci stacca la spina per non farci splendere e ogni settimana, sempre quel “qualcuno” ci manda un sicario non un arbitro e così dai e dai ci spinge sempre più nei bassifondi della classifica ed infatti eccoci qua ad assistere passivamente all’ennesima ingiustizia, a mandare giù un altro boccone amaro! Ma se oggi a questo si somma il commento “contro” da parte del sig. Altafini che stimo e seguo in qualità di commentatore sin dagli albori della Pay TV nel nostro Bel Paese, che nella parte finale della gara non aspettava altro che il pareggio non capisco per quale strano meccanismo di Par condicio visto che non ci si è soffermati più di qualche fotogramma sul gol con il pugno di Budan che considero un gesto antisportivo ancor di più se avviene a pochi giorni dalla passerella di calciatori e dirigenti che recitavano i buoni propositi di cambiare “questo mondo” dopo la tragedia di Catania e ciò oggi nessuno l’ha commentato durante la telecronaca.
E allora per me tifoso Reggino, il danno subito si trasforma in beffa e ciò non lo posso accettare poiché fino a prova contraria eguale valore hanno gli Euro spesi per il canone mensile di Sky dagli abbonati Ducali e quelli spesi dagli abbonati dello Stretto sponda Reggio Calabria.
Vi dimostro la stima e l’ammirazione che nutro nei confronti del sig. Altafini perché conservo i suoi commenti come fossero “Vangelo” ed infatti ricordo che la sua “Parola” durante un incontro, commentando un palo colpito da un attaccante, recitava così: “Non chiamiamola sfortuna perché nel calcio la sfortuna non esiste si tratta solo di precisione”. Totalmente d’accordo con Lui.
Però nel corso del match odierno il mitico Altafini commentando un colpo di testa dell’attaccante del Parma che solo davanti alla porta della mia squadra sparava alto, domandava: Che Santi deve avere la Reggina per non subire un gol così?”
Quindi Le chiedo Magico José, cosa le ha fatto cambiare idea visto che fino ad ieri per Lei il calcio doveva sottomettersi anch’esso alle “leggi della fisica” ed invece, oggi, improvvisamente, sempre secondo Lei è gestito da una “lobby” di Santi che proteggono questo o quel club? Ma alla domanda mi permetto di aggiungere una considerazione: Purtroppo credo che i Santi da Lei citati non tuteleranno la mia Reggina da quel “qualcuno” che ha già deciso in agosto di penalizzarci, facendo finalmente luce sul marcio nel mondo del pallone e scoprendo così che è la Reggina il male del calcio con tutti i suoi scudetti ed i trofei “rubati” in Italia e in giro per l’Europa e che adesso deve restituire alla comunità pallonara con gli interessi!
E allora egregio sig. Altafini visto che contribuiamo anche noi di Reggio Calabria a nutrire il Suo conto in banca La invito ad essere più coerente negli interventi perché si ricordi che non solo “la legge è uguale per tutti” ma anche il canone mensile di Sky! “E io pago!”.Con stima
Gigi Miseferi
(via strill.it)
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Ho un pò di persone da ringraziare:
L’arbitro Farina per aver reso questa partita una farsa. Si sa che è scarso e come tutte le persone scarse nel proprio lavoro andrebbe declassato, ma i poteri forti del calcio lo tengono lì a far avvelenare ogni santa e maledetta domenica i tifosi delle varie squadre bistrattate.
La lega calcio e la figc per aver fatto in modo che questo campionato diventasse una farsa: prima con Calciopoli, dove hanno girato e rigirato le cose, punito chi volevano loro, punito chi dava loro più fastidio. Poi dicendoci che il calcio ora è pulito, quando invece è sempre il solito giro sporco: squadre gestite dallo stato fino a qualche mese fa (leggasi Parma), squadre che passano impunite sotto scandali messi a tacere (leggasi Milan e Inter e la storia delle plusvalenze), dirigenti e presidenti che non fanno altro che protestare e inveire contro uno o l’altro quando basterebbe semplicemente andare in silenzio stampa (il che poi si traduce automaticamente in rigori regalati nella partita successiva allo "scandalo" di turno – leggasi Parma).
Ed infine un grazie sentito a tutti i giornalisti sportivi – ci prendete quotidianamente per il culo avete rotto il CAZZO. Non se ne può più di leggere o sentire le troiate che il vostro cervello, in evidente stato di decomposizione, va ad inventarsi.
State rovinando una passione, una fede e poi vi lamentate della violenza negli stadi …
ps: oggi a Parma, stadio considerato a norma, i sensori dei famosi tornelli non funzionavano, quindi gli addetti strappavano i biglietti per poterli validare (alla faccia di chi come me, ne fa collezione). Ma la norma non prevede che i tornelli debbano funzionare in modo diverso? Ah, scusate, dimenticavo che siamo in Italia …
Update: ieri sera mi sono abbassato a guardare le trasmissioni "sportive" o pseudo-tali. Durante un allucinante discussione (sia su rai che su mediaset) incentrata tutta su Milan e Inter, derby coppa campioni, coppa campioni derby (vi dimenticate che ci sono altre 18 squadre che fanno finta di giocare questo campionato??), ho visto il labiale di moratti dopo l’espulsione di mancini:
stronzo, ma vai a cagare coglione, pezzo di merda
ovviamente la prova televisiva non si può applicare, ovviamente moratti non va punito – il bambino buono e unico mecenate italiano nel calcio moderno non può essere punito e non deve nemmeno chiedere scusa. Questi atteggiamenti sarebbero da stigmatizzare anche e soprattutto se li tiene un presidente di una grande – ma in Italia, si sa, vige la regola del "due pesi e due misure"…
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Oramai in TV non si parla d’altro: i fatti di Catania, il morto di Catania, le scritte sui muri di Livorno (poco a dire il vero), gli ultras, i teppisti, calcio malato ecc. ecc. Ed è un susseguirsi di ospiti che, in tutte le salse, propongono la loro soluzione epocale al problema ‘calcio’.
Dalle prime indicazioni sembrerebbe che la linea da seguire sia quella di far giocare a porte chiuse tutte quelle partite che si terranno negli stadi non a norma – il che, tradotto, vuol dire che si giocherà a porte chiuse in tutti gli stadi d’Italia tranne 4 (Roma, Torino, Siena, Palermo). Il che vuol dire, tradotto, che se mai dovesse riprendere il campionato di calcio questa domenica, Inter-Roma sarà giocata a porte chiuse.
Ora, stasera ho ascoltato attentamente le parole del ministro melandri (anche lei non merita il mauiscolo e, oddio, ho avuto notevoli difficoltà a capire l’italiano ed i concetti che voleva esprimere): secondo il melandri-pensiero non verranno inviati poliziotti o forze dell’ordine in quegli stadi considerati non a norma. Benissimo, mi voglia gentilmente dire il ministro cosa pensa di fare davanti al certissimo spiegamento di ultras e tifosi fuori lo stadio.
Mi vogliano dire, gentilmente, i signori del governo come la vogliamo mettere con le migliaia di spettatori che hanno pagato l’abbonamento anche e soprattutto per vedere partite come Inter-Roma. Chi glielo rimborsa? Moratti? Lo Stato? Pulvirenti? L’ultras che ha ucciso il poliziotto? (ah, mi pare di aver capito che non sia morto per la bomba carta, ma a seguito di un pestaggio – ci vogliamo mettere daccordo prima di rilasciare le informazioni??).
Per mesi ci avete riempito la testa che si doveva fare qualcosa per non allontanare la gente dallo stadio, e ora che fate? Ma sì, giochiamo le partite a porte chiuse, così chi vorrà vedere una partita di calcio, dovrà per forza vederla su Sky – bello no?! Allora lancio una provocazione: perchè invece che semplicemente giocarle a porte chiuse non impedite anche la visione su sky così che i teppisti a casa evitino di danneggiare le proprie abitazioni??
Forse perchè, al contrario di quanto sostiene il ministro dello sport di questo staterello chiamato Italia, qui non viene messa al primo posto la sicurezza del cittadino, ma il lato economico. Non dimentichiamoci che squadre come Inter e Milan prendono una cifra colossale da Sky per i diritti TV e credo che andranno incontro a non pochi problemi in caso di sospensione continuativa del campionato (poi ovviamente, volta la medaglia e dici che noi utenti sky non verremo mai rimborsati per le mancate visioni delle partite in tv – ma daltronde si sa, in questo paese è sempre il consumatore ad andarci di mezzo).
Mi terrorizza poi il voler introdurre un daspo preventivo: il daspo è l’impedimento ad entrare allo stadio per tutti coloro i quali si siano macchiati di reati precisi. Ora il fatto di farlo diventare preventivo un pò mi atterrisce: chi, ma soprattutto sulla base di cosa si deciderà l’attuazione di questo provvedimento? Voglio riportare un fatto di cronaca avvenuto qualche anno fa. Lo scenario è l’amichevole pre-campionato tra Messina e Reggina, al termine della partita i tifosi fanno ritorno alla nave sugli autobus messi a disposizione dal comune di Reggio Calabria (tralasciamo questo aspetto…), vengono improvvisamente fermati e diffidati tutti (indistintamente vecchi, giovani e bambini) sulla base del nulla – senza, cioè, alcuna prova. Risultato, visto che tra questi 96 diffidati c’erano pure alcuni figli di ufficiali dell’Arma, si è pensato bene di soprassedere.
Il limite tra la repressione e la democrazia, tra lo stato di polizia e la democrazia è molto sottile e stiamo seriamente rischiando di superarlo. Non mi si può costringere ad andare a vedere un Messina-Reggina o un Atalanta-Messina o che so io un Lazio-Reggina o Palermo-Reggina, partite notoriamente a rischio, in un qualsiasi settore dello stadio, obbligandomi a comprare il tagliando privatamente. Non è che dall’oggi al domani si cambia la cultura e l’educazione di una società, non è che impedendo le trasferte organizzate dai club si fermerà il problema: tuttaltro! Andando ad eliminare i settori ospiti non si farà altro che creare maggiori problemi, perchè i tifosi saranno direttamente a contatto – dimostrazione del fatto che per l’ennesima volta stanno legiferando su materia che non compete loro.



















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