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Jun
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Calcio scommesse: si ricomincia da Doni e Signori

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Sport

Cristiano Doni esulta dopo un gol

In pieno periodo playoff per la serie B, scoppia un caso clamoroso che coinvolge una vecchia gloria del calcio (Signori), ed uno dei protagonisti dell’Atalanta che ha vinto il campionato di Serie B 2010/2011 (Cristiano Doni).

Doni non è nuovo a problemi legati al calcio scommesse. La sua tipica esultanza, con la mano sotto il mento, nasce proprio dall’essere uscito pulito da un caso analogo verificatosi dieci anni fa, quando giocava nella Pistoiese – come a dire “posso andare a testa alta”.

In generale sono coinvolte Siena, Atalanta, Padova e Novara tra le altre e pare che la situazione più pesante sia proprio relativa ad Atalanta-Padova (1-1), perchè pare ci sia stato un accordo tra le due società.

Ovviamente, e non poteva mancare, è coinvolta anche l’Inter (partita Inter-Lecce), del pulitissimo e perbenista Massimo Moratti. L’Inter esce periodicamente in storie di questo tipo: ricordiamo la questione dei passaporti falsi, la questione dell’intercettazione dei propri giocatori, l’aver pagato parte degli stipendi da conti relativi a società di Tronchetti Provera (il tutto riconducibile al “caso Vieri”). Il tutto a dimostrare che, forse, non è del tutto vero quello che ci vogliono far passare è che il vero potere nel calcio si sia spostato sponda nerazzurra.

Da tifoso e scommettitore sono infuriato.
Non è bastato a questi signor aver rovinato quello che una volta era il calcio, un calcio fatto di passione, di ore ed ore passate dentro gli stadi con l’adrenalina pre partita ed il ritorno a casa commentando la partita.
Spero che le punizioni, se accertati i fatti, siano esemplari e che non finisca tutto a tarallucci e vino (esattamente come successe per la Lazio di Cragnotti)

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Apr
1

Il calcio di una volta: il capitano Rosario Sasso

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Riflessioni, Sport

Riporto un’intervista [bellissima] ad uno degli storici capitani della Reggina: Rosario Sasso.

ROSARIO SASSO

E’ stato il capitano di una Reggina che ha fatto innamorare tutti: una squadra spettacolare, capace non solo di riportare la serie B a Reggio dopo 14 interminabili anni, ma anche di sfiorare, contro ogni pronostico, il doppio salto dalla C1 alla massima serie.
La Reggina di Scala, la Reggina che riempiva il vecchio Comunale in ogni ordine di posto, la Reggina che faceva parlare di sé 7 giorni su 7, in ogni angolo della città.
Lui, Rosario Sasso, giocava nel ruolo di libero, e di quel meraviglioso gruppo era una delle massime espressioni, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto caratteriale. Novantacinque presenze in tre campionati, impreziosite da 7 reti: i tifosi di vecchia data, ricorderanno sicuramente quella datata 86-87, nell’accesissimo derby col Catanzaro, oppure quella che rimandò a casa battuta la Sambenedettese, 88-89, consentendo agli amaranto di ottenere la quarta vittoria di fila, e di irrompere definitivamente, a 6 giornate dalla fine, nella lista delle pretendenti alla serie A.
Aveva coraggio da vendere Rosario Sasso, e quando c’era da sacrificarsi, quando c’era da sudare il doppio per aiutare il compagno in difficoltà, lo vedevi sempre lì, in prima linea. Mai un cedimento, mai una volta che abbia “tirato indietro la gamba”. Piuttosto che mollare, preferiva uscire dal campo malconcio, come quando in un derby di Messina si presentò nel post partita con un ginocchio gonfio e sanguinate, ed ai giornalisti che gli chiesero cosa fosse successo, rispose candidamente “E’ stato un morso di Di Fabio. Forse pensava che bastasse così poco per impedirmi di giocare”.
Ricordi, aneddoti ed emozioni, di chi ha saputo conquistarsi un posto nella storia. La nostra storia…

Il capitano: Rosario Sasso

“Nell’arco di una carriera, ci sono molte tappe. Senza nulla togliere a tutte le altre esperienze fatte, quella con la Reggina, per l’intensità con la quale è stata vissuta, è come se fosse stata l’unica. Non ci sono parole adatte a descrivere l’amore che ho provato e che sento ancora per questa maglia. Sembrerò malinconico, magari esagerato, la verità è che vorrei augurare alle persone che ho più care di vivere un’esperienza simile a quella che ho vissuto io a Reggio. Non è stato un lavoro, non era giocare per un risultato, noi scendevamo in campo per qualcosa di molto più importante…”

Un aneddoto amaranto

Stagione 87-88: Torres-Reggina. Eravamo arrivati con largo anticipo allo stadio, ormai eravamo pronti a scendere in campo, era una gara importante quella di Sassari. Avevo percorso il tunnel accanto all’arbitro, appena sbucati in campo lo vidi fermarsi di scatto. Si voltò verso di me e mi disse: “Ma… quelli sono i vostri tifosi?”. Alzai lo sguardo e vidi un muro amaranto, non potevo crederci: era una trasferta lontanissima, un viaggio estenuante. Dissi soltanto di sì con il capo. Ricordo ancora il suo sguardo sconcertato quando, sgranando gli occhi, riuscì solo a dire: “Sono pazzi!”. Sì, lo erano. E noi eravamo pazzi di loro.
Rientrati in aereo aspettammo il loro rientro in nave al porto di Reggio per ringraziarli”

Nave stracolma di tifosi amaranto diretta a Sassari

Rosario Sasso & Reggio Calabria: la sua esperienza in città

“Reggio è la città dove ho trascorso gli anni più belli, la città dove ho conosciuto mia moglie, dove conservo amicizie che il tempo non può appannare. E’ un piacere enorme già solo sentir il nome, “Reggio”. E’ stato un periodo di grande riscatto, di rivincita, per tutti. Per la società, per la squadra, per tutto il popolo reggino”

La partita che non dimenticherà

“87-88: Cagliari-Reggina 0-1. Giocavamo in casa di una squadra assai più accreditata di noi, andammo a vincere in Sardegna con un gol di Lunerti. Lì abbiamo capito che potevamo davvero essere grandi”

La sua Reggina…la Reggina attuale

“Sono altri tempi, il sistema calcio odierno comporta una maggiore distanza tra la squadra e la città. Non è certamente un problema di Reggio, è un dato di fatto su scala nazionale. A Reggio, anzi, magari si conserva ancora una certa vicinanza tra le componenti. Forse, però, il livello della Reggina attuale è ormai consolidato, superiore a quello di un tempo: forse la gente si è abituata ad avere una grande squadra senza accorgersi che ogni traguardo per la Reggina resta sempre una grande conquista

2011-2014: che Reggina sarà quella del centenario?

“La Reggina è una realtà solida, mi auguro e sono convinto possa esser una Reggina da Serie A. Sarà necessario in questi anni il grande sacrificio di tutte le componenti, tutte dovranno dare il loro apporto. La società, la squadra, il pubblico, la stampa. Spero potremo celebrare tutti insieme il centenario, una splendida festa nella massima serie”

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Dec
6

Ascoli – Reggina: un esempio di sport

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Oggi ero al no-b day (una delusione profonda, ma ne parlerò altrove) e mi sono perso uno di quegli avvenimenti storici che segnano il calcio italiano: ascoli-reggina.

In sintesi, in seguito all’infortunio di un giocatore della Reggina (valdez), la palla viene buttata fuori (come sono soliti fare tutti i calciatori), solo che Sommese intercetta la palla e porta un giocatore dell’Ascoli al gol. Qui scoppia una mega rissa, con l’espulsione finale di un giocatore della Reggina: Costa. Lo stesso Costa inizia a dialogare con il suo ex allenatore, quel Bepi Pillon che tanto male fece a Reggio Calabria. Ne scaturisce il gesto clamoroso: l’ascoli si ferma e la reggina può pareggiare, ottenendo il risarcimento per il torto subito.

Questo è sport, questo è fair-play. Altro che il ladrocinio della francia o la rissa di juve-inter.

Onore all’Ascoli ed al suo allenatore.
L’unico rammarico va ai tifosi dell’Ascoli presenti allo stadio, che credo proprio che non abbiano capito il perchè di tutto ciò.

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Jun
10

La Reggina Calcio e Bruno Cirillo rescindono consensualmente il contratto: addio!

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Addio e speriamo di non vederti mai più a Reggio Calabria.

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Jun
4

La Reggina prende Novellino

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Il mio personalissimo mercato inizia con questa [ottima] notizia: il nuovo allenatore della Reggina Calcio sarà Novellino.

Ottima scelta che segna, oltretutto, un’inversione di tendenza: si torna agli allenatori con carisma, personalità e soprattutto esperienza.

Non vedo l’ora inizi il campionato di B

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6

Momenti irripetibili

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3

Domenica di calcio …

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Riflessioni, Sport

si magari!

Che giorno assolutamente inutile la domenica quando non c’è il calcio .. cioè alla fine si riduce ad un giorno come tutti gli altri, lavorativo per alcuni (me incluso), di cazzeggio per altri (beati voi) …

Ieri c’è stato quello scempio dell’Italia … no dico, se una squadra X della serie A gioca con una qualsiasi squadra della cnd, finisce minimo minimo 15a0 – e voglio essere buono, perchè mi sa che quelli delle faroer non giocherebbero nemmeno in cnd da noi. Invece noi no, siamo una squadra di prime donne, campioni del mondo si! ma prime donne e andiamo lì, in un’isola dimenticata da Dio a fare uno squallido 2-1 ..

La vera colpa, però, non è dei giocatori: li capisco pure, c’è gente che, nonostante guadagni più di 20mila euro al giorno, gioca da giugno scorso ininterrottamente ed è anche giusto che si riposi … La colpa è dell’allenatore, con tutti i giocatori che abbiamo, qual’era il bisogno di convocare le star per fare sta figura da quattro soldi? Non si capisce …

Eppoi succede che un campionato solitamente snobbato, la serie B, regali ancora qualche emozione. Si perchè qualche genio quest’estate decise di penalizzare alcuni (vedi Milan, Lazio, Fiorentina e ahimè Reggina) e di mandare in B altri (vedi la Juve). Caso volle che, per una serie di circostanze fortuite, si incontrarono nella serie cadetta tre squadre che hanno fatto la storia del calcio di questa piccola italia.

In principio credevo avessero rovinato un altro campionato, dopo aver deturpato quello di serie A [come poi effettivamente è stato]. Invece devo dire che la serie B, anche e soprattutto grazie alla formula playoff/playout, sta riscuotendo un gran successo. E quindi succede che, se da un lato si sapeva che sarebbero state Napoli e Genoa a giocarsela per la serie A,dall’altro non ci si poteva immaginare che sarà lo scontro diretto all’ultima giornata a stabilire se e chi salirà direttamente. Alla luce di tutto ciò mi chiedo: ma perchè non inseriscono playoff e playout anche in serie A? Quantomeno smetteremmo di vedere campionati che finiscono 5 o 6 giornate prima ed eviteremmo di concedere ai malpensanti che tutto sia truccato (andate a vedere cosa è successo a Mantova oggi – non si vedeva una partita del genere da tempo immemore).

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