E’ da parecchio tempo che osanno il portale della rai.
Credo sia, senza ombra di dubbio, uno dei migliori “siti” realizzati in questo deleritto paese (complimenti alla società che lo ha sviluppato.
Non sto qui ad elencare tutti i motivi per cui lo ritenga davvero ben fatto – non è l’obiettivo di questo post.
Ieri notte volevo vedere la puntata di Montalbano dal mio htc desire z e, purtroppo, non mi è stato possibile.
Difatti, tutti i contenuti multimediali sono fruiti tramite Silverlight che, per quanto ne sappia, non è supportato su Android.
Se qualcuno mi dicesse il contrario cadrebbe tutto questo castello.
Se invece tutto ciò venisse confermato, sarebbe un grave limite (soprattutto progettuale) che minerebbe quanto di buono penso del portale della rai.
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Sono appena tornato dalla conferenza di ASPItalia “Real Code Day”, organizzata a Firenze nella struttura della Scuola Superiore Tecnologie Industriali (SSTI).
Tralascio l’organizzazione, appena sufficiente, considerati i problemi di rete e le continue sospensioni perchè dislocati in più aule collegate in wifi (numerosa partecipazione e, per dovere di cronaca, sentite scuse da parte di tutti anche di un tizio che credo sia il presidente/direttore/responsabile del SSTI.
Mi è piaciuta molto la disponibilità di Stefano Mostarda e Riccardo Golia al dialogo con tutti i partecipanti: una spanna sopra tutti.
Mi son piaciute molto meno le sessioni su WPF e Silverlight 4.0, troppo caciaroni e poco professionali gli speaker, il che, inevitabilmente, ha portato a disattenzione generale (soprattutto nelle aulee collegate in wireless) – una domanda su tutte: ma che ci frega di Silverlight e WPF e dello XAML, noi vogliamo vedere Blend (poi lo XAML ce lo leggiamo online).
Positivo il fatto che questa conferenza, come le altre due che ho seguito negli ultimi due mesi (ed organizzate direttamente da Microsoft), ti fanno tornare la passione di sviluppare applicazioni web di un certo livello e di approcciarsi al mondo dello sviluppo in un modo che non è per niente riscontrabile nella città di Roma (almeno nella mia diretta esperienza personale – spero esistano realtà diverse).
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Ottima digressione di Alberto sull’evoluzione del web, dagli albori fino ai giorni nostri.
Mi trovo completamente daccordo con lui. Aggiungo al suo ragionamento due punti:
a) tutto questo fiorire di framework, che con due click ti consentono di creare pagine web anche piuttosto complesse, sta pian piano sminuendo la figura dello sviluppatore;
b) l’unico punto che avrei forse approfondito nella digressione, è quello relativo a Java. Credo che attualmente, il punto di forza di Java su Web non sia tanto il linguaggio o il motore che ci sta dietro, quanto il fatto di poter contare su tutta una schiera di framework rilasciati dal progetto apache (vedi Cocoon, vedi Struts) e non (vedi Hibernate).
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