Prima parte
Seconda parte
Quarta parte
Quinta parte
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Terminai il periodo della triennale in esattamente 3 anni ed una sessione .. non male, suvvia!
Lì però iniziò a passarmi la voglia di studiare. Credo che la mia più grande colpa sia stata quella di farmi assorbire dal sistema, un sistema marcio, gestito da gente che ama il "potere" e pochissimo l’insegnare, il divulgare la conoscenza – che poi dovrebbe essere il fine ultimo di ogni professore. La specialistica fece subito capire cosa ci aspettava – altro che "creme della creme" come ci definì il professore di Calcolatori Elettronici (a cui sarà riservata una sezione particolare). Tutti i corsi frequentati – non oltre le prime due lezioni. quelle, per intenderci, dove vieni a sapere di cosa si parlerà – si sono messi in luce per essere una mera e triste ripetizione di ciò che si era già studiato durante la triennale (se non per qualche capitoletto qui e lì). Tutti gli esami richiedevano scritto, progetto ed orale: se si pensa ad un totale di 20 corsi, capirete l’enorme perdita di tempo e per quale ragione, alla fine della fiera, l’età media con cui si esce da Ingegneria è 28,1 anni (quando, poi, con la vecchia riforma universitaria la media era pari a 28,8) – per cui io son fortunatissimo ad essere riuscito a terminare in 26,9 anni 
L’università dovrebbe rappresentare il portone grazie al quale i ragazzi entrano nel mondo del lavoro. Dovrebbe rappresentare quel percorso di maturazione per gli sbarbatelli del liceo, per le matricole, che li porterà poi a lavorare per cercare di realizzare i loro sogni. Invece si dimostra semplicemente un matusalemme, dove, rispetto a ciò che ti viene chiesto quando poi vai a lavorare, ti viene insegnato solo ed esclusivamente ciò che serviva, forse, 20 anni fa .. Certo, è indiscutibile che le basi teoriche siano indispensabili ed è altrettanto indiscutibile che molti corsi vengano sottovalutati rispetto alla loro importanza reale (vedi analisi e geometria), però, santo dio, è mai possibile organizzare un corso di laurea in ingegneria informatica ed improntarlo solo ed esclusivamente all’ingegneria elettronica ed automatica?
E qui entriamo nel discorso Calcolatori Elettronici. A Bologna viene tenuto da un signorotto, che fa il bello ed il cattivo tempo senza che nessuno dei professori (preside incluso), possa nè dire nè fare alcunchè. Sempre grazie a questo signorotto, quest’anno la Facoltà di Ingegneria – sede di Bologna, ha lettarlmente regalato alla Facoltà di Ingegneria – sede di Cesena – un numero di laureati pari al totale del 2006 (e cioè 21). Questo perchè? Bella domanda. Fatto sta che la sede di cesena prenderà i finanziamenti ministeriali per questi laureati con sforzo 0, sia in termini di tempo da parte dei professori, sia in termini economici: è Bologna che ci ha portato avanti, Cesena si è limitata a farci laureare (buon per loro).
Una delle idee è che probabilmente ci sia stata poco uniformità di giudizio tra i 20 professori dei diversi corsi affrontati. Da un lato una selva di persone pronte a farti passare gli esami più o meno agevolmente: sufficiente il tempo impiegato per preparare ogni singolo esame (più o meno eh); dall’altra LUI, quello che ti costringeva a svegliarti di sabato mattina per andare all’esame alle 8.30 in punto. Quello che non pretendeva un secondo di ritardo alle lezioni mattutine (giustissimo, per carità!). Quello che senza ombra di dubbio è stato anche il miglior professore in assoluto, dal punto di vista della qualità della didattica. Quello che pretendeva tu ti registrassi per andare a ricevimento e nel caso in cui poi non ti presentavi, ti decurtava il voto dello scritto. Quello che ti dava solo 3 possibilità di consegna per la prova scritta ed un anno di tempo per preparare tutto lo scibile possibile per andare a farti massacrare all’orale, dove ti faceva mille domande sulla scheda da lui progettata nei primi anni ’80.
La poca voglia unita a questa situazione, diciamo così "particolare" portò alla decisione di trasferirmi a Cesena (almeno dal punto di vista esclusivamente universitario) dove, appunto, mi sono infine laureato. Poi vabbè ci sarebbe da commentare il periodo di tesi.
Se è vero che quello della triennale è stato un inferno, allora qualcuno avrebbe potuto obiettare nello stato di coincidenza di certe cose. Tuttavia, il verificarsi per una seconda volta consecutiva delle stesse identiche situazioni, verrebbe da far pensare che non di coincidenza si tratti.
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