Franceschini, la SIAE e la APPLE, una storia tutta italiana

L’altro ieri ho avuto la sfortuna di ascoltare Boccia su TgZero (RadioCapital) che, da grande scienziato dell’economia qual è, difendeva le prese di posizione di Franceschini.

Ora, avrei voluto scrivere tanto, ma il buon Mantellini e Guido Scorza hanno sapientemente riassunto il mio punto di vista.

Mi permetto solo di aggiungere una domanda: come mai nessuno di questi due fenomeni ha iniziato una “battaglia” (come amano definirla) contro la FIAT che non solo ha deciso da poco di spostare la propria sede all’estero e quindi di non pagare più le tasse sul territorio italiano, ma ha anche ricevuto soldi e finanziamenti e sussidi dallo stato italiano al contrario di APPLE e tutte le altre multinazionali oggetto della diatriba dei due scellerati

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La mia proposta per uscire dalla crisi

Nell’ultimo mese pare che tutti si siano accorti che siamo in un periodo di forte crisi e, dico io, di recessione – scusatemi, ma non era la giustizia il problema principale cui porre rimedio? Non era tutta colpa dei giudici comunisti se questo paese non funziona?

Fatto sta che iniziano ad uscire proposte tese a risolvere i problemi di un sistema economico che non funziona. E tra la ridda di ipotesi, chi vuole eliminare le province (anche se giusto qualche mese fa si era astenuto), chi vuole aumentare l’IVA, chi vuole diminuire l’IRAP, bla bla bla, si sta facendo solo della grandissima demagogia.

Allo stato attuale il paese è fermo, la macchina Italia non sta più camminando (e questo avviene già da qualche anno), e le soluzioni proposte non credo verranno mai attuate. Ci credete che andranno ad eliminare l’istituto delle province, con il conseguente (forse) taglio di migliaia di dipendenti e (sicuramente) di poltrone?

Da non economista e sicuramente da avverso alla politica di questi tempi, propongo 3 fattori, sicuramente non demagoghi e probabilmente più attuabili di altre proposte (sebbene viviamo in un paese bigotto e arretrato culturalmente):

Evasione Fiscale Prostituzione Legalizzazione droghe leggere

1. lotta all’evasione fiscale: non c’è dubbio che riducendo l’evasione si risolverebbero gran parte dei problemi. Ma se ne parla da anni, e nonostante il sistema Agenzia delle Entrate sia notevolmente migliorato, siamo ancora qui a contare cifre iperboliche. C’è chi ha proposto di applicare il concetto di gamification alla lotta all’evasione: idea affascinante ma poco perseguibile (esiste già qualcosa del genere per gli affitti in nero – altro bel problema – eppure nessuno denuncia i proprietari di casa, come mai?!).
Penso che l’unica strada percorribile sia quella di abbassare la soglia di tracciabilità a 100 euro, così che non sia possibile far girare soldi in nero (la proposta di Tremonti di portarla a 2500 euro va proprio in questa direzione) – parallelamente, e su questo non si scappa, bisogna far pagare le tasse al Vaticano. Mi preme far notare quanto il sistema informazione sia censurato, come mai i giornalisti non ne parlano più? Bisogna assolutamente spingere su questo argomento, non è pensabile che il 25% del patrimonio immobiliare di questo Paese sia nelle mani dei “preti” e che non ci paghino le tasse come tutti noi.

2. legalizzazione prostituzione: basta essere bigotti. In questo Paese tantissimi vanno a puttane. Ho vissuto per un anno e mezzo a Roma in via Renzo Rossi e le mie vicine ero prostitute – a 50 euro a cliente ogni giorno tiravano su migliaia di euro … in nero! Ammettiamo che agli italiani piace andare a puttane, riapriamo le case chiuse, ci sarà più igiene, più controllo del territorio e soprattutto più entrate nelle casse dello stato.

3. legalizzazione droghe leggere: come sopra. Inutile prendersi in giro, la stragrande maggioranza degli under 40 fuma spinelli (hashish o marijuana). La California l’ha fatto per salvarsi dalla bancarotta: l’idea è quella di tassare le coltivazioni e la vendita, esattamente come avviene per tabacco ed alcolici. Secondo stime riportate dal deputato californiano Tom Ammiano, si parla di un giro di miliardi di dollari che, aggiungo, verrebbero sottratti alla criminalità organizzata.

Vogliamo uscire dalla crisi? Ci vuole pragmatismo, ammettiamo chi siamo, e cerchiamo tutti noi di fare quello che possiamo, senza confidare che questo o quel politico possa portarci sulla retta via.

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Berlusconi e l’aumento dell’iva a Sky: la conferma di Prodi

Oggi Romano Prodi, intervistato da Sergio Rizzo del Corriere della Sera, conferma ciò che ieri era stato anticipato da Tremonti.

Bene.

Di tutto quell’articolo, dal quale per l’ennesima volta il PD esce facendo una magra figura, mi ha colpito questa frase dell’onnipresente Visco:

è che ogni volta che si deve fare una manovra economica viene compilato un elenco delle cose sulle quali si potrebbe agire.
E storicamente c’è l’aumento dell’Iva sulle televisioni a pagamento. Gli uffici mi hanno sottoposto più volte questa eventualità, ma ho sempre rifiutato di farlo, considerando inopportuno adottare una norma che colpisse nella sostanza una sola azienda

Ma è normale che in un paese pseudo-industrializzato, ci sia un solo gestore della televisione satellitare? Ci si lamenta tanto del conflitto di interessi, del fatto che Berlusconi abbia in mano tutta l’informazione italiana, però non si dice mai che nel particolare contesto del satellite, esiste un monopolio incontrastato dove la società che ne detiene il potere fa il bello ed il cattivo tempo.

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Il caso: Berlusconi e l’aumento dell’iva a Sky

Qualche giorno addietro avevo già commentato la notizia secondo la quale pare, oramai ufficialmente, che il governo, nella persona del “proprietario” di Mediaset, abbia intenzione di aumentare (leggasi raddoppiare) l’iva al primo (e unico) fornitore di servizi televisivi su piattaforma satellitare [l’iva passerà dall’attuale 10 al futuro 20%].

In questi giorni, dimenticati i problemi veri di questo paese (villari in testa – sempre che sia un reale problema), non si fa che parlare d’altro, soprattutto in considerazione del fatto che in ballo ci sono le reti televisive attualmente più seguite da questo popolo di pecoroni lobotomizzati.

Gli attori di questo ennesimo processo mediatico sono essenzialmente tre: Berlusconi, in qualità di premier e “proprietario” mediaset, Murdoch, in qualità di proprietario di Sky ed infine noi consumatori lobotomizzati.

Personalmente lo spot di Sky mi ha dato una strana sensazione, ricordandomi “1984” di Orwell; bisogna, tuttavia, contestualizzare i punti di vista.

Sky dice “fino a oggi abbiamo pagato l’iva al 10%, perchè dobbiamo ridurre i nostri profitti? aumenteremo il costo degli abbonamenti” – leggittimo.
Berlusconi dice “perchè tutti devono pagare l’iva al 20%, mentre voi fate i privilegiati?” – altrettanto giusto.

E i consumatori? Sicuramente sono quelli che ci perderanno, nel senso che si vedranno aumentare, per una ragione o l’altra, il costo dell’abbonamento. Qui vorrei aprire una parentesi: teoricamente non posso disdire il contratto con sky, se non pagando una penale (non conosco l’ammontare esatto); la disdetta è, praticamente, l’unica arma in mio possesso per far sentire la mia voce (da qui gli spot di sky – come un cane che si morde la coda).

Paradossalmente, tendo ad essere contro sky, soprattutto per il rapporto che ha avuto in questi anni con i suoi clienti (me incluso). Ci ha alzato indiscriminatamente il costo mensile dell’abbonamento aumentando, contestualmente, il numero di spot pubblicitari durante gli eventi di punta (vogliamo parlare della pubblicità che compare in sovraimpressione, ad esempio, durante le partite?!) senza che noi potessimo dire nè “ah” nè “bah” – ricordo anche che non avendo un numero verde, l’unica strada per contattarli resta l’199 [a pagamento].

Per cui, io sarei daccordissimo con l’aumentare l’iva a sky se non fosse per il “piccolissimo” dettaglio che berlusconi fa la doppia parte di proprietario e premier, il che mi fa pensare che tutti lasceranno sky per andare a farsi le schede di mediaset premium.
Ricordo che sky è un lusso, nel senso che non è uno di quei servizi generici di base (vedi acqua, luce e gas) per cui non è detto che, in un momento di “crisi”, lo si debba sottoscrivere tutti.

Postilla: questa situazione è ottimale per i presidenti e proprietari delle varie squadre di calcio per cercare di riportare i tifosi allo stadio. E voi ci credete?

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Berlusconi aumenta l’iva a Sky

passa dal 10 al 20%.

lo ringrazio, a questo punto delle due l’una: recedo sky e mi guardo tutte le partite e tutti gli sport illegalmente su internet (ringraziando, nuovamente, lo stato per indurmi a comportarmi illegalmente) o decido di uscire più soldi da regalare a sky.

ah dimenticavo: non posso recedere perchè sky, in questo sì, è l’unica società in italia che non rispetta il decreto bersani per cui il suo contratto vale un anno e non posso recedere in qualsiasi momento.

invece di tagliare, qui ci fanno spendere sempre più soldi.

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Elezioni politiche 2008: ecco perchè non voto

Voto – non voto. Voto – non voto.

Alla fine non voterò. Presto detto il perchè.
Premetto che io cerco un candidato che:

1) riduca il numero di parlamentare di almeno la metà;
2) riduca il compenso mensile dei suddetti parlamentari (eliminando le relative agevolazioni di qualsiasi tipo);
3) si impegni per una guerra interna, volta al totale disassembramento delle forze mafiose (siano esse mafia, ndrangheta o camorra) – parallelamente impegnandosi in una forte politica di rieducazione sociale e culturale di tutte le nuove generazioni;
4) punti ad un piano energetico SERIO su tutto il territorio nazionale, estraniandoci da logiche di acquisto e dipendenza da paesi stranieri quali la svizzera e la francia (se fosse il caso, sono favorevole alla costruzione di centrali nucleari ed al potenziamento delle centrali solari in tutto il sud italia);
5) chiuda le frontiere, impedendo a qualsivoglia persona di entrare sul nostro territorio dandosi al malaffare (esclusi tutti i coloro i quali vengono in Italia e riescono a trovare un lavoro onesto);
6) non sia schiavo delle logiche ipocrite, anacronistiche e spesso amorali della chiesa cattolica nella persona del papa e di tutti i suoi sudditi (cardinali e vescovi vari);
7) legalizzi le droghe leggere (di modo da poter incamerare più soldi, strappandoli al crimine organizzato);
8 ) riapra le case chiuse (come sopra);
9) si impegni per una politica nel campo dei trasporti che veda i porti e la viabilità come punti cardine;
10) riduca eventualmente il carico fiscale.

Fatta la premessa, non vedo nessuno in grado di soddisfare anche solo la metà dei 10 punti sopra riportati.
Andremo e andrete a votare sempre i soliti personaggi – noti anche perchè affiliati al malaffare della criminalità organizzata (esponenti presenti sia nelle liste dell’UDC, sia nelle liste del PDL, sia nelle liste del PD).
Andremo e andrete a votare persone che, una volta ottenuta la poltrona, si dimenticheranno di voi e dei vostri bisogni. Si dimenticheranno che non possiamo arrivare a fine mese; si dimenticheranno che non possiamo nemmeno permetterci il lusso di sognare di possedere una casa di proprietà.

Penseranno, in definitiva, solo alla comodità e agli agi della poltrona ricoperta. Personalmente: vi invito tutti a non andare a votare – soprattutto nel caso in cui dobbiate affrontare un lungo viaggio. Non ne vale proprio la pena

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