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Aug
24

La mia proposta per uscire dalla crisi

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Politica, Riflessioni

Nell’ultimo mese pare che tutti si siano accorti che siamo in un periodo di forte crisi e, dico io, di recessione – scusatemi, ma non era la giustizia il problema principale cui porre rimedio? Non era tutta colpa dei giudici comunisti se questo paese non funziona?

Fatto sta che iniziano ad uscire proposte tese a risolvere i problemi di un sistema economico che non funziona. E tra la ridda di ipotesi, chi vuole eliminare le province (anche se giusto qualche mese fa si era astenuto), chi vuole aumentare l’IVA, chi vuole diminuire l’IRAP, bla bla bla, si sta facendo solo della grandissima demagogia.

Allo stato attuale il paese è fermo, la macchina Italia non sta più camminando (e questo avviene già da qualche anno), e le soluzioni proposte non credo verranno mai attuate. Ci credete che andranno ad eliminare l’istituto delle province, con il conseguente (forse) taglio di migliaia di dipendenti e (sicuramente) di poltrone?

Da non economista e sicuramente da avverso alla politica di questi tempi, propongo 3 fattori, sicuramente non demagoghi e probabilmente più attuabili di altre proposte (sebbene viviamo in un paese bigotto e arretrato culturalmente):

Evasione Fiscale Prostituzione Legalizzazione droghe leggere

1. lotta all’evasione fiscale: non c’è dubbio che riducendo l’evasione si risolverebbero gran parte dei problemi. Ma se ne parla da anni, e nonostante il sistema Agenzia delle Entrate sia notevolmente migliorato, siamo ancora qui a contare cifre iperboliche. C’è chi ha proposto di applicare il concetto di gamification alla lotta all’evasione: idea affascinante ma poco perseguibile (esiste già qualcosa del genere per gli affitti in nero – altro bel problema – eppure nessuno denuncia i proprietari di casa, come mai?!).
Penso che l’unica strada percorribile sia quella di abbassare la soglia di tracciabilità a 100 euro, così che non sia possibile far girare soldi in nero (la proposta di Tremonti di portarla a 2500 euro va proprio in questa direzione) – parallelamente, e su questo non si scappa, bisogna far pagare le tasse al Vaticano. Mi preme far notare quanto il sistema informazione sia censurato, come mai i giornalisti non ne parlano più? Bisogna assolutamente spingere su questo argomento, non è pensabile che il 25% del patrimonio immobiliare di questo Paese sia nelle mani dei “preti” e che non ci paghino le tasse come tutti noi.

2. legalizzazione prostituzione: basta essere bigotti. In questo Paese tantissimi vanno a puttane. Ho vissuto per un anno e mezzo a Roma in via Renzo Rossi e le mie vicine ero prostitute – a 50 euro a cliente ogni giorno tiravano su migliaia di euro … in nero! Ammettiamo che agli italiani piace andare a puttane, riapriamo le case chiuse, ci sarà più igiene, più controllo del territorio e soprattutto più entrate nelle casse dello stato.

3. legalizzazione droghe leggere: come sopra. Inutile prendersi in giro, la stragrande maggioranza degli under 40 fuma spinelli (hashish o marijuana). La California l’ha fatto per salvarsi dalla bancarotta: l’idea è quella di tassare le coltivazioni e la vendita, esattamente come avviene per tabacco ed alcolici. Secondo stime riportate dal deputato californiano Tom Ammiano, si parla di un giro di miliardi di dollari che, aggiungo, verrebbero sottratti alla criminalità organizzata.

Vogliamo uscire dalla crisi? Ci vuole pragmatismo, ammettiamo chi siamo, e cerchiamo tutti noi di fare quello che possiamo, senza confidare che questo o quel politico possa portarci sulla retta via.

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May
10

Decreto sviluppo 2011: cosa cambia per gli appalti pubblici

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Giorni fa avevo già criticato le decisioni del governo in termini di sviluppo turistico.

Oggi, leggo sul blog di PMI.it:

Appalti

Procedura negoziata con bando: per opere pubbliche fino a un milione di euro, si potrà procedere all’affidamento “senza gara d’appalto” ed i lavori potranno essere affidati direttamente dal responsabile del procedimento.

L’invito dovrà essere preventivamente rivolto, per lavori superiori a 500mila euro, ad almeno dieci soggetti e, per lavori inferiori a 500mila euro, ad almeno cinque soggetti.

Non sono un consulente del lavoro nè un commercialista, ma semplicemente leggendo queste due righe mi chiedo: ma quanti soldi andranno bruciati? Quanto aumenterà la criminalità e l’illegalità in questo paese?

Ed ancora: dal turismo allo sviluppo economico, tutto pare passi per l’edilizia ed in generale il concetto di appalto.
Chissà cosa succederà a breve ….

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Feb
17

decreto milleproroghe, decreto mille tasse

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Mentre berlusconi è impegnato a non dirsi preoccupato per l’indagine che lo coinvolge, mentre fini cerca di capire come fare un partito, casini come fare per riuscire a dividersi ulteriormente per poter stare con tutti, mentre il pd fa l’ennesima figuraccia (leggasi l’essersi calato le braghe con bossi per poi sentirsi rispondere con un secco ‘no’), mentre questo paese parla solo ed esclusivamente di sanremo e delle puttane di berlusconi, il governo ha approvato il decreto milleproroghe.

Dicevano che era il governo dei tagli alle tasse, della crescita economica.
Bene, vediamo un pò cosa comporti effettivamente questo decreto milleproroghe:

1) Introdotta tassa di 30 euro più marca da bollo di 8 per ogni ricorso al giudice di pace.
2) Eliminata la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali;
3) Eliminata la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti.
4) Cancellato il credito d’ imposta, introdotto da Prodi, del 10% alle imprese che fanno ricerca ed innovazione.
5) Niente restituzione fiscal drag a lavoratori e imprese.
6) Introduzione della cosiddetta tassa sulla tecnologia (lettori multimediali, telef. cellulari, computer)
7) Aumento tariffe dell’ acqua (grazie alla privatizzazione fatta da Tremonti, art. 23 bis decreto legge 133/2008)
8 ) Aumento delle tariffe postali
9) Aumento pedaggi austostrade Anas
10) Aumento di 3 euro sui biglietti aerei per chi parte da Roma e Milano, per qualsiasi destinazione e su qualunque compagnia, low cost incluse.
11) Aumento biglietti dei treni, sia regionali che a lunga percorrenza.
12) Raddoppio dell’ IVA sugli abbonamenti alle pay tv
13) Tabacchi: aumentano sigarette low cost e tabacchi
14) Aumento canone Rai
15) Confermata l’applicazione dell’Iva sulla tassa rifiuti, nonostante sentenza contraria Corte Cosituzionale.
16) Stretta fiscale sulle compagnie assicurative
17) Imposta di scopo (i comuni possono istituire nuovi tributi, ad es. tassa di soggiorno per i turisti) per favorire investimenti nel territorio comunale.
18) Concessa alle regioni la possibilità di aumentare fino al 3% l’ addizionale Irpef.
19) Istituzione pedaggio sui raccordi autostradali (ad es. Firenze-Siena, Roma-Fiumicino, Salerno-Avellino, tangenziale Bologna)
20) Aumento aliquota contributiva, dal 25 al 26%, per iscritti a gestione separata INPS (professionisti senza previdenza di categoria, venditori a domicilio e lavoratori autonomi occasionali)
21) Aumenta al 10% (dal 7-8) l’ “aggio” per la riscossione dei tributi concesso alla Riscossione spa. La nuova norma implica un aggravio per il contribuente pari al 2.5% circa in caso di pagamento dopo il sessantesimo giorno.
22) Aumento di 1 euro per i biglietti del cinema (ad eccezione delle sale parrocchiali)

Certamente è presente la sospensione del pagamento delle tasse per i terremotati d’abruzzo fino al 30 giugno 2011, e sono anche presenti i 100 milioni (sottratti al fondo fas) per i liguri ed i veneti …

si, in definitiva è meglio tornare a parlare di puttane

(via http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it/post/2587015.html)

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Oct
15

La Banca del Mezzogiorno

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Signori e signori preparatevi: altra pioggia di soldi sul deleritto sud. Soldi che sicuramente finiranno nelle tasche dei soliti noti.

Tuttavia, non so se mi fa più paura che, per l’ennesima volta, lo Stato pensi di aiutare il sud regalando soldi, o sentire il ministro, della nostra disastrata economia, affermare:

Lo Stato avrà il ruolo del socio promotore. Ma la Banca del Mezzogiorno non può diventare “un carrozzone” anche perchè l’Unione europea non lo consente. Ora – ha aggiunto Tremonti – anche resistenze preconcette su questa iniziativa vengono meno. In sede Abi e Confindustria c’è apprezzamento crescente».

«È un ruolo da definire, stiamo studiando, ma un ruolo molto importante nella Banca del Mezzogiorno lo può avere Poste Spa

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Nov
19

Siamo in onda, Concertone alla Sapienza per non fermare l’onda

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Sono tornato da poco dal concerto organizzato alla Sapienza dai collettivi studenteschi.

La serata è iniziata piuttosto male già all’ingresso. Si viene accolti da un grande striscione con scritto “ingresso libero .. gradita donazione anche di 2 euro”. Bene, decido di non versare la donazione per tutta una serie di motivi: primo dei quali da ricercarsi nel fatto che io lavoro e mi faccio il culo per arrivare a fine mese. Chi mi spiega come verranno investiti questi soldi? Auto-finanziamento, parola di cui spesso si abusa, è troppo aleatorio per regalare un euro.

Non l’avessi mai fatto, vengo veementemente fermato da una ragazza che mi inizia a parlare per frasi fatte ” ma la politica .. ma il movimento .. autofinanziarsi ” .. le dico “guarda che c’è scritto ingresso libero e io liberamente non verso un cent”. Non avendo voglia di proseguire la polemica, me ne vado … mi verrà riferito in seguito che mi è stato detto “sei una merda”.

Questo è il modo di esprimersi e convincere la gente ad entrare nel movimento. O fai come dicono, o vieni etichettato. Questo è fascismo e fatto da gente che si vanta di essere di sinistra, sinceramente, mi fa un pò specie.

La serata era molto affollata, ci saranno state almeno 5mila persone, sparse per l’immensa e maestosa città universitaria (a un euro a capocchia …). Ovviamente i 2/3 fumavano erba e hashish, niente coca (almeno io non ne ho vista) – ma visto l’ambiente ci sta tutto.

Nella piazza era sistemato un mega palco (da dove sono stati presi i soldi per montarlo?) da dove persone a me ignote parlavano dei problemi del paese, chiaramente con toni violenti e altrettanto chiaramente anche troppo ideologici. Un esempio su tutti: ci si lamentava che in italia gli immigrati vengono sfruttati per raccogliere pomodori. Bene, giusto, vero! Però perchè non diciamo anche che lo fanno perchè per loro l’alternativa è l’illegalità e poi noi, in fondo, siamo troppo ‘signori’ per fare quel tipo di lavoro !?

Ho anche scoperto che il cpt di modena prende 100 euro dal governo per ogni immigrato che accoglie. Questo cpt è diretto dal fratello di giovanardi (mi riprometto di fare ricerche per verificare che sia il vero). Eppure ora alla Sapienza, si sta presentando come senatore accademico, Aldo Pecora. Per chi non lo sapesse, quel ragazzetto che si vanta di aver fondato il movimento “Ammazeteci tutti” e che tra una comparsata in tv e l’altra, ha ben deciso di scendere in politica. Ma questa, forse, è un’altra storia.

In giro c’era il delirio di sporcizia, e la maggior parte dei muri erano imbrattati di scritte. Ora io mi chiedo: state protestando per la riforma universitaria. Sapete dell’esistenza dei baroni e degli sprechi e che fate? Costringete l’università a spendere ulteriori soldi [che non ha] per ripulire il tutto. Questa sì che è coerenza.

In linea generale mi pare che il movimento si stia disperdendo, avvicinandosi pericolosamente i mesi degli esami. Era prevedibile, ma sempre deludente come fine per un ambiziosa idea.

La tristezza più grande è che in realtà mi trovano anche daccordo con molte delle idee alla base della loro protesta. Purtroppo però, a mio parere, sbagliano i modi. Non si può pensare che l’attuale classe politica abbia l’onestà morale di sovvertire il sistema. E’ giusto protestare, vuol dire che la gente ha ancora la ‘semi-libertà’ di esprimere la propria opinione, però siamo davvero sicuri che si raggiungerà l’obiettivo? Onore a loro se ci riescono, io resto dell’idea che è nelle banlieu che troveremo la risposta ai nostri perchè.

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Oct
30

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni (5): sulla finanziaria

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Ieri sera discutevo con una cara amica che studia alla Sapienza su ciò che sta avvenendo nel mondo della scuola ed universitario. Mi ha perplesso come si possano travisare le informazioni e ciò che effettivamente è.

Leggo dalla legge finanziaria DL 133:

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Detto e riportato questo, mi stupisce come professori, rappresentanti degli studenti, rettori e quant’altro, indicano manifestazioni pubbliche effettuando voli pindarici.

Mi è stato detto che era certo che le Università diventassero private, quando invece il testo sopra riportato parla chiaramente di “possibilità di divenire Fondazione privata” – che è ben diverso da società privata.
Mi è stato detto che saranno alzate le tasse – non vedo scritto questo da nessuna parte.
Mi è stato detto che l’Università sarà comprata da privati – anche questo non lo vedo scritto da nessuna parte.

La verità, ed inizio a convincermene sempre di più, è che in questo paese tutti si lamentano ma nessuno propone qualcosa di costruttivo. Probabilmente sarebbe meglio restare in questa stasi da terzo mondo.

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Oct
28

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni (3): tagli alla scuola privata paritaria

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Leggo su repubblica dei tagli alla scuola privata paritaria (grazie a mauro per la segnalazione):

Un taglio di 133 milioni di euro per il 2009 alla scuola privata paritaria.
La decurtazione di risorse è prevista nel ddl di bilancio, all’interno delle tabelle del Ministero dell’Istruzione. In particolare, si passa dai 535 milioni previsti per il 2008, a 402 milioni nel 2009, a 406 nel 2010 e a 317 nel 2011.

La Federazione Italiana Scuola Materne (Fism), che rappresenta oltre 8.000 scuole materne paritarie cattoliche (il 60% delle scuole paritarie) ha inviato una lettare ai deputati della Commissione bilancio della Camera, che sta esaminando la finanziaria, chiedendo ”l’immediato ripristino” della somma”.

Mi verrebbe da dire: viva l’Italia !! (e questa volta la maiuscola ci sta tutta)

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Oct
28

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni (2)

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Recupero dal blog di Alberto, un’interessante dichiarazione di Piero Calamandrei, risalente al 1950 (si parla di scuola pubblica e scuola privata):

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.

Mi fa strano che si potessero esprimere, nel lontano 1950, idee tanto vicine alla nostra odierna realtà.
Sono quasi completamente daccordo con ciò che viene scritto se non per il fatto che la scuola pubblica attuale è ben lontana dall’essere imparziale – quantomeno nel liceo (di cui ho ancora ricordi coscienti) – essendo politicizzata quasi quanto l’università.

In realtà non ho termini precisi per poter esprimere la mia opinione in materia di scuola elementare. So solo che io sono cresciuto con una sola maestra e ne ho un ricordo sublime. E’ anche grazie a lei che sono ciò che sono. E’ vero, la società evolve, ma vorrei anche capire cosa implica per un bambino avere più insegnanti.

A chiosa del problema scuola, due link utili:
1. Il decreto Gelmini (notare che è DL 137 e non DL 133 – come tutti dicono)
2. Il vero DL 133

A seguire parlerò di università – il tema caliente.

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Oct
27

Sulla riforma della scuola e relative manifestazioni / occupazioni

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Pensieri sparsi.

Alberto tempo fa si lamentava dell’assenza nella blogsfera di una seria ed attenta dialettica sull’argomento. Personalmente posso dirgli di non averne potuto parlare prima perchè la visione dello stesso non era chiara – e tuttora ho dei paurosi buchi neri.

Difatti, oggi come non mai, si vede quanto i giornalisti siano asserviti al potere. I primi giorni di proteste, si sono limitati a riportare notizie di manifestazioni ed occupazioni senza spiegare ciò di cui si parlava nè tantomeno perchè si protestava.

A tuttoggi non dicono che gli universitari se la prendono con la gelmini, quando invece se la dovrebbero prendere con tremonti (a meno che, colti da impeto altruista, i collettivi non abbiano a cuore le sorti della scuola materna ed elementare, ma ne dubito).

Non raccontano i fatti per come realmente avvengano: perchè non dire che il giorno successivo ad uno dei primi giorni di occupazione, la ditta incaricata di effettuare le pulizie della struttura della Sapienza, si è rifiutata causa feci, vomito e quant’altro cosparso dagli occupanti nottetempo? Ed aggiungo: la Sapienza ha dovuto pagare un’ulteriore ditta per provvedere alla pulizia dei locali – non sarebbe stato piuttosto il caso di far pulire tutto agli occupanti stessi, che dubito fortemente a casa loro vivano in situazioni igieniche di questo tipo?

La sensazione che ho è che la maggior parte di quelli che protestano, lo facciano in quanto pecoroni e probabilmente non sanno nemmeno ciò di cui parlano.

Tralascio commenti sui servizi scandalosi portati avanti in questi giorni dal tg4 e, come sempre, pro-governo. Ne consiglio la visione a tutti coloro i quali non sappiano cosa sia l’informazione di regime.

A seguire altre considerazioni

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