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Roma-Napoli: l’ammonizione di Simplicio

Voglio dire la mia sull’ammonizione di Simplicio, dopo il gol in Roma-Napoli di sabato 28/04/2012.
Personalmente la ritengo una grandissima mancanza di etica sportiva nel regolamento: cosa c’è di più bello di poter festeggiare un gol con le persone che più ti sono vicine anche nei momenti difficili?

E’ senza ombra di dubbio una regola da ri-scrivere!

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stronzi sono stronzi, manifesta anche tu il 15 ottobre 2011

Ieri si è consumato l’ennesimo scempio in questo paese che ci porterà, probabilmente, ad ulteriori mesi di nullafacenza e di stasi, tutti concentrati sul gossip di questo o quel personaggio, sulle intercettazioni si o no, sul problema della giustizia; tutti temi che, con rispetto parlando, non ce ne fotte un cazzo di sentire.

I problemi sono altri, ed i signori nella foto rappresentano quanto di male offre la nostra attuale classe politica.
Si presentano in tv con sorrisi a 50 denti (perchè anche i loro denti sono finti), ci fanno tante belle promesse fumose, parlano del nulla, discorsi senza contenuti, spot elettorali.

“Fateci governare” dicono quelli del PD.

E per quale ragione? Per portare al governo un partito che non riesce a tenere a bada nemmeno 5 deputati (oltretutto candidati da veltroni) ?!

E l’alternativa quale sarebbe? Il partito di berlusconi?
Sel? che si allea con il PD?

No basta, basta con questi partiti politici, basta con questa classe dirigenziale, basta con questa gente over60 che non ci rappresenta.

Vieni anche tu a manifestare oggi a roma – piazza della repubblica ore 14! (dove spero di non vedere bandiere politiche perchè sarebbe davvero molto triste)

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Roma Capitale: società in declino

Guardate questo video:

Roma non è una città a passo d’uomo e negli ultimi anni ha intrapreso una strada che la sta portando al collasso.
E’ una città caotica dove l’amministrazione comunale ha poca cura dell’ambiente, preferendo le colate di cemento al piantare alberi e curare il verde dei vari municipi. In generale è anche una città molto poco attenta ai bisogni dei disabili: dalla metro agli autobus, quindi in generale i servizi pubblici, fino ad arrivare alle strade, non esistono scivoli che consentano a chi è costretto su una sedia a rotelle di muoversi liberamente.

Dal video si notano due aspetti: il primo, quello già citato, della difficoltà che i disabili incontrano in questa città. Il secondo è una pratica molto comune: non esiste il concetto di porte di ingresso ed uscita dai mezzi publici. Le persone salgono dalla porta ad essi più vicina, senza alcun rispetto per chi deve scendere dai mezzi pubblici.

In questo grande colpa è dell’amministrazione pubblica e dei membri dell’Atac, sono loro che devono educare la cittadinanza.
Ricordo che Bologna, invece, aveva un approccio totalmente diverso: tutti gli incroci prevedevano degli scivoli per consentire ai disabili di attraversa la strada in completa autonomia. Le persone salgono sugli autobus dagli ingressi laterali, e scendono dagli stessi usando solo ed esclusivamente la porta centrale. E sono gli stessi membri dell’ATC a riprendere severamente tutti coloro i quali non rispettano tale regola – o quantomeno, quando vivevo a Bologna era così.

E’ molto triste vivere in una città così bella, una città che straripa cultura da ogni dove e poi vedere scempi di questo tipo

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Tornare a Roma

Torno nella capitale dopo un paio di giorni passati in patria (Reggio Calabria).
Ho approfittato dello sconto elettorale per respirare un pò di sana aria iodata: l’effetto è stato che per 3 giorni non ho preso anti-staminici e sono stato benissimo. Appena messo piede sul binario di Termini, ho ricominciato a starnutire.

bentornato nella capitale :)

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Progetto Marzotto: horti sallustiani Roma

Ieri sono stato assieme a Danilo ad assistere alla presentazione del premio Gaetano Marzotto.

La presentazione è stata interessante e mi pare, almeno istintivamente, che l’approccio di questo premio sia nettamente diverso rispetto ai diversi fondi [regionali - europei] dove si mira più che altro [sbagliando] ad accaparrarsi i soldi senza poi investirli realmente.

E’ stata anche l’occasione per conoscere gli Horti Sallustiani

Roma Horti Sallustiani

Roma è sempre molto prodiga di posti nuovi ed inaspettati, ma dal fascino indescrivibile.
Gli Horti Sallustiani sorgono a Piazza Sallustio, sede di UnionCamere Roma.

E rimani strabiliato scendendo le scalinate che vedete dalla foto. Strabiliato, perchè tutto intorno sono sorti palazzi nel corso del tempo e non ti aspetteresti di trovare una struttura romana, così perfettamente mantenuta, così fresca all’interno ed affascinante all’esterno, con un giardino verde molto curato – insomma è un posto sicuramente da visitare!!

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Wojtyla Papa Giovanni Paolo II

Oggi, domenica 1 Maggio 2011, verrà santificato Giovanni Paolo II qui a Roma.

In questi giorni, tantissimi stanno riscoprendo “miracolosamente” la loro religiosità, narrando di questo o quel “fatto” miracoloso.
Personalmente sono molto restìo a credere a tali avvenimenti, men che meno all’apprezzare l’atteggiamento della Chiesa ed il ricorso alla fede in linea generale.

Certo è che, vedere su Rai Storia il riassunto della storia di Papa Giovanni Paolo II, tremante alla finestra di Piazza San Pietro, fa un certo effetto anche a me.

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Roma città aperta: il proibizionismo di Alemanno

“E’ facile morire bene. Difficile è vivere bene.”

Questo si sosteneva nel famoso film di Rossellini.
Ed il “vivere bene” pare sia diventato difficile anche nella Capitale, viste le ultime ordinanze proibizioniste del sindaco Alemanno.

Avevo già espresso la mia posizione contro ogni forma di proibizionismo che, storicamente, non ha mai portato all’effetto desiderato.

Aggiungo solo che sabato scorso ho fatto un giro a San Lorenzo e l’aria che si respirava era davvero surreale. Le piazze, solitamente piene di ragazzi, erano invece stracolme di vetture della Polizia Municipale e dei Carabinieri.
I ragazzi erano tutti all’interno dei locali (ovviamente stracolmi), poi, alle 2 di notte, serrande abbassate e tutti a casa – aria di coprifuoco.

Ma ancora, scene assurde come il ragazzo che sta per uscire dall’ingresso di un pub, birra alla mano, ed il gestore che lo invita a non farlo (fantastico il gesto con il quale mimava il poter stare con la birra in mano nell’antistanza di ingresso del locale, mentre se avesse fatto un passo di 5cm che lo portava fuori dal locale, avrebbe dovuto lasciare la birra dentro).

Ancora, mi si racconta che a piazza Trilussa la Polizia Municipale controllava con ansia i propri orologi, invitando i ragazzi a sloggiare. E che dire del fatto che molti pub, come il Friends, possono servire alcolici nei loro tavolini all’aperto, mentre non si può stare in piedi (sempre alcolici alla mano) a pochissima distanza da questi tavolini?!

Mi pare una soluzione assolutamente fuori dalla realtà – anche la peggiore che io potessi immaginare.

ps: giusto due appunti. Il primo: come mai la polizia non passa mai davanti a via dei Volsci a San Lorenzo? (per chi non lo sapesse, via dei Volsci è la strada “libera” di San Lorenzo, una sorta di pusher street a Copenaghen).
Secondo appunto: perchè concentrare tutte queste forze dell’ordine nelle piazze dove i ragazzi potrebbero liberamente sostare, quando invece a poca distanza ci sono i parcheggiatori abusivi che chiedono [forse sarebbe meglio scrivere pretendono] di essere pagati ?

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Probizionismo romano

Sono passati più di 5 anni oramai, da quando, vivendo a Bologna, commentavo le decisioni dell’ex sindaco della città felsinea, in merito a questioni di sicurezza pubblica.

Recentemente, mi è capitato di lamentarmi della decisione del sindaco Alemanno di imporre la chiusura dei locali alle 2 di notte (per poi, nel caso dei bar, poter riaprire alle 4).

Oggi arriva la notizia che la giunta romana ha approvato un’ordinanza anti-alcool definita “hard”, eccone un’estratto:

Il sindaco Gianni Alemanno ha predisposto un’ordinanza, in vigore dal 1° aprile al 30 giugno, che impone, nelle zone di Roma dove si fanno le ore piccole, due divieti: per chi gestisce i locali, divieto di vendita e somministrazione di alcolici “per l’asporto o il consumo al di fuori del locale e delle relative superfici attrezzate, pubbliche o private, di pertinenza del locale medesimo”, dalle 23 fino alla chiusura degli esercizi.

Personalmente sono contrario ad ogni forma di proibizionismo, se non altro perchè la storia ha più volte dimostrato l’inutilità di questa strada, portando sempre ad altre forme di criminalità e soprattutto all’arricchimento di taluni soggetti.

Sono contrario perchè queste ordinanze attaccano in primo modo i commercianti che, soprattutto in questo periodo di crisi, dovrebbero essere aiutati nella loro attività.

Sono contrario perchè, comunque, c’è sempre una via alternativa al “non-bere” per i locali (a bologna, dove la restrizione riguardava gli esercizi commerciali entro-le-mura, le persone acquistavano alcool fuori dalle mura di cinta della città per poi dirigersi a piedi verso il centro).

Sono contrario perchè non è così che si educa la gente a vivere in modo civile.
Infine, sarei proprio curioso di sapere cosa ne pensa Alemanno riguardo alla tanto decantata sicurezza che avrebbe portato nella capitale: mi pare di ricordare che aveva preso provvedimenti in merito ai problemi nelle zone limitrofe a Campo dei Fiori. Infruttuosi?

Magari è un sogno, ma sarei proprio interessato a sapere cosa ne pensano i romani.

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Alitalia unisce l’Italia … anche il giappone

Ieri ho scritto sul problema che stanno avendo gli italiani nel tornare dal giappone e, soprattutto, ho voluto sottolineare lo sconsiderato atteggiamento della nostra ambasciata in terra nipponica.
Dove non sono riuscito ad arrivare con le parole, credo possa fare questo video:

Considerato che i media (tv in testa) stanno passando altre notizie, considerato che Bruno Vespa, rai1, matrix e compagnia bella intervistano l’ambasciatore tutto fiero di essere riuscito a tornare in patria, e soprattutto considerato che l’Alitalia mi invia una mail, tramite newsletter, nella quale afferma “Alitalia unisce l’Italia”, mi sono permesso di fare un test.

Ho ipotizzato di essere in Giappone in questo momento e di essere molto preoccupato dalla situazione non del tutto chiara. Considerato che l’ambasciata (video alla mano) non riesce ad essere d’aiuto, ho deciso di acquistare un biglietto Alitalia da Tokio verso Roma.
Ecco il risultato:

Costo del volo Tokyo - Roma

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INPS: Certificati medici online

E’ comparsa ieri la notizia che il sistema dei certificati medici online, fornito da INPS, è andato in tilt (anche se le spiegazioni di Adele Sarno sono molto maccheroniche).

La questione è molto ma molto più semplice di ciò che sembra – e parlo sulla base dell’esperienza lavorativa su progetti, anche di grandissima rilevanza lì dentro.

Il fine ultimo delle società di consulenza che vincono gli appalti per la fornitura dei servizi ad INPS, non è formare, nè tantomeno realizzare un buon prodotto, bensì fare più profitti possibili. Per questa ragione, si sceglie di posizionare gente inesperta, poco professionale ed in generale senza studi adeguati*, il cui unico compito è dire “si” al dirigente INPS di turno, senza fornire una vera e propria consulenza.

Si parte così alla rinfusa, progettando (quando lo si fa), sistemi anche complessi, magari con servizi web sviluppati senza pensare nè ragionare alle conseguenza dell’interazione con altri sistemi, per giungere infine al collasso dei server, allo scarica barile tra società, sviluppatori, coordinati, capi area, commerciali, ecc. ecc.

Quello che succederà in conseguenza dell’articolo che ho linkato prima, è che a breve usciranno tutta una serie di statistiche, su base regionale, a dimostrazione che comunque il sistema funziona, che i dati sono stati inviati, ecc. ecc.

stay tuned

*: questa non vuole essere assolutamente una critica verso coloro i quali non possiedono una laurea. Anzi, conosco tantissimi bravi sviluppatori non laureati che fanno benissimo il loro lavoro. Mi riferivo piuttosto al fatto che, tendenzialmente, su 10 progetti, 9 di questi vengono coordinati da gente non laureata (e ci sarà pure un motivo, se la maggior parte dei progetti poi finiscono male).

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Il precariato è una questione di dignità: il caso INPS

Il bagno dell'INPS, via Liszt Roma

Via Liszt 34, Roma.
La foto che vedete qui sopra non è il bagno di uno stadio o uno qualsiasi dei bagni pubblici comunali, noti per la loro “pulizia”.

Quello che vedete qui sopra è il bagno del 5° piano del palazzo che INPS usa per “alloggiare” i consulenti esterni (pagati da noi cittadini).

Erano le 5 di pomeriggio di una qualsiasi giornata di Luglio quando scattai questa foto. Ad oggi la situazione è ancora questa: nei bagni manca (spesso) la carta igienica, manca il sapone, finanche il porta sapone. Le stanze, tuguri nei quali tanti, come me, si sono ritrovati a lavorare, vengono pulite una volta ogni 4/5 mesi – e bisogna pure essere fortunati ed in buoni rapporti con il personale delle pulizie, anche loro poco colpevoli della situazione in essere (pensate che spesso si trovano a lavorare senza prodotti nè buste della spazzatura, trovandosi ad arrangiarsi come meglio possono).

L’INPS e la situazione lavorativa dei suoi consulenti esterni sono saltati agli onori della cronaca mesi e mesi orsono grazie a questa puntata di Report (min 4:24). Da quel giorno, i dirigenti INPS si sono “accorti” che il loro universo era (ed è) costellato da miriadi di società che subappaltano il lavoro dalle grosse aziende che hanno vinto i bandi di gara per la fornitura di servizi.

I dirigenti INPS si diedero, per questa ragione, un codice etico, uno strumento che impose alle società sub-appaltanti la contrattualizzazione e regolarizzazione di tutti quei giovani che lavoravano con contratti a progetto. Nacquero quindi contratti a tempo determinato, rinnovati di 6 mesi in 6 mesi, alla stratosferica cifra di mille euro scarsi al mese (se andava bene) con fuori busta di vario tipo per tentare di pareggiare quello che era il corrispettivo a progetto.

Io ero uno dei fortunati, nel senso che non ho mai riscontrato problemi quali ritardo nei pagamenti o diminuzioni della mia tariffa giornaliera, un pò per la serietà dell’azienda con la quale avevo stretto il contratto di consulenza, un pò perchè lavoravo (e lavoro) a partita IVA, per cui il vantaggio fiscale apportato era innegabile.

La logica di base è che le aziende pongono la questione sul “fare un favore” a far lavorare i dipendenti, per cui non importa se lo stipendio è da fame; non importa se vieni pagato ogni 4/5 mesi; non importa se lavori sabato e domenica o 10/12 ore al giorno, senza che ti vengano riconosciuti i giusti emolumenti.

“Recuperi la giornata”, ecco il motto di queste società, che altro non sono che la nuova essenza dello schiavismo.

Non voglio parlare delle false ispezioni (e del fatto che tutti venissero avvisati almeno il giorno prima dell’arrivo degli ispettori, in modo da poter istruire su cosa dire, in modo da poter pulire prima che vedano ciò che non si deve vedere).

Non voglio parlare di come i dirigenti ed i lavoratori INPS utilizzino i tornelli, passando come portoghesi assieme ai consulenti.

Voglio parlare di precariato e di come sia diventato una questione genetica nei lavoratori.

Pur esistendo delle norme sulla sicurezza ben precise, ho lavorato per due anni in stanze sovraffollate, in stanze dove la gente sedeva sui pc perchè mancavano le sedie, stanze dove i cavi di rete erano “volanti” tra un tavolo e l’altro, dove i cavi dell’elettricità erano scoperti, dove, come già scritto prima, la pulizia era un fattore estraneo alla nostra conoscenza.
Durante i mesi estivi si presentò il problema del caldo asfissiante. I miei ex colleghi decisero di fare una riunione per presentare questa problematica al capo progetto. Non pretesero che INPS o Engineering comprassero i condizionatori (ovviamente assenti), piuttosto di volerlo acquistare ma non avere le giuste autorizzazioni per poterlo far passare dai tornelli, facendolo quindi entrare in stanza

Feci presente che i problemi erano e sono altri, il capo progetto mi promise che ci avrebbero trasferito a Ponte Galeria, sede tecnica della società di consulenza Engineering (ovviamente nulla di tutto ciò si verificò).

Il nocciolo della questione è che su questa proposta ci fu una sorta di sommossa perchè molti espressero la loro preferenza a lavorare in un posto indegno, piuttosto che fare i voli pindarici per poter raggiungere la mal collegata sede di Engineering, rischiando di perdere il posto di lavoro.

Comprensibile, ma non condivisibile.

Ne dedussi che il lavoratore medio (delle nuove generazioni) preferisce lavorare nella melma, accettare proposte di lavoro indecorose, lamentarsi perchè è bello farlo, ma non ha alcuna intenzione di lottare per migliorare le proprie condizioni lavorative.

Ed è qui che nasce il nuovo precariato, quello che grazie all’accordo di Mirafiori entrerà a far parte del DNA di tutti i ragazzi che si affacceranno al mondo del lavoro nei prossimi anni. Ed è qui che le aziende più spregiudicate avranno terreno fertile per aumentare i loro profitti, anche in tempo di crisi.

ps: in questo post voglio menzionare e rendere omaggio a tutti quei ragazzi, pendolari, miei ex colleghi, che ogni giorno affrontano un viaggio come Caserta-Roma, Fondi-Roma, per poter semplicemente lavorare.

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ddl Gelmini ed il manifestare violento

Oggi si è svolta un ulteriore manifestazione di protesta, a seguito dei fatti del 14 dicembre 2010 (peraltro giorno del mio compleanno).

Oggi si è deciso di manifestare pacificamente, in modo alternativo – si è detto.

Nell’ultima settimana il popolo di questo paese ha dovuto vedere di tutto: 23 persone (perchè di questo si tratta alla sostanza dei fatti giuridici) che hanno metto a soqquadro la capitale italiana (Roma); un vice presidente del senato (la leghista Rosi Mauro) che approva emendamenti al ddl gelmini mentre in aula c’è il caos – quindi decidendo del futuro di un’intera generazione.

Mi chiedo e vi chiedo: ma voi che predicate tanto per la non violenza (vedi mr. Saviano), voi che predicate tanto che le manifestazioni non violente sono tanto più forti di quelle violente, come pensate che possa cambiare lo stato di questo paese ??

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SPQR: sono porci questi romani

Far passare quest’affermazione come la solita battuta di un cerebroleso (perchè in tali termini si deve parlare), è un grave errore.

Ci si dimentica che il sig. Bossi è un ministro della repubblica e che, come tale, ha giurato su un libro chiamato costituzione, su una bandiera tricolore (cioè quella italiana) e ha votato per roma capitale.

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Quando dieci minuti fanno la differenza

Arrivare dall’Eur sulla casilina alle 5 di pomeriggio non è esattamente ciò che di più semplice si possa fare in questa vita.
Per chi non fosse di roma,questo è il tragitto

Dovevo sottoscrivere il contratto di fornitura del gas per la nuova casa, considerato che Edison richiede 60 gg di tempo per l’attivazione (cioè a dire, due mesi senza possibilità di cucinare nè di farsi una doccia con acqua calda). Bene, giungo all’Eni energy store (che fa figo chiamarli così) dieci minuti prima della chiusura e mi sento rispondere di tornare il giorno dopo perchè, considerato che la procedura di sottoscrizione del contratto richiede 20 minuti, alle 6 avrebbero chiuso e avremmo sforato …

E poi si lamentano della crisi. Dalle mie parti si dice: ” ‘nd annu ‘u culu chinu”

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Verso un mondo peggiore

Bologna era famosa per le piazze e le strade piene di studenti. A seguito di risse e degrado generalizzato, Cofferati decise, tramite ordinanza comunale, di vietare la sosta alcolici alla mano e fuori dai pub – ed in generale di fermarsi nelle piazze a parlare e suonare.

Scontri allo stadio: la soluzione dello stato fu imporre i tornelli alle società di calcio.
Scontri allo stadio post-installazione dei tornelli: la soluzione dello stato è quella di imporre la tessera del tifoso.

Stupri tra Roma (lungotevere) e Capri: la risposta dello stato è quella di vietare la vendita di alcolici ai minorenni ed installare videocamere a circuito chiuso ovunque.

Si, stiamo decisamente andando verso un mondo peggiore.

ps: mi sono limitato a riportare solo alcuni casi in cui la nostra libertà personale è fortemente limitata.

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Bentornato a Roma

Appena metto piede sul GRA, una lunghissima fila di auto sulla corsia di sorpasso – corsia a destra completamente sguarnita, a parte un camion.

Uscita v.le togliatti – roma est: procedo a circa 60km/h sulla corsia di destra, in un secondo vedo spuntare una smart grigia che mi taglia la strada per poter uscire sulla togliatti (non ho fatto a tempo a prendere il numero di targa).

Lascio la macchina parcheggiata davanti casa, leggermente fuori posto – un auto sarebbe passata agevolmente – giusto il tempo di posare borsone e borsa del pc e riuscire. Passati questi 10 secondi, esco e noto il camion dell’AMA fermo; chiedo alla signora seduta lato passeggero “non passa?” e lei: “se m’a sposti” (con aria incazzata) ed io “se hai pazienza un attimo”.

A reggio ho lasciato l’incredibile sensazione di avere il tempo di poter fare qualsiasi cosa volessi, oltre che la sensazioni che le giornate fossero lunghissime (mentre qui non mi pare mai di avere tempo a sufficienza).

Della serie, bentornato a Roma.

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La raccolta della spazzatura a Roma

Stamattina mi chiedevo per quale oscura ragione, l’AMA decida di effettuare la raccolta della spazzatura in zona Tiburtina tra le ore 8 e le ore 9 della mattina.

Non ho ancora trovato risposta alla mia domanda.

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I signorotti feudali del duemila

Prendo spunto dal primo post scritto da Marco su questo blog, per presentare un esempio pratico di ciò che lui descriveva.

L’altro ieri sera ho visto la tanto discussa finale di Coppa Italia tra Inter e Roma allo stadio Olimpico. In fase di premiazione finale ho subito individuato due figure che poco hanno a che fare con il mondo dello sport: il presidente del Senato Schifai ed il ministro della difesa La Russa.

Ora, che ci fosse Schifani potrei anche capirlo (al limite). Ma la presenza di La Russa, noto tifoso interista, proprio non me la spiego.

Ecco che, quindi, assume un ruolo importante l’osservazione scritta da Marco in questo blog: il ministro tifa Inter e fa di tutto per essere sul palco, in prima linea, per poter festeggiare i propri beniamini

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Vergogna laziale

Premesso che questo scudetto l’ha perso la Roma e l’Inter non lo merita (perchè se hai 14 punti ed una squadra di 20 titolari ultra-milionaria e senza nemmeno un italiano, non lo meriti. Punto.).

Fatte le dovute premesse, stasera ho assistito ad una delle scene più scandalose e vergognose degli ultimi N anni. Che laziali e romanisti si odino ci sta. Lo capisco e lo condivido, come d’altronde io odio (calcisticamente) i messinesi ed i cosentini.

Che però il tifoso laziale debba esultare quando la propria squadra subisca un gol, è una delle più brutte pagine di questo sport in tutta la sua storia.

Quale valore sportivo e di lealtà dovrebbe trasmettermi questo gesto?

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Inter Juve, Lazio Roma, Inter Barcellona

Ancora mi chiedo, a distanza di giorni, come possano aver consentito un’irregolarità del genere. Giocare Inter Juve due giorni prima del derby di Roma, quando Inter e Roma si contendono lo scudetto è sicuramente una scorrettezza (a favore dell’Inter).

Mi chiedo: ma non c’era una regola che le ultime N partite dovessero essere giocate tutte in contemporanea?

ps: visto che ci siamo, dovrebbero anche spiegarmi cosa cambia tra giocare il derby alle 20.45 e le 18.30

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EasyJet: Aeroporto Fiumicino – Aerporto Lamezia Terme

Questo weekend ho viaggiato con EasyJet sul volo Roma-Lamezia Terme.
La sintesi di questo viaggio è che il settore dei trasporti in italia è ridotto davvero male (non che in altri settori si stia meglio …).

Ho impiegato 8 ore in tutto da Roma per giungere fino a Reggio Calabria:

- metro Eur-Termini;
- treno Termini – Fiumicino (a proposito: complimentoni per aver aumentato il costo del biglietto a 14 euro);
- aereo Fiumicino – Lamezia Terme (1 ora e 45 minuti di ritardo);
- Lamezia Terme – Reggio Calabria in auto

Sono due gli aspetti tristi di questo viaggio: da un lato i viaggiatori, dall’altro il sistema trasporti italia. I viaggiatori dimostrano come sempre di vivere nel dogma di possedere solo diritti e nessun dovere. Se esiste una regola che impone un solo bagaglio, non vedo perchè bisogna poi imbarcarne due a testa riducendosi a far ritardare il volo causa mancanza di posti per gli stessi all’interno della cabina (ed è successo sia all’andata che al ritorno).
In questo contesto, sicuramente gran parte delle colpe è da ricercare, a mio modesto parere, nelle società che gestiscono i due scali: si sa, in questo paese il cittadino medio non è educato al senso civico. Sta a loro il far rispettare le regole, non si capisce perchè non lo facciano.

Il secondo aspetto desolante è lo stato dei trasporti. Non parlerò dell’A3 perchè oramai il discorso è trito e ri-trito – solo chi ha avuto la sfortuna di passarci può davvero capire cosa voglia dire.

Una volta giunti all’aeroporto di Fiumicino, i passeggeri hanno 4 alternative (canoniche) per raggiungere la città:

- auto a noleggio (costosissima);
- pullman (costoso e non sempre disponibili);
- treni
- taxi (iper-costosissimo, anche il loro costo aumentato nell’ultimo periodo).

Ieri sera volevo prendere, come sempre, il treno per Tiburtina. Giungo alla stazione interna all’aeroporto di Fiumicino, mi trovo di fronte ad una situazione agghiacciante: tutte le biglietterie erano chiuse; per questa ragione c’era un tizio delle ferrovie che, da dietro un tavolino in cartone arrangiato alla bene meglio, scriveva su un bloc notes i vari biglietti (stile anni 50). In più, le macchine distributrici self-service, accettavano solo monete (ma avere 8 o 14 euro di monete non è proprio facile).

Vi lascio immaginare le file creatisi.

Tralascio che, giunto a Tiburtina, gli autobus non passavano (ma questo succede praticamente sempre), ma ancora più grave non c’erano nemmeno i taxi!

Questo paese è allo sfascio, ma non credo sia una novità

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Roma, la morte di un freelance?

Sono un freelance. Lo sono per spirito ed anche per scelta di vita.

Quando mi laureai scelsi di venire a Roma, nonostante all’epoca un amico me lo sconsigliò fortemente. Lui ha girato, di realtà diverse ne ha viste, avrà avuto l’esperienza dalla sua.

Ma noi calabresi, come diceva Matteo De Augustinis, siamo gente testarda.

Decisi di venire a Roma.
Della città ti innamori, non credo ne esista una più bella ed allo stesso tempo calorosa ed accogliente come la città eterna.

Il contesto lavorativo, invece, è parecchio triste.
La città è morta e sepolta sotto la coltre della PA, dello stato quindi. Migliaia e migliaia di società che quotidianamente, attraverso la loro tratta di schiavi, uccidono le speranze di tante giovani (e non) risorse – come vengono chiamate.

Non esiste l’innovazione tecnologia, anzi spesso ti ritrovi a lavorare su tecnologia vetusta (a parte qualche raro caso illuminato).

I freelance, almeno quelli che ho conosciuto io, i freelance veri, sono davvero pochissimi in giro. D’altronde fare i freelance in queste condizioni è proibitivo – e spesso non viene nemmeno concepito.

In questi giorni sono stato ad un passo dal tornare a Bologna: un lavoro con una tariffa elevata, in una realtà rinominata dello sviluppo .net, gold partner di microsoft (e gold partner seria).

Non è andata bene e mi stupisce il ritrovarmi qui a pensare che mi dispiaccia.
E’ vero, roma uccide i freelance

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Iniziano i saldi .. ed è ressa!

Oggi sono iniziati ufficialmente i saldi e leggo che si son formate file pazzesche nella capitale, in direzione “outlet”.
Due osservazioni:

1. non capisco che senso possa avere farsi 10 km di coda in macchina, consumando benzina, inquinando e poi entrare in un centro commerciale per risparmiare quei 20/30 euro fittizi (che poi sono comunque soggetti a contro-prova);

2. i commercianti sono una categoria indifendibile. Si lamentano tutto l’anno della diminuzione delle vendite, per poi ritrovarsi nel periodo di saldi (con sconti anche del 50%) a piangere di nuovo delle scarse vendite, in un sistema dove il consumatore viene preso palesemente per i fondelli. Ma non avrebbe più senso diminuire i profitti quotidiani, di modo da vendere capi od oggetti a prezzo ribassato, giocando sull’aumento [certo] dei volumi di vendita?

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