Pare che anche youtube abbia sofferto del deterioramento del page rank. Singolare!
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Questi sono giorni di grandi novità per Google. Alcune di esse sono passate agli onori della cronaca: molti hanno parlato della possibilità di leggere la posta di gmail anche via IMAP. E giustamente aggiungerei, i vantaggi offerti da IMAP rispetto agli account leggibili in POP3 sono ragguardevoli: innanzitutto si è connessi direttamente sul server, senza ritardi, e con un completo controllo sul nostro account. Una delle feature più interessanti, almeno per me, è che più client possono essere collegati contemporaneamente sul server. Potete leggere altri vantaggi su Wikipedia.
Altre novità, invece, sono passate in secondo piano, come, ad esempio, l’aver cambiato il motore di traduzione di Google Translate. Google ha deciso di abbandonare Systran per passare ad un proprio motore di ricerca interno; pare che i risultati siano davvero sbalorditivi.
Infine c’è stato un aggiornamento del page rank di parecchi siti e blog. Questo, ovviamente, ha scatenato tutta una serie di polemiche dovute per lo più al fanatismo da classifica. In breve è successo che da un pò di tempo è scoppiato un mercato incredibile nella vendita dei link, con il fine di aumentare il page rank del proprio sito (la famosa barretta verde presente nella google toolbar) e, conseguentemente, i propri introiti pubblicitari.
Il problema è che da molti, probabilmente anche da Google stessa, questa pratica è considerata poco "etica", diciamo così. Difatti questo porta ad una perdita di valore del link:l’idea è che se io linko qualcuno, lo faccio o perchè ha un dominio di competenza vicino al mio (parla con cognizione di causa di un particolare argomento) oppure perchè ritengo interessante quella particolare persona per la comunità che ruota intorno al mio sito.
Nel momento in cui io vendo link, faccio decadere la teoria di prima, perchè io, il link, non lo realizzo più sulla base di motivazioni reali, bensì fittizie (o monetarie che dir si voglia). E’ una situazione simile a quella in cui ci trovavamo prima dell’avvento del PR. Molti siti comparivano nelle primissime posizioni dei motori di ricerca, pur parlando di argomenti che nulla avevano a che fare con la notizia da noi cercata.
Per questa ragione, si pensa che Google abbia iniziato a punire alcuni determinati siti per far sì che i restanti webmaster inizino a rimettere le cose al loro giusto posto.
La cosa buffa è che qualcuno si sia lamentato di questa diminuzione del PR, arrivando addirittura a parlare di "guerra". Resto molto perplesso da queste affermazioni – soprattutto alla luce del fatto che il PR è solo uno dei fattori che concorrono all’algoritmo che ha reso Google IL motore di ricerca. Ben altra importanza, invece, hanno le SERP.
Il problema è che gran parte dei webmaster, ed ahimè dei blogger, tengono troppo in considerazione il PR. Oltretutto lo fanno tramite la Google Toolbar che lo aggiorna con settimane, se non mesi, di ritardo – e comunque resta sempre un valore approssimato e ben lontano da quello reale.
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Dopo mesi di lavoro lavoro solo lavoro, mi sono fatto un regalo.
Si tratta di un disco esterno My Book Premium ES Edition 500GB prodotto dalla Western Digital. Devo ammettere che è la prima volta che acquisto un oggetto della categoria "veramente bella a vedersi". Nella scelta ha influito sicuramente il nome del marchio – attualmente i wd sono i migliori hard disk sul mercato, di pari passo con i seagate.
Il disco è silenziosissimo, unica noia l’alimentazione esterna; ma è un peso che si può sopportare.
Ed è tanto silenzioso quanto semplice da installare: basterà collegare il cavo usb (fornito in dotazione insieme ad un cavo firewire, e ai cavi di alimentazione con presa europea ed americana) ed il windows (xp) riconoscerà automaticamente la periferica.
Nel caso in cui, come il sottoscritto, vogliate utilizzare l’hard disk tramite firewire, si dovranno scaricare dei driver aggiuntivi dal sito della western digital – davvero facili da reperire grazie al comodo configuratore.
Uno dei dubbi che mi porto dietro è per quale oscura ragione venga venduto di default con una partizione FAT, nonostante tutte le limitazioni ben note sulla grandezza massima di un file (non oltre 4GB).
Sono soddisfattissimo dell’acquisto, però ho già gli occhi puntanti su questa diavoleria troppo geek:
L’ho scovato su HwUpgrade: è un dispositivo che consente di collegare hard disk da 3,5" o 2,5" (davvero troppo utile) a "caldo". Basterà inserire l’hard disk (sata) nell’apposito slot e questi verrà riconosciuto come un normale hard disk esterno. Il costo (si parla di circa 30 euro), poi, è davvero irrisorio se paragonato alla sua utilità e duttilità.
update: ho appena scoperto che è possibile spegnere ed accendere il disco premendo il tasto centrale, quello, per intenderci, illuminato da una sobria luce blu. Inoltre, lasciando l’alimentatore attaccato al disco, questi si accenderà automaticamente ad ogni avvio del pc.
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Nell’ultimo anno, o meglio negli ultimi 10 mesi, ho già bruciato 3 alimentatori e, recentemente, anche scheda madre e scheda video.
Credo di non scrivere eresie nell’affermare che la prima causa sia da ricercare nella scarsa qualità fornitaci dall’Enel. Quante volte abbiamo visto dei cali di tensioni dalle lampadine delle nostre case? Quante volte abbiamo visto lampeggiare i pulsanti rossi delle nostre ciabatte o le applique al muro per accendere la luce a casa?
Segno indiscutibile di una scarsa qualità dell’energia elettrica e questo porta al problema principe: come possiamo evitare di bruciare i componenti dei nostri pc? La risposta giusta si chiama UPS, o gruppo di continuità.
Tuttavia, scegliere correttamente quale UPS usare non è poi così semplice, perchè presuppone conoscenze di elettronica ed elettrotecnica che non tutti hanno.
Teoria: La corrente elettrica è un movimento di cariche elettriche anche noti come elettroni. Nelle nostre case giunge la cosiddetta corrente alternata, così chiamata perchè altro non è che un flusso di corrente variabile nel tempo, sia in intensità che in direzione, ad intervalli più o meno regolari. L’andamento della tensione elettrica è la forma d’onda: l’energia elettrica distribuita ha, o dovrebbe avere, una forma d’onda sinusoidale.![]()
In condizioni normali la corrente alternata è sfasata di un angolo phi (come in figura) rispetto alla tensione di alimentazione del pc; questo vuol dire che non tutta la potenza fornita dalla rete elettrica viene utilizzata.
Come vediamo in figura, distinguiamo
- La potenza attiva/reale (trasformata in lavoro utile);
- La potenza apparente (potenza totale in ingresso);
- La potenza reattiva (che non viene utilizzata).
Il coseno dell’angolo phi, compreso tra la potenza potenza apparente e la potenza reale, rappresenta il fattore di potenza PF che, negli alimentatori dei pc di casa può variare tra 0.5 ed 1.
Il PFC diminuisce l’angolo di sfasamento phi, riducendo la potenza reattiva: in particolare, il pfc passivo riduce questo sfasamento in maniera minore rispetto al pfc attivo. Gli alimentatori con PFC attivo riescono a portare la riduzione ad un livello tale che il fattore di potenza diventi prossimo ad 1.
Esempio: consideriamo un alimentatore con PFC passivo con un PF (fattore di potenza) prossimo a 0.7. Se il nostro PC ha bisogno di 100Watt di potenza, consumerà circa 141VA, contro i 100-110VA di un alimentatore con PFC attivo.
Questo vuol dire che, tendenzialmente, sono preferibili gli alimentatori con PFC attivo, sebbene sia più costosi degli omologhi con PFC passivo.
Sostanzialmente, quello che fa un UPS è ripulire l’energia che arriva nelle nostre case, approssimando la forma d’onda di cui parlavo all’inizio di questo post. Vi sono UPS, molto costosi, che approssimano perfettamente la forma d’onda sinusoidale; altri, invece, approssimano la forma sinusoidale in una forma pseudo-sinusoidale, o forma d’onda quadra.
Al momento dell’acquisto di un UPS bisogna porre molta attenzione con il tipo di forma d’onda con la quale lavora l’UPS in battery mode (quando usa le batterie).
Se l’UPS lavora approssimando la forma d’onda sinusoidale in una forma d’onda quadra, allora sarà bene comprare un alimentatore con PFC passivo, onde evitare di bruciarlo.
Se, invece, l’UPS lavora con una vera e propria forma d’onda sinusoidale, allora potremo comprare anche un alimentatore con PFC attivo (più costosi ma anche più silenziosi).
Come molti altri, anche io sono andato al risparmio, comprando un UPS che lavora su una forma d’onda quadra. Essendo dell’APC, spero non mi dia eccessivamente problemi. Tuttavia, ho avuto notevoli difficoltà nel reperimento di un alimentatore "serio" con PFC passivo – pare che tutti gli alimentatori in commercio siano con PFC attivo – e lo capisco (speriamo che l’ENEL non ci faccia mai pagare tutta la potenza reattiva che sprechiamo).
Ed ecco alcuni link utili:
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Oggi mi si è presentato questo problema.
Stavo realizzando una pagina php che deve visualizzare una tabella contenente determinati oggetti grafici (chiamiamoli pure immagini).
La tabella possiede due righe: la prima deve essere sempre visualizzata; la seconda, invece, deve essere visualizzata solo quando si passa sopra la prima riga con il mouse.
Realizzarlo è abbastanza banale via javascript:
var type = "IE" //detects the capabilities of the browser function BrowserSniffer() { //Opera if (navigator.userAgent.indexOf("Opera")!=-1 && document.getElementById) type="OP" //Internet Explorer e.g. IE4 upwards else if (document.all) type="IE" //Netscape Communicator 4 else if (document.layers) type="NN" //Mozila e.g. Netscape 6 upwards else if (!document.all && document.getElementById) type="MO" //I assume it will not get here else type = "IE" } function ShowLayer(id, action) { if (type=="IE") eval("document.all." + id + ".style.visibility='" + action + ";'"); if (type=="NN") eval("document."; + id + ".visibility='" + action + "'"); if (type=="MO" || type=="OP") eval("document.getElementById('" + id + "').style.visibility='" + action + "'"); }
Ma il problema in sè non è questo.
Il problema è che la seconda riga di questa tabella, contiene un id testuale, ma unico perchè associato ad un numero progressivo.
Esempio:
<tr> <td>qualcosa</td> <td>qualcos'altro</td> </tr> <tr> <td>qualcosa</td> <td>qualcos'altro</td> </tr> <tr> <td>qualcosa</td> <td>qualcos'altro</td> </tr> <tr> <td>qualcosa</td> <td>qualcos'altro</td> </tr>
Tramite css, quindi, si vuole rendere invisibile la riga con un id il cui valore contenga pippo seguito da un numero. Dopo un’accurata lettura del reference sui selettori forniti da css, ho risolto così:
TR[id] { visibility: hidden; }
Sinceramente non è proprio ciò che mi aspettavo, perchè questo implica che se mai mi verrà in testa di apporre un id ad una riga html, questa non verrà visualizzata. Cercavo, piuttosto, una cosa del tipo:
TR[id~=pippo*] { visibility: hidden; }
pare, però, che non si possa fare.
Se volete consultare un’utile tabella sui selettori disponibili, vi consiglio di visitare questo sito.
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La Nokia ha rilasciato un nuovo applicativo: Nokia Device Status.
E’ l’ennesimo programma che consente di interfacciare il proprio telefono al pc, in aggiunta ai già noti Nokia PC Suite, Nokia Lifeblog, Nokia Software Updater …
Pare funzionare discretamente bene. Dopo la fase di installazione, esattamente uguale a quella degli altri applicativi su citati, e dopo aver installato il software sul nostro cellulare, saremo in grado di verificarne lo stato direttamente sul pc.
Pare funzionare bene dicevo .. peccato che non dica che il tasto verde del mio n73 continui a non funzionare
(via mobileblog.it)
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Come annunciato dai ragazzi di edit.html.it nel pomeriggio, è da poco online il nuovo layout grafico (e non solo) di webnews.it.
La grafica è sicuramente accattivante sebbene il template sia già stato usato su oneblog.
Se devo proprio trovare un difetto, direi che come sempre la pubblicità in flash nel mezzo dell’articolo (giustificato a sinistra) non è proprio il massimo, diminuendone notevolmente la leggibilità.
Interessante notare che sul blog di edit.html.it immediatamente dopo l’apertura, erano già presenti i commenti di altri blogger che segnalavano la presenza di bug ed errori sparsi nella nuova home page.
Da qui l’ennesima conferma che mi porterà presto a scrivere sulle nuove tendenze di sviluppo nel fantomatico web 2.0.
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Era ora!
Sono queste le prime parole che mi vengono in mente in risposta alle voci degli ultimi giorni. Era ora che finisse questa illogica corsa a coprire il software di brevetti e leggi che ne minano sia l’efficienza quanto la sicurezza.
Pare, infatti, che sia Microsoft quanto Google siano pronte a rendere pubblici i codici sorgenti di alcuni tra i più importanti software da loro sviluppati.
Come afferma Scott Guthrie (General Manager della Microsoft Developer Division), Microsoft ha intenzione di rilasciare i codici sorgenti di buona parte di .NET 3.5 in concomitanza con l’uscita di Visual Studio 2008. In primis, verrà rilasciato il codice della Base Class Library, di ASP.NET (System.Web), di Windows Forms (System.Windows.Forms), di ADO.NET (System.Data), XML (System.Xml) e di WPF (System.Windows). Nei mesi successivi è anche previsto il rilascio dei codici sorgenti di WCF, Windows Workflow Foundation e LINQ.
I codici sorgenti verranno rilasciati sotto licenza Microsoft Reference License (MS-RL), salita agli onori della cronaca tempo fa per una ventilata apertura di Microsoft al mondo open source. Ricordo che la MS-RL rappresenta l’evoluzione della Shared Source e va ad affiancarsi ad MS-PL ed MS-CL. La notizia negativa sta in effetti proprio nella licenza usata: essa difatti, consente di osservare il codice ma non si potrà nè apportare modifiche nè redistribuirlo. Sarà interessante vedere come si evolverà la cosa, anche sulla base dell’esperienza di passati giudiziari e polemiche per parti di codice "rubati" (la querelle Microsoft-Linus Torvalds vi ricorda qualcosa?)
Per quanto riguarda Google, è più un rumor che altro, ed è stato raccolto al Google WebMastermind dai ragazzi di ossblog. Pare, difatti, che Google sia interessata a rilasciare sotto GPL3 le prossime release del proprio codice.
Ci sarà da divertirsi nel prossimo annno 
(via blog.html.it , ossblog.it, Scott Guthrie blog)
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Mi è stato detto che da ieri sera non è possibile visualizzare questo blog – quantomeno non tutti vi riescono.
Il tutto è da imputarsi al cambio di mantainer del dominio. Serviranno ulteriori 24ore per far sì che il refresh dei dns avvenga correttamente
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Ho rilasciato una patch che risolve un banale problema di visualizzazione per il modulo News Scroller per Joomla 1.0
Nella versione originale di questo modulo (sviluppata da joomlamarket.de), quando configurate il modulo di modo da visualizzare un separatore, che non sia quello standard, tra una news e la successiva, questo separatore compare anche prima della prima news visualizzata nella sezione di scrolling.
Trovate qui la patch in questione.
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Ero intento ad eseguire delle ricerche di dataming per la tesi quando, guardando attentamente il task manager, mi son detto: ma possibile mai che sto usando 2 giga e passa di ram senza alcun motivo apparente?
Certo direte voi, stai facendo del datamining, cosa ti aspetti?
Beh, il processo di Sql Server 2005 (msmdsrv.exe) occupava "appena" 800 MB
Ed il restante giga?
Ingurgitato, succhiato dalle milioni di applicazioncine che uso quotidianamente: last.fm, openvpn, thunderbird, apache, mysql, le milioni di applicazioni del mio sony vaio e i client IM (windows live messenger, gtalk, icq, skype).
Nel tentativo di ottimizzare questo dispendio inutile di risorse, ho iniziato dai tool meno utili ma, paradossalmente, più utilizzati.
Tempo fa esisteva un aggregatore per client IM che si chiamava Trillian; oggi, invece, google alla voce "im client" propone Pidgin – tool del tutto simile a Trillian. ![]()
Essenzialmente si tratta di un aggregatore di IM (Instant Messaging) in grado di far convivere messenger, gtalk, aim, icq e chi più ne ha più ne metta.
Per i cultori del "bello ed inutile", dico subito di dimenticarsi della grafica accattivante del client di microsoft.
Per i cultori del "brutto ma utile ed efficiente" dico subito che risparmierete 25mb di ram (il 50% in meno – e non è poco), avrete un tool che vi controlla la corretta digitazione delle parole nelle finestre delle chat (per intenderci, in pieno stile word), la vostra lista dei contatti vi presenterà anche la foto del contatto ma soprattutto non sarete più soggetti ai blocchi, alle lungaggini e ai crash del client microsoft.
Amen
update: ecco le prime impressioni di utilizzo.
Pro: quando ricevo i file, posso scegliere come e dovesalvarli di volta in volta – per chi usa, come me, gli IM anche per lavoro è un’opzione utile (presente peraltro in qualsiasi altro im open source che io abbia usato – vedi jabber e gaim).
E’ anche possibile aggiungere parole al dizionario interno, di modo da non vedere sempre quei segnetti rossi che ti dicono "hey, guarda che hai scritto una parola che non esiste!!".
Le finestre vengono raccolte in unica finestra-contenitore, navigabile tramite comodi tab – per inciso: mi pare che questa funzionalità sia presente in messenger solo previa installazione di msn plus (eventualmente i cultori del bello ed inutile possono confermare la cosa)
Contro: non si riesce a visualizzare i contatti se non già divisi nei vari gruppi. Pur filtrando la visualizzazione solo ai contatti online, rimane comunque un "bug" (ma mi riservo di controllare) abbastanza noioso, visto che rende la lista dei contatti troppo poco veloce da utilizzare.
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Settimane fa, chidevo a Vito se avesse idea su come installare diverse versioni di Internet Explorer sulla stessa macchina [tra parentesi, avere diverse versioni di Internet Explorer sullo stesso pc è una delle condizioni basilari per ogni buon webdesigner].
Oggi mi viene in aiuto downloadblog, segnalando il programma MutipleIE creato appositamente per assolvere questa funzione!! 
(via downloadblog.it)
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Tornano gli Innovation Days.
Come si legge dal sito:
Gli Innovation Day sono degli eventi pensati per presentare le nuove tecnologie Microsoft al mondo degli Indipendent Software Vendor (ISV) e degli sviluppatori.
Il primo appuntamento è per il 10 ottobre a Milano (oddio in verità è a Segrate) e avrà come obiettivo la presentazione di Visual Studio 2008, Silverlight, IIS7 ed i nuovi servizi di virtualizzazione offerti da Microsoft in Windows Server 2008.
Altri temi affrontati: il nuovo programma Microsoft Partner Program ed il portale InnovateOn.
E’ interessante l’idea di Microsoft: creare un sito/portale dedicato alle aziende che lavorano nel campo dell’IT e che potrebbero sfruttare i consigli dei consulenti della società di Redmond per fare innovation in campo IT, o migliorare i servizi offerti ai propri clienti.
Ciò che proprio non capisco è il presentare la stessa identica conferenza a Roma con mesi e mesi di ritardo – si parla di Febbraio 2008.
Comunque, io ci sarò. Se qualcuno vuole unirsi in questa interessante gita IT me lo faccia sapere
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Della serie, come siamo e come eravamo: ecco com’era un disco da 1GB venti anni fa (sulla sinistra) e com’è oggi (sulla destra).
(via GadgetBlog)
(via Spluch)
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Era di dieci giorni fa la notizia che si stesse diffondendo via messenger un virus abbasanza ostico da eliminare.
Oggi si presenta un problema simile le cui origini si possono ritrovare nel problema dello spam.
Verrete contattati con questo messaggio:
Qualcuno ti ha cancellato dal msn?
Prova http://www.contact-messenger.com/ e formidabile e funziona!!!
Il servizio offerto da questo sito consiste nel visualizzare tutti i vostri contatti messenger e la relativa lista di tutti i contatti che vi hanno eliminato dalla loro lista. Ovviamente, il servizio è disponibile solo dopo aver inserito le credenziali (username e password) del vostro account messenger.
Inutile dire che è una pratica sconsigliata inserire soprattutto le password in siti dalla provenienza "sospetta". In caso l’abbiate già fatto, vi consiglio vivamente di modificare la vostra password di messenger.
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Google ha rilasciato due giorni fa un nuovo servizio di social bookmarking (stile StumbleUpon), noto con il nome di Google Shared Stuff.
Come mostra la figura qui di fianco, per usarlo basta fare un drag&drop della bookmarklet verso la barra del browser. A questo punto basterà cliccare su questo nuovo collegamento, per far comparire una finestra all’interno della quale potremo gestire i link da voler condividere con i nostri amici.
Difatti questi link verranno pubblicati in una pagina che può essere pubblica, un pò come nella oramai arcinota del.icio.us della quale si può far uso, con mio grande stupore, per prelevare i link già pubblicati.
In realtà l’idea nuova sta nell’andare ad inserire qualsivoglia informazione che ci riguardi: dal link al nostro sito, o blog, attuale finanche le foto, tramite google picasa.
Attualmente il pulsante "Share" è presente solo all’interno di Google Video ma, scrivono, che verrà inserito all’interno dei risultati delle ricerche forniteci da Google.
Se da un lato i servizi di Google tendono lentamente, ma inesorabilmente, a convergere in una sorta di mondo interconnesso comandato da Google, non si può non considerare che oramai il concetto di privacy è sempre meno protetto e, purtroppo, proteggibile. Difatti, con una tale abbondanza di social network, blog, servizi web2.0 ed affini non è troppo difficile risalire ad una quantità mostruosa di dati personali. Sarebbe il caso che qualcuno iniziasse ad accorgesene.
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Stasera sono di moda le novità sui social network
Durante il mese di Agosto ho scoperto, non ricordo più come, Viadeo. Si tratta di un social network orientato al business, in pieno stile web2.0.
Personalmente uso costantemente sia linkedin che neurona, oddio più il primo del secondo (scartato per la grafica davvero old-style – inavvicinabile!).
La sensazione di fondo, ciò che mi lasciava un pò perplesso di linkedin era il sentire come se fosse troppo orientato al mondo degli US. Effettivamente pur avendo molti contatti ed un profilo ben quotato (90%), non ho ancora ricevuto alcuna offerta di lavoro e, guardandoci meglio, sono poche le offerte nel settore IT.
L’idea di Viadeo è proprio quella di creare un social network stile linkedin, ma orientato al mondo italiano. Nella home page viene pubblicizzata la base di utenza: si parla di circa 1,6 milioni di professionisti, e quindi quasi il doppio degli utenti di neurona.
Sicuramente il proliferare di tutti questi concorrenti2.0 può creare un pò di scompiglio, del tipo: che palle, un altro?!
Oppure: e ora quale ha senso usare maggiormente?
Credo che la risposta migliore la dia Andrea Felzin sul blog di Tiziano Fogliata:
Noi vogliamo coprire tutto lo spettro delle professioni non solo il mercato dei responsabili dei sistemi informativi e soprattutto riteniamo che l’ Italiano sia una lingua da usare.
Un social network trae la sua forza dalla ricchezza di contatti, noi in Italia partiamo ora ma lo facciamo in Italiano e soprattutto con una sede a Milano degli italiani come dipendenti nel tentativo di entrare in contatto con il mondo reale. Non vogliamo essere un mondo on-line vogliamo essere l’estensione on-line nel mondo reale.
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Grazie a Marco sono venuto a conoscenza di Bzzers – auto-definitasi la prima community italiana di passaparola (e viste le caratteristiche principali del popolo italiano, potrebbe pure avere un grosso successo).
Bzzers è un nuovo social network di consumatori consapevoli e attivi che vogliono essere informati ed informare senza intermediari. Bzzers è pensato come un gioco di ruolo: guadagna punti, cresci di livello e partecipa a campagne sempre più prestigiose.
La grafica del sito è molto accattivante, cosiccome l’usabilità del sito è abbastanza alta. Una volta registrativi, vi verranno chieste alcune informazioni di carattere personale (non ho ben capito perchè sia obbligatorio inserire il proprio domicilio) e di descrivervi tramite l’utilizzo di tag a vostro piacere, in perfetto stile web2.0.
L’idea alla base di questa community è abbastanza rivoluzionaria: è una giusta via di mezzo tra un qualsiasi social network, facilmente scovabili tramite google, e i siti stile linked (e neurona). Difatti l’idea è quella di creare una comunità che si scambi pareri sui vari prodotti commerciali in completa libertà ma, allo stesso tempo, in contatto diretto con i diversi brand presenti sul mercato.
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Erano due giorni circa che stavo impazzendo … sentivo che il mio pc cercava di leggere dal mio floppy disk senza alcuna ragione apparente.
Ho poi fatto caso che questo succedeva in corrispondenza del cambio di traccia da parte di winamp.
Facendo delle ricerche tramite google, ho scoperto che questo bug è da imputare all’ultima versione di last.fm (1.3.2.11).
Il trucco per risolvere questo problema è quello di attivare lo scrobbling di last.fm anche dal floppy disk. Per cui:
- Menu Strumenti -> Menu Opzioni;
- Sezione ‘Scrobbling’;
- Inserire la spunta su a:
(via forum winamp)
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Update: questo post è un regalo [in ritardo] per Alberto – eletto mr. Firefox Extension ad honorem
Nel tentativo di impegnare i tempi morti, mi sono imbattuto in un interessante mappa fornita da Firecat. Si tratta praticamente di tutte le estensioni di sicurezza rilasciate per Firefox
La mappa è divisa in determinate categorie:
- Proxying / Web Utilities
- Information Gathering
- Security Auditing
- Editors
- Misc
- Network Utilities
- IT Security Related
ed è quindi facilmente navigabile sulla base delle proprie esigenze.
(via ossblog.it)
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Nel pomeriggio ho ricevuto parecchie telefonate da persone – in primis la mia amata sorellina – che si son beccate un virus tramite msn.
Sebbene chiunque possiede un antivirus, c’è una benchè minima possibilità di restare infetti, ed è proprio ciò che pare stia succedendo anche a molti contatti della mia lista.
Tutto inizia da un messaggio inviato senza che il mittente ne sappia alcunchè:
ehi aggiungerò quest’immagine di noi al mio weblog
Istantaneamente parte l’invio di un file zip (myphoto.zip) che contiene il virus vero e proprio che, una volta infettato il pc, si riproduce reinviando lo stesso messaggio a tutti i vostri contatti msn.
Come segnalato da Salvatore, questo è un "problema" che risale al 1° Aprile, pur cambiando nome di allegato e virus contenuto, il sistema è esattamente identico. Anche in questo pare, non ho avuto modo di testare in prima persona, che gli antivirus non scoprano nulla. La soluzione ce la offre goFFi, spiegandoci che scaricando il tool msnfix si risolve il problema abbastanza agevolmente (si tratta essenzialmente di rimuovere alcuni file ed alcune chiavi dal registro di sistema).
Note Tecniche
Per tutti coloro i quali volessero evitare di scaricare un tool che esegue delle operazioni all’oscuro dell’utente, ecco la procedura per eliminare il virus manualmente:
- Disattivare il ripristino di sistema;
- Eliminare i seguenti file:
- C:\windows\photo album.zip
- C:\Windows\System32\rdfhost.dll
- C:\Windows\System32\rdihost.dll
- C:\Windows\System32\rdshost.dll
- Eliminare le seguenti voci dal file di registro (start/esegui: regedit):
-
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\ ShellServiceObjectDelayLoad]
rdshost = {xxxxxxxx-xxxx-xxxx-xxxx-xxxxxxxxxxxx} -
[HKEY_CLASSES_ROOT\CLSID\{xxxxxxxx-xxxx-xxxx-xxxx-xxxxxxxxxxxx}\InProcServer32]
@= rdshost.dll -
[HKEY_CLASSES_ROOT\CLSID\{xxxxxxxx-xxxx-xxxx-xxxx-xxxxxxxxxxxx}\InProcServer32] @= rdfhost.dll
-
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\ShellServiceObjectDelayLoad]
rdshost = {xxxxxxxx-xxxx-xxxx-xxxx-xxxxxxxxxxxx}ed il seguente valore alla voce O21 visibile nel log di hijackthis
O21 – SSODL: rdihost – {77346362-72F4-48E9-B076-A921E28DC0F2} – rdihost.dll (file missing)
Chiunque volesse aprire il file .zip incriminato, troverà al suo interno due files: photo album.pif o photo album2007.pif. E’ una versione riveduta e corretta dello storico IrcBot: in realtà non è un vero e proprio virus ma una backdoor. Per maggiori informazioni, come ad esempio la lista completa di tutti gli alias usati, basta riferirsi o all’enciclopedia di viruslist o alla lista dei virus pubblicata da free-av (antivir per intenderci)
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Uno dei più grandi problemi che si affrontano nella "costruzione" di un sito web, è rappresentato dalla diversa interpretazione che i browser forniscono agli standard CSS del W3C.
Finora il problema veniva "banalmente" superato, visto e considerato che i test andavano condotti su solo due browser, i due maggiormente diffusi: Firefox ed Internet Explorer 6. Gli hack più diffusi erano:
html > body
* html
head:first-child + body
head + body
body > element
In seguito all’uscita di Internet Explorer 7, i browser son diventati 3 ed i test, conseguentemente, un pò più macchinosi. Pare, ed il condizionale è d’obbligo, che gli sviluppatori microsoft abbiano posto una maggiore enfasi sull’interpretazione degli standard CSS da parte del nuovo browser di casa Redmond, per cui potrebbe darsi che molti degli hack finora utilizzati non funzioneranno più.
Ed è esattamente questa la situazione in cui mi sono trovato durante uno dei miei ultimi lavori.
Anche in questo caso mi è venuto in aiuto Google ed i ragazzi di aspitalia.
La base di partenza è che Firefox ed Internet Explorer 6 (IE6) gestiscono i margini in modo nettamente diverso. Uno degli hack più usati era questo:
.search {
margin: 4px;
margin: 8px!important;
}
Allora succede che nel fantastico mondo del web, Internet Explorer 6 (IE6) legge il primo, Firefox legge, invece, il secondo in quanto marchiato "important". Internet Explorer 7 (IE7) legge il secondo ma applica i margini come il suo predecessore (misteri della microsoft).
Con la nuova versione di Internet Explorer è stato inserito il supporto per i tag selector che, tuttavia, viene eseguito in un modo non interpretabile da Firefox.
.search {
margin: 4px;
margin: 8px!important;
}
*:first-child+html .search /* solo IE 7.0 */ {
margin: 4px!important;
}
Così facendo, IE6 leggerà i margini definiti in .search, Firefox leggerà i margini definiti in .search con il tag "important", ed infine Internet Explorer 7 (IE7) leggerà i margini definiti per ultimi.
Se invece volessimo applicare un margine diverso per i 3 browser, potremmo sfruttare questo codice:
.search {
margin: 4px; /* IE 6.0 */
margin: 5px!important; /* IE 7.0 */
}
html>/**/body .search /* FireFox*/ {
margin: 8px !important;
}
(via aspitalia.com)
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Loggandomi oggi in Google Reader ho notato una "leggera" ma sostanziale novità: il pulsante "search".
Inutile spiegare a cosa serva nè come si utilizzi … basta segnalarlo
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Dopo aver avuto la geniale idea di eliminare la partizione con Debian (ahimè) causa problemi di spazio, è successo esattamente ciò che temevo succedesse: errore con l’MBR ed impossibile avviare il sistema …
Il panico mi ha pervaso perchè sono in vacanza ed il portatile è l’unico posto dove ho tutto il software e tutti i dati necessari sia per la tesi che per il lavoro. Poi mi è venuta l’idea di usufruire della console di ripristino di windows xp: fixboot e fixmbr e tutto è tornato alla normalità (nonostante i messaggi intimidatori di questi due tool).
Tuttavia non posso non chiedermi perchè windows xp, ad oggi uno dei sistemi operativi più utilizzati in tutti i sistemi desktop non dia la possibilità di avviare il sistema da cd, come avviene con Linux fin dagli albori (rescue e via ogni paura di fare errori drammatici).
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Il mio N73 ha avuto fin dall’inizio una marea di problemi, legati prevalemente ad un malfunzionamento del tasto verde – quello, per intenderci, che tutti noi usiamo per far partire le telefonate.
Durante la vacanza in Salento, ha iniziato a presentarsi un altro bug, altrettanto serio: impostato per collegarsi in modalità duale (gprs o 3G a seconda della rete), di punto in bianco si riavviava, probabilmente per cambiare modalità di connessione.
Preso dallo sconforto, ben sapendo che i centri nokia prima di 60giorni non ti restituiscono il cellulare, ho deciso di aggiornare il firmware (67MB di aggiornamento). Pur non essendoci un changelog, ho confidato che un’azienda seria come la Nokia rilasci un aggiornamento, con relativo cambio di versione, proprio per correggere bug seri.
A primo acchitto questa nuova versione è molto più veloce; il cellulare non impiega più 30 secondi per avviarsi e in generale presenta molti degli applicativi presenti sul Muic Edition (quindi senza ricorrere a pericolosi hack che farebbero decadere la garanzia). Tra le novità che ho notato:
- Lettore multimediale di nuova generazione;
- Applicativo per effettuare ricerche veloci su web (via yahoo.it, paginegialle ed altri motori di ricerca);
- Assenza dello snake tra i giochi;
- Migliore sensibilità del sensore ottico in condizioni di luce diurna (quindi migliore qualità delle foto);
- Aggiunta l’opzione "zoom digitale" tra le impostazioni della macchina fotografica dell’N73 (devo ancora testarla);
- Durante le chiamate, compare un cursore lampeggiante sull’estrema destra del display (cosa vorrai mai significare?)
- Dopo l’aggiornamento compariva, tra i menu, la directory "Internet" – scomparsa in seguito al restore del backup dei dati che avevo fatto prima di far partire l’update;
Tuttavia, questa nuova versione porta con sè un bug colossale che, in base a quanto si legge in rete, penso sia una vera e propria scelta commerciale. Con la versione 4.0726.2.0.1, tutti i cellulari N73 non si possono agganciare via bluetooth alle antenne gps esterne che moltissimi usano per via del TomTom. Ovviamente non è possibile fare un banale downgrade del firmware, se non riportandolo ad un centro assistenza nokia e pagando una cifra che mi sembra sia pari a 25 euro.
Praticamente il ragionamento della Nokia è questo: noi vi diamo cellulari all’avanguardia, con tutto il software di questo mondo, MA se volete usare un’antenna gps esterna dovete acquistare la nostra. Complimentoni!



















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