Circa un anno fa lamentavo la scarsa trasparenza ed il pessimo servizio assistenza di Edreams.
Oggi l’Antitrust ha multato Edreams, Expedia ed Opodo per complessivi 415 mila euro per lo stesso identico motivo delle mie lamentele
Circa un anno fa lamentavo la scarsa trasparenza ed il pessimo servizio assistenza di Edreams.
Oggi l’Antitrust ha multato Edreams, Expedia ed Opodo per complessivi 415 mila euro per lo stesso identico motivo delle mie lamentele
Come comunicatomi una settimana fa (circa), finalmente son passati i 30 giorni lavorativi e la transazione bancaria è decaduta per termini.
Morale della favola: son rimasto per un mese e mezzo con qualche centinaia di euro appesi nel limbo finanziario.
Grazie edreams
Quando ho acquistato i biglietti del volo Roma-Parigi si è verificato un problema utilizzando la piattaforma di EDreams.
Per l’acquisto ho fatto uso della carta di credito Mastercard Paypal, quindi ho dovuto preventivamente effettuare una ricarica dell’importo richiesto.
Il sistema mi ha inviato una mail riferendosi all’acquisto da poco effettuato. Subito dopo ho ricevuto un’ulteriore mail nella quale mi si diceva dell’impossibilità di proseguire correttamente con l’emissione dei biglietti a causa di “fondi insufficienti“.
Ovviamente i fondi c’erano tutti, tant’è che mi hanno scalato un importo esattamente pari a quanto richiesto. Dopo una serie di telefonate, scopro che devo per forza di cose effettuare un’ulteriore ricarica.
Ad oggi, a distanza di un mese esatto, i soldi risultano ancora bloccati da una transazione di AirFrance e non è possibile sbloccarli se non tramite un fax di AirFrance stessa.
Ho provato a contattare Edreams ed AirFrance via mail, con i conseguenti tempi [biblici] dei suddetti, mi son ritrovato nella condizione di dover telefonare ai loro contatti – chiaramente si parla di numeri 199 (AirFrance) ed 800 (Edreams) ed altrettamento chiaramente il costo minimo da cellulare è di oltre 1 euro al minuto.
Oggi ho scoperto che non posso fare altro che aspettare che passino 30 giorni lavorativi dall’acquisto e la transazione scadrà, rilasciandomi i soldi lì bloccati.
Potevano dirmelo prima ma, alla fine, in questo paese, ci provano tutti!
A distanza di giorni dal mio ritorno da Parigi la prima cosa che mi viene da scrivere è: “La metro di Parigi è da orgasmo”.
14 linee, non si è mai costretti ad uscire fuori dal tube per giungere a destinazione.
Girare la città così è davvero semplice e ti consente di non doverti impelagare in ore ed ore di traffico. Da questo punto di vista, Roma è anni luce indietro rispetto a Parigi e Londra.
Mi si dirà: “si va bene, ma qui abbiamo la storia, ma qui non si può scavare, bla bla bla”.
I fatti dicono che la metro A è stata inaugurata 30 anni fa e ad oggi la capitale offre solo due linee di metro e, ancora più grave, molte zone della città non presentano nemmeno la preferenziale per gli autobus.
Poi ripenso a Parigi e mi dico: cara!
Ho speso più in 3 giorni in Francia che in 3 settimane a Roma … e senza concedermi cene fuori. Le spese son limitate allo stretto indispensabile per cibarsi (crepes e mc donald’s), le spese di trasporto e qualche drinks.
Ecco capitolo drink: i miei amici qui a Roma si lamentano degli shot di amari e rum a 4 euro (che se confrontati con i prezzi di molte realtà calabresi, risultano sicuramente esorbitanti). Bene, a parigi uno 0,4cl di baileys costa ben 8 euro – stesso discorso dicasi per tutti gli altri alcolici. Una birra da 0,25 ci è costata 4,3€.
Ah strano che a Parigi i prezzi siano indicati in questa strana forma: 4€30 .. valli a capire questi francesi!! Come d’altronde, poco chiaro è il fatto del perchè mi abbiano chiesto di digitare il pin della carta di credito, quando in Italia si limitano a farti apporre una firma sullo scontrino (Marco ha una sua teoria in merito).
Sono tornato ieri notte da Parigi, giusto in tempo per fare le 3 lavorando in previsione della prima consegna per un nuovo progetto per il Comune di Roma.
Ho appena finito di rispondere a tutte le mail accumulatesi nel weekend.
Pazzesco!
Presto dirò di Parigi ed anche degli ultimi fatti avvenuti in Italia
Tra un paio di settimane dovrò andare a Parigi, per tale motivo sono alla ricerca di un albergo.
Noto con dispiacere che ci sono alberghi parecchio fatiscenti a prezzi elevatissimi, almeno confrontandoli con quelli italiani (e di Roma nello specifico).
E’ stato, paradossalmente, molto più semplice trovare una sistemazione a Barcellona o Valencia piuttosto che nella città francese.
L’anno scorso, per chi si ricorda, avevo scritto che il tratto di A3 tra Gioia Tauro e Reggio Calabria, ti costringe ad effettuare manovre al limite dell’incredibile.
Ieri, a distanza di circa un anno, ho visto una scena agghiacciante: una fila unica di macchine ferme, che andava da Villa San Giovanni a Palmi (circa). Per chi non è del luogo, stiamo parlando di circa 30km di autostrada [a corsia unica].
La causa? Nessun incidente, è solo che lì l’autostrada è sempre peggio, ogni anno che passa. Chiaramente i quotidiani nazionali non se ne occupano, tanto, i problemi della Calabria non riguardano assolutamente i cittadini italiani.
Fatto sta che, per andare da Gioia Tauro a Reggio Calabria si impiegano dai 40 ai 60 minuti (se va bene) per percorrere circa 40km di autostrada. Una volta si becca il camion che procede a 30km/h, la volta successiva una macchina che procede ancora più lentamente perchè, magari, non abituata ad assurdità del genere.
Mi chiedo come facciano i pendolari a fare quella strada tutti i giorni. Una vera follìa .. e si lamentano del traffico a Roma
Ah un’ultimo appunto: in una delle decine di volte che mi sono recato a Nicotera ultimamente, mi è capitato che una macchina mi si piantasse davanti per un guasto. Ovviamente, essendo l’autostrada a corsia unica, l’unico modo per evitare l’ostacolo è quello di andare nella corsia in senso opposto, con le macchine che ti vengono incontro, rischiando di fare un bel frontale.
… Finalmente!!!
ps: sono partito venerdì alle 21 da Roma, alle 5 di mattina ero a Girifalco. Alle 3 di pomeriggio sono partito da Girifalco destinazione Nicotera Marina. Alle 18 sono partito da Nicotera ed alle 20 ero a Reggio Calabria. Ovviamente il traffico l’ho incontrato SOLO nel tratto Gioia-Scilla: velocità media di 20km/h – 2 ore per arrivare.
La decisione di andare a Valencia è in larga parte dovuta allo smisurato amore di Vittorio – mio carissimo amico – verso questa città.
L’aereo da Pisa arriva a Valencia in un orario abbastanza scomodo per le abitudini cittadine: tra le nove e mezzanote la città si svuota. Decidiamo di recarci all’Hotel, sito a ridosso della old town, con un taxi – paghiamo circa 10 euro, non troppo se paragonato ai prezzi italiani (scopriremo successivamente che la metro, al costo di 1,35€, consente di percorrere la tratta aeroporto-centro città abbastanza agevolmente).
Ciò che colpisce immediatamente è la caratteristica prettamente mediterranea della città: il mare e le grandi spiagge, le palme e gli innumerevoli giardini mi hanno ricordato tremendamente la mia amata Reggio Calabria.
Valencia offre innumerevoli attrattive: dal lungomare Malvarosa, dove si può degustare il piatto tipico (paella valenciana, una versione con pollo e coniglio della celeberrima paella spagnola), fino al porto che ha ospitato la Coppa America di vela. Girare per Valencia è piuttosto semplice e salta subito all’occhio come la città sia costruita a passo d’uomo: la città vecchia si percorre facilmente a piedi in pochi minuti. Se poi si vuole andare verso la marina o verso la città delle Arti e delle Scienze, basterà prendere la metro o i tram che tagliano tutta Valencia.
Dalla cattedrale – un misto di arte araba, gotica e barocca, fino a plaza de la Reina con i suoi locali che offrono le buonissime tapas (una sorta di bruschetta con salsicce, salsine varie, salmone), passando per via San Miguel, e Xativa/Colòn centro commerciale della città.
Succede poi che una sera esci non sapendo dove andare e ti ritrovi all’arena: una sorta di riproduzione del colosseo dove, dal 1° al 4 novembre, è presente un mercatino medioevale. Entrare in questo mercato è stato, davvero, come essere catapultati nell’atmosfera di quel tempo: tutti i mercanti abbigliati in vestiti tipici, bancarelle caratteristiche, cibarie del luogo tutto con un sottofondo di musica molto calda. Usciti dal mercato veniamo ri-catapultati nella vita moderna, fatta di bar e viuzze assiepate di gente intente a degustare paella e tapas e bere birra.
Colpisce il non parlare l’inglese: nessuno nessuno nessuno parla la lingua commerciale per eccellenza e, considerando che lo spagnolo è la lingua più parlata al mondo, non so nemmeno dargli torto. Per noi è stato abbastanza semplice farci capire, visto che la parlata spagnola è molto simile al nostro dialetto arcaico.
Impossibile non visitare la città delle arti e delle scienze ed il museo oceanografico (che poi altro non è che l’acquario più grande d’Europa). Suddiviso in aree ben distinte (mediterraneo, mar rosso, oceano, artico ed antartico), è tutto un tuffarsi in mezzo ai pesci in una sorta di gigantesco acquario. Percorrendo brevi scalinate, si accede alle sale dove le pareti sono delle enormi vasche a tema, con habitat marino riprodotto perfettamente. Vi sono poi dei tunnel-acquari che consentono di passare da una sala alla successiva come se si camminasse sui fondali marini. Ho visto per la prima volta nella mia vita gli squali e i trichechi ed è stata un’esperienza davvero indimenticabile.
Nel 1957, poi, il fiume Turia straripò provocando numerose morti. Per questa ragione, i valenciani decisero di deviarne il corso tramite un complesso sistema di chiuse nella zona sud della città. Sul letto del fiume hanno costruito una gigantesca e lunghissima passeggiata, tutta immersa nel verde e inframezzata da parchi giochi, campi di calcio, rugby e pallavolo.
In accoppiata con il non parlare l’inglese, ho notato che non solo la benzina costa pochissimo (1,1€/l. la verde), ma anche le sigarette costano ben 1 euro in meno rispetto all’italia. E a proposito di sigarette, in Spagna pare non esista il divieto di fumo nei locali pubblici – o quantomeno pare sia a discrezione del commerciante di turno. Essenzialmente si tratta di sborsare euri per i sistemi di aerazione: assenti in Italia, presenti in Spagna – non è poi tanto complicato da capire.
Bella esperienza, consiglio a tutti di andare a Valencia – rimarrete incantati dalle bellezze di una città sì poco turistica, ma molto attraente.
Il viaggio di andata verso il salento, prima meritatissima vacanza dal 2001 a questa parte senza alcun pensiero, è stato un assoluto delirio. Dopo aver percorso circa 400km con una media di circa 41° e dopo aver rischiato la vita almeno 3 volte grazie alle follìe dei camionisti (ma questo è un altro discorso che riprenderò), arrivo finalmente a Roma dove i miei amici mantengono la loro promessa portandomi a cena fuori ad Ariccia. La mattina dopo mi rimetto in macchina per percorrere i 600km che ci separavano da Torre Suda – dove avevamo affitato una casa basandoci semplicemente dalle foto – e ci è andata benissimo!
Sulla sinistra si può ammirare lo spettacolo che si poteva osservare dal patio della villetta. Sul momento non nego di essere rimasto un pò così, diciamo colpito, dalla presenza dei proprietari con prole nella villetta comunicante con la nostra. Superato il primo momento di imbarazzo decido di fregarmene e di godermi ugualmente la vacanza!
E ho fatto benissimo, perchè il giorno dopo la vista era anche meglio della sera prima. Poter fare colazione praticamente in riva al mare è una di quelle esperienze che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Dona un senso di pace e di calma interiore davvero imparagonabile.
Al contrario della maggior parte delle coste calabresi, quelle salentine presentano scogli bassi un pò ovunque (tranne a Santa Maria di Leuca dove la bellezza delle scogliere faccio difficoltà nel confrontarla con altri posti in Italia). E’ stato un pò un problema adattarsi a questo tipo di mare ma alla fine ci si fa il callo (o i calli, ai piedi …).
Da Gallipoli (che delusione!) a Torre Suda, passando per Ugento, Torre San Giovanni e la magnifica Santa Maria di Leuca, i laghi Alimini e la popolatissima marina, troviamo una calorosa accoglienza, con la gente salentina sempre scherzosa e vivace, ma soprattutto pronta a fornirti ogni tipo di indicazione.
Nonostante la pecca grossolana delle scarse indicazioni stradali, mi ha notevolmente colpito l’organizzazione turistica di tutto il Salento. E’ abbastanza facile trovare depliant illustrativi di tutti i principali paesi (e città), grazie all’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di guidasalentonline. Quantomeno ci si fa l’idea di cosa vedere in una settimana – davvero troppo scarsa per ammirare questa splendida terra.
E poi infine si giunge a Lecce … che dire: è senza ombra di dubbio tra le città più belle che io abbia mai visitato – forse potrei azzardare nel dire che sia davvero la città più bella dove sia mai stato [in Italia]. Stradine strettissime, luci soffuse sul giallo/arancione, tipiche di un epoca che oramai nonn c’è più. E poi i locali dislocati per tutto il centro storico, con i loro tavolini ed i leccesi (e non) fuori a ridere, scherzare o semplicemente conversare. Ho avuto la sensazione di una città davvero viva, come ne sono rimaste poche in Italia – forse mi ci trasferirò un giorno …
Il sito rai.tv su android: problemi con silverlight
RFOPortal online!
Superenalotto: e se fosse truccato?
Sony: pessima gestione ecommerce