Intelligenza Emotiva

Horace Walpole

La vita è una commedia per coloro che pensano ed una tragedia per coloro che sentono

Abbiamo tutti due menti: una che pensa, l’altra che sente. La mente razionale è la modalità di comprensione della quale siamo solitamente coscienti: dominante nella consapevolezza e nella riflessione. La mente emozionale è altrettanto potente, è impulsiva e alle volte illogica.
Il rapporto tra razionale ed emozionale è variabile e dipende dalla forza del sentimento: più esso è forte più la mente emozionale risulterà dominante (conseguentemente più inefficace quella razionale).
Nella maggior parte dei casi esse operano in grande armonia aiutandosi vicendevolmente per guidarci nella realtà di tutti i giorni. Tuttavia, sono assolutamente semi-indipendenti perchè ciascuna riflette il funzionamento di circuiti cerebrali ben distinti seppur tra di loro connessi.

La sede dell’emotività è nell’amigdala, un’area del cervello grande come una mandorla alla quale dobbiamo la nostra capacità di apprendimento emozionale. Se qualcuno venisse privato di questa struttura encefalica, non sarebbe più in grado di piangere nè di ridere, nè tantomeno di percepire le sensazioni esterne nè la sua effettiva posizione all’interno della società .

Tipico esempio di come le due menti siano tra di loro indipendenti: siamo proprio sicuri, quindi, che sia meglio sentire? Non sarebbe meglio condurre una vita senza emozioni nè dolori. La mia mente razionale ovviamente risponde affermativamente. La mente emozionale no. Cosa sarebbe la vita senza la capacità di amare un’altra persona (seppure non ricambiati?). Cosa sarebbe se non fossimo in grado di discernerne tra le persone che ricambiano il nostro sentimento o meno? Cosa sarebbe se non fossimo capaci di piangere o di ridere e quindi di provare i più banali istinti?

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