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Ti saluto Roma: io torno al sud!

Quando giunsi a Roma oramai 6 anni (e qualche mese) fa avevo poche certezze. La prima: lasciare Bologna, nonostante fosse divenuta insopportabile, mi fece più male di quanto potessi immaginare. La seconda: aver scelto Roma perchè, a differenza di altre città, mi innamorai dei romani e del loro spirito gioviale, approccio alla vita molto meridionale.

L’ultima, forse la più forte, la più sentita: Roma era solo una tappa nel mio viaggio di riavvicinamento alla terra madre, alla mia vera ed unica patria, la Calabria.
Oggi è finalmente giunto quel giorno che ho sempre sognato sin da quando me ne andai nel ’99.

Non smetterò mai di ringraziare i miei genitori per avermi dato la possibilità di studiare fuori … e poi me stesso, per aver avuto la tenacia, la costanza e la testa dura, tipica di un buon calabrese, di ricercare con caparbietà tutte le opportunità che più ritenevo interessanti per la mia vita. L’esperienza di Bologna, e poi quella romana, mi hanno permesso di entrare in contatto con tantissime persone tra di loro profondamente diverse, con punti di vista ed approcci alla vita che mi hanno fatto diventare quello che oggi sono.

Tutti quelli cui lo racconto con estrema felicità mi dicono: ma perchè torni? oppure, che torni a fare?

Beh, io vi rispondo: perchè non dovrei tornare?

Troppo spesso si vede ciò che c’è “fuori” dalla calabria come una mecca dorata, dove tutto funziona meravigliosamente. Penso, invece, che ogni posto, ogni luogo, a modo suo sia perfetto per viverci a patto che dentro di noi ci sia il giusto equilibrio e quegli occhi sempre sognatori, rivoluzionari, per guardare con senso critico tutte le sfaccettature del territorio che ci ospita.

Ed ecco quindi che la Calabria si schiude come una terra fantastica, ricca di opportunità, una terra dove ancora convive quella socialità che nelle città/megalopoli si è andata progressivamente perdendo.
Una terra fatta certamente di mille contraddizioni, ma reale connubio di mari , monti e campagna che si fondono in un eccezionale gioco naturale.

La terra dove senti fortissimo il richiamo del mare ed il suo odore che tutto pervade. E poi l’odore delle zagare che fioriscono in primavera, la visione del sole che cala a picco sul mare, con colori dalle tonalità così forti che chi ha la fortuna di osserverle non può di certo dimenticarle.

Torno sapendo che , come ogni spostamento e scelta di vita, sarà difficile e nella sua difficoltà contiene una sfida, quella di riuscire a portare sul territorio, come atto di responsabilità, l’esperienza accumulata in questi anni.

Torno al sud con la consapevolezza che sia una scelta di vita.
Arrivederci Roma

Grazie a stefano costantino per avermi gentilmente dato il permesso di pubblicare la sua foto :)

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Evade il boss di San Luca Antonio Pelle

Da poco i giornali reggini stanno dando la notizia dell’evasione del boss di San Luca Antonio Pelle, condannato a 13 anni di reclusione.

Domanda: ma com’è possibile che un boss venga portato in ospedale e lì resti libero di scappare senza essere piantonato da alcun poliziotto?

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Fortapasc

Giancarlo Siani

Ieri sera abbiamo visto Fortapasc su Rai1.
Bello e tristemente vero, oltre che attuale.

Non ho molti ricordi di quand’ero piccolo, uno però non riesco a togliermelo dalla testa: vivevo a Reggio Calabria, zona sbarre/gebbione/aeroporto (una sorta di triangolo) e potevo avere non più di 8 anni – tanto che ricordo nettamente che quella mattina dovevo andare a scuola.
Ero in cameretta che giravo come tutti i bambini di questo mondo e stavo per uscire sul balcone: arriva all’improvviso mia madre che, chiudendo in fretta e furia le serrande mi intimò di non uscire fuori.

Lì per lì non capii – solo successivamente mi raccontarono che quel giorno uccisero il fabbro che lavorava giusto sotto casa mia (era legato alla cosca dei Libri se non ricordo male). Era l’epoca della guerra di mafia e nel giro di 6 anni (85-91) morirono oltre 700 persone nella sola provincia di Reggio Calabria.

700 persone sono un’enormità: rivedere ieri le immagini della strage del circolo pescatori, mi ha riportato alla mente quella giornata di tantissimi anni fa.

E successivamente la domanda: ma ne vale la pena? vale la pena morire a 26 anni per poi farsi pure ridere in faccia dagli amici che vivono e non hanno il coraggio di Giancarlo Siani?

La risposta la lascio a Corrado Alvaro:

La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile

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Il post elezioni 2011 a Reggio Calabria

Reggio Calabria: il museo del Mediterraneo

Il periodo elettorale è stato sempre caratterizzato anche da quelle notizie che, tra il serio ed il faceto, rappresentano uno spaccato della società votante.

Ricordate il caso di quell’elettore sorpreso a fotografare la propria scheda elettorale?
E che dire di quella persona che, recatasi al seggio, scopre di aver già votato?

C’è una notizia, grave, che circola da qualche giorno e che i giornalisti reggini si guardano bene dal pubblicare, considerato che siamo a ridosso del ballottaggio.

Pare infatti che in moltissime sezioni il numero di voti non corrisponda al numero dei votanti, sono stati consegnati verbali in bianco, cioè senza il numero delle singole preferenze per candidato, ecc. ecc.

Tralascio il dettaglio sulle possibili conseguenze, che potete comunque leggere sul sito di scirocco news.

Quello che mi preme sottolineare è che per l’ennesima volta si dimostra che la società reggina è tuttora arretrata allo stato medioevale. Si parla tanto di “modello reggio”, si parla “di turismo”, si fondano intere campagne elettorali come se stessimo costruendo il grattacielo più bello del mondo, e poi ci si rende conto (o ci si dovrebbe rendere conto) che mancano proprio le basi perchè ci si possa definire una società civile.
Mi è già stato fatto notare su Facebook, da persone forse troppo “schierate”, che sono fatti di poco conto. Io, al contrario, sono sempre stato convinto del fatto che è nei dettagli che si vede il vero stato delle cose.

Ed i dettagli mi dicono che durante la campagna elettorale il silenzio giornalistico è stato assordante – soprattutto di fronte a problemi di grave entità.
I dettagli mi dicono che la politica clientelare, che c’è sempre stata, ha raggiunto livelli preoccupanti. Ha oscurato il raziocinio delle persone e questo, senza ombra di dubbio, è il primo passo verso il baratro nel quale Reggio Calabria si sta dirigendo.

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Tornare a Roma

Torno nella capitale dopo un paio di giorni passati in patria (Reggio Calabria).
Ho approfittato dello sconto elettorale per respirare un pò di sana aria iodata: l’effetto è stato che per 3 giorni non ho preso anti-staminici e sono stato benissimo. Appena messo piede sul binario di Termini, ho ricominciato a starnutire.

bentornato nella capitale :)

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Associazione OpenPolis: scopri chi è il tuo sindaco

Poco fa ho ricevuto la seguente mail da OpenPolis:

Caro utente openpolis,

e’ online VoiSieteQui, il test politico-elettorale
che ti aiuta a capire il candidato Sindaco che piu’ ti rappresenta!

Abbiamo sottoposto 20 temi a tutti i candidati
delle principali citta’ al voto e ricevuto le loro risposte ufficiali.

E allora confronta i programmi dei candidati e scopri TU DOVE SEI!
http://sl.openpolis.it/20110512/voisietequi

p.s.
e i tuoi amici, dove stanno?

Clicco sul link e vedo, ben in risalto, le seguenti città: Torino, Milano, Trieste, Bologna, Napoli, Cagliari.

Mi sa che ne manca qualcuna: una su tutte Reggio Calabria.
Il motivo?

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La democrazia nel berlusconismo: Moratti contro Pisapia

Siamo oramai a ridosso delle elezioni amministrative 2011 e, per confermare quanto di male sappiamo della nostra classe politica, va in scena una diatriba tra la Moratti e Pisapia, entrambi candidati a sindaco per la città di Milano [ne approfitto per ricordare ai giornalisti che le elezioni si tengono anche in altri comuni, come Napoli e Reggio Calabria].

Forse farà più rumore una diatriba da scolareschi della peggior specie, piuttosto che un problema grave che sta scadendo in una sorta di rivolta popolare sempre più accentuata.
Tant’è.

Non sto qui a riscrivere tutto quello che sta succedendo a Milano: potete leggerne i dettagli su polisblog, sul sito del candidato a sindaco Pisapia, e sullo stesso sito potete anche trovare le sentenze oggetto del contendere.

Ciò che non viene detto, nemmeno dal Giornale [che come al solito deve distinguersi per i commenti di parte], è che tutto ruota intorno alla figura di tale Roberto Sandalo.

Quello che non ci dicono i giornali, è che Roberto Sandalo, terrorista di Prima Linea, è anche un cristiano fondamentalista antimusulmano, che più volte ha chiesto a gran voce la chiusura di più di una moschea.

Mi chiedo: ma è proprio necessario tirare fuori questi problemi, che per la giustizia italiana sono stati risolti, ed archiviati?
E soprattutto: ha senso farlo quando il capolista del PDL a Milano è Berlusconi (pluri-indagato, ecc. ecc.) e soprattutto quando hai tra capo e collo il problema di un candidato (Lassini) che prima disse di dimettersi, poi di non poter non continuare la campagna elettorale, facendo successivamente intendere che la sua lettera di dimissioni è carta straccia?
Non sono, forse, altri i problemi da risolvere a Milano?

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Il problema spazzatura a Reggio Calabria, la gente che dice?

In questi giorni sono stato un pò impegnato. Ne ho approfittato per un paio di giorni di relax in terra patria, Reggio Calabria.

La città è avvolta nella “magica” energia pre-elettorale.
Una premessa è dovuta: in una città di media grandezza come Reggio Calabria (circa 180 mila abitanti), le elezioni amministrative sono una manna dal cielo per risolvere il problema della disoccupazione.

Ecco perchè in questi giorni ho respirato aria di demagogia e populismo, con questo o quel reggino che patteggiava per questo o quel partito politico.
La verità di fondo, però, è che nessuno sta più facendo comizi in piazza (o comunque non ne sono a conoscenza), nessuno sta presentando uno straccio di programma dettagliato, nessuno sta parlando dei problemi reali della città.

Pensate che la spazzatura sia uno di questi?

Problema spazzatura a Reggio Calabria: il giorno di Pasqua 25/04/2011

Reggio Calabria: problema spazzatura via Sbarre Centrali

Non saremo paragonabili alla situazione di Napoli, eppure è un problema, quello delle discariche e della raccolta differenziata, che andava affrontato prima.

Ma non voglio prendermela solo con i politici, sarebbe riduttivo e non centrerebbe, probabilmente, nemmeno il problema.
Voglio espressamente tirare in ballo i vari giornali e giornalisti che lavorano in questa città. Ma è pensabile che ci sia questo grave problema e nessuno ne scriva? E’ possibile che ci si occupi solo di arresti di ndrangheta e di questo o quel politico che presenzia ad una generica manifestazione?

Ritengo sia inconcepibile che la società civile non faccia sentire le proprie ragioni, le proprie problematiche, i propri sentimenti.
Non è pensabile continuare a vivere in questo torpore.

Reggio svegliati!

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Reggio Calabria una città in ginocchio

Il direttore giusva branca non me ne vorrà se prendo in prestito il titolo di questo post da un suo recente pezzo pubblicato su strill.

Riporto quanto scrive nell’incipit del suo articolo:

Oltre una crisi economica devastante, con le due più grosse imprese territoriali gravate da istanze di fallimento e lettere di licenziamento già inviate, lo stato di salute della città è francamente imbarazzante.
Migliaia di buche disseminate ovunque, centinaia di condotte idriche saltate, spazzatura raccolta in modo casuale e, comunque, non continuo, qualità dei servizi in caduta libera.

Recentemente sono stato a Reggio Calabria per lavoro e ho avuto modo di uscire sia durante la giornata che di sera, giusto per fare un giro con gli amici [pochi] che sono rimasti in loco.

I problemi presentati da giusva branca insistono a valle di un problema generale di appiattimento e culturale e sociale della città.
Le strade erano praticamente vuote, pochissime persone in giro, i locali generalmente vuoti.

Sarà la crisi, sarà il poco appeal della città, ma si respirava un’aria di depressione che mi ha fatto veramente riflettere.

In quest’ottica si inserisce anche la prossima campagna elettorale.
Spero vivamente che il nuovo sindaco avrà quella sensibilità tale che consentirà alla città, ed ai reggini, di rialzarsi. Bisognerà lavorare molto, bisognerà stimolare la gente a vivere le piazze, a vivere la città.

Non è pensabile lasciar andare alla deriva Reggio Calabria, sarebbe un grosso spreco di tutte le potenzialità che la città offre.

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Leader di grande saggezza

Gheddafi, Mubarak, Medvedev e Berlusconi al g8 dell'Aquila

Stanotte guardavo ‘Terra’ su canale 5 ed ero esterrefatto dalla lezione di civiltà che ci stanno dando tunisi, egiziani ed in ultimo i libici.
Al contrario di quanto si possa pensare, non tutti i paesi del Nord-Africa sono assimilabili a paesi del terzo mondo. Bene, c’erano insegnanti, professionisti, studenti universitari pronti ad imbarcarsi per l’italia … solo come ponte verso la Francia. Sì, perchè il loro obiettivo non è restare nel nostro paese; sanno benissimo la situazione in cui versiamo, sanno benissimo che se restassero qui, finirebbero nella morsa della mafia (ndrangheta o camorra che sia) o a raccogliere pomodori nei campi.
Loro partono da una situazione di sviluppo ed emigrano alla ricerca di un ulteriore miglioramento della loro vita.

Noi, qui, parliamo ancora di puttane ed escort, critichiamo i giudici, ci scanniamo tra di noi per difendere questo o quel credo politico, quando invece dovremmo essere uniti. Uniti con l’unico obiettivo di migliorare il nostro status.

Guardatevi intorno:

Milano: riesplode il caso Affittopoli, stesso posto, stesse persone di quasi 20 anni fa;
Roma: esplode Parentopoli – il sindaco Alemanno che usa Ama ed Atac come serbatoi per ripagare favori elettorali (non si spiegherebbero altrimenti tutte queste “assunzioni”);
Napoli: sommersi dai rifiuti da anni e nessuna via d’uscita all’orizzonte (oltre che chiusi nella morsa della camorra);
Calabria: si verificano episodi di aziende municipalizzate che non pagano i propri dipendenti da mesi. Questi ultimi, per tutta risposta, organizzano sit-in “civili” di protesta.

D’altronde, i libici sono guidati da un leager di grande saggezza che ha sapunto infondere loro quella coscienza collettiva che noi ancora non abbiamo:

(la foto è di: generazionefuturo)

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Casa!

Tornare a casa è stato davvero complicato.
Noto con piacere che l’a3 è per il suo 80% (centimetro più, centimetro meno) praticamente un unico grande cantiere.

Peccato che lavorano solo all’altezza di lagonegro e di scilla – vorrà dire che la finiranno per il 2033 (altro che 2013)

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vacanza

Il sottoscritto stacca ogni forma di comunicazione sociale con il mondo circostante (virtuale e non) per una settimana circa.

Nel frattempo, leggetevi l’ennesimo scandalo perpetrato dalla polizia ai danni di un’associazione culturale reggina …. QUI!

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I 40 anni della regione calabria

Due giorni fa si sono celebrati i i 40 anni della nascita della regione calabria, crocevia per ciò che poi sono, oggi, i 40 anni della rivolta di Reggio Calabria.

Ieri Tania ha pubblicato sul suo profilo Facebook una domanda interessante:


40 anni fa nasceva la Regione Calabria. Una data storica,che se da un lato segna una conquista importantissima come l’autonomia regionale, dall’altro coincide con una pagina ancora oscura per la nostra regione, gli avvenimenti di Reggio Calabria, 5 morti, una città in guerra per il capoluogo assegnato a Catanzaro. Un bilancio di questi 40 anni penso sia necessario, siamo andati in avanti o siamo tornati indietro?

I commenti propendevano tutti sul fatto che stessimo tornando indietro. Istintivamente le risposi che il bicchiere è sempre mezzo pieno.

A distanza di due giorni, son qui che ancora cerco un esempio che dimostri che la mia terra abbia tratto un reale vantaggio dalla creazione della regione calabria.

Qualche idea?

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Pietro Ciucci: l’A3 è un vanto!

Pietro Ciucci presidente ANAS

Vi state chiedendo chi è il tizio nella foto?
All’anagrafe è Pietro Ciucci, AD di Anas gestore di parte della rete autostradale italiana (e dell’A3 in particolare).

Il signore in questione, sicuramente colto da malore o da colpo di sole dovuto al primo caldo, ha ieri dichiarato:

Noi siamo gente seria che opera in un’azienda seria

Uno dei macrolotti dell’autostrada si puo’ paragonare al passante di Mestre. I tempi di realizzazione sono stati uguali, nonostante le tante difficolta’ che abbiamo trovato. Per questo dico che la Salerno-Reggio e’ una grande opera che deve essere il vanto del Paese

Ora, io non me la prendo con questo signore perchè, si sa, i politici ed i responsabili degli enti pubblici hanno come hobby prendere per il culo i cittadini.
Certo che mi chiedo come qualsivoglia calabrese, che ogni giorno si vede costretto a percorrere quell’inferno di strada, possa continuare a calare la testa …

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Bentornato a Roma

Appena metto piede sul GRA, una lunghissima fila di auto sulla corsia di sorpasso – corsia a destra completamente sguarnita, a parte un camion.

Uscita v.le togliatti – roma est: procedo a circa 60km/h sulla corsia di destra, in un secondo vedo spuntare una smart grigia che mi taglia la strada per poter uscire sulla togliatti (non ho fatto a tempo a prendere il numero di targa).

Lascio la macchina parcheggiata davanti casa, leggermente fuori posto – un auto sarebbe passata agevolmente – giusto il tempo di posare borsone e borsa del pc e riuscire. Passati questi 10 secondi, esco e noto il camion dell’AMA fermo; chiedo alla signora seduta lato passeggero “non passa?” e lei: “se m’a sposti” (con aria incazzata) ed io “se hai pazienza un attimo”.

A reggio ho lasciato l’incredibile sensazione di avere il tempo di poter fare qualsiasi cosa volessi, oltre che la sensazioni che le giornate fossero lunghissime (mentre qui non mi pare mai di avere tempo a sufficienza).

Della serie, bentornato a Roma.

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Partire e non sapere quando si arriva

Partito ieri pomeriggio verso le 17.30 da Roma, sono arrivato a Reggio Calabria stamattina alle 13, dopo una tappa forzata a Rosarno (dove sono giunto verso le 3 stamattina e dove ho pernottato).

Tutti penserebbero che la colpa sia da attribuire al traffico. Peccato che di mezzo ci sia stata l’a3 ed il fatto che il tratto da Cosenza a Lamezia Terme (più o meno) fosse chiuso per non si sa quale oscura ragione.

A3 Salerno Reggio Calabria con deviazione a cosenza sulla SS107

In rosso vedete il tratto che si dovrebbe percorrere, in blu, quello effettivamente percorso. Siamo dovuti salire in montagna fino a Paola, per poi riscendere fino a San Lucido ed Amantea per riprendere l’autostrada.

Tralascio quello che ho visto: camion che sorpassavano in piena notte su doppia striscia continua su strada a doppio senso di marcia, strade senza alcun tipo di indicazione, incroci a raso non indicati. Una follìa farle percorrere.

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Uomo di pace

Giornata di arresti pesanti ieri a Reggio Calabria.
Giovanni Tegano è tanto famoso da “meritarsi” pure una pagina su Wikipedia.

Da reggino ho letto sulla rete i vari commenti dei diversi giornalisti e sono rimasto stupito dal loro stupirsi e vergognarsi dei 200 (circa) che inneggiavano all’ “Uomo di pace”, sono rimasto indignato dall’affermare che la città ne esca sconfitta per “soli” 200 “dissidenti”.

Da reggino sono indignato dal titolo delle maggiori testate nazionali – riporto quella del Corriere della Sera:

“‘Ndrangheta, catturato il boss Tegano
Ma a Reggio la folla l’applaude”

Per chi non lo sapesse, Reggio Calabria conta circa 180 mila abitanti. Perchè i signori giornalisti, piuttosto che dare risalto a ben 200 persone, non si sono chieste dove fossero invece i restanti 179 mila e rotti?
Possono 200 persone rappresentare un’intera città?

Pragmaticamente: al cittadino medio cosa realmente interessa che sia stato arrestato un boss? Certo, è un segnale forte dello stato. Ma effettivamente, cosa cambia alla loro quotidianità, chiusa tra la non presenza dello stato e la ‘ndrangheta?

Credo poco.
Molti mi dicono che Reggio Calabria è senza futuro. Forse è vero, ma è altrettanto vero che tutti dovrebbero fare un grande mea culpa per come viene gestita tutta questa faccenda

Aggiornamento: ho dovuto eliminare e ri-scrivere il post a causa di questo problema. Mi spiace per chi aveva commentato e si è visto deletare il proprio apporto :(

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1 Maggio 2010

Il primo maggio 2010 è passato.
Il mio pensiero, per il prossimo anno, va a tutti quei lavoratori onesti che hanno perso il posto di lavoro a causa degli arresti effettuati dallo Stato nei confronti delle diverse ndrine mafiose.

Problema da non sottovalutare. Lo stato arresta i boss, sequestra le loro attività, però la gente che ci lavora (perchè giù è difficile trovare un’alternativa) resta a piedi e, spesso, con una famiglia da sostentare.

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EasyJet: Aeroporto Fiumicino – Aerporto Lamezia Terme

Questo weekend ho viaggiato con EasyJet sul volo Roma-Lamezia Terme.
La sintesi di questo viaggio è che il settore dei trasporti in italia è ridotto davvero male (non che in altri settori si stia meglio …).

Ho impiegato 8 ore in tutto da Roma per giungere fino a Reggio Calabria:

- metro Eur-Termini;
- treno Termini – Fiumicino (a proposito: complimentoni per aver aumentato il costo del biglietto a 14 euro);
- aereo Fiumicino – Lamezia Terme (1 ora e 45 minuti di ritardo);
- Lamezia Terme – Reggio Calabria in auto

Sono due gli aspetti tristi di questo viaggio: da un lato i viaggiatori, dall’altro il sistema trasporti italia. I viaggiatori dimostrano come sempre di vivere nel dogma di possedere solo diritti e nessun dovere. Se esiste una regola che impone un solo bagaglio, non vedo perchè bisogna poi imbarcarne due a testa riducendosi a far ritardare il volo causa mancanza di posti per gli stessi all’interno della cabina (ed è successo sia all’andata che al ritorno).
In questo contesto, sicuramente gran parte delle colpe è da ricercare, a mio modesto parere, nelle società che gestiscono i due scali: si sa, in questo paese il cittadino medio non è educato al senso civico. Sta a loro il far rispettare le regole, non si capisce perchè non lo facciano.

Il secondo aspetto desolante è lo stato dei trasporti. Non parlerò dell’A3 perchè oramai il discorso è trito e ri-trito – solo chi ha avuto la sfortuna di passarci può davvero capire cosa voglia dire.

Una volta giunti all’aeroporto di Fiumicino, i passeggeri hanno 4 alternative (canoniche) per raggiungere la città:

- auto a noleggio (costosissima);
- pullman (costoso e non sempre disponibili);
- treni
- taxi (iper-costosissimo, anche il loro costo aumentato nell’ultimo periodo).

Ieri sera volevo prendere, come sempre, il treno per Tiburtina. Giungo alla stazione interna all’aeroporto di Fiumicino, mi trovo di fronte ad una situazione agghiacciante: tutte le biglietterie erano chiuse; per questa ragione c’era un tizio delle ferrovie che, da dietro un tavolino in cartone arrangiato alla bene meglio, scriveva su un bloc notes i vari biglietti (stile anni 50). In più, le macchine distributrici self-service, accettavano solo monete (ma avere 8 o 14 euro di monete non è proprio facile).

Vi lascio immaginare le file creatisi.

Tralascio che, giunto a Tiburtina, gli autobus non passavano (ma questo succede praticamente sempre), ma ancora più grave non c’erano nemmeno i taxi!

Questo paese è allo sfascio, ma non credo sia una novità

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Benvenuto Presidente

benvenuto presidente napolitano, l’anti-stato l’ha accolta così.

non commento il fatto, non mi interessa nemmeno più di tanto. Scrivo ciò che penso e sento da calabrese fuori sede.

La mia terra l’avete abbandonata per vostri tornaconti personali, anche se forse sarebbe più corretto dire che non ci siete proprio mai stati. L’anti-stato aiutava la gente quando ancora non esisteva il concetto di ‘Italia’; l’anti-stato ha aiutato gli americani a “liberarci” durante la seconda guerra mondiale.

Potrei continuare per ore a scrivere, ma lo spazio è limitato ed oltretutto tenderei ad essere tedioso.

Le dico presidente cosa ho pensato quando ho letto la notizia della sua discesa all’inferno: “che presa per il culo”. Si è una presa per il culo.

Lei viene a Reggio Calabria, tutti si prodigano a ripulire la città per farle vedere ciò che non è. Asfaltano le strade che percorrerà (così almeno per un motivo i reggini saranno pure felici della sua venuta). Farà (ed ha fatto) i suoi bei discorsetti da politici benpensanti, per poi rimettersi sull’aereo e tornarsene nella capitale.

E poi però la gente ci resta in quel posto. La gente lo vive l’anti-stato. La gente calabrese che deve calare la testa tutti i giorni della sua fottuta vita. Ma tanto a quale politico potrà mai fregare?

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