“Mi piace” questo elemento?

Mi piace. Non mi piace più. Per politically correcteness il “non mi piace”  secco neanche c’è. Questo è tutto.

Visto come Facebook ha ucciso la comunicazione in virtù dell’interazione di tipo meccanico? Sì perché leggiamo un post, un link, addirittura un commento carino ed invece di sprecare un minimo di neuroni per rispondere o commentare in modo da alimentare la discussione, in modo da fare si che tra il serio ed il faceto si arrivi un po’ più lontani da dove si è partiti, in modo, insomma, di dire qualcosa, cosa si fa? Si clicca su “mi piace”. Fine. Nessuna discussione,  nessuna evoluzione, solo il meccanico far dire che ti piace. Ma scriverlo? Scrivere un commento positivo che faccia capire che piace ciò che è stato condiviso? Avere il coraggio di scrivere una stroncatura o la sagacia di mettere un commento sarcastico e critico? Trovo che sia una delle opzioni più odiose di Facebook, capisco quando sia relativo a pagine, così uno fa sapere in giro cosa gradisce del variegato Zoo di pagine di Facebook, ma trovo talmente snervante il non avere quasi alcun tipo di feedback che ormai mi passa quasi la voglia di condividere. Come si fa a non provare una immensa tristezza quando si trova un video divertente e lo si condivide taggando qualcuno, con una descrizione anche pensata magari e quel qualcuno clicca su “mi piace”? Quando si pubblicano le foto delle feste? Io la sento, quando la spia rossa delle notifiche si accende e si vede che qualcuno ha cliccato “mi piace” che cosa da? Cosa restituisce? Nulla! E infatti neanche vado a vedere cosa è stato “piaciuto”. Mi meraviglio soprattutto delle donne, così sensibili e comunicative. Pensate se quando si prova un vestito, si sceglie una borsa, si attende che dicano se la torta cucinata è buona o meno alla domanda “ti piace?” si ricevesse solo un secco “si” di risposta, piacevole vero? Se fosse il vostro fidanzato lo mandereste a quel paese per la sua mancanza di sensibilità. La cosa triste è che il motivo per cui si sia diffuso è comprensibile. La gente è di base insicura e pigra, questo porta ad utilizzare una sorta di comoda paletta che indica il proprio gusto e che non fa sbilanciare troppo sulla propria preferenza, per rimanere socialmente al sicuro da critiche sulle proprie preferenze, allo stesso tempo quella preferenza automatizzata garantisce che si è ricevuto un apprezzamento, una sorta di gratificazione automatizzata che ci si scambia in continuazione, come cortesia personale. Ma forse è anche vera un’altra cosa… la gente mediamente non ha più niente da dire e quindi lascia che sia un link a dirlo al posto suo…

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Reggio Calabria 1970: in ricordo di Ciccio Franco

Ieri era l’anniversario della morte di Ciccio Franco.
Ai più questo nome dirà ben poco. Chi, invece, è più attento alla politica reggina si ricorderà della figura del senatore missino, vero trascinatore della rivolta condotta per ottenre il capoluogo di regione (poi soffiatoci per motivi politici e pseudo-logistici).

Ne approfitto per segnalare il film “Liberarsi: figli di una rivoluzione minore”, della cui esistenza io stesso sono venuto a conoscenza tramite il blog di Milea (dove potete trovare anche il trailer del film).

Il film pare sia una sorta di rivisitazione della rivolta tra presente e passato con l’innesto di immagini e video dell’epoca assolutamente inediti.

Ecco la storia, tratta direttamente dal sito della produzione:

Pietro è un giovane giornalista, di origini italiane, che vive a Toronto.
Alla morte della madre, torna a Reggio Calabria per seppellirla accanto al padre, Antonio, morto quando lui era appena nato. In Calabria conosce gli amici dei genitori e scopre che il padre è morto durante la rivolta di Reggio Calabria del 70’, rivolta scoppiata per rivendicare il diritto della città dello stretto ad essere capoluogo di regione ed ad avere un adeguato sviluppo economico.

Questa verità a lui fino a quel momento sconosciuta, gli fa decidere di rimanere in Italia per indagare sulle vere ragioni della morte del padre. Attraverso l’amicizia con Alba, una giovane bella ragazza, figlia del migliore amico del padre, a Don Pino, prete del gruppo di amici ed alle notizie fornitegli da Maria, una donna dal passato tumultuoso,

Pietro inizierà il suo viaggio nel passato, alla scoperta di quella verità che sconvolgerà la vita di tutti i personaggi .

Ciò che più di tutto deve saltare all’occhio è come questo film sia uscito addirittura ad Aprile, cioè a dire quasi 7 mesi fa senza che nessuno, e sottolineo nessuno, ne abbia parlato. Nemmeno uno straccio di presentazione, di trailer o di trafiletto sparato su un qualsiasi giornale. Eppure leggendo il cast non è poi tanto di secondo piano.

Scheda Tecnica del Film

Produzione: Loading Production Srl
Regia: Salvatore Romano
Soggetto e Sceneggiatura: Salvatore Romano; Annarita Pinto.
Direttore fotografia: Elio Bisignani.
Costumi: Flora Brancatella.
Scenografia: Maria Grazia Bono; Aldo Zucco.

CAST
Monica Guerritore
Daniela Fazzolari
Gaetano Amato
Rosa Pianeta
Giuseppe Zeno
Giacomo Battaglia
Serena Rossi
Francesco Vitiello
Chiara Carnevali
Carmelo Assumma

Forse la storia del nostro paese, una determinata storia, è meglio che sia sepolta cosicchè i giovani non sappiano cosa fu la rivolta, cosicchè i giovani di oggi non abbiano sentore di ciò che lo stato fu e quindi capire meglio ciò che lo stato oggi è nella nostra terra.

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BlogBabel chiude, l’asilo nido apre

E’ finita come meglio non poteva, la diatriba tra i gestori di BlogBabel ed alcuni blogger italiani.

Inutile raccontare la storia – fatevi un giro sulla blogsfera e troverete fior fiori di post. Il mio unico commento è che è davvero infantile prendere a scusante una querelle con altri blogger, giusta o sbagliata che sia la motivazione di fondo, per chiudere un servizio.

Non condivido nemmeno una virgola di ciò che scrive Giovy. Innanzitutto se qualcuno è stanco di stare dietro a persone che si “scannano per le classifiche”, non credo che la creazione di un sistema per la classificazione dei blog sia la soluzione ai suoi mali interni (daltronde, chi usava BlogBabel se non per la classifica?).

Mi fa morire dal ridere che abbia scritto:

Vi fa schifo BlogBabel? Beh… imparate a viverci senza. E se un giorno dovesse tornare, sarà sicuramente diversa… potete scommetterci.

cioè, non è che BlogBabel sia per i blogger ciò che l’acqua è per gli esseri umani. Suvvia non esageriamo – che protagonismo (per non chiamarla megalomania). Era, è e resterà (se mai lo riapriranno) un servizio alternativo (mal gestito – ma questo è soltanto il mio punto di vista).

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Un altro vizio che se ne va …

Di vizi chi non ne ha. Personalmente ritengo di averne in giusta misura; uno di questi, è quello di andare a prendere il caffè al bar.

Lo faccio per una serie di motivi, primo fra tutti il fatto che lavorando spesso e volentieri da casa, ne approfitto per prendere un pò d’aria fresca e scambiare quattro chiacchere con il barista di turno.

Fatto sta che torno a Bologna, vado al solito bar a chiedere il solito caffè, ricevo il solito shortino d’acqua, pago e …. SORPRESA .. il caffè è aumentato.
Non costa più 90cent (già un prezzo di per sè altissimo), bensì un euro. Chiedo motivazioni dell’aumento, risposta: “ci siamo adeguati”. Risposta: “vabbè, non verrò più”…

Esco dal bar abbastanza alterato, ma mi dico: “sicuramente sarà un caso”. Invece pare che un caso non sia: mi è capitato di prendere un caffè al bar vicino all’AB Tabaccheria, vicino la stazione: 1euro. Mi è capitato di prenderlo la mattina dopo vicino al S.Orsola: 1 euro .. più che una coincidenza pare un’emorragia …

Ma che poi dico: ma vi rendete conto che un euro per un caffè è un’enormità? Andandoci due volte al giorno, si parla di 60 euro al mese solo in caffè al bar. E poi ancora: quanto mai potrà costare un caffè al barista: 10cent? 15 al massimo .. e mi fate un ricarico del genere? E nessuno controlla?

Ultimo dettaglio: a prescindere dallo shortino d’acqua che, in tutta l’italia da roma in giù, equivale ad un bicchiere bello pieno, a Roma mi ha colpito che ti riempiono di creme e cremine e ammenicoli vari da aggiungere al caffè. A Reggio Calabria praticamente tutti i bar ti servono il caffè con uno cioccolatino … Paiono cose di poco conto, eppure rientra nel saper trattare il cliente. Comunque: dubito che i baristi di bologna mi vedranno più – a meno di cause di forza maggiore.

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Una società malata

Oggi ero di passaggio all’aeroporto di Fiumicino con destinazione Reggio Calabria. Il volo partiva dal terminal C per cui, ho attraversato i controlli di sicurezza che lo dividono dal terminal B. Visto che avevo un pò di tempo, ho deciso di prendere qualcosa da mangiare ed una bottiglietta d’acqua: non l’avessi mai fatto!

Giunto ai controlli di sicurezza mi viene intimato di lasciare la bottiglietta d’acqua (ancora piena per metà, o vuota per metà, vedete un pò voi). Faccio presente che da quel punto al gate C27 dal quale partivo c’erano buoni 2km di strada da fare a piedi e che avrei potuto finirla nel frattempo – niente, la poliziotta non ha voluto sentire ragioni. Le ho fatto quindi notare che ci sono bambini che muoiono di sete giornalmente, quantomeno la bevesse lei: “no, io non la bevo, la butti” … me ne vado infuriato – non c’è cosa che mi faccia alterare di più che sprechi di questo tipo.

Nel mentre che mi lamentavo si avvicina un’altra poliziotta dicendomi che non aveva senso lamentarsi, che le regole son queste e che loro si limitano ad applicarle. Faccio notare, quindi, che non mi lamentavo del loro atteggiamento, quando del non senso della legge: perchè mi si costringe a buttare una bottiglietta d’acqua per un controllo di sicurezza, quando poi, dopo il controllo, passo davanti a tutti i negozi del terminal C, nei quali posso comprare vino, acqua e chissà quale altro liquido? Mah.

E arriviamo al punto: siamo una società malata. Per paura di avere paura, per paura di ciò che potrebbe succedere, costruiamo dei castelli, delle leggi che rispettiamo in modo rigido senza alcuna flessibilità, per poi, invece, non essere rigidi quando dovremmo esserlo. Viviamo in una società malata, bisogna rendersene conto.

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Account di posta: problemi su problemi

Tempo fa mi ritrovai con grossi problemi sull’account di posta che utilizzavo per lavoro (gestito da Tiscali). Considerato che molti sostenevano di inviarmi mail che, regolarmente, non ricevevo, decisi di spostare bagatti e bagattini su un altro account di posta, gestito questa volta da fastweb.

Due giorni fa torno punto e a capo: invio delle email per lavoro e non ricevo risposta. La cosa mi puzzava, perchè la persona che avrebbe dovuto rispondermi è di un’affidabilità disarmante, per cui non poteva non averlo fatto. Contattato via skype, mi conferma di avermi risposto (ovviamente non ho mai ricevuto quella mail).

Inizio ulteriori indagini, e tramite il gruppo it.tlc.gestori.fastweb vengo a scoprire che Fastweb decise qualche anno addietro di attivare i filtri antispam/antivirus per default, senza dare la possibilità agli utenti di disabilitarli. Difatti, collegandosi nella webmail, sezione opzioni, i check per disattivare i filtri non sono altro che delle immagini – bella sola!

Un pò mi pento di essere passato repentinamente a fastweb, come gestore della mia posta, tuttavia altri isp non mi fornivano la stessa “affidabilità”. Lo stesso gmail, spesso non mi fa inviare le mail (si blocca dicendo “invio in corso … “) e molti si lamentano di aver ricevuto mail di lavoro con oltre 10 ore di ritardo.

Tutte queste considerazioni mi portano ad un pensiero: non è che tra qualche tempo, gli isp se ne escono con la bella novità che gli account di posta non saranno più free? Daltronde siamo schiavi delle mail ed un passo del genere permetterebbe loro di incamerare tanti tanti soldi.

La soluzione? Sicuramente non posso cambiare nuovamente indirizzo mail – mi prenderebbero per pazzo. Ho cercato di contattare fastweb per farmi disabilitare i filtri – spero mi rispondano. Sicuramente ripristinerò il servizio di posta su questo dominio ed iniizierò, gradualmente, a fornirlo come mio indirizzo principale. Quantomeno sarò io a gestire il destino delle mie mail.

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Inter-Reggina: Regali alla festa dei 100 anni

Inter-Reggina:Valdez su Cambiasso

Volevo evidenziare la gamba di Valdez, ma mi sembra tanto chiaro che sia fuori dall’area, che ho pensato: “Nemmeno uno ciecato non lo vedrebbe” ..

Questo è uno dei tipici regali fatti alla Juve di Moggi ieri e all’inter dell’uomo per bene (aka Massimo Moratti) di oggi.
Chissà dov’è finito quel simpaticone di Mancini e tutti i suoi teatrini sugli arbitri.

La juve di ieri non aveva bisogno di aiuti arbitrali – hanno dimostrato che comunque li otteneva. Serie B.
L’inter di oggi non ha bisogno di aiuti arbitrali – eppure ce li ha, ed anche grossi (vedi rigore contro l’Empoli, vedi rigore con la Reggina, vedi non espulsione di Vieira per fallo su Tognozzi, con conseguente rottura della gamba, sanzionato col solo cartellino giallo).

Me la prendo? SI, si me la prendo perchè vengo preso per il culo pure dai telecronisti di sky – bergomi in primis. E’ scandaloso: pago 45 euro al mese per vedere il calcio e sento degli scempi assurdi. Per i 10minuti successivi all’episodio in questione, per i due fenomeni di telecronisti non era rigore. Poi improvvisamente si insinua un dubbio (ma come, gli arbitri aiutano l’inter? tornate sulla retta via miei schiavi) … il dubbio diventa un “forse c’era rigore”, tramutatosi poi, all’inizio del secondo tempo, in un “era rigore” .. ah come cambiano le cose .. VERGOGNATEVI …

scriverò a sky e chiederò di togliere bergomi dalle partite dell’inter .. e credo che gli amici romanisti sarebbero pure daccordo. Alla fine sky campa anche grazie ai soldi degli abbonati .. se non sono contento di un servizio, dovete modificare quest’ultmo in funzione della mia felicità.

ps: Foti non ha scritto una lettera all’AIA, perchè NOI non siamo la JUVE .. NOI non piangiamo, perchè NOI subiamo dal primo secondo di serie A (e in 8 anni, di secondi, ne son passati parecchi).

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A 100 anni si perdono colpi …

Che chi festeggia e chi, invece, perde colpi.

Sostiene Moratti che:

L’Inter è considerata nel mondo la squadra più prestigiosa di Milano, non solo per quello che ha vinto, ma anche perché non ha mai avuto problemi con la giustizia.
Le persone che hanno lavorato con me non hanno mai tentato di fare i furbi o di conquistare gli arbitri e la vergogna di doversi difendere da situazioni deprecabili è una cosa antipatica per la storia di una società. Mi auguro che all’Inter non succederà mai, come mai è successo finora. D’altronde a noi non è mai capitato di andare in serie B…

Sull’essere la squadra più prestigiosa di Milano, credo che le 7 Coppa dei Campioni del Milan parlino da sole .. Sul fatto di essere onesti .. beh forse il signorino di casa Moratti dimentica i passaporti falsi, le plusvalenze cadute nel dimenticatoio, l’aver fatto seguire un giocatore dagli sgherri del suo socio in malaffari Tronchetti Provera … volete continuare voi?

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Reggio Calabria: ora che hanno arrestato il supremo è tutto più tranquillo

si si .. credeteci tutti … adesso che hanno arrestato il supremo è tutto assolutamente più tranquillo:

Bilancio del weekend reggino? 3 macchine bruciate ed un bar fatto saltare in aria completamente. Ah piccola nota a margine: per chi non è di reggio, quel bar è gi-ga-nte-sco!! (forse sarebbe meglio dire “era”)

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Loiero a casa?

La notizia è di quelle che ti fanno sussultare sulla sedia:

“Se dovessi fidarmi del mio istinto e soprattutto dei consigli di chi mi sta accanto la decisione di decretare lo scioglimento del Consiglio l’avrei gia’ presa”

”Ma come uomo pubblico non mi posso permettere un atteggiamento privato e tutto rivolto al mio stato d’animo, al mio benessere interiore. Compiro’ questo gesto estremo solo se mi rendero’ conto che restare significa danneggiare la Calabria piu’ di quanto non capiti se vado via. E su questa stessa lunghezza d’onda invito il Consiglio gia’ convocato dal Presidente Bova a ragionare il prossimo 28 febbraio. Io pero’ ho bisogno di voi per potere avere la possibilita’ di continuare questa drammatica avventura. Scrivetemi. Se avro’ il vostro sostegno trovero’ la forza per continuare a battermi, per continuare a batterci.”

(via strill.it)

Il succo della questione è: se Loiero riceverà l’appoggio dei calabresi, resta. Altrimenti lascia.

Strana coincidenza che, dopo 5 diverse giunte regionali in poco meno di due anni, il governatore si ricordi solo all’alba delle elezioni del 13 aprile che forse sarebbe il caso di lasciare. Giunte che, ricordo, sono state tutte sciolte in seguito ad una serie infinita di arresti e denunce per connessioni con la ndrangheta e per accuse di concussione.

Si accettano scommesse: quando verrà proposto a Loiero di presentarsi nelle liste del PD (di cui, tra l’altro, è uno dei fondatori?).

Personalmente sai che ti dico? VATTENE A CASA!!

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‘ndrangheta e Calabria: il gap generazionale

Molti pensano che la lotta alla ‘ndrangheta sia una lotta che debba essere portata avanti da tutti, calabresi in primis.

Questi ultimi giorni, in seguito alla notizia dell’arresto del boss Condello, sono stati molto particolari per noi reggini.
Ho notato che molti altri calabresi si sono abbastanza disinteressati della cosa, o comunque, forse, non sono risuciti a cogliere a pieno, cosa voglia dire questo arresto per noi di Reggio.

Ciò che però mi ha colpito più di tutto sono stati i diversi sentimenti con i quali abbiamo vissuto quest’arresto noi giovani, rispetto a quelli dei nostri genitori. Ricordo che quella sera ero in fermento, la notizia era quasi una bomba e ho iniziato a discuterne via MSN con alcuni amici. Eravamo abbastanza concordi che tutti questi arresti non siano poi tanto positivi ed è presto detto il motivo. La nostra città, la nostra società, è permeata dai geni della ‘ndrangheta: per noi, l’arresto di un boss, o di cento boss, cambia poco le cose. Noi la ‘ndrangheta la continuiamo a vedere un pò ovunque, sia nel vicolo buio e dimenticato della zona sud [o nord] della città, quanto in una qualsiasi piazza. Il problema del racket continua ad esistere; analogo discorso per il traffico di armi, di droga, degli appalti edilizi, ecc. ecc.

Se lo Stato crede che per sconfiggere la ‘ndrangheta basti arrestare i boss, allora si sbaglia di grosso. E’ un problema generazionale e va risolto dalla base, educando i bambini fin da quando escono dalla pancia della madre. In tal senso, mi trovo molto daccordo con la proposta della Commissione Antimafia, che avrebbe intenzione di togliere la patria potestà a tutti coloro i quali siano stati condannati per fatti di mafia (siano essi i boss o le loro mogli). Altro che sequestro dei beni: togliergli i figli sarebbe un qualcosa di gravissimo, che, allo stesso tempo, consentirebbe di recuperare generazioni e generazioni di giovani che, per un motivo o per un altro, finiscono nella rete della ‘ndrangheta.

Parlavo del gap generazionale: sì perchè, mentre noi giovani esprimevamo le nostre forti perplessità sull’arresto, i nostri genitori ne erano molto contenti. Ricordo che mio padre era molto soddisfatto, anche quando gli facevo notare che certe teste non cadono così, che c’è il rischio di un’altra guerra di mafia. Ma, forse, è proprio la guerra di mafia che genera questo differente sentimento in noi reggini.

Negli anni ’80 ero ancora piccolo, eppure la città era in guerra – una guerra che ha provocato in pochi anni più di 800 morti. Non sono pochi.
Ricordo quando non si poteva uscire, perchè stavano sparando sotto casa. Ricordo ancora bene la paura dei miei genitori nel lasciarmi solo per la città – tutti potevamo cadere sotto il fuoco della ‘ndrangheta.

Per me, però, sono solo ricordi. Loro, la guerra di mafia, l’hanno vissuta in pieno.
Avranno perso amici e conoscenti. Avranno realmente vissuto nella paura e nel terrore. E, forse, anche per questo erano felici che chi la provocò oggi è in carcere.

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della serie “do fastidio perchè attacco chi comanda … “

2-0 e tutti a casa, come 43 anni fa.

Ancora una volta in 10 – sarà un caso? O gli arbitri prima ti sfavoriscono, poi arbitrano bene (vedi catania-inter), poi cos’altro? Oggi non ci si lamenta degli arbitri solo perchè sei in Europa?

Vincere ci sta, soprattutto quando dimostri sul campo di essere nettamente il più forte. Però bisogna “saper” vincere.
Oggi una bella lavata di campo, speriamo imparino.

YOU’LL NEVER WALK ALONE

Aggiornamento: traggo dal sito della UEFA un interessante spunto, relativo alle statistiche di Liverpool – Inter:

  Liverpool – Inter  
2 Reti fatte 0
0 Cartellino giallo 3
0 Cartellino rosso 1
7 Tiri in porta 0
11 Tiri fuori 3
18 Falli commessi 18
10 Calci d’angolo 1
1 Fuorigioco 3
37′ 25” Poss. palla 17′ 22”
68% Poss. palla (%) 32%

A parte gli 11 tiri fuori dallo specchio, contro i 3 dell’Inter, ciò che impressiona sono i 7 tiri in porta del Liverpool (contro ZERO) e il 68% di controllo palla – il che vuol dire che praticamente ha giocato solo ed esclusivamente il Liverpool.

Della serie “mi faccio amare”, ecco le dichiarazioni di Mancini di ritono in Italia:

I tifosi però non sono sembrati dello stesso avviso del loro presidente e all’aereoporto hanno contestano abbastanza duramente la squadra e l’allenatore invitandoli ad “andare a lavorare”, contestazioni che hanno provocato la reazione stizzita di Mancini, il quale ha replicato di “pensare a tifare”.

(via calcioblog)

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Arrestato “il supremo”

E’ stato arrestato il supremo – ricercato da “soli” 18 anni.

Troppi arresti, la situazione si fa preoccupante

Aggiornamento: ho appena cercato su wikipedia la voce “Pasquale Condello”. Mi fa un pò sorridere che qualcuno scriva:

” … Il boss è alla macchia da diciotto anni. È inseguito da numerosi provvedimenti restrittivi e da una condanna all’ergastolo. E questa sera, 18.02.2008 l’abbiamo preso! … “

l’abbiamo preso, chi?

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Novità sull’omicidio Sandri

Leggo che il colpo di pistola che ha ucciso Gabriele Sandri è stato deviato da una rete metallica.
Leggo della positività dell’avvocato difensore.

Personalmente provo uno schifo mai visto … Ma effettivamente c’è di mezzo un poliziotto, per cui non c’è poi tanto da stupirsi (ricordate il G8?).

Provo uno schifo incredibile, perchè da quando qualcuno (non si sa bene chi) ha ucciso l’ispettore Raciti, i giornalisti ci hanno fornito qualsiasi tipo di informazione riguardo il ragazzo catanese accusato, arrestato e poi rilasciato. Abbiamo le foto; sappiamo molto della sua vita passata e purtroppo immaginiamo che la sua vita sia stata rovinata.

Relativamente all’omicidio di Gabriele Sandri, i giornalisti ci hanno semplicemente detto il nome del poliziotto; non si hanno foto, non si sa che fine abbia fatto il personaggio in questione.

Ieri se ne escono che il colpo è stato deviato da una rete metallica. E dovrebbe essere un fatto positivo? Ma stiamo scherzando? Ricordo a tutti, qualora ce ne fosse bisogno, che questo pazzo ha sparato da una carreggiata all’altra di un’autostrada (con tanto di DUE testimoni oculari). E dovremmo dargli attenuanti per una perizia ??

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L’infortunio di Ronaldo

Stavo guardando Milan-Livorno .. brutta cosa .. brutto infortunio … non so se è più sfortunato o più rovinato dagli sponsor che lo hanno costretto a giocare tutta una serie di partite in condizioni improponibili (vedi la finale della Coppa del Mondo) …

Fossi in lui mi ritirerei e penserei a garantirmi di camminare da qui a 20anni .. con tutta quella massa muscolare non è un’impresa facile.

In bocca al lupo

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Accenture Technology Solutions: mi rifiutano!

Oggi ricevo una mail da Accenture Technology Solutions nella quale mi comunicano, abbastanza gentilmente, che non corrispondo ai requisiti da loro cercati – sebbene il mio profilo rimarrà in evidenza.

Poco male – ho tanto di quel lavoro per le mani, che non credo avrei mai avuto tempo da dedicare pure ad Accenture. Oltretutto la mia filosofia di lavoro e di vita non è assolutamente compatibile con la loro – per di più dopo l’ultima esperienza vissuta assieme.

Della serie: “storia di un amore mai iniziato” 🙂

ps: un saluto a tutti i dipendenti accenture che mi leggono quotidianamente (e con mio stupore sono tanti)

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Calciopoli: quale verità?

Di calciopoli si è parlato in lungo e in largo. Scandali che hanno rovinato, ulteriormente e per quanto possibile, il calcio di oggi, ieri e forse anche quello di domani. Eppure, a distanza di due anni, ci ritroviamo qui a polemizzare su questo o quel rigore non dato; ci ritroviamo a polemizzare su questo o quel fuorigioco non dato.

Allora, forse, è il caso di ammettere che la verità sta nel mezzo.
Da una parte è vero – credo sia stato dimostrato ampiamente – che la juve di Moggi truccò e modificò non solo partite e campionati a suo piacimento, ma anche tutto ciò che viene definito in gergo “calciomercato” (avendo la GEA il monopolio su gran parte dei giocatori ed allenatori in attivitià).

E’ anche vero che storicamente le “grandi” godono di certi favori che le “piccole” raramente vedono. Sarà che fanno girare più soldi, sarà che pagano sottobanco qualcuno, non lo so .. la verità, e la ripeto da una vita intera, è che le grandi sono aiutate regolarmente. Oggi ci si lamenta dell’Inter, come ieri ci si lamentava della Juve.

Mi fa strano che oggi l’Inter, pur avendo una squadra nettamente più forte delle altre 19, si ritrovi nella stessa situazione della Juve di qualche anno fa. Pur non avendo bisogno di favori, li riceve. E pur non avendo bisogno di aiuti per vincere, è grazie a questi aiuti che riesce a risolvere partite che altrimenti finirebbero in altro modo (vedi Catania, vedi Empoli).

Dubito che qualcosa possa realmente cambiare – se tutto è governato dal dio danaro, allora forse redistribuendo a dovere i proventi del calcio di oggi, quello di domani sarà un calcio migliore. Forse più soldi alle piccole, vorranno dire più potere alle maltrattate squadre di provincia e meno aiuti alle sette sorelle … la speranza è pur sempre l’ultima a morire, no??

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Chi non ha un bunker al giorno d’oggi?

La notizia:

Un bunker e’ stato scoperto dalla polizia a Rosarno, nel corso di una vasta operazione di controllo del territorio in tutta la Piana di Gioia Tauro disposta dopo l’omicidio del boss Rocco Mole’, ucciso venerdi’ scorso a Gioia Tauro. Nel corso dell’operazione, condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dai Commissariati di Gioia Tauro e Polistena, nell’abitazione di un affiliato al clan Pesce di Rosarno, gli agenti hanno scoperto un rifugio realizzato sotto il pavimento ed al quale si accede grazie ad una mattonella scorrevole. l rifugio, di piccole dimensioni, secondo gli investigatori non era destinato ad ospitare lunghe latitanze, ma doveva servire a sfuggire ai controlli per breve tempo in caso di perquisizioni.

(via strill.it)

Chi non ha un bunker al giorno d’oggi? Nell’ultima settimana ne avranno scoperti un ventina. Io stesso ne sto progettando uno. Tuttavia essendo il sistema a mattonella-a-scomparsa oramai sorpassato, il mio sarà dotato di impianto idraulico per aprire e chiudere un massetto in cemento. Il mio bunker avrà a disposizione sky (perchè la malattia per la Reggina non può terminare), jacuzi ma soprattutto Internet (la dipendenza è dipendenza).

Tu non hai un bunker? Sei OUT!!

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Post autocelebrativo

Non solito scrivere post del genere …

Oggi per la prima volta nella mia vita ho incontrato una persona capace di scrivere, forse, tanto veloce quanto me alla tastiera (sebbene lui guardi i tasti) – la cosa choccante era che lui scriveva codice ed io, probabilmente, in questo particolare contesto non sono talmente rapido. Bella la vita 🙂

ah, mi ha ha anche fatto vedere un interessante programma – keystroke strokeit: si tratta di un programma che consente di emulare tramite mouse, alcuni determinati comportamenti (ad esempio: immaginate di disegnare una particolare linea sullo schermo per emulare l’alt+f4).

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Un grazie ai giornalisti

Grazie, per aver dato risalto a questa notizia.

E’ stato “solo” il secondo omicidio di mafia più rilevante degli ultimi 20anni – effettivamente c’era qualcosa di più importante su cui dissertare.

ps: della serie “poi ci chiedono perchè in Calabria abbiamo ‘qualche‘ problema”

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Il bello di Roma

Mi piace prendere il caffè nei bar. L’altro ieri entro in questo bar in zona piazza dei Re di Roma, prendo il mio solito caffè macchiato, quando si avvicina una persona anziana e, salutandomi, inizia a parlare del più e del meno. Gli spiego la mia situazione di extra-comunitario proveniente dal Nord Italia (sebbene orgoglioso e fiero delle mie origini reggine), quando la barista interviene e, stupita dalla confidenza, ci chiede se ci conoscessimo.

Assolutamente no. Il bello però è che parlando parlando, arriviamo al discorso sulle affinità elettive di Goethe (per chi non avesse letto il libro, glielo consiglio caldamente). Il discorso si chiude con un commento della persona che si è fatta avanti nel dialogo: “la società di oggi vive male, perchè parliamo tutti di meno” … Grande verità!

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