Questa è la settimana del derby Roma-Lazio e, per chi vive a Roma, è una settimana diversa.
Se sei “malato” di calcio, devi vivere in questa città per capire realmente cosa voglia dire
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Nel pomeriggio di ieri ho parteciato all’ALM* Day, naturale conseguenza della conferenza del 30 ottobre, però orientata alle aziende.
Obiettivo della giornata era dimostrare come i nuovi prodotti della suite 2010 (Visual Studio 2010 Ultimate e Team Foundation Server 2010) si adattino e possano essere utilizzati all’interno dei processi gestionali di ogni azienda.
Speaker della mattinata Lorenzo Barbieri ed eccezionalmente Brian Harry che, per chi non lo sapesse, è il padre di TFS.
Personalmente ho seguito il “Percorso Metodologie e processi” maggiormente orientato alla fase di analisi, progettazione e produzione della documentazione. Altro percorso presente era, invece, “Percorso Collaborazione e produttività” orientato, invece, maggiormente al punto di vista dello sviluppatore o della figura dell’Architetto (non contemplata nel mondo del lavoro italiano).
Si è parlato di tanti aspetti interessanti che sicuramente rivoluzioneranno il modo di ideare e gestire un progetto di medio-grosse dimensioni, tra questi segnalo: software factories, process template in TFS2010.
Software Factory is a development environment configured to support the rapid development of a specific type of application. While Software Factories are really just the logical next step in the continuing evolution of software development methods and practices, they promise to change the character of the software industry by introducing patterns of industrialization.
si tratta di un nuovo e rivoluzionario paradigma di sviluppo che consente la creazione di un’applicazione prototipo in tempi ristretti, automatizzando la procedura di riscrittura del codice. Non sono stati portati esempi live, per cui non so dire nello specifico la difficoltà di apprendimento ed il conseguente costo richiesto per il suo utilizzo. Le slide proposte, tuttavia, lasciavano intendere che, all’interno di un processo gestionale di sviluppo sufficientemente organizzato, potrebbero apportare effettive e nette migliorie nella procedura di creazione di un’applicazione.
I process template di TFS 2010: si tratta, in sintesi, di un template di processo, creato a monte seguendo alcune delle più diffuse tecniche di organizzazione per lo sviluppo (leggasi Agile o Scrum), grazie al quale è possibile seguire in modo semplice e strutturato tutte le diverse fasi del progetto (dalla raccolta dei requisiti alla produzione di documentazione, passando per la fase di sviluppo test e risoluzione dei bug, nonchè coordinamento del team). E’ uno strumento parecchio potente, considerato che si appoggia a SharePoint per la messa inlinea della documentazione e a Microsoft Reporting Server per la generazione dei report.
*Application Lifecycle Management
Aggiornamento: Lorenzo Barbieri ha postato i suoi punti di vista sull’evento
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Quella degli zingari ed, in generale, dei parcheggiatori abusivi, è una piaga della città eterna che non riuscirò mai a comprendere appieno.
Oggi noto con dispiacere che i parcheggiatori abusivi [zingari] sono giunti pure in zona Eur Palasport, dove devi pagare 4 euro per poter parcheggiare sulle strisce blu e dove quotidianamente il municipio EUR fa cassa con centinaia e centinaia di multe.
Ora vorrei capire: a chi bisogna rivolgersi per evitare incresciosi problemi?!
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Della tessera del tifoso avevo già parlato in passato.
Recentemente è risalita agli onori della cronaca perchè il ministro maroni (il minuscolo è voluto, ndr) l’ha resa obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2010. Si tratta essenzialmente dell’ennesima forma di schedatura, sotto il falso mito del cercare di contrastare i fenomeni di violenza che attanagliano il mondo del calcio.
Succede che la trasferta dei tifosi romanisti a siena era stata vietata dall’osservatorio preposto (come d’altronde anche mantova-reggina, per non si sa quale ragione); la presidente Sensi decide quindi, probabilmente per ingraziarsi i propri tifosi in un momento assai difficile, di garantire in prima persona.
La questura acconsente e fornisce la possibilità di andare a Siena predisponendo la vendita di 1500 biglietti.
Il discorso filerebbe tutto liscio se non fosse che stiamo parlando di trasferta blindata: i tifosi partiranno da roma, saliranno sul pullman preposto e scenderanno direttamente allo stadio di Siena, per poi risalire sul pullman e fare ritorno a Roma senza soste.
Da qui si scatena la protesta degli ultras romanisti, che decidono di non assecondare questo progetto. Protesta che il sottoscritto si sente di condividere.
Nessuno qui vuole dare man forte ai violenti o a chi si reca allo stadio solo ed esclusivamente per fare il teppista. Il discorso è più complesso: lo stato vuole schedarci tutti, quando basterebbe controllare chi compra il biglietto (e questo già avviene) di modo che in caso di DASPO non gli venga concesso di acquistare il tagliando per la partita.
Non si sente il bisogno di un’altra forma di repressione.
Abbiamo accettato i biglietti nominativi e le conseguenti assurdità e difficoltà per acquistarli; abbiamo accettato i tornelli allo stadio e le conseguenti peripezie sia per entrare che per uscire dalle strutture preposte; abbiamo accettato di partire con i nostri mezzi, vista l’impossibilità di realizzare i vecchi “treni dei tifosi”.
Ora è giunto il momento che anche il tifoso faccia sentire la sua voce; tifoso, su cui si regge tutto il sistema calcio. Non è ammissibile calare sempre la testa.
Vogliono schedarci? Lo facciano pure, ma io allo stadio non ci vado più.
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A chi non è di Roma o, comunque, non vive nella città eterna, poco interesserà sapere che sono cambiati i vertici dell’AMA. Forse risulta un attimo più interessante se amministratore delegato diventa un ex-naziskin (e poi sulla parola ‘ex’ bisognerebbe pure discuterne).
Il sindaco Alemanno ha nominato AD di AMA Stefano Adrini, che per chi non lo sapesse è la società che gestisce la raccolta rifiuti in 40 comuni del Lazio. Ma cosa avrà mai fatto il sig. Adrini per nominarsi questa nomina? Non è dato saperlo, se non per il suo curriculum criminale:
condannato a 4 anni e mezzo per tentato omicidio di due giovani di sinistra nel 1989; arrestato per l´assalto a un concerto antirazzista alla Sapienza nel ´94 quando gli sequestrarono in casa «una pistola e un tirapugni»;
- Detentore del sito web degli Irriducibili della Lazio, gruppo ultras di estrema destra;
- Condannato a 4 anni e mezzo per tentato omicidio di due giovani di sinistra (1989);
- Arrestato per un assalto al concerto antirazzista alla Sapienza (1994) – gli sequestrarono, contestualmente, anche una pistola ed un tirapugni
Questa è l’italia. Soldi onestamente non se ne fanno.
Più hai la fedina penale sporca, più hai possibilità di salire nella casta sociale della repubblica delle banane.
via 06blog
via roma.repubblica.it
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Del divieto di vendita di alcolici nella zona del centro storico di Roma, si era tanto parlato all’inizio del mese di agosto (mi pare). Sabato sera mi ci sono scontrato.
Preso un panino da Aristocampo, nota “paninoteca” trasteverina, faccio richiesta per una tennent’s (notissima birra doppio malto). Bene, per tutta risposta mi viene detto che non me la possono vendere a meno che io non la beva dentro il locale.
Qui si aprono due questioni.
La prima: dentro il locale faceva un caldo pazzesco e bere una birra lì dentro sarebbe stata una follìa. Cosa cambiava se fossi stato due cm. fuori dallo stesso, non si è ben capito.
La seconda: qualcuno ha deciso che i locali non possano vendere alcolici da asporto. E cosa succede se mi trovassi a bere 10 tennent’s dentro il locale ?! (a parte che probabilmente sarei talmente ubriaco che qualcuno dovrebbe riportarmi a casa di peso).
Le solite leggi stupide, fatte da persone che nulla sanno di come funzionano certe situazioni e che, a mio avviso, hanno semplicemente l’effetto di diminuire i profitti dei commercianti ed aumentare la fantasia delle persone per trovare una scappatoia.
Spero finisca presto
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Anche l’estate 2009 è ufficialmente terminata.
Si parte alla volta della città eterna, non prima di aver avuto la possibilità di vedere una porsche carrera 4, una maserati gt, due ferrari ed una lamborghini diablo.
Il tutto in meno di mezzora e soprattutto in una città con un tasso di disoccupazione superiore al 50%.
Non male!
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Aprite il calendario, anno 2017.
Appuntatevi questa data, perchè secondo Pietro Ciucci, presidente della società Stretto di Messina, sarà l’anno in cui verrà completato il Ponte sullo Stretto.
Questa è una di quelle boiate che passerà alla storia (quasi come questa).
Ricordo a tutti che NON abbiamo un’autostrada degna di tale nome; ricordo che NON esistono in calabria altre forme di trasporti [degni] che NON siano la tanto amata A3 Salerno-Reggio Calabria, ricordo ricordo ricordo.
via strill.it
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Vivo a Roma e sto subendo il delirio della visita di Gheddafi.
E’ vergognoso: elicotteri ovunque, traffico in tilt, Villa Pamphili praticamente chiusa perchè il signorotto libico deve dormire in tenda.
Accolto con tutti gli onori, gli hanno conferito una laurea in giurisprudenza per non si capisce bene quale motivo, si è pure permesso il lusso di scendere dall’aereo con la foto di un leader libico ucciso dai fascisti; della serie: vi prendo per il culo e vi dovete pure stare zitti.
E così fu.
Siamo un paese ridicolo, nelle mani di persone ridicole e senza palle. Farci rispettare no? Prima eravamo vassalli degli Stati Uniti, dovremo diventare vassalli della Libia?
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Uno dei migliori ristoranti di Roma dove io sia stato nell’ultimo anno.
Sito in una traversa di via dei Frentani, a ridosso di San Lorenzo e subito dietro la stazione Termini, il ristorante Marco Antonio è un posto caratteristico, tipica cucina romana, in una strada tranquilla. Molto rustico, verrete accolti dalla grande cordialità e simpatia del proprietario, potendo gustare le prelibatezze romane anche sedendo nei tavoli in strada.
L’ambiente, la location e la tranquillità del luogo ricorda parecchio zone dell’Europa Spagnola o quei tranquilli borghi di cui l’Italia è ricca.
I piatti sono abbandonanti, sebbene la scelta dei primi e secondi sia minore rispetto ad altri luoghi. Dalla pasta all’amatriciana a quella pesto e pomodorini, passando per pasta zucchine e speck, per finire ad un filetto di carne di una qualità eccelsa, talmente morbido e gustoso che ne rimarrete colpiti ed estasiati.
Se a questo aggiungete che il costo di un primo, un secondo, dolce e caffè è di 16 euro a persona, beh, allora questo è sicuramente un ristorante dove dovete recarvi per apprezzare l’energia e l’unicità della città eterna.
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Ero alla ricerca di un posto dove cenare, quando mi è saltato in mente che più persone mi avevano spesso parlato bene del ristorante “Cacio&Pepe” a Trastevere, vicolo del cinque.
Il ristorante è situato in una location cool, nel bel mezzo del cuore pulsante di Trastevere, subito dietro Piazza Trilussa. I camerieri sono tutti abbastanza disponibili e, almeno nel mio caso, trovano un tavolo in tempi relativamente brevi (e per Trastevere è quasi un lusso).
Il menu offre una lunga opzione tra primi e secondi, tutti rigorosamente fedeli alla tradizione della cucina romana. Personalmente, ho scelto i classici bucatini alla amatriciana: serviti in un piatto di forma rettangolare, stile moderno, la porzione era abbondante (sui 200gr ca.) e molto molto gustosa.
Il vino della casa non era niente di speciale ed oltretutto servito freddo (e per un vino rosso può anche essere un segnale di ‘annacquamento’) il che ne ha ammazzato il gusto – ma l’errore è stato mio: mai e poi mai chiedere il vino della casa in determinati posti.
In generale ciò che mi ha dato realmente fastidio è stato che, seppur arrivato verso le 22.30/23, il ristorante non offriva più antipasti, non c’erano dolci e soprattutto gran parte dei primi e secondi proposti non erano più ordinabili. Alchè mi chiedo: come fa un ristorante in pieno centro a terminare i dolci o gli antipasti alle 23?
Quest’ultimo dettaglio fa sì che sicuramente non tornerò più da Cacio & Pepe, sebbene il livello qualitativo sia mediamente elevato.
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Assisto alla seguente scena sulla Tiburtina (PM: Polizia Municipale, AU: persona al volante di una generica macchina):
PM: Lei non sa chi sono io …
AU: e chi è lei scusi?PM: Io sono il vigile n.138
AU: e sti cazzi, lei non è nessunoPM: Io sono qualcuno qui, vada vada …
Dopo aver atteso 3 ore il loro arrivo, la mia considerazione sul corpo della Polizia Municipale romana era già piuttosto bassa, dopo questa scena è del tutto crollata
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La dinamica è inspiegabile. Dovrò fare un disegno per farlo capire.
Posso solo dire che la mia macchina è praticamente distrutta nella sua parte anteriore.
La cosa che mi fa rabbia è che i vigili sostengano che io abbia torto: secondo la segnaletica orizzontale procedevo contro senso. In realtà la segnaletica verticale non diceva proprio così.
Fatto sta che, uscendo da una strada, grazie all’ennesima Jeep parcheggiata fuori posto (pratica assai comune qui a Roma), una smart mi ha preso in pieno. La smart non voltava a destra. La smart non voltava a sinistra. La smart andava diritto, verso una strada con divieto d’accesso. Chissà se la ragazzina che la guidava ha avuto il coraggio di ammetterlo, invece (come invece credo) di dire che stava per svoltare. Visto che sono un buono, non ho dichiarato che erano in 3 in macchina – e vedrete che me la metteranno nel culo.
Non voglio nemmeno commentare il fatto che io abbia dovuto aspettare i vigili circa 2 ore e mezza. Questa è l’Italia: più seguo la legalità, più mi convinco che la strada per ottenere qualcosa sia quella di allontanarsene.
10 anni di patente – 0 incidenti.
1 anno a Roma: 3 incidenti (uno con macchina parcheggiata 450€ di danni, uno sull’Appia, colpa mia, il tizio è scomparso, 900€ di danni, uno ieri, chissà quante migliaia di danni).
Chissà come andrà a finire.
ps: considerato che i guai non vengono mai da soli, mi si è pure rotta una delle due porte usb del portatile. ottimo
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Ero in mezzo al concerto, incrocio via Emanuele Filiberto, di fronte al palco (di fronte si fa per dire …).
E’ stato bello, emozionante ed al tempo stesso una scoperta.
si, perchè ho scoperto un artista come Caparezza verso il quale avevo un pregiudizio e del quale, non dico che mi sono innamorato, ma quasi …
ho scoperto la PFM: ok la conoscevo, però dal vivo Franz Di Cioccio è davvero un trascinatore mostruoso.
e poi Vasco .. non ne sono un fan sfegatato, ma come tiene il palco lui, come trascina la folla, credo pochi altri davvero in italia. Il concerto, in fondo, è stato un attendere Vasco anche in modo un pò ingrato rispetto ai musicisti che si sono alternati sul palco.
Purtroppo è stato anche il concerto di chi ti vomita a mezzo centimetro e sei costretto a scappare per la tanfa.
E’ stato anche il concerto delle milioni di bottiglie di vetro sparse per tutta San Giovanni, con buona pace e dell’educazione della gente e della pericolosità della cosa (che ovviamente la maggior parte dei presenti, troppo ubriaca e strafatta poteva cogliere).
Ed infine un paradosso: il concerto del primo maggio è storicamente un punto d’incontro di tutti i giovani di sinistra (ed i cori “Berlusconi pezzo di merda” lo testimoniano). Eppure quello che ho visto io, è che tutti pensavano a loro stessi e nessuno agli altri. Menefreghismo imperante, l’importante era ubriacarsi e buttarsi a terra, senza pensare che altre 100 persone stavano strette come sardine grazie a questo comportamento. E poi ancora: vogliamo parlare di quei fenomeni che saliti sulla pensilina, hanno acceso un fumogeno e pensato bene di lanciarlo in mezzo alla folla?
A parte questi dettagli, che potrebbero anche avere un peso rilevante, è stata una bella esperienza
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Gran classe quella del presidente della Fiorentina. Dopo aver vinto 4-1 la sfida con la Roma, si presenta ai microfoni di sky e chiede
“una curiosità: ma il fallo di mano da rigore c’era?”
Alle volte, i presidenti farebbero meglio a tacere …
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Ieri sera siamo tornati a cena dai “Mammutones”, osteria sarda in zona Nomentana (Roma). Eravamo andati la prima volta quest’estate e, considerato che eravamo usciti rotolondo felicemente (sia per il vino che per il cibo), abbiamo deciso di farci ritorno.
Purtroppo ieri sera è andata piuttosto maluccio. Non c’era il menu di carne, bensì quello di pesce:
- antipasti (insalata di polipo, alici, melanzane grigliate, solita cesta di salami, insalata mais e pomodorini);
- tris di primi (gnocchetti cozze e vongole, risotto ai frutti di mare, tagliatelle con non ricordo quale pesce);
- tris di secondi (praticamente una mega frittura mista di gamberoni e mazzancolle)
- vino bianco
ora, ok abbiamo pagato 40 euro. Sarà perchè provengo da una città di mare, ma mi aspetto per 40 euro di mangiare pesce stra-fresco, altrimenti mi redirigo su Fiumicino dove si spera di mangiare pesce di qualità.
Non so, anche l’atteggiamento dei camerieri mi ha lasciato molto perplesso (un pò sullo scontroso-ironico-giocoso) – che poi la verità è che quando mangi bene ci puoi passare sopra e ti fai due risate.
Diciamo che spero che sia stato solo un problema di comunicazione (oltre che di conto), perchè il ricordo della serata estiva dai Mammutones è ancora bello forte.
Aggiornamento: dimenticavo di scrivere di un piccolo particolare. Fuori dal locale, verso le 22/22.30 sono arrivati Siria e Vittorio del Grande Fratello: chiaramente tutti a farsi foto e 3 paparazzi che, assieme al manager di Vittorio, si accordavano con gli stessi Vittorio e Siria per fare delle foto fuori dal ristorante, come se avessero una storia (sentito con le mie orecchie un paparazzo che all’atto dello scatto delle foto affermava: “guarda questa che ride, non c’è nemmeno uno scatto buono”). Viva il gossip
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Onestamente sono stato fermo sull’inizio di questo post un bel pò, prima che riuscissi a trovare una strada. Non sono fatto per fare discorsi, o comunque per parlare apertamente di certe cose – o comunque non sono più così.
Ricordo che quando mi trasferii a Roma sei stata una delle primissime persone che ho iniziato a frequentare.
Ricordo le tante trasferte fatte assieme: voi arrivavate dalla capitale, noi da Bologna.
Ricordo Empoli sotto il diluvio; ricordo Empoli il giorno di un fantastico 3-3 che rimarrà nella storia della maglia amaranto; ricordo Ascoli, ricordo le scale della chiesa; ricordo Siena e tante altre.
Ci ha accomunato la passione per la maglia amaranto, poi trasformatasi in un vero rapporto di amicizia. Sapere che te ne vai, che torni a casa, mi rattrista profondamente. Perdo un amico, un compagno fidato, una persona con cui avevo, ho, e avrò piacere di condividere il mio tempo.
Abbiamo condiviso tante situazioni strane qui a Roma: alcuni momenti belli, altri meno.
La mia tristezza è mitigata dal sapere che sei una delle poche persone che conosco, in grado di seguire la propria strada maestra, cercare di raggiungere il proprio sogno e soprattutto di farlo tornando a casa. Non è una cosa da poco, è una cosa cui ambiamo tutti noi costretti da varie ragioni a fuggire dalla nostra amata Calabria.
Ti auguro tutto il meglio che la vita possa offrirti.
Ciao Milea
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Cliente: “scusi, vendete abbonamenti per metro e autobus da 30 euro?”
Edicolante: “si”
Cliente: “ok perfetto, accettati spicci?”
Edicolante: “spicci come?”
Cliente: “da uno e due euro”
Edicolante: “no mi spiace, ne abbiamo troppi”
Ma non c’era la crisi??
Della serie: come perdere un cliente…
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1. Nel 2008, che cosa hai fatto che non avresti mai pensato di fare? Stare male per aver lasciato Bologna
2. Hai mantenuto fede a tutti i tuoi buoni propositi , e ne farai di nuovi quest’anno? Nessun proposito nè prima, nè ora, nè mai.
3. Qualcuno che conosci ha avuto un bambino? SI
4. Qualcuno a cui tenevi è deceduto? NO
5. Quali città/nazioni hai visitato? Troppe per elencarle: basti pensare a quanti soldi ho regalato a quel xx£(£)%&)(£YT£ di Lillo Foti
6. Che cosa vorresti dal 2009 che non hai potuto avere dal 2008? un datore di lavoro che paghi regolarmente
7. Quale giorno del 2008 non ti dimenticherai mai? Il giorno in cui ho lasciato Bologna alla volta di Roma. Tristezza per il passato, speranza per il futuro
8. Il traguardo migliore che hai raggiunto quest’anno è stato… Riuscire a passare sopra le persone, anche care
9. L’errore più grande? Non saper dire “no”
10. Sei stato male? la solita
11. La cosa migliore che hai comprato… Non è stato tempo d’acquisti
12. Chi ti ha sorpreso (positivamente) quest’anno? Nessuno
13. Chi ti ha deluso invece? No Comment
14. Come hai speso i tuoi soldi? In riparazioni danni macchina, affitto e reggina
15. Cosa ti ha reso veramente, veramente felice? Un compleanno indimenticabile, una festa a sorpresa inaspettata, l’affetto di tanti nuovi amici
16. La tua canzone dell’anno è… Time is now dei Moloko
17. Ripensa a questo periodo di un anno fa… eri…
i. più felice o più triste? La solita
ii. più magro/a o più grasso/a? Magro
iii. più ricca o più povera? Più ricco
18. Se avessi avuto più tempo…quest’anno avresti… Fatto più sport, dormito di più, girato di più per roma.
19. Se avessi potuto evitare…quest’anno non avresti… Speso tanti soldi a vuoto per riparare a catastrofi varie
20. Come festeggerai il Natale? Stare con quelle persone che consideri la tua vera famiglia
21. E capodanno? Nessun programma
22. Nel 2008, ti sei innamorato? yep
23. Con quante persone sei andato a letto? Una sola
24. Programma TV preferito? Niente TV
25. “Odi” qualcuno che invece l’anno scorso proprio non “odiavi”? Nessun odio
26. Il miglior libro… boh
27. Musicalmente parlando… quest’anno hai scoperto… Niente di che – la solita roba commerciale
28. Una cosa che volevi…e che hai ottenuto… Venire a vivere a Roma
29. Una cosa che volevi..e che invece non hai ottenuto… Un datore di lavoro che paghi regolarmente
30. Il miglior film… Il Padrino
31. Come hai festeggiato il tuo compleanno? Come sopra
32. La cosa che hai fatto quest’anno e che più di tutte ti ha reso felice e orgoglioso di te.. nonostante tutto sono riuscito a mantenermi una persona corretta.. anche se questo sta cominciando ad andare contro i miei principi. [cit. Marco]
33. La moda del 2008 è …. non mi interessa
34. Chi o cosa ti ha aiutato a non impazzire quest’anno? La mia metà
35. Il personaggio (famoso!) dell’anno è … Obama
36. Il caso politico che ti ha colpito di più… non ho abbastanza spazio e vorrei sarete già stanchi di leggermi
37. Chi ti è mancato di più? Due amiche che vivono a Bologna
38. La persona più importante e migliore che hai conosciuto quest’anno è… Credo Milea, senza dimenticare il gruppo di Girifalco
39. La lezione di vita che hai imparato quest’anno è … Nessuno è indispensabile a questo mondo, se non sè stessi
40. Cita una frase di una canzone che rappresenti il tuo 2008 … Non mi sovviene nulla
41. il 2008 è stato un anno buono o no? Direi proprio di no
42. I momenti migliori del tuo 2008… Come sopra
43. I momenti più brutti del tuo 2008… Mah tante persone che sono “impazzite”
44. Il mese migliore del 2008…. Non ce n’è uno classificabile come “migliore”
45. La canzone preferita del 2008… Non saprei
46. L’album migliore… NON SAPREI…
47. Quanti concerti hai visto? Niuno
48. E il migliore è stato quello..Niuno
49.Hai bevuto molto quest’anno? Direi di si
50. Hai fatto uso di droghe? Dipende da cosa si intenda per “droghe”
51. Hai fatto qualcosa di cui ti sei pentito? No
52. La bugia peggiore che ti hanno detto quest’anno? Tante
53. Hai trattato male qualcuno? Forse
54. E qualcuno ti ha trattato male? si
55. Hai speso molti soldi quest’anno? Si
56. Il momento di cui sei più orgoglioso del 2008 è… Aver lasciato Bologna
57. Se potessi tornare indietro, che cosa cambieresti di quest’anno? Nulla – non si torna indietro
58. Progetti per il 2009? Nessuno
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Sono tornato da poco dal concerto organizzato alla Sapienza dai collettivi studenteschi.
La serata è iniziata piuttosto male già all’ingresso. Si viene accolti da un grande striscione con scritto “ingresso libero .. gradita donazione anche di 2 euro”. Bene, decido di non versare la donazione per tutta una serie di motivi: primo dei quali da ricercarsi nel fatto che io lavoro e mi faccio il culo per arrivare a fine mese. Chi mi spiega come verranno investiti questi soldi? Auto-finanziamento, parola di cui spesso si abusa, è troppo aleatorio per regalare un euro.
Non l’avessi mai fatto, vengo veementemente fermato da una ragazza che mi inizia a parlare per frasi fatte ” ma la politica .. ma il movimento .. autofinanziarsi ” .. le dico “guarda che c’è scritto ingresso libero e io liberamente non verso un cent”. Non avendo voglia di proseguire la polemica, me ne vado … mi verrà riferito in seguito che mi è stato detto “sei una merda”.
Questo è il modo di esprimersi e convincere la gente ad entrare nel movimento. O fai come dicono, o vieni etichettato. Questo è fascismo e fatto da gente che si vanta di essere di sinistra, sinceramente, mi fa un pò specie.
La serata era molto affollata, ci saranno state almeno 5mila persone, sparse per l’immensa e maestosa città universitaria (a un euro a capocchia …). Ovviamente i 2/3 fumavano erba e hashish, niente coca (almeno io non ne ho vista) – ma visto l’ambiente ci sta tutto.
Nella piazza era sistemato un mega palco (da dove sono stati presi i soldi per montarlo?) da dove persone a me ignote parlavano dei problemi del paese, chiaramente con toni violenti e altrettanto chiaramente anche troppo ideologici. Un esempio su tutti: ci si lamentava che in italia gli immigrati vengono sfruttati per raccogliere pomodori. Bene, giusto, vero! Però perchè non diciamo anche che lo fanno perchè per loro l’alternativa è l’illegalità e poi noi, in fondo, siamo troppo ‘signori’ per fare quel tipo di lavoro !?
Ho anche scoperto che il cpt di modena prende 100 euro dal governo per ogni immigrato che accoglie. Questo cpt è diretto dal fratello di giovanardi (mi riprometto di fare ricerche per verificare che sia il vero). Eppure ora alla Sapienza, si sta presentando come senatore accademico, Aldo Pecora. Per chi non lo sapesse, quel ragazzetto che si vanta di aver fondato il movimento “Ammazeteci tutti” e che tra una comparsata in tv e l’altra, ha ben deciso di scendere in politica. Ma questa, forse, è un’altra storia.
In giro c’era il delirio di sporcizia, e la maggior parte dei muri erano imbrattati di scritte. Ora io mi chiedo: state protestando per la riforma universitaria. Sapete dell’esistenza dei baroni e degli sprechi e che fate? Costringete l’università a spendere ulteriori soldi [che non ha] per ripulire il tutto. Questa sì che è coerenza.
In linea generale mi pare che il movimento si stia disperdendo, avvicinandosi pericolosamente i mesi degli esami. Era prevedibile, ma sempre deludente come fine per un ambiziosa idea.
La tristezza più grande è che in realtà mi trovano anche daccordo con molte delle idee alla base della loro protesta. Purtroppo però, a mio parere, sbagliano i modi. Non si può pensare che l’attuale classe politica abbia l’onestà morale di sovvertire il sistema. E’ giusto protestare, vuol dire che la gente ha ancora la ‘semi-libertà’ di esprimere la propria opinione, però siamo davvero sicuri che si raggiungerà l’obiettivo? Onore a loro se ci riescono, io resto dell’idea che è nelle banlieu che troveremo la risposta ai nostri perchè.
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Si sapeva.
Già nel pre-partita di domenica, l’inviato da Milano ci informava che gli allenatori si erano tutti messi daccordo per eleggere Roberto Mancini quale migliore allenatore della passata stagione.
Rivolta contro Mourinho?
Rivolta per il fatto che l’allenatore campione d’italia sia disoccupato (anche se un disoccupato con un stipendo mensile da brividi per non fare nulla nella vita se non guardare il Bologna) ??
Andrò controcorrente – come sempre.
Mi pare troppo facile eleggere Roberto Mancini: con quello squadrone vincevano tutti.
Che il miglior allenatore della passata stagione sia lui è segno distintivo del calcio che cambia. Il calcio dei ricchi, il calcio di coloro i quali non sanno cosa voglia giocare e vincere in provincia.
Che dovrebbe dire Mazzarri, quando salvò la reggina da -15? Che dovrebbe dire Spalletti, che per anni ha portato la roma al secondo posto pur avendo un organico nettamente inferiore a quello interista? Che dovrebbe dire Eddy Reja, che prese il napoli in C quando tutti i signorotti, gea o non gea, si rifiutavano di andare a giocare in campi tipo cavese, casarano e via discorrendo. Oggi si sta prendendo le sue soddisfazioni, il napoli gioca un gran calcio, ma un pò di considerazione in più da parte dei colleghi non sarebbe stata rifiutata (anche alla luce del fatto che ogni domenica viene bistratto dalle tv, per far parlare gli allenatori delle cosiddette “grandi”).
Questi sono gli allenatori che dovrebbero vincere la panchina d’oro, perchè il loro impegno è sicuramente più difficile di quanto possa esserlo quello di un Roberto Mancini o di un Josè Mourinho*
*: a chiosa di tutto, il signore qui citato ed asteriscato, venuto dal portogallo via inghilterra, sostiene che il prodotto “calcio italiano” non “vada” all’estero e che tutti dovrebbero impegnarsi per migliorarlo. Bene. Benissimo. Tutti daccordo.
Ma lui cosa sta facendo? Non mi pare che l’inter esprima questo gran gioco.
Per cui, prima di lamentarsi e fare lo special one, farebbe bene a lavare i panni di casa propria.
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Ieri notte l’ho passata al pronto soccorso del San Camillo Fornalini di Roma: un amico fraterno non stava troppo bene e ho fatto un saldo a dare supporto.
Bene, ho visto scene che sfioravano l’agghiacciante.
Tra le altre mi hanno colpito nell’ordine: le 8 ore che abbiamo attesa, avendogli assegnato un codice verde. La seconda, forse la più disarmante, la sala d’attesa è una sorta di casa d’accoglienza per barboni ed ubriachi. Uno di questi ha anche vomitato per tutta la sala costringendo familiari e amici, in attesa di notizie, ad uscire fuori sotto la pioggia.
Più di altre, mi ha colpito la frase di un signore: ” … e non puoi nemmeno parlare che poi ti danno del razzista … “.


















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