Il postribolo (televisivo)

Se c’è un aspetto per il quale sarò sempre grato a Berlusconi, è quello di farmi conoscere parole arcaiche, o comunque parole che difficilmente sento riportare nel linguaggio di tutti i giorni.

Dopo i probiviri, oggi è la volta di postribolo, pronunciata ieri dal premier Berlusconi (ebbene sì) durante un colloquio telefonico intercorso con Gad Lerner:

Invito cordialmente l’onorevole Zanicchi ad alzarsi e venire via da questo incredibile postribolo televisivo

Cercando postribolo su Google, il primo link afferma che:

postribolo deriva dal latino prosibulum, essere esposto al pubblico, in vendita
[cut]
Luogo di prostituzione, Lupanare: cosiddetto dalla antica e sempre nuova usanza delle meretrici di basso stato di sedere sull’uscio dei fornici ad eccitare i passanti, tanto che esse stesse erano appellate pro-stibulae

Non ho ben capito il significato dell’accoppiamento di postribolo con televisivo, forse Berlusconi voleva intendere qualcosa come “puttanaio televisivo” ?!
Bene, ecco la lista delle “signore” (da lui così definite) presenti:

Carmen Llera Moravia
Ilaria D’Amico
Lucrezia Lante della Rovere
Sara Giudice
Iva Zanicchi
Maristele (non ho ben capito chi sia)

Se poi volete sapere cosa ne pensa Gad Lerner, ecco il link al suo blog

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Generazione uomini e donne

Ieri si discuteva su Facebook delle ultime notizie riguardanti Berlusconi (affaire Ruby).

La conversazione nasce da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera: “L’attacco alle libertà individuali”, a firma di Piero Ostellino:

Marco: caro Ciccio ricorda sempre che se per caso questi gentili pubblici ministeri si stessero diciamo cosi sbagliando in buona fede, se insomma fosse tutta l’ennesima bolla di sapone, ad essi mai alcuno potrebbe addebbitare un qualcunchè, se non i loro stessi simili e cmq mai niente di trascendentale, casta anche per questo. L’equilibrio istituzionale in questo paese è ormai irrimediabilmente compromesso, anche e soprattutto per colpa/merito loro.

me: e ricordo di casi di gente *comune* invischiata in storie mediatiche poi verificatesi in bufala, ne è piena la storia italiana (ed uno dei casi che mi viene in mente è mauro e l’accusa di usura).
però è anche vero che se tutto ciò corrispondesse a realtà, a quegli stessi magistrati dovremmo dire “ben fatto”, o no?

[cut]

il discorso che fai è rischioso, perchè il passo successivo è vedere impuniti atteggiamenti intollerabili – almeno dal mio punto di vista.

nel caso specifico dell’affaire ruby, è molto ma molto meno grave di tanti altri misfatti (vedi caso mills), però per l’opinione pubblica di questo paese fa sicuramente più scalpore.

ed è qui che dovremmo iniziare a farci qualche domanda

Il succo della sostanza è che tutta questa storia di puttane, escort e prestiti di denaro del trio Berlusconi-Fede-Mora è in realtà un problema di minor conto rispetto a tanti altri casi che attanagliano l’attuale premier da oltre 20 anni. Viceversa, assume rilievo mediatico nel paese Italia, catto-bigotto a seconda delle circostanze.

Stiamo per percorrere una strada molto rischiosa: se passasse la teoria secondo la quale tutto questo fiume di parole sia solo ed esclusivamente un attacco mediatico per screditare la figura di Berlusconi, si affermerebbe ancora di più la generazione Uomini e Donne; cioè quello stuolo di giovani disposti a tutto pur di “arrivare” – e questo non ce lo possiamo permettere.

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Berlusconi si difende in tv

Mentre scrivo codice per lavoro (e sono le 2 di notte), sento distrattamente il tg5 e capisco che a parlare è Silvio Berlusconi. Si, perchè con la scusa di riportare un servizio di studio aperto, il tg5 notte sta mandando in onda un comizio del presidente del consiglio (e sta parlando già da almeno 5 minuti).

Considerato che ho sentito affermare più volte il termine “paese libero”, beh, vorrei scrivere che non è da paese libero che il proprio presidente del consiglio utilizzi le tv, stile al qaeda, per difendere se stesso ed i suoi 3 compari: emilio fede, lele mora e nicole minetti. Esistono delle strutture che si chiamano tribunali, come facciamo tutti noi.

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Perchè sposarsi in un paese cattolico e bigotto!

Perchè se il tuo compagno/a dovesse disgraziatamente morire in un incidente, saresti fuori dai risarcimenti dovuti.

E’ quello che è successo ad Alessandra B., esclusa dai risarcimenti statali per la disgrazia dell’esplosione del treno merci a Viareggio.

Tredici (13!!!) anni vissuti assieme da “compagna” non valgono per ottenere un risarcimento [dovuto].

(via Alessandro Gilioli)

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Tassiamo l’aria

A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità verrà chiesto di pagare il canone perchè, se uno ha l’elettricità, ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà

(via mantellini)

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Istituto Luce: vieni via con me ospita Maroni

Di comunicazione ne capisco poco, creo software per “vivere” (e notare le virgolette) … però sono attorniato da gente che della comunicazione ne fa il suo pane quotidiano (ed in questo è d’obbligo, ah quanto mi manchi Milea) …

Beh questa premessa per dire, che nel corso della mia esperienza di vita ho imparato che se qualcuno continua a ripetere “io non faccio”, “io non sono solito”, “io qui”, “io lì”, vorrà dire che in realtà quella cosa la fa.

Ed ecco allora che sentire il ministro maroni ripetere che lui non si prende mai il merito di questa o quella cattura di questo o quel boss, mi fa sorgere il dubbio che in realtà …
Per fortuna ci pensa Nicola Gratteri a rispondere:

Gli arresti dell’ultimo anno, come degli ultimi due anni, non c’entrano nulla con l’azione di nessun ministro e di nessun Governo, nè con quello di oggi e nè con quello precedente. Il merito, al 90% quando si fanno operazioni importanti contro la mafia, e’ della polizia giudiziaria”

(via strill.it)

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Matrix istituto luce

Ieri sera, convinto di poter ascoltare il premier a Matrix, mi sono sorbito due ore di maroni che gongolava con un ghigno fastidiosissimo per l’arresto del boss della camorra.

Beh, se sotto il logo di Matrix, avessero scritto ‘Istituto Luce’ invece di ‘Parla Maroni’, poco sarebbe cambiato

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Veneti alluvionati

Premesso che, da calabrese, i veneti hanno tutta la mia solidarietà.

Premesso questo, stamattina stavo ascoltando (come sempre), la trasmissione radiofonica Radio anch’io condotta da Ruggero Po.

Oggi si parlava dell’alluvione in veneto e durante la prima mezzora era collegata la vice direttrice (o qualcosa del genere) del corriere del veneto. Durante il suo intervento parlava di “veneti orgogliosi”, “veneti operai”, “veneti che producono il 16% del PIL nazionale”, “veneti che hanno diritto al sostentamento dello stato perchè se lo sono guadagnato”, ecc. ecc.

Ora, io faccio un ragionamento molto semplice: la richiesta di aiuti [monetari] da parte dello stato, in caso di calamità naturali, non dovrebbe essere richiesta in virtù della compartecipazione di una certa percentuale al PIL nazionale.
Inoltre, i signori veneti, elettori della Lega Nord, sono gli stessi che anni fa avevano tra i loro motti “Forza Vesuvio” e “Forza Etna” o anche “quanto sono porci questi romani“.

Il tempo è galantuomo, disse quel saggio uomo di mio padre: oggi gli stessi leghisti veneti si trovano a chiedere aiuto a quello stato, cioè a quella roma ladrona, che tanto disprezzano.

Non che noi “terroni” siamo contrari, però ci vorrebbe un minimo di coerenza nella vita.

Infine, un piccolo appunto alla giornalista del corriere del veneto: ma se i veneti sono tanto operosi e precisi sia nel pagare le tasse che nel rispetto della legge, come mai si è arrivati a questa alluvione? Non sarà mica che anche voi, come i campani ed i calabresi e tanti altri, avete costruito dove non si poteva costruire? Non sarà mica che anche voi, come i liguri o i toscani, non avete pensato alle opere di contenimento quando avreste dovuto?

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La casa monegasca del cognato di Fini e la truffa che “non c’è”

E’ di ieri la notizia che la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per l’affair della casa di Monaco intestata al cognato di Fini.

Questi i titoli dei giornali:

l’Unità: “Caso Montecarlo, «niente truffa» procura chiede l’archiviazione”

Il fatto quotidiano: “Casa Montecarlo chiesta.Fini era indagato”

Corriere della Sera: “«Casa di An, nessuna truffa» I pm: archiviazione per Fini”

Il Giornale: “Montecarlo, Fini indagato in gran segreto La procura: casa svenduta. Ma archivia tutto”

Repubblica: “Casa di Montecarlo, la richiesta dei pm da archiviare, non c’è reato”

Libero: “Casa di Montecarlo, Fini graziato dai PM”

Questione di punti di vista 🙂

Infine, bisognerebbe spiegare al sig. storace che non c’è stato alcun processo, per cui è incoerente in termini affermare che solo a fini si applica il “processo breve”

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (3): i giornalisti RAI

Da dove iniziare?
Forse dall’aver pensato che il gesto del 3 volesse significare perdere 3 a 0 a tavolino, quando invece bastava andare su wikipedia (ed in questo mi trovo d’accordo, per una volta con aldo grasso) per evitare pessime figure.

O forse, dall’aver incitato l’inviato a bordo campo a sfondare il cordone di sicurezza per capire cosa si stessero dicendo i delegati uefa?

O forse ancora, dall’aver inventato la storia che la partita non fosse ancora sospesa (quando lo stadio era già completamente vuoto) solo ed esclusivamente per aspettare che succedesse il fattaccio per poter fare lo scoop (tanto che mazzocchi afferma ‘teniamo la diretta’)?

O forse, dall’aver litigato con il responsabile sicurezza a seguito della nazionale italiana, cercando di difendere le affermazioni di cui sopra?

ridicoli!

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (2): i giocatori serbi

Sui fatti di genova, pesa come un macigno anche la posizione assunta dai giocatori serbi (in primis stankovic, non solo perchè forse il più noto ai tifosi italiani ma anche per essere stato in prima fila).

Andare sotto la curva e fare il gesto del 3 (che ovviamente non voleva significare perdere 3a0 a tavolino, come qualche ignorante ha riferito in diretta nazionale) è equiparabile ad un di canio che, sotto la curva dei laziali, fa il saluto romano.

Non credo sia un gesto educativo, sempre che si voglia continuare a parlare, ipocritamente, di fornire segnali buonisti alle nuove generazioni.

Se vuoi veramente calmare i tifosi, non aspetti una buona mezzora prima di andare sotto la curva, non gli fai il saluto nazionalista e poi te ne vai dall’altra parte del campo. C’erano tante altre strade da seguire, ma forse a ben vedere i serbi sono molto più simili tra loro di quanto non si possa pensare 🙂

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (1): lo stato italiano

Volutamente, sono passati un paio di giorni prima che io scrivessi qualcosa relativamente ai fatti di Italia-Serbia. Essendo coinvolto emotivamente con le questioni legate allo stadio, non volevo essere trascinato dall’emotività nelle mie considerazioni.

Dividerei i fatti in 3 aree (e quindi 3 post): stato italiano, giocatori serbi, giornalisti RAI.

Lo stato italiano ha più colpe in tutta questa faccenda.
Non è ammissibile limitare la libertà delle persone/tifosi nell’andare allo stadio a meno di avere la tessera del tifoso, e poi consentire ad una manica di teppisti di entrarci senza essere perquisiti.

Non è ammissibile che si devasti una città e non si arrestino i fautori di tali distruzioni e, in più, gli si consenta anche di andare allo stadio.

Non è ammissibile che una qualsiasi persona possa stare oltre 20 minuti seduta su una balaustra a tagliare la rete metallica del settore ospiti con una tronchese e nessuno faccia niente – in altre situazioni, trasferte varie a cui ho partecipato, i poliziotti non hanno esitato a caricare (in primis le ragazze) – ma, forse gli slavi fanno più paura.

In aggiunta, ci stiamo facendo prendere per il culo dal governo serbo ma, questo, forse è anche quasi scontato visto che siamo governati da politici ridicoli.

Se i serbi fossero arrivati in forze, il giorno dopo ci saremmo potuti svegliare con le loro bandiere issate sui nostri palazzi istituzionali 😉

Ieri sera, poi, mi è capitato purtroppo di vedere uno spezzone di porta a porta dove erano presenti maroni e veltroni (tra gli altri). Il ragionamento del ministro, a spiegazione di quello che è successo, era fondamentalmente legato al fatto che lo stadio di genova non possedesse le zone di pre-filtraggio per cui, implicitamente, se ne deduce che marassi non sia a norma di legge.
Com’è possibile, quindi, che si giochino partite di campionato e partite internazionali?

Si parla tanto di tornelli, biglietti nominativi, tessera del tifoso quando, in realtà, la questione è una sola: le leggi si devono far rispettare anche di fronte a perdite pecuniarie enormi

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My two cent: premio Nobel per la Pace a Liu Xiaobo

Solo due considerazioni (una seria, una un pò meno).

La prima è che in un regime di fatto se vinci il premio nobel per la pace, ti arriva la polizia a casa dei tuoi familiari (mentre tu sei in prigione) affinchè non possano parlare. In un altro paese – il nostro – ci sono giornalisti (leggasi il triumvirato porro-sallusti-feltri) che parlano con i capi uffici stampa dei vari personaggi “importanti”, minacciandoli di far uscire dossier ad hoc, giusto per fare un favore al proprio padrone-sultano.

La seconda è che nemmeno quest’anno è andata bene al nostro amato premier. Non gli riesce proprio di vincere questo dannato premio (nonostante, tra gli altri, sia grazie a lui che le banche americane non sono fallite). Sarà che chi assegna il premio nobel è comunista?

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Dopo 153 giorni ecco a voi il nuovo ministro dello Sviluppo Economico!

Mi ero già occupato su questo blog della mancanza di un ministro dello sviluppo economico (più che altro in riferimento alla presa per il culo del presidente del consiglio, che alla reale esigenza di un nuovo ministro).

Bene, da ieri tale soggetto è Paolo Romani – interessante la sua pagina su Wikipedia dove già possiamo intravedere in quale direzione si muoverà per promuovere lo sviluppo economico del nostro paese.

Attendiamo con ansa il boom [economico] !

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SPQR: sono porci questi romani

Far passare quest’affermazione come la solita battuta di un cerebroleso (perchè in tali termini si deve parlare), è un grave errore.

Ci si dimentica che il sig. Bossi è un ministro della repubblica e che, come tale, ha giurato su un libro chiamato costituzione, su una bandiera tricolore (cioè quella italiana) e ha votato per roma capitale.

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Addio Cossiga: Giorgiana Masi, Aldo Moro e tanti altri ti aspettano a braccia aperte

Giorgiana Masi Francesco Cossiga ed Aldo Moro

Andreotti ne ha seppellito un altro. Stavolta, però, il personaggio è uno di quelli che si porta con sè nella tomba tanti segreti.

Credo che Giorgiana Masi, le vittime di Ustica e soprattutto Aldo Moro lo aspetteranno giusto per dirgli due o tre paroline.

Io lo voglio ricordare così:

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Verso un mondo peggiore

Bologna era famosa per le piazze e le strade piene di studenti. A seguito di risse e degrado generalizzato, Cofferati decise, tramite ordinanza comunale, di vietare la sosta alcolici alla mano e fuori dai pub – ed in generale di fermarsi nelle piazze a parlare e suonare.

Scontri allo stadio: la soluzione dello stato fu imporre i tornelli alle società di calcio.
Scontri allo stadio post-installazione dei tornelli: la soluzione dello stato è quella di imporre la tessera del tifoso.

Stupri tra Roma (lungotevere) e Capri: la risposta dello stato è quella di vietare la vendita di alcolici ai minorenni ed installare videocamere a circuito chiuso ovunque.

Si, stiamo decisamente andando verso un mondo peggiore.

ps: mi sono limitato a riportare solo alcuni casi in cui la nostra libertà personale è fortemente limitata.

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Al voto il 7 novembre?

Ciò che è successo ieri relativamente alla mozione di sfiducia a Caliendo è cosa nota.
Si legge in rete che berlusconi abbia minacciato le elezioni anticipate nel mese di novembre.

Secondo Concita de Gregorio tale data sarebbe individuabile nel 7 novembre.
Secondo repubblica sarebbe compresa tra il 14 ed il 21 novembre.

Considerato che, come scrivevo ieri su Facebook, parto da un presupposto di estrema sfiducia nei confronti dei politici di qualsivoglia schieramente, mi son chiesto perchè indicare proprio quel periodo per le elezioni.

Bene, scopro su Wikipedia che Berlusconi è salito ufficialmente l’8 maggio 2008. Contando i 30 mesi necessari ai politici per ottenere il vitalizio pensionistico, il risultato finale è proprio il 7 novembre 2010.

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Elsa Morante: il capo del governo

Il capo del governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Ma un popolo onesto non lo avrebbe mai posto a capo del governo.

Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?

Una parte per interesse morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio di italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile, e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini

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L’esempio dello stato per educare i giovani

Il governo non ci sarà alla commemorazione delle vittime della strage della stazione di Bologna che si terrà il prossimo 2 agosto. O quantomeno, non ci saranno le alte cariche dello stato.

Il governo non era presente alla commemorazione della morte del giudice Borsellino, lo scorso 19 luglio.

Berlusconi qualche giorno addietro ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi nei prossimi 3 anni, sarà quello di liberare la Calabria dalla morsa della ‘ndrangheta.

Il problema è che il governo, lo stato ed in generale che si taccia di combattere la criminalità organizzata, non ha forse inteso bene che non è sufficiente arrestare 10, 100 o 300 persone colluse direttamente o meno con la ndrangheta (o camorra/mafia che sia). Il problema è culturale ed è lì che bisogna intervenire; e velocemente!

Le continue assenze in momenti in cui è giusto ricordare certi eventi drammatici, dimostrano che lo Stato, in fondo, forse non ci tiene a contrastare la criminalità organizzata, a prescindere dall’aspetto mediatico degli arresti

Aggiornamento: vorrei segnalare questo bel post di Marissa

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Dalle parole ai fatti

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La diplomazia italiana

Ieri torno a casa ed inizio a guardare SkyTG24. C’era Berlusconi, assieme a Frattini, che vantava la diplomazia italiana.

Parlava di quando riuscì ad evitare una guerra tra Russia e Georgia (credo si riferisse a questa notizia).

Parlava di quando, rivolgendosi ai capi di stato di USA e Russia, disse loro di non presentarsi all’Aquila, in occasione del G8, a meno di non aver preventivamente firmato un accordo per il nucleare (credo si riferisca all’accordo del millennio).

Parlava di tante altre questioni risolte con l’eccellenza della diplomazia italiana.
Poi apro polisblog.it e leggo questa notizia: Faith Aiworo sarà impiccata in Nigeria dopo che l’Italia non le ha concesso l’asilo politico

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Pasolini: bisognerebbe processare i gerarchi DC

Pasolini scriveva questa lettera il 28 agosto 1975 su Il Mondo (ne riporto l’estratto per me più significativo):

[…] tutto il mondo politico italiano era, ed è, pronto ad accettare sostanzialmente la continuità del potere democristiano, o con fiducia «miracolistica», mascherata da serietà professionale, o con gratificante disprezzo.

[…] mai la distanza tra il potere (quello che in un articolo di varietà ho chiamato il «Palazzo») e il Paese è stata più grande. Si tratta (dicevo) di una vera e propria diacronia storica: per cui nel Palazzo si reagisce a stimoli ai quali non corrispondono più cause reali nel Paese.

[…] In conclusione, il Psi e il Pci dovrebbero per prima cosa (se vale questa ipotesi) giungere ad un processo degli esponenti democristiani che hanno governato in questi trent’anni (specialmente gli ultimi dieci) l‘Italia. Parlo proprio di un processo penale, dentro un tribunale.
Andreotti, Fanfani, Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani (compreso forse per correttezza qualche presidente della Repubblica) dovrebbero essere trascinati, come Nixon, sul banco degli imputati. Anzi, no, non come Nixon, restiamo alle giuste proporzioni: come Papadopulos.

[…] E quivi accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente […] : indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di punirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani (responsabilità, questa, aggravata dalla sua totale inconsapevolezza), responsabilità della condizione, come suol dirsi, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono «selvaggio» delle campagne, responsabilità dell‘esplosione «selvaggia» della cultura di massa e dei mass media, responsabilità della stupidità delittuosa della televisione, responsabilità del decadimento della Chiesa, e infine, oltre a tutto il resto, magari, distribuzione borbonica di cariche pubbliche ad adulatori.
Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro Paese.

Cari miei, se cambiati i nomi dei politici di allora con quelli di oggi (e conseguentemente DC con il partito attualmente al governo), scoprirete quanto è tristemente attuale questa lettera.

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