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Feb
19

Berlusconi: stretta sui corrotti

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Politica, Riflessioni

Afferma il premier:

Chi commette reati non può restare in alcun movimento politico

ed ancora:

“Non c’è nessun ritorno di Tangentopoli” ha poi puntualizzato Berlusconi anche perchè “tutti i partiti hanno il finanziamento pubblico” e dunque si tratta di «fatti personali che rientrano nelle statistiche» che dimostrano come su 100 persone possono esserci “1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale”.

Strana analogia con l’epiteto di ‘mariuolo’ affibiato da Craxi a Mario Chiesa al tempo di Tangentopoli.

ps: cercando link in rete per documentare questo post, ho scoperto che Filippo Ceccarelli ha avuto lo stesso mio pensiero su Repubblica.

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Dec
18

Una nuova tangentopoli alle porte?

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Politica, Riflessioni

E’ un pensiero che mi ronza in testa da un paio di giorni: e se fossimo davanti ai prodomi di una nuova Tangentopoli?

Non ho vissuto i giorni della prima sessione giudici vs politici ma, oggi, la particolarità è che questo è l’unico, e dico unico, momento in cui tutti i politici, destra o sinistra che siano, si trovano concordi. Leggo dal sito di repubblica:

La Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresti domiciliari, arrivata dalla procura di Potenza, per il deputato del Pd Salvatore Margiotta, relativa all’inchiesta sulle tangenti sugli appalti per estrazione del petrolio in Basilicata. La decisione è stata presa quasi all’unanimità: tutti i deputati di maggioranza e opposizione hanno espresso la loro contrarietà alla richiesta della procura, a eccezione dell’Italia dei Valori che ha detto sì

Dalle interviste riportate sempre su Repubblica (ieri, ma non ritrovo il link preciso), pare anche che i politici del PD sospettino che ci sia Di Pietro dietro questo attacco dei giudici. Delle due l’una: o è vero che Di Pietro stia macchinando per disintegrare il PD, come daltronde a suo tempo disintegrò Craxi e compagni, oppure i giudici stanno realmente scavando nella melma della politica.

Sicuramente, ad oggi, il PD assomiglia più a Forza Italia che ad un partito nuovo e moralmente integro.

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Jun
6

Il Divo

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Politica, Riflessioni

Contrariamente alle mie abitudini, sono andato a vedere l’ultimo film di Sorrentino.
Non che non mi piaccia andare al cinema, tuttavia credo che determinati film siano “fuorvianti”, soprattutto considerato che la maggior parte delle persone che vive in questo paese non conosce la storia italica dal dopoguerra ad oggi*.

Mi sento di confermare tutto ciò che di buono è stato scritto in giro su “Il Divo” – davvero ben fatto e, indiscutibilmente, Sorrentino si conferma il miglior regista italiano.

Non è facile raccontare la storia di Andreotti, perchè vuol dire raccontare i 60 anni dell’Italia post guerra: dalla fondazione della “Repubblica” ai giorni nostri, passando per il periodo dello stragismo, si narra della dominazione oligarchica della DC fino al caso Tangentopoli.

Leit motiv è la visione di Sorrentino di un Andreotti genio del male o in alternativa, per dirla alla Scalfari, il più grande perseguitato da 2mila anni a questa parte. Sicuramente tante, troppe coincidenze, fanno i fatti. Ed i fatti dicono che Andreotti era sempre lì, in primissima fila, in occasioni dei maggiori e più gravi accadimenti dell’ultimo mezzo secolo.

Il film forse risulta un pò “lento”; ma è nella sua lentezza che si erge il personaggio di Andreotti. La calma che lo contraddistingue davanti al pubblico dei suoi colleghi e del popolo, fa da contrasto al nervosismo che lo perseguita la notte, segnato da lunghissime camminate nei corridoi del suo appartamento [molto spartano].

Esilarante la descrizione del personaggio Cirino Pomicino: una macchietta napoletana, anche se nel film non viene presentato per il disastroso uomo che fu. Non si è detto dei soldi da lui rubati; soldi che dovevano essere destinati ai terremotati dell’Irpinia e che invece lui si è intascato. Non si è detto delle innumerevoli tangenti intascate dal medico campano, nè tantomeno che anche lui, come già Andreotti, è stato pluri-condannato e pluri-scagionato per decorrenza dei termini.

Infine, una nota è dovuta alla Chiesa. La chiesa, ah la chiesa. Non ne esce bene da questo film – se mai ci fossero stati dubbi sul grado di corruzione e appoggio ed influenza politica da essa esercitato. Cardinali e vescovi invischiati nel vorticoso giro della DC e mai toccati dalla giustizia italiana [figuriamoci poi da quella divina - sarebbero dovuti morire fulminati tutti e subito].

Morale del film: si esce con il sangue acqua ed una domanda. Si sa, in questo paese si va avanti con le truffe e le amicizie. Chi ce la fa fare di spaccarci il culo??

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