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Nov
10

Veneti alluvionati

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Politica, Riflessioni

Premesso che, da calabrese, i veneti hanno tutta la mia solidarietà.

Premesso questo, stamattina stavo ascoltando (come sempre), la trasmissione radiofonica Radio anch’io condotta da Ruggero Po.

Oggi si parlava dell’alluvione in veneto e durante la prima mezzora era collegata la vice direttrice (o qualcosa del genere) del corriere del veneto. Durante il suo intervento parlava di “veneti orgogliosi”, “veneti operai”, “veneti che producono il 16% del PIL nazionale”, “veneti che hanno diritto al sostentamento dello stato perchè se lo sono guadagnato”, ecc. ecc.

Ora, io faccio un ragionamento molto semplice: la richiesta di aiuti [monetari] da parte dello stato, in caso di calamità naturali, non dovrebbe essere richiesta in virtù della compartecipazione di una certa percentuale al PIL nazionale.
Inoltre, i signori veneti, elettori della Lega Nord, sono gli stessi che anni fa avevano tra i loro motti “Forza Vesuvio” e “Forza Etna” o anche “quanto sono porci questi romani“.

Il tempo è galantuomo, disse quel saggio uomo di mio padre: oggi gli stessi leghisti veneti si trovano a chiedere aiuto a quello stato, cioè a quella roma ladrona, che tanto disprezzano.

Non che noi “terroni” siamo contrari, però ci vorrebbe un minimo di coerenza nella vita.

Infine, un piccolo appunto alla giornalista del corriere del veneto: ma se i veneti sono tanto operosi e precisi sia nel pagare le tasse che nel rispetto della legge, come mai si è arrivati a questa alluvione? Non sarà mica che anche voi, come i campani ed i calabresi e tanti altri, avete costruito dove non si poteva costruire? Non sarà mica che anche voi, come i liguri o i toscani, non avete pensato alle opere di contenimento quando avreste dovuto?

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Sep
14

Lo sciopero dei calciatori

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Politica, Riflessioni, Sport

Leggo e riporto la lettera che Aurora Longo ha inviato a calcioblog:

Carissimo Massimo sono Aurora, educatrice asilo nido trentaduenne campana emigrata in Toscana da otto anni in cerca di un lavoro stabile, portavoce dei Movimenti Disoccupati e Precari di Firenze e d’Italia, volevo rispondere a questo tuo pensiero che mi ha tanto colpito perché noi purtroppo non ci sentiamo nemmeno persone, ma solo schiavi, che pur di arrivare a fine mese, anzi a fine giornata, siamo costretti ad accettare di lavorare in qualsiasi condizione.
Oltre a curare i tuoi interessi e leggere i giornali sportivi, ti è giunto all’orecchio delle gravi problematiche sul mondo del lavoro? Volgi lo sguardo oltre il tuo mondo fiabesco?

Negli stadi si osserva, giustamente, un minuto di silenzio, si indossa la fascia nera, si indossano magliette per tanti buoni scopi, si organizzano partite di beneficenza , ma mai e dico mai, un pensiero, una parola, uno striscione, sulle morti bianche, sul lavoro nero, su persone che ogni giorno perdono posti di lavoro. Da oltre due settimane in Italia ci sono precari in sciopero della fame per un lavoro a tempo determinato, retribuito con poco più di 1000 euro al mese per i pochi mesi che forse riusciranno, se fortunati a lavorare durante un solo anno, persone che purtroppo si tolgono la vita perché gli è stata tolta la DIGNITA’, madre che gli viene tolta la figlia neonata solo perché guadagna appena 500 euro al mese.

Noi disoccupati, precari, poveri dobbiamo anzi ci costringono a farlo, arrovellarci su come arrivare a fine mese, combattiamo perché vorremmo una svolta nella nostra Italia e Voi avete deciso di scioperare per motivi a me futili , visto i vostri lauti guadagni che offendono tutti, lavoratori e non. Come faccio a spiegare ad un bambino tifoso, anzi amante del calcio del vostro sciopero, bambino a cui spesso si deve dire NO anche per una semplice bustina di figurine?

Che modello educativo, umano e civico può dare ai tanti giovani questa vostra presa di posizione, visto che siete il loro modello da seguire? Forse potrebbe avere un senso se vi trovaste in prima persona a sostenere fattivamente e personalmente il mondo dei cittadini espulsi dal lavoro che sta’ urlando in varie piazze la loro disperazione, mettendo a disposizione la vostra istanza per ricostruire una società che rimetta al centro dei propri obbiettivi la DIGNITA’ e i DIRITTI di ogni individuo.

E’ giusto che tuteliate i vostri diritti da lavoratore e sicuramente non è colpa vostra se questa società ha generato mostruose diseguaglianze, così mostruose da far indignare le tante migliaia di persone che ogni giorno lottano per sopravvivere qui in Italia e non nel Terzo Mondo. Spero di avere una risposta a questo mio scritto che dia un senso alla vostra iniziativa e al mio sentirmi “ NULLA” per poter ritornar ad essere una fiera tifosa delle squadre di calcio italiane.
Firenze 11/09/2010
Aurora Luongo

Aggiungo solo un dettaglio. Ero solito definirmi schiavo, sbeffeggiato da tutti qui dentro (INPS). Da un pò, ho iniziato a definirmi bracciante informatico.

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Dec
5

AspItalia Real Code Day 4 dicembre 2009 Firenze

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Riflessioni, Technology

Sono appena tornato dalla conferenza di ASPItalia “Real Code Day”, organizzata a Firenze nella struttura della Scuola Superiore Tecnologie Industriali (SSTI).

Tralascio l’organizzazione, appena sufficiente, considerati i problemi di rete e le continue sospensioni perchè dislocati in più aule collegate in wifi (numerosa partecipazione e, per dovere di cronaca, sentite scuse da parte di tutti anche di un tizio che credo sia il presidente/direttore/responsabile del SSTI.

Mi è piaciuta molto la disponibilità di Stefano Mostarda e Riccardo Golia al dialogo con tutti i partecipanti: una spanna sopra tutti.

Mi son piaciute molto meno le sessioni su WPF e Silverlight 4.0, troppo caciaroni e poco professionali gli speaker, il che, inevitabilmente, ha portato a disattenzione generale (soprattutto nelle aulee collegate in wireless) – una domanda su tutte: ma che ci frega di Silverlight e WPF e dello XAML, noi vogliamo vedere Blend (poi lo XAML ce lo leggiamo online).

Positivo il fatto che questa conferenza, come le altre due che ho seguito negli ultimi due mesi (ed organizzate direttamente da Microsoft), ti fanno tornare la passione di sviluppare applicazioni web di un certo livello e di approcciarsi al mondo dello sviluppo in un modo che non è per niente riscontrabile nella città di Roma (almeno nella mia diretta esperienza personale – spero esistano realtà diverse).

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