L’Italia sarà quello che il Mezzogiorno sarà
(Giuseppe Mazzini – Introduzione alla questione meridionale)
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il Prefetto arrivò a Reggio subito dopo l’omicidio Fortugno, al cospetto di una terra in ginocchio in cui lo Stato non riusciva più a mostrare con orgoglio e dignità la propria bandiera.
De Sena ha preso questa bandiera strappata, l’ha messa a posto e, soprattutto, l’ha rimessa al proprio posto, per una battaglia dura ma che lo Stato in Calabria sta portando avanti, come dimostrato dalle numerosissime operazioni contro le organizzazioni criminali che sono state compiute e che hanno assicurato alla giustizia pericolosi criminali tra i quali, ad esempio, i responsabili dell’omicidio di Franco Fortugno…
L’esempio di Luigi De Sena fa il paio con quello, eroico, di Luigi Rende; entrambi, sia pure in modo diverso nella genesi (facendo riferimento alla commozione ed all’affetto verso la città in precedenza sottolineati da De Sena n.d.r.), sono figli di Reggio.
(via strill.it)
Il viceministro Minniti, lui sì figlio di Reggio, deve aver fatto un corso accelerato a zelig ot similia … Innanzitutto il prefetto De Sena non è e non sarà mai, per quanto mi riguarda, figlio della mia città. Non sono assolutamente daccordo nel "regalo" fattogli dal comune delle chiavi della città! Ma stiamo scherzando?
E’ vero, non vivo la quotidianità della vita della mia città ma certi meccanismi li conosco fin troppo bene.
Ricordo perfettamente che quando De Sena arrivò a Reggio, qualcuno disse che gli sarebbero stati dati poteri illimitati nella pia illusione di risolvere il problema ‘ndrangheta. Nella pia illusione che un uomo, da solo, potesse cambiare una cultura, uno stato di cose che da troppo tempo avvelena la società calabrese, e reggina nello specifico, fin nei suoi figli più piccoli.
Quali sarebbero stati questi poteri illimitati? Il poter gestire le altre prefetture? Coordinare le forze dell’ordine di tutte le province? Cosa avrebbe fatto De Sena fino a oggi?
Torno spesso qui, nella mia terra natìa, eppure lo stato di cose non cambia: i commercianti continuano a pagare il pizzo; la ‘ndrangheta continua a fare il bello ed il cattivo tempo nella mia città – senza nessuno che possa opporvisi.
E De Sena dovrebbe essere un esempio? Perchè?
Solo perchè, a pochi giorni dalla sua rimozione (e già lo vedo gongolante nel lasciare questa città), avrebbe eseguito tutta una serie di arresti contro una famiglia rea di governare il tessuto socio-economico della zona sud della città? E si ricorda solo dopo tot anni di fare arresti? Lo sapete che ora ci sono oltre 100 latitanti in giro per l’Italia?
A Roma sono realmente convinti che sia cambiato qualcosa?
In tal caso invito ufficialmente qui a Reggio, a mie spese, Prodi, Fassino e chiunque altro, tra quei 900 ladroni (circa), voglia venire nella città dal più bel chilometro d’ìitalia; giusto per fargli vedere come girano le questioni da questa parte (viaggio rigorosamente alla guida con obbligo di percorrenza di TUTTA la A3) …
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Da qualche giorno si fa un gran parlare – persino sulle testate nazionali – dei recenti sviluppi in materia di infiltrazioni mafiose negli appalti, siano essi pubblici o privati, per la costruzione e ristrutturazione dell’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria.
Si è "scoperto" (e vedi tu che novità) che le cosche della ‘ndrangheta chiedevano, alle imprese appaltatrici del tratto Serre-Vibo Valentia-Rosarno, il 3% del costo totale dell’appalto, quale tassa "sicurezza cantiere", oltre che, ovviamente, il subbappalto a ditte indicate dalle cosche.
Interessante anche leggere un pezzo di un’intercettazione telefonica tra un geometra di una delle ditte appaltatrici ed un certo Antonio:
Giuseppe: Gioia Tauro, Rosarno e un altro paese che non mi ricordo come si chiama (Polistena, nota di chi scrive), lo chiamano il triangolo della morte. Non c’ e’ nessuno perche’ alle sette c’ e’ il coprifuoco.
Antonio: c’ e’ il coprifuoco, ma dove sei nel far west?
Giuseppe: No, niente, niente. Te l’ ho detto che mi hanno fermato una volta mi hanno puntato la pistola in testa una volta due con il fucile.
Due non volevano che mettevo i picchetti e sono venuti con il fucile.
Ne prendo tre le stavo mettendo in macchina e spuntano due con il fucile sulla spalla e mi fanno ‘cosa stai facendo?’
Gli ho detto ”no, niente, sto prendendo le canne per metterle qua nei punti’.
Uno mi fa ‘sai che ti dico? Posa le canne e te ne vai’ ah, cosi’ dite? Mezza parola!
Ho posato le canne e me ne sono andato.
Questo fu all’ inizio. Siccome con noi all’ inizio c’ era pure uno che ci faceva tipo da scorta, per vedere dove potevamo entrare nei terreni, dove non potevamo entrare.
Antonio: Addirittura.
Giuseppe: Vedi che e’ cosi’, non per coglionare. Qua e’ pericoloso.… [cut] …
Giuseppe: E mi fa ‘Vero? Questo ti e’ successo? Vieni con me’. Io gli ho detto: ‘no, io non ci vengo’. ‘Vieni con me!’. Io ci sono andato assieme a lui. Lui ha cominciato a dare calci nelle canne. Passano due minuti e scendono questi sempre col fucile qua e quello appena ha visto a quello che era con me, minchia, c’ e’ rimasto. ‘Ah, don Mico! Questo ragazzo con lei era?’. ‘Si’ gli fa quello. ‘Il geometra era con me! Ora gli avete fatto perdere pure tempo! Come vi siete permessi?’. ‘No, io non lo sapevo, qua mettono picchetti, qua non si capisce niente con gli espropri’.
Quello fa ‘lo sai cosa fate ora? Posate il fucile e gli date una mano a mettere le canne’
Anto’ io mettevo i picchetti e loro mi prendevano le canne e mi mettevano il nastrino!
Conoscendo la quotidianità ed il disastro sociale della mia regione, non faccio fatica a credere, non tanto alla veridicità della telefonata in sè, quando al suo contenuto – è già successo in passato e, purtroppo, succederà di nuovo in futuro.
Ciò che, invece, mi lascia per l’ennesima volta perplesso è il comportamento dei giornalisti – peraltro molto lineare e coerente. La calabria fa notizia solo nel momento in cui si parla di ‘ndrangheta, sia essa rappresentata sotto forma di omici, sia essa rappresentata sotto forma di richieste di usura o di appalti pubblici.
E invece, perchè non dire che nei prossimi mesi la provincia di Reggio Calabria verrà isolata dal resto d’Italia? E perchè non dire che questo stato di cose si protrarrà per minimo 4 anni (in verità il nostro caro dittatore ha chiesto lo stato di emergenza fino al 2020 (erano 4 anni ma, si sa, sono automaticamente diventati 13)?
Si perchè l’Anas, nell’ottica del riammodernamento del tratto autostradale Scilla – Bagnara, ha deciso di chiudere definitivamente quella parte di a3 (non ho ben capito se vogliono proprio buttare giù il ponte) o comunque di far transitare tramite semaforo e a unica corsia, le 25mila vetture che ogni giorno percorrono quell’autostrada (il doppio se consideriamo il periodo estivo). Non sarebbe stato più facile far traghettare quantomeno i camion dal porto di gioia tauro? No, la MCT si oppone [sapete, le rallenta l'entrata/uscita delle navi] – e nessuno, nemmeno il tanto "potente" prefetto de Sena ha il potere di far cambiare loro idea.
E allora che fare? Niente, se non calare la testa – noi reggini ci siamo abituati oramai.
Update: per chi non lo sapesse, MCT è una delle società del gruppo Contship, leader europeo nella gestione dei terminal container
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… e alla fine, la salvezza tanto agognata arrivò!
Ricordo ancora lo sgomento dell’estate scorsa dopo i 15 punti di penalizzazione. Assolutamente incredibile: pensai immediatamente ad uno scherzo. Solo in seguito, realizzai che effettivamente la Reggina Calcio veniva punita, per non si capisce bene quale reato – ad oggi mi pare sia solo illecito sportivo (art.2) – con 15 punti di penalizzazione, più non so quante multe e non so quanti mesi di inibizione per il nostro presidente.
Siamo stati massacrati tutto l’anno sia dai giornalisti, quanto dalla classe arbitrale, finanche dalla Lega Calcio. Abbiamo avuto punti di penalizzazione al pari di Milan, Lazio e Fiorentina – come se avessimo sempre dominato e comandato il calcio italiano (senza peraltro saperlo).
E’ stato un anno di passione, di VERA passione. Partire da lì giù è stato difficile, e con soli 11 giocatori era davvero impensabile. Ma questa squadra ce l’ha fatta, è riusciuta a dimostrare a tutti che non è necessario avere delle prime donne, non è necessario avere delle stelle: quando un gruppo vuole raggiungere un obiettivo, nulla può impedirglielo!
Le prime tre gare raccogliemmo 3 punti, andammo a Messina e ci beccammo un secco 2-0 e tanti, tansissimi sfottò dagli odiati cugini (del tipo "-19, Brr che freddo che fa"). A fine dicembre avevamo già raggiunto quota +2, il che vuol dire che avevamo già fatto 17 punti. Poi lo sconto della pena, la solita pastetta all’italiana, che dava a tutti i penalizzati qualche punticino, quasi a dire: scusate abbiamo sbagliato! E poi il girone di ritorno da record con 3 sole sconfitte su 19 gare (dov’è il record dell’inter dei miliardi?!), punti su punti, domeniche passate in giro per l’italia a sorreggere i nostri giocatori con lo spirito: Sempre e Ovunque!!
Arrivano le partite decisive, quelle partite dove dici: vinte queste, siamo salvi!
Arriva il Siena, e dopo tutta una serie di circostante sfavorevoli (attenzione: non ho parlato di decisioni arbitrali avverse), riusciamo a perdere.
Arriva il Chievo e siamo costretti ad 1-1 che accontenta entrambe – troppo complicato rischiare a questo punto.
E poi arriva il 17 maggio, arriva il milan campione d’europa … e la salvezza è nostra! Non l’abbiamo guadagnata con l’ultima vittoria. NO, l’abbiamo guadagnata lungo un anno difficilissimo, pieno di problemi. L’abbiamo guadagnata giocando sempre con i soliti 11 giocatori. L’abbiamo guadagnata sputando sangue e sudore per tutti i campi d’italia!!
Alla fine, abbiamo fatto 51 punti che è il nostro record in un campionato di Serie A. Abbiamo segnato 52 gol, subendone 50 e per la prima volta siamo a +2 per differenza reti. Abbiamo avuto una striscia di 9 risultati utili consecutivi e la miglior coppia gol di tutti i tempi e del campionato 2006/2007: Bianchi (18 gol) e Amoruso (17). Cosa si può volere di più? NULLA!! Ah, forse che siamo la squadra del sud che vanta il maggior numero di campionati di serie A 
Vorrei ringraziare:
Campagnolo (finalmente abbiamo un portiere), Puggioni, Lucarelli, Aronica (favoloso – non si vedeva un centrale così dai tempi di Vargas – e dire che veniva dal messina), Modesto (grande il mio ragazzo – nulla da aggiungere), Giosa, Lanzaro, Vigiani, Amerini, Mesto, Tedesco, Bianchi, Foggia, Amoruso, Esteves, Tognozzi, Cardini, Di Dio, Gazzi, Barillà, Missiroli, Nielsen, Novakovic, Marino.
Ma il grazie più sentito, il grazie che mi viene dal cuore va a Walter Mazzarri. Un allenatore con la A, una persona eccezionale (l’ho incontrato assieme a mia sorella all’aeroporto di Bologna e ha dimostrato cosa vuol dire fare calcio a reggio calabria), un uomo che ci ha messo il cuore. Che io ricordi, nessun allenatore se ne va (
) da reggio con un amore tanto sconfinato da parte dei tifosi. Nessuno è stato osannato come lui durante tutto il campionato. Perchè ci ha messo il cuore, perchè ha dimostrato di tenerci e nel calcio di oggi è una rarità!
ps: non per essere polemico … ma: il Milan ha vinto la Coppa Campioni ed è arrivato 4°. La Lazio è arrivata terza e l’anno prossimo giocherà la Champions League. La Fiorentina è entrata in Uefa. La Reggina si è salvata. La juve è risalita in A … ed erano tutte penalizzate eh!
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Premessa: con il presente non si vuole assolutamente offendere alcun abitante delle cosiddette repubbliche delle banane – tipicamente popolazioni latino-americane!!
Sono giorni e giorni che medito sulla pubblicazione di questo post e ciò per tutta una serie di motivi. In primis, all’inizio di questa avventura mi ero posto come primo vincolo il non trattare mai il tema politica: troppo soggetto a facili polemiche e liti, troppo acceso per un posto che vuole semplicemente essere un’ulteriore esperienza di vita e di raffronto con il mio mè nascosto. Inoltre non può non essere presente, quale ulteriore motivazione, il fatto che non sia facile esprimersi correttamente su certi argomenti senza provocare dubbi e false affermazioni.
E’ curioso come si possano individuare determinati periodi storici nelle diverse ere che si succedono. La nostra Patria ha vissuto l’esperienza delle colonizzazioni (greci e normanni prima, austriaci e tedeschi poi), ha visto nascere e innalzare alla gloria il più grande ed efficiente Impero che l’intera Terra abbia mai potuto ammirare. Dopo ci fu il buio assoluto, rovine e violenze ovunque, fino al ritorno di un minimo di tranquillità.
Poi, improvvissamente, una mente illuminata decise che questo lembo di terra così diverso per cultura, storia passata, uomini e volontà, dovesse essere unito in unico regno: il Regno d’Italia. Da lì è stato un evolversi di qualche avvenimento positivo, contornato da tanta corruzione, tanto malaffere, tanto poco interesse verso le regioni meridionali (tanto da creare la cosiddetta "questione meridionale") ed infine una pratica, che perdura tuttoggi, quella nota con il nome di trasformismo!
Ricordo perfettamente tutti i dubbi della massa di caproni che abita questo Paese, ricordo perfettamente quanto detto e fatto nelle piazze durante l’ultimo governo di destra. Ricordo perfettamente che si accusava qualcuno di essere proprietario di tutto in questo Paese, e si osannava l’altro come il nuovo Salvatore. E oggi? Cosa è cambiato? Prima qualcuno sfruttava il potere apertamente, rubava soldi e faceva leggi ad personam (e credo sia innegabile). Oggi in quel posto siede una persona, prima a capo dell’IRI, poi del governo Italiano, poi coinvolto nello scandalo Telecom Serbia (messo a tacere – nessuno nemmeno ricorda cosa sia), poi a capo del governo europeo dopodichè tornato in Patria per salvare questa massa di caproni dal demonio in persona. Presenta un bel progetto, solo che ha di nuovo bisogno dell’ala estrema della sinistra che non è daccordo su molti punti (pacs o dico o come li vogliamo chiamare, guerra si guerra no, economia tasse liberalizzazioni, tav, ecc. ecc.).
Ricordo perfettamente che un certo Mieli disse in tempi non sospetti che il governo sarebbe caduto in Aprile, alla prova sulla guerra in Afghanistan. E così fu. Qualcuno (oddio erano due) ha votato secondo coscienza (è un diritto sancito da una costituzione, per lo più fascista, incoerente e vecchia come questo Paese) e questo qualcuno è stato addirittura buttato fuori dal proprio partito (e poi vorrei spiegato in cosa questi signori risultano diversi dagli uomini delle diverse fazioni politiche). Per questo qualcuno, ahilui, ci troviamo oggi a veder rinascere la vecchia classe dirigente della DC, che ci ha sottomessi, loro dicono governati, da oltre 50anni. E si, perchè il vero uomo di potere, il Salvatore, ha tirato fuori dal cilindro magico il trasformismo. Ha riportato a sinistra un uomo DC di centro che si era presentato alle elezioni con la tanto da lui odiata destra. E lo ha fatto pur sapendo che quest’uomo non sarà assolutamente daccordo con tantissime posizioni della sinistra estrema, essendo lui (dice) un cattolico (e da qui la prima presa in giro, il non fare i pacs o i dico, che sarebbero stati un passo avanti notevolissimo per l’antiquata società italiana).
Ma daltronde cosa mi posso aspettare da un paese nel quale l’oligarchia politica divide il potere tra gli stessi identici soggetti da 20anni a questa parte. Cosa posso predentere da un paese nel quale viene ammazzato un politico, di nome Fortugno, sposato con una Laganà. Si proprio quella Laganà facente parte di quella famiglia che nella Locride fa il bello e cattivo tempo da anni e anni nel settore della sanità (si proprio quella sanità per la quale si dice sia stato ucciso il marito dalla ndrangheta). Cosa mi posso aspettare da un paese nel quale la stessa Laganà viene inquisita dalla procura antimafia per una storia di compravendita di farmaci mai pagati dalla ASL di Locri.
Ma soprattutto, cosa posso aspettarmi da un paese dove il Salvatore dichiarava nel 2005 "Calabresi non sentitevi soli" e ancora "Situazioni straordinarie richiedono risposte straordinarie: non possiamo limitarci all’ordinaria amministrazione". Ad oggi la mia regione è governata da un tizio, nome Loiero ma questo è un dettaglio, a capo di una giunta nella quale 25 (su 30) assessori sono inquisiti per storie di mafia e nessuno può farlo dimettere. E nonostante tutto ciò viene anche invitato a conferenze sulla ndrangheta, dal capo dello stato e passa sui giornali come un martire per via delle minacce di morte che continua a ricevere.
Cosa posso pretendere?
Benvenuti nella repubblica delle banane …
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36. 36 anni nei quali spero che la gente non abbia dimenticato i motivi che la portarono alla Rivolta della città di Reggio Calabria.
Non dimentichiamo la gente morta per un ideale preciso.
Non dimentichiamo i feriti e non dimentichiamo mai di avere coscienza di ciò che siamo. Non dimentichiamo ciò che cosentini e catanzaresi, ma anche lo stato, hanno fatto negli anni ’70 alla nostra città.
Checchè ne dicano gli storici, checchè ne dicano i politici del tempo, non è stata una rivolta fascista. Non è stata una rivolta politica. E’ stata, molto più semplicemente, l’espressione della reazione di un popolo intero alla repressione impostale fin dal tempo dei Borboni.


















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