Tifosi presidenti

Ho già espresso la mia recente avversione per il calcio italiano, ciò di cui non mi capacito è come sia possibile che ogni qualvolta tento di avvicinarmici nuovamente, fanno di tutto per farmi passare la voglia.

Guardo a ciò che è successo questa domenica: rigori, non rigori, presidenti che si lamentano degli arbitri, altre squadre chiamate in causa perchè hanno *palesemente* la coda di paglia (visto che non vi era stato fatto alcun riferimento esplicito). Che palle!
Ma possibile che non si possa semplicemente fare un ragionamento del tipo: abbiamo pareggiato? bene, la prossima volta cercheremo di vincere.
No, in italia il ragionamento è: abbiamo pareggiato? E’ colpa dell’arbitro, o di questa o quell’altra squadra che ci ha rubato la partita.

E’ veramente esasperante tutto ciò.
Bisognerebbe riportare un pò tutto su un piano più sportivo e meno polemico.
Questa isteria non fa sicuramente bene al calcio, e poi non si lamentassero se gli stadi sono progressivamente sempre più vuoti ….

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Calcio inglese vs Calcio italiano: la Premiere League

Premiere League

Un mio carissimo amico, con il quale ho perso qualsiasi tipo di contatto (ma è fisiologico nel corso della vita di ognuno di noi), già dieci anni fa decantava le lodi del calcio inglese. Sosteneva la sua superiorità, anche e soprattutto in termini di coinvolgimento.

Noi, gruppo di amici, eravamo troppo presi dalla presuntuosità italiana, sostenendo la superiorità del calcio italiano, in termini di tecnica e di tattica.

Oggi, mi ritrovo a non seguire più il calcio italiano (se non in particolarissimi eventi), ed ogni sabato, ore 14 (circa), l’appuntamento fisso è su Sky per poter assistere a quello spettacolo chiamato Premiere League.

Stadi sempre pieni, tifosi galvanizzati e sempre accanto alla propria squadra, campi di gioco sempre perfetti, verdissimi, ma soprattutto tanta tanta intensità!

L’esatto opposto della situazione in cui versa il calcio italiano

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Roma-Napoli: l’ammonizione di Simplicio

Voglio dire la mia sull’ammonizione di Simplicio, dopo il gol in Roma-Napoli di sabato 28/04/2012.
Personalmente la ritengo una grandissima mancanza di etica sportiva nel regolamento: cosa c’è di più bello di poter festeggiare un gol con le persone che più ti sono vicine anche nei momenti difficili?

E’ senza ombra di dubbio una regola da ri-scrivere!

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Il mercato degli allenatori

Ieri è stato esonerato l’allenatore del Bologna, oramai ho perso il numero degli allenatori che, a detta dei presidenti, sono stati cacciati per colpe non loro.

L’idea di Peppe di creare una sorta di periodo di mercato anche per gli allenatori, non è peregrina: si eviterebbe la patetica scena di addossare tutte le colpe su di loro quando, spesso, le colpe sono della dirigenza o della poca pazienza.

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Lo sciopero della Serie A

Giancarlo Abete

Che io apprezzi davvero poco quest’uomo (al secolo Giancarlo Abete), è risaputo.

Lui e tutti i presidenti delle grandi squadre, di comune accordo con i procuratori, sono la rovina del calcio moderno (contribuendo ad arrivarci), distorcendo quanto di bello e romantico c’era nello sport più bello del mondo.

Ora, credo che ci sia un pò troppa demagogia su questa storia dello sciopero dei calciatori. E credo che questa demagogia parta da chi è al potere (che come sempre deve mettere bocca anche quando non gli compete), fino all’ultimo tassello dellla popolazione italiana.
I giocatori stanno chiedendo di vedere rispettati i loro diritti, pretendono un contratto collettivo di riferimento – ce l’hanno i metalmeccanici, i commercianti, ecc. ecc., non vedo perchè non debbano averlo i calciatori. In aggiunta, bisogna smetterla di dire “si lamentano loro che guadagnano tanto” – beh, è una visione piuttosto fuorviante del problema: a parte i top player (i vari Totti, Del Piero, Ibrahimovic, ecc. ecc.), non credo che la media stipendi dei giocatori di A, B (ora Lega BWin), C (ora Lega Pro) e serie D sia così elevata.

Semmai, il problema è da ricercarsi in quanto poco prenda un operaio o un giovane con un contratto a progetto. Tutto deve essere commisurato: il giocatore viene pagato [magari tanto] per un talento che mette in mostra per, diciamo dieci anni?!, in un circuito dove girano centinaia di milioni di euro.

Quello che non capisco, pur essendo tendenzialmente dalla parte dei giocatori nelle loro rimostranze, è perchè non scioperino pure la serie Bwin e la Lega Pro. Se qualcuno tanto gentilmente me lo spiegasse ..

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Scudetto 2006: un caso tutto italiano

Il caso dello scudetto 2006 scoppiato in questi giorni, in seguito all’incriminazione dell’inter per illecito sportivo, e’ senza ombra di dubbio un esempio pratico del disastro burocratico-decisionale nel quale versa questo paese.

A distanza di cinque anni, si scopre che effettivamente le indagini non furono condotte in modo completo ed esaustivo. Ed allora, se da un lato capisco poco il motivo per cui la procura di napoli si ricorda di collaborare con quella sportiva solo oggi, dall’altro, capisco ancora meno come il destino e la credibilita’ del nostro calcio possa essere nelle mani di personaggi come Abete (lo stesso che voleva puntare sui vivai e poi fa approvare una norma per la quale ogni squadra puo’ acquistare due extracomunitari).

Un fatto indiscutibile e’ che sia la juve che il milan siano state giustamente punite – e ne abbiano pagato le conseguenze fino ad oggi.
Un altro fatto altrettanto indiscutibile e’ che l’inter si e’ arricchitta, sia a livello di palmares, sia a livello economico, grazie soprattutto a calciopoli ed alle condanne alle due societa’ di cui sopra.

Il problema e’ che in un paese dove i cittadini hanno il calcio marchiato a fuoco nel proprio dna, o sei tifoso dell’inter o della juve, o sei di sinistra o di destra, esistono solo fazioni e divisioni; oramai agire con raziocinio, (quindi ammettere certe porcate) e’ diventato una questione di fede.

In tutto cio’ a perderci e’ solo il nostro calcio che fa l’ennesima figura barbina agli occhi dei nostri (piu’ quotati) concorrenti europei

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L’inter di Moratti torna nel tunnel

Inter caravella solitaria

La squadra che è stata maggiormente favorita nel post calciopoli è stata senza ombra di dubbio l’inter.
E’ anche vero che negli ultimi due anni, culminati con la vittoria della Champions, si sono mossi bene sul mercato, probabilmente grazie all’odioso Mourinho.

Adesso sono ripiombati in quel tunnel dal quale probabilmente non sono mai realmente usciti con soluzioni strutturate e programmatiche.
Se fosse vero, come sostengono i tifosi interisti, che l’Inter è una squadra tanto “Special”, come mai al 21 giugno non ha ancora trovato un allenatore? Eppure, stando a sentire le voci di radio mercato, avrebbe contattato praticamente tutti i top trainer in giro per l’europa – perfino quel Fabio Capello che ha fatto le fortune di Milan, Juve, Roma e Real Madrid.

Forse, i tifosi interisti, dovrebbero seriamente riflettere sugli allenatori contattati. Forse non è poi tanto vero che l’Inter abbia un blasone riconosciuto a livello europeo, o almeno non quanto Juventus e Milan.

Infine, vorrei fare una riflessione sul rifiuto ricevuto dagli allenatori che attualmente lavorano fuori dall’Italia (per cui escludo Delio Rossi, Mihajilovic, ecc. ecc.). Il fatto di aver rifiutato l’Inter, che sicuramente non ha problemi di soldi, è un brutto segnale per il movimento calcistico italiano. Gli altri campionati si possono progressivamente permettere sempre più top layer, pagandoli sempre di più. In Italia, invece, il livello della Serie A si è notevolmente abbassato per cui forse, non è più tanto vero che abbiamo il campionato più bello del mondo.

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Il Milan è campione d’Italia 2010/2011

Pareggiando a Roma, il Milan vince lo scudetto 2010/2011.
Qualche curiosità:

– La difesa del Milan ha subito solo 6 gol in tutto il girone di ritorno;
– Ibrahimovic ha vinto il suo 8° campionato di fila (tra Juve,Inter, Barcellona e Milan);

Berlusconi diventa il presidente che ha vinto di più nella storia del calcio (… dice 😉 )

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Il calcio di una volta: il capitano Rosario Sasso

Riporto un’intervista [bellissima] ad uno degli storici capitani della Reggina: Rosario Sasso.

ROSARIO SASSO

E’ stato il capitano di una Reggina che ha fatto innamorare tutti: una squadra spettacolare, capace non solo di riportare la serie B a Reggio dopo 14 interminabili anni, ma anche di sfiorare, contro ogni pronostico, il doppio salto dalla C1 alla massima serie.
La Reggina di Scala, la Reggina che riempiva il vecchio Comunale in ogni ordine di posto, la Reggina che faceva parlare di sé 7 giorni su 7, in ogni angolo della città.
Lui, Rosario Sasso, giocava nel ruolo di libero, e di quel meraviglioso gruppo era una delle massime espressioni, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto caratteriale. Novantacinque presenze in tre campionati, impreziosite da 7 reti: i tifosi di vecchia data, ricorderanno sicuramente quella datata 86-87, nell’accesissimo derby col Catanzaro, oppure quella che rimandò a casa battuta la Sambenedettese, 88-89, consentendo agli amaranto di ottenere la quarta vittoria di fila, e di irrompere definitivamente, a 6 giornate dalla fine, nella lista delle pretendenti alla serie A.
Aveva coraggio da vendere Rosario Sasso, e quando c’era da sacrificarsi, quando c’era da sudare il doppio per aiutare il compagno in difficoltà, lo vedevi sempre lì, in prima linea. Mai un cedimento, mai una volta che abbia “tirato indietro la gamba”. Piuttosto che mollare, preferiva uscire dal campo malconcio, come quando in un derby di Messina si presentò nel post partita con un ginocchio gonfio e sanguinate, ed ai giornalisti che gli chiesero cosa fosse successo, rispose candidamente “E’ stato un morso di Di Fabio. Forse pensava che bastasse così poco per impedirmi di giocare”.
Ricordi, aneddoti ed emozioni, di chi ha saputo conquistarsi un posto nella storia. La nostra storia…

Il capitano: Rosario Sasso

“Nell’arco di una carriera, ci sono molte tappe. Senza nulla togliere a tutte le altre esperienze fatte, quella con la Reggina, per l’intensità con la quale è stata vissuta, è come se fosse stata l’unica. Non ci sono parole adatte a descrivere l’amore che ho provato e che sento ancora per questa maglia. Sembrerò malinconico, magari esagerato, la verità è che vorrei augurare alle persone che ho più care di vivere un’esperienza simile a quella che ho vissuto io a Reggio. Non è stato un lavoro, non era giocare per un risultato, noi scendevamo in campo per qualcosa di molto più importante…”

Un aneddoto amaranto

Stagione 87-88: Torres-Reggina. Eravamo arrivati con largo anticipo allo stadio, ormai eravamo pronti a scendere in campo, era una gara importante quella di Sassari. Avevo percorso il tunnel accanto all’arbitro, appena sbucati in campo lo vidi fermarsi di scatto. Si voltò verso di me e mi disse: “Ma… quelli sono i vostri tifosi?”. Alzai lo sguardo e vidi un muro amaranto, non potevo crederci: era una trasferta lontanissima, un viaggio estenuante. Dissi soltanto di sì con il capo. Ricordo ancora il suo sguardo sconcertato quando, sgranando gli occhi, riuscì solo a dire: “Sono pazzi!”. Sì, lo erano. E noi eravamo pazzi di loro.
Rientrati in aereo aspettammo il loro rientro in nave al porto di Reggio per ringraziarli”

Nave stracolma di tifosi amaranto diretta a Sassari

Rosario Sasso & Reggio Calabria: la sua esperienza in città

“Reggio è la città dove ho trascorso gli anni più belli, la città dove ho conosciuto mia moglie, dove conservo amicizie che il tempo non può appannare. E’ un piacere enorme già solo sentir il nome, “Reggio”. E’ stato un periodo di grande riscatto, di rivincita, per tutti. Per la società, per la squadra, per tutto il popolo reggino”

La partita che non dimenticherà

“87-88: Cagliari-Reggina 0-1. Giocavamo in casa di una squadra assai più accreditata di noi, andammo a vincere in Sardegna con un gol di Lunerti. Lì abbiamo capito che potevamo davvero essere grandi”

La sua Reggina…la Reggina attuale

“Sono altri tempi, il sistema calcio odierno comporta una maggiore distanza tra la squadra e la città. Non è certamente un problema di Reggio, è un dato di fatto su scala nazionale. A Reggio, anzi, magari si conserva ancora una certa vicinanza tra le componenti. Forse, però, il livello della Reggina attuale è ormai consolidato, superiore a quello di un tempo: forse la gente si è abituata ad avere una grande squadra senza accorgersi che ogni traguardo per la Reggina resta sempre una grande conquista

2011-2014: che Reggina sarà quella del centenario?

“La Reggina è una realtà solida, mi auguro e sono convinto possa esser una Reggina da Serie A. Sarà necessario in questi anni il grande sacrificio di tutte le componenti, tutte dovranno dare il loro apporto. La società, la squadra, il pubblico, la stampa. Spero potremo celebrare tutti insieme il centenario, una splendida festa nella massima serie”

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (3): i giornalisti RAI

Da dove iniziare?
Forse dall’aver pensato che il gesto del 3 volesse significare perdere 3 a 0 a tavolino, quando invece bastava andare su wikipedia (ed in questo mi trovo d’accordo, per una volta con aldo grasso) per evitare pessime figure.

O forse, dall’aver incitato l’inviato a bordo campo a sfondare il cordone di sicurezza per capire cosa si stessero dicendo i delegati uefa?

O forse ancora, dall’aver inventato la storia che la partita non fosse ancora sospesa (quando lo stadio era già completamente vuoto) solo ed esclusivamente per aspettare che succedesse il fattaccio per poter fare lo scoop (tanto che mazzocchi afferma ‘teniamo la diretta’)?

O forse, dall’aver litigato con il responsabile sicurezza a seguito della nazionale italiana, cercando di difendere le affermazioni di cui sopra?

ridicoli!

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (2): i giocatori serbi

Sui fatti di genova, pesa come un macigno anche la posizione assunta dai giocatori serbi (in primis stankovic, non solo perchè forse il più noto ai tifosi italiani ma anche per essere stato in prima fila).

Andare sotto la curva e fare il gesto del 3 (che ovviamente non voleva significare perdere 3a0 a tavolino, come qualche ignorante ha riferito in diretta nazionale) è equiparabile ad un di canio che, sotto la curva dei laziali, fa il saluto romano.

Non credo sia un gesto educativo, sempre che si voglia continuare a parlare, ipocritamente, di fornire segnali buonisti alle nuove generazioni.

Se vuoi veramente calmare i tifosi, non aspetti una buona mezzora prima di andare sotto la curva, non gli fai il saluto nazionalista e poi te ne vai dall’altra parte del campo. C’erano tante altre strade da seguire, ma forse a ben vedere i serbi sono molto più simili tra loro di quanto non si possa pensare 🙂

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (1): lo stato italiano

Volutamente, sono passati un paio di giorni prima che io scrivessi qualcosa relativamente ai fatti di Italia-Serbia. Essendo coinvolto emotivamente con le questioni legate allo stadio, non volevo essere trascinato dall’emotività nelle mie considerazioni.

Dividerei i fatti in 3 aree (e quindi 3 post): stato italiano, giocatori serbi, giornalisti RAI.

Lo stato italiano ha più colpe in tutta questa faccenda.
Non è ammissibile limitare la libertà delle persone/tifosi nell’andare allo stadio a meno di avere la tessera del tifoso, e poi consentire ad una manica di teppisti di entrarci senza essere perquisiti.

Non è ammissibile che si devasti una città e non si arrestino i fautori di tali distruzioni e, in più, gli si consenta anche di andare allo stadio.

Non è ammissibile che una qualsiasi persona possa stare oltre 20 minuti seduta su una balaustra a tagliare la rete metallica del settore ospiti con una tronchese e nessuno faccia niente – in altre situazioni, trasferte varie a cui ho partecipato, i poliziotti non hanno esitato a caricare (in primis le ragazze) – ma, forse gli slavi fanno più paura.

In aggiunta, ci stiamo facendo prendere per il culo dal governo serbo ma, questo, forse è anche quasi scontato visto che siamo governati da politici ridicoli.

Se i serbi fossero arrivati in forze, il giorno dopo ci saremmo potuti svegliare con le loro bandiere issate sui nostri palazzi istituzionali 😉

Ieri sera, poi, mi è capitato purtroppo di vedere uno spezzone di porta a porta dove erano presenti maroni e veltroni (tra gli altri). Il ragionamento del ministro, a spiegazione di quello che è successo, era fondamentalmente legato al fatto che lo stadio di genova non possedesse le zone di pre-filtraggio per cui, implicitamente, se ne deduce che marassi non sia a norma di legge.
Com’è possibile, quindi, che si giochino partite di campionato e partite internazionali?

Si parla tanto di tornelli, biglietti nominativi, tessera del tifoso quando, in realtà, la questione è una sola: le leggi si devono far rispettare anche di fronte a perdite pecuniarie enormi

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Lo sciopero dei calciatori

Leggo e riporto la lettera che Aurora Longo ha inviato a calcioblog:

Carissimo Massimo sono Aurora, educatrice asilo nido trentaduenne campana emigrata in Toscana da otto anni in cerca di un lavoro stabile, portavoce dei Movimenti Disoccupati e Precari di Firenze e d’Italia, volevo rispondere a questo tuo pensiero che mi ha tanto colpito perché noi purtroppo non ci sentiamo nemmeno persone, ma solo schiavi, che pur di arrivare a fine mese, anzi a fine giornata, siamo costretti ad accettare di lavorare in qualsiasi condizione.
Oltre a curare i tuoi interessi e leggere i giornali sportivi, ti è giunto all’orecchio delle gravi problematiche sul mondo del lavoro? Volgi lo sguardo oltre il tuo mondo fiabesco?

Negli stadi si osserva, giustamente, un minuto di silenzio, si indossa la fascia nera, si indossano magliette per tanti buoni scopi, si organizzano partite di beneficenza , ma mai e dico mai, un pensiero, una parola, uno striscione, sulle morti bianche, sul lavoro nero, su persone che ogni giorno perdono posti di lavoro. Da oltre due settimane in Italia ci sono precari in sciopero della fame per un lavoro a tempo determinato, retribuito con poco più di 1000 euro al mese per i pochi mesi che forse riusciranno, se fortunati a lavorare durante un solo anno, persone che purtroppo si tolgono la vita perché gli è stata tolta la DIGNITA’, madre che gli viene tolta la figlia neonata solo perché guadagna appena 500 euro al mese.

Noi disoccupati, precari, poveri dobbiamo anzi ci costringono a farlo, arrovellarci su come arrivare a fine mese, combattiamo perché vorremmo una svolta nella nostra Italia e Voi avete deciso di scioperare per motivi a me futili , visto i vostri lauti guadagni che offendono tutti, lavoratori e non. Come faccio a spiegare ad un bambino tifoso, anzi amante del calcio del vostro sciopero, bambino a cui spesso si deve dire NO anche per una semplice bustina di figurine?

Che modello educativo, umano e civico può dare ai tanti giovani questa vostra presa di posizione, visto che siete il loro modello da seguire? Forse potrebbe avere un senso se vi trovaste in prima persona a sostenere fattivamente e personalmente il mondo dei cittadini espulsi dal lavoro che sta’ urlando in varie piazze la loro disperazione, mettendo a disposizione la vostra istanza per ricostruire una società che rimetta al centro dei propri obbiettivi la DIGNITA’ e i DIRITTI di ogni individuo.

E’ giusto che tuteliate i vostri diritti da lavoratore e sicuramente non è colpa vostra se questa società ha generato mostruose diseguaglianze, così mostruose da far indignare le tante migliaia di persone che ogni giorno lottano per sopravvivere qui in Italia e non nel Terzo Mondo. Spero di avere una risposta a questo mio scritto che dia un senso alla vostra iniziativa e al mio sentirmi “ NULLA” per poter ritornar ad essere una fiera tifosa delle squadre di calcio italiane.
Firenze 11/09/2010
Aurora Luongo

Aggiungo solo un dettaglio. Ero solito definirmi schiavo, sbeffeggiato da tutti qui dentro (INPS). Da un pò, ho iniziato a definirmi bracciante informatico.

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Sciolti gli ormeggi alla barca di Quagliarella

Penso che i tifosi napoletani non abbiano preso benissimo il fatto che Quagliarella sia andato a giocare alla Juventus: pare infatti che ignoti abbiano sciolto gli ormeggi della sua barca ormeggiata a Marina di Stabia, lasciandola andare alla deriva.

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La rai dice addio alla moviola

Finalmente!
E’ questo quello che penso quando leggo che la Rai abbandonerà la moviola in favore di un’analisi tecnica delle partite.

Magari la scelta della Rai farà strada – sicuramente era quello che mi aspettavo da tempo (considerato che sono oramai oltre 10 anni che non guardo più le trasmissioni calcistiche dopo il fisco di chiusura).

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Tessera del tifoso a pagamento

Qualcuno, recentemente, mi ha fatto notare che la tessera del tifoso sia a pagamento.

Decido quindi di farmi un giro sui siti delle prime 4 classificate nel campionato italiano appena terminato (più la Juventus, per la sua storia e per essere l’unica attualmente a possedere uno stato di proprietà) , al fine di reperire maggiori informazioni in merito.

Il sito dell’Inter, tra le 5, è quello che rende più facile la consultazione delle informazioni sulla tessera del tifoso. Non parla dei costi, ma la promuove anche come carta di credito Mastercard ricaricabile ( !!! ). La società Inter specifica, inoltre, che la tessera del tifoso sostituirà in toto l’abbonamento per la stagione 2010/ 2011, promettendo un accesso allo stadio più veloce (senza, ovviamente, spiegare come avrebbero intenzione di farlo).

Il sito della Roma (scandaloso), non ne parla affatto. Sono stato costretto a trovare la pagina tramite google: ma in questo caso, come anche nei siti delle altre squadre di calcio, non si va oltre un laconico comunicato stampa.

Il sito del Milan, nasconde il nome “Tessera del tifoso” con “Cuore Rossonero”, camuffando tale tessera come una normale carta bancomat.

Il sito della Sampdoria specifica che il costo della tessera del tifoso è gratuito, a patto di sottoscrivere l’abbonamento, mentre i tempi di rilascio (unica a specificarli) sono pari a 50/60 giorni ( !!! ). Si spiega anche che, senza la tessera del tifoso (altresì detta Samp Card) non sarà possibile accedere al settore ospiti.

Il sito della Juventus, chiama la tessera del tifoso, “Stadium Member”, sebbene sia specificato a chiare lettere che ad oggi non è possibile sottoscriverla. La società afferma che diramerà presto le modalità per sottoscriverla per la stagione 2011. La Juventus è l’unica società a specificare chiaramente che il costo della tessera è di 10 euro, a meno che non si sottoscriva l’abbonamento; in quest’ultimo caso, il costo promozionale è di 5 euro.

Quindi, in sintesi, tralasciando l’inutilità della tessera del tifoso e il fatto che, ad oggi, nessuno ha ancora risposto al mio post, dove chiedevo se esistesse qualcuno a favore di questo strumento, la domanda che mi pongo è: chi ci guadagna?

In tutti i siti sopra elencati, si pone molta enfasi sul fatto che la tessera del tifoso sia anche e soprattutto una carta di credito ricaricabile. Per cui, a primo acchitto, a guadagnarci pare saranno le banche che si troveranno una montagna di liquidità a disposizione da re-investire a scopo di lucro.

Altre idee?

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La tessera del tifoso

Che la tessera del tifoso sia uno strumento inutile, che ci riporta ad un’epoca in cui tutte le persone venivano schedate (pubblicamente), probabilmente anche in assenza di prove precise, beh, è un fatto assodato.

Mi chiedo però: c’è qualcuno che è d’accordo? vorrei proprio capirne le ragioni.

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L’Inter post Champions

Mourinho se ne va.
Snejider afferma che se ne andrà.
Milito che nel calcio non si sa mai.

Moratti, addirittura, che non si farà più prendere in giro da nessuno.

Poveri tifosi interisti …
L’inter è la squadra che, almeno in Italia, rappresenta meglio il calcio moderno. Una massa di mercenari con un attaccamento alla maglia che rasenta lo zero assoluto.

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Il giorno dopo la finale di Champions

Materazzi finale 
Champions League Madrid 2010

Questo è uno dei motivi per cui sabato notte tutti gli italiani non interisti, o gran parte di essi, ha tifato Bayern.
Se gli altri sfottono, loro criticano e chiedono sanzioni – nella migliore delle tradizioni di “puliti” che si sono costruiti in questi anni, anche grazie alla gogna mediatica contro gli altri.

Se invece sfottono loro direttamente (ed il sig. Materazzi non ha perso occasione nè per lo scudetto nè per la Champions), tutto è permesso.

Saper vincere è una dote che non tu possiedono. Se poi non si vince per mezzo secolo, beh, allora, è comprensibile lo sfogo.

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Genoa Milan 9 Maggio 2010: la sconfitta dello stato

Tutti noi che frequentiamo abitualmente gli stadi di tutta italia, lo sosteniamo da sempre: il biglietto nominativo non è la soluzione. I tornelli non sono la soluzione. Vietare le trasferte non è la soluzione.

In generale ci è sempre parso che chi fa le leggi in materia di stadi (maroni e pisanu in primis) non sia mai effettivamente stato in uno stadio. Il che, per carità, può anche starci. Il dramma è che non lo sono mai state nemmeno le persone di cui si circordano.

La partita Genoa – Milan giocata a porte chiuse ne è solo l’ultimo esempio.

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Vergogna laziale

Premesso che questo scudetto l’ha perso la Roma e l’Inter non lo merita (perchè se hai 14 punti ed una squadra di 20 titolari ultra-milionaria e senza nemmeno un italiano, non lo meriti. Punto.).

Fatte le dovute premesse, stasera ho assistito ad una delle scene più scandalose e vergognose degli ultimi N anni. Che laziali e romanisti si odino ci sta. Lo capisco e lo condivido, come d’altronde io odio (calcisticamente) i messinesi ed i cosentini.

Che però il tifoso laziale debba esultare quando la propria squadra subisca un gol, è una delle più brutte pagine di questo sport in tutta la sua storia.

Quale valore sportivo e di lealtà dovrebbe trasmettermi questo gesto?

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Inter Juve, Lazio Roma, Inter Barcellona

Ancora mi chiedo, a distanza di giorni, come possano aver consentito un’irregolarità del genere. Giocare Inter Juve due giorni prima del derby di Roma, quando Inter e Roma si contendono lo scudetto è sicuramente una scorrettezza (a favore dell’Inter).

Mi chiedo: ma non c’era una regola che le ultime N partite dovessero essere giocate tutte in contemporanea?

ps: visto che ci siamo, dovrebbero anche spiegarmi cosa cambia tra giocare il derby alle 20.45 e le 18.30

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Balotelli: Il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo

Balotelli nel post-partita di Chievo Inter del 6 gennaio 2010:

«Voglio dire una cosa: ogni volta che vengo qui a Verona mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo».

Chiaramente il popolo calciofilo/giornalista/politico ipocrita si è ribellato, prendendo le distanze da queste dichiarazioni.
Nei mesi passati tutti lo difendevano per i “buuu” razzisti e per i cori “non esiste un negro italiano” ed oggi che dice semplicemente ciò pensa …

Personalmente non ci vedo nulla di male.
Ricordando le trasferte a Bergamo, per vedere Atalanta-Reggina, l’epiteto più gentile con il quale ci si riferivano i bergamaschi era “africa” o “terroni”, sarebbe forse il caso di smetterla con quest’ipocrisia da quattro soldi e cercare di dare una risposta seria a questo problema (sempre che lo si voglia fare realmente).

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