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Nov
19

Siamo in onda, Concertone alla Sapienza per non fermare l’onda

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Politica, Riflessioni

Sono tornato da poco dal concerto organizzato alla Sapienza dai collettivi studenteschi.

La serata è iniziata piuttosto male già all’ingresso. Si viene accolti da un grande striscione con scritto “ingresso libero .. gradita donazione anche di 2 euro”. Bene, decido di non versare la donazione per tutta una serie di motivi: primo dei quali da ricercarsi nel fatto che io lavoro e mi faccio il culo per arrivare a fine mese. Chi mi spiega come verranno investiti questi soldi? Auto-finanziamento, parola di cui spesso si abusa, è troppo aleatorio per regalare un euro.

Non l’avessi mai fatto, vengo veementemente fermato da una ragazza che mi inizia a parlare per frasi fatte ” ma la politica .. ma il movimento .. autofinanziarsi ” .. le dico “guarda che c’è scritto ingresso libero e io liberamente non verso un cent”. Non avendo voglia di proseguire la polemica, me ne vado … mi verrà riferito in seguito che mi è stato detto “sei una merda”.

Questo è il modo di esprimersi e convincere la gente ad entrare nel movimento. O fai come dicono, o vieni etichettato. Questo è fascismo e fatto da gente che si vanta di essere di sinistra, sinceramente, mi fa un pò specie.

La serata era molto affollata, ci saranno state almeno 5mila persone, sparse per l’immensa e maestosa città universitaria (a un euro a capocchia …). Ovviamente i 2/3 fumavano erba e hashish, niente coca (almeno io non ne ho vista) – ma visto l’ambiente ci sta tutto.

Nella piazza era sistemato un mega palco (da dove sono stati presi i soldi per montarlo?) da dove persone a me ignote parlavano dei problemi del paese, chiaramente con toni violenti e altrettanto chiaramente anche troppo ideologici. Un esempio su tutti: ci si lamentava che in italia gli immigrati vengono sfruttati per raccogliere pomodori. Bene, giusto, vero! Però perchè non diciamo anche che lo fanno perchè per loro l’alternativa è l’illegalità e poi noi, in fondo, siamo troppo ‘signori’ per fare quel tipo di lavoro !?

Ho anche scoperto che il cpt di modena prende 100 euro dal governo per ogni immigrato che accoglie. Questo cpt è diretto dal fratello di giovanardi (mi riprometto di fare ricerche per verificare che sia il vero). Eppure ora alla Sapienza, si sta presentando come senatore accademico, Aldo Pecora. Per chi non lo sapesse, quel ragazzetto che si vanta di aver fondato il movimento “Ammazeteci tutti” e che tra una comparsata in tv e l’altra, ha ben deciso di scendere in politica. Ma questa, forse, è un’altra storia.

In giro c’era il delirio di sporcizia, e la maggior parte dei muri erano imbrattati di scritte. Ora io mi chiedo: state protestando per la riforma universitaria. Sapete dell’esistenza dei baroni e degli sprechi e che fate? Costringete l’università a spendere ulteriori soldi [che non ha] per ripulire il tutto. Questa sì che è coerenza.

In linea generale mi pare che il movimento si stia disperdendo, avvicinandosi pericolosamente i mesi degli esami. Era prevedibile, ma sempre deludente come fine per un ambiziosa idea.

La tristezza più grande è che in realtà mi trovano anche daccordo con molte delle idee alla base della loro protesta. Purtroppo però, a mio parere, sbagliano i modi. Non si può pensare che l’attuale classe politica abbia l’onestà morale di sovvertire il sistema. E’ giusto protestare, vuol dire che la gente ha ancora la ‘semi-libertà’ di esprimere la propria opinione, però siamo davvero sicuri che si raggiungerà l’obiettivo? Onore a loro se ci riescono, io resto dell’idea che è nelle banlieu che troveremo la risposta ai nostri perchè.

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Oct
30

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni (5): sulla finanziaria

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Riflessioni

Ieri sera discutevo con una cara amica che studia alla Sapienza su ciò che sta avvenendo nel mondo della scuola ed universitario. Mi ha perplesso come si possano travisare le informazioni e ciò che effettivamente è.

Leggo dalla legge finanziaria DL 133:

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Detto e riportato questo, mi stupisce come professori, rappresentanti degli studenti, rettori e quant’altro, indicano manifestazioni pubbliche effettuando voli pindarici.

Mi è stato detto che era certo che le Università diventassero private, quando invece il testo sopra riportato parla chiaramente di “possibilità di divenire Fondazione privata” – che è ben diverso da società privata.
Mi è stato detto che saranno alzate le tasse – non vedo scritto questo da nessuna parte.
Mi è stato detto che l’Università sarà comprata da privati – anche questo non lo vedo scritto da nessuna parte.

La verità, ed inizio a convincermene sempre di più, è che in questo paese tutti si lamentano ma nessuno propone qualcosa di costruttivo. Probabilmente sarebbe meglio restare in questa stasi da terzo mondo.

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Oct
30

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni (4): lo sciopero di Roma

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Un’ora fa il sito di repubblica titolava “siamo 300mila“.
Adesso, ore 11.35, titola “siamo 800mila“.

Dipende dalla pioggia? Forse come le piante si moltiplicano a velocità disarmante.

Più probabilmente, è il caso di inventarsi un metodo serio per fare queste stime onde evitare figure barbine.

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Oct
28

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni (3): tagli alla scuola privata paritaria

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Politica, Riflessioni

Leggo su repubblica dei tagli alla scuola privata paritaria (grazie a mauro per la segnalazione):

Un taglio di 133 milioni di euro per il 2009 alla scuola privata paritaria.
La decurtazione di risorse è prevista nel ddl di bilancio, all’interno delle tabelle del Ministero dell’Istruzione. In particolare, si passa dai 535 milioni previsti per il 2008, a 402 milioni nel 2009, a 406 nel 2010 e a 317 nel 2011.

La Federazione Italiana Scuola Materne (Fism), che rappresenta oltre 8.000 scuole materne paritarie cattoliche (il 60% delle scuole paritarie) ha inviato una lettare ai deputati della Commissione bilancio della Camera, che sta esaminando la finanziaria, chiedendo ”l’immediato ripristino” della somma”.

Mi verrebbe da dire: viva l’Italia !! (e questa volta la maiuscola ci sta tutta)

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Oct
28

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni (2)

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Politica, Riflessioni

Recupero dal blog di Alberto, un’interessante dichiarazione di Piero Calamandrei, risalente al 1950 (si parla di scuola pubblica e scuola privata):

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.

Mi fa strano che si potessero esprimere, nel lontano 1950, idee tanto vicine alla nostra odierna realtà.
Sono quasi completamente daccordo con ciò che viene scritto se non per il fatto che la scuola pubblica attuale è ben lontana dall’essere imparziale – quantomeno nel liceo (di cui ho ancora ricordi coscienti) – essendo politicizzata quasi quanto l’università.

In realtà non ho termini precisi per poter esprimere la mia opinione in materia di scuola elementare. So solo che io sono cresciuto con una sola maestra e ne ho un ricordo sublime. E’ anche grazie a lei che sono ciò che sono. E’ vero, la società evolve, ma vorrei anche capire cosa implica per un bambino avere più insegnanti.

A chiosa del problema scuola, due link utili:
1. Il decreto Gelmini (notare che è DL 137 e non DL 133 – come tutti dicono)
2. Il vero DL 133

A seguire parlerò di università – il tema caliente.

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Oct
27

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni

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Politica, Riflessioni

Pensieri sparsi.

Alberto tempo fa si lamentava dell’assenza nella blogsfera di una seria ed attenta dialettica sull’argomento. Personalmente posso dirgli di non averne potuto parlare prima perchè la visione dello stesso non era chiara – e tuttora ho dei paurosi buchi neri.

Difatti, oggi come non mai, si vede quanto i giornalisti siano asserviti al potere. I primi giorni di proteste, si sono limitati a riportare notizie di manifestazioni ed occupazioni senza spiegare ciò di cui si parlava nè tantomeno perchè si protestava.

A tuttoggi non dicono che gli universitari se la prendono con la gelmini, quando invece se la dovrebbero prendere con tremonti (a meno che, colti da impeto altruista, i collettivi non abbiano a cuore le sorti della scuola materna ed elementare, ma ne dubito).

Non raccontano i fatti per come realmente avvengano: perchè non dire che il giorno successivo ad uno dei primi giorni di occupazione, la ditta incaricata di effettuare le pulizie della struttura della Sapienza, si è rifiutata causa feci, vomito e quant’altro cosparso dagli occupanti nottetempo? Ed aggiungo: la Sapienza ha dovuto pagare un’ulteriore ditta per provvedere alla pulizia dei locali – non sarebbe stato piuttosto il caso di far pulire tutto agli occupanti stessi, che dubito fortemente a casa loro vivano in situazioni igieniche di questo tipo?

La sensazione che ho è che la maggior parte di quelli che protestano, lo facciano in quanto pecoroni e probabilmente non sanno nemmeno ciò di cui parlano.

Tralascio commenti sui servizi scandalosi portati avanti in questi giorni dal tg4 e, come sempre, pro-governo. Ne consiglio la visione a tutti coloro i quali non sappiano cosa sia l’informazione di regime.

A seguire altre considerazioni

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Apr
3

Bloglab: si riparte

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Riflessioni, Technology

Riparte bloglab.

Per chi non lo sapesse, bloglab è un corso unico nel suo genere nel panorama universitario italiano. Gli studenti avranno il compito di realizzare un proprio blog, assisisti dai vari fellows (a loro volta blogger dediti allo sviluppo ed alla riuscita del corso).

L’hanno scorso vi ho partecipato e mi ha permesso di fare molte amicizie interessanti. Quest’anno avrò la possibilità di essere a Roma (anche in vista del mio futuro trasferimento) per cui non posso esimermi dal dare una mano a Stefano Epifani.

Ci vediamo presto!! :)

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Jan
19

Appello per licenziare Guarini e gli altri 67

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Politica, Riflessioni

Leggo che sul blog di pluralisti è comparso un appello, sotto forma di raccolta firme, per chiedere le dimissioni dei 68 professori della Sapienza firmatari di quella famosa lettera che ha provocato (ma su questo punto avrei grossi dubbi) la non venuta del Papa nell’Università Romana.

Non mi capacito di come il popolo italiano possa perdere tempo dietro a tante fesserie, quando invece ci sono problemi molto più gravi all’orizzonte. Perchè invece di fare un appello del genere, non proponete un appello per consentire di andare a licenziare tutti quei professori che con la loro inettitudine e con la loro immoralità (anche noto come baronismo) stanno distruggendo quel poco che resta della gloriosa Università italiana? Oppure ancora, perchè non proponete in massa la cacciata del Parlamento con conseguente tabula rasa dell’attuale classe politica?

Troppo difficile da pensare?

Sinceramente questa storia ha stufato – ci sono cose molto più importanti di cui occuparsi.

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Jan
16

Sulla visita del papa alla Sapienza

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Politica, Riflessioni

Incredibile ma vero: gli studenti della Sapienza sono riusciti a bloccare l’apertura dell’anno accademico da parte del papa.

A mia memoria, la Chiesa non subiva uno smacco di questo tipo da anni (se non decenni) – ed era pure ora che succedesse. La vita socio-politica di questo paese è talmente permeata dal volere della chiesa, che far aprire l’anno accademico al papa sarebbe stato davvero il colmo.

Poi, i sig. berlusconi e prodi, invece che rilasciare certe dichiarazioni, farebbero bene a vergognarsi per ciò che sta succedendo in Campania (non doveva essere risolto il problema entro 24 ore?) e per la sudditanza al volere della chiesa (vedi legge sull’aborto). Perchè non si vergognano della situazione dell’università italiana? Hanno idea dei problemi e di come venga condotta la didattica alla Sapienza?

Per l’ennesima volta, il mondo politico italiano dimostra di vivere una realtà tutta propria e completamente diversa rispetto a quella vissuta dal popolo. Un plauso, quindi, a tutti gli studenti della Sapienza che sono riusciti a far annullare questa visita

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