L’energia

Spesso mi capita di parlare con una carissima amica di "energia", positiva o negativa che sia, quale strumento che noi esseri viventi abbiamo per esternare i nostri sentimenti più intimi.

Pensiamo al fulmine. E’ oggettivamente vero che sia dotato di un alto potere distruttivo: ma siamo proprio sicuri che l’energia prodotta da un fulmine sia negativa? Effettivamente, se fossimo in grado di controllarla potremmo pensare di usufruirne per scopi positivi, come ad esempio rifornirci di energia stessa.
Oppure ancora, pensiamo ad un fiume in piena. Se creiamo degli argini, esso straripa portando inondazioni e distruzioni. Il problema però  non sta nell’energia del fiume, quanto nella sua forma. Nel senso che siamo noi, creandole un ostacolo, che la trasformiamo in energia negativa.

Quindi, l’energia, in sè, non è un qualcosa di negativo; piuttosto, è la sua forma, o comunque il modo in cui la utilizziamo, che può diventarlo.

La cultura buddista crede che, parallelamente alla fitta rete di nervi ed organi sensoriali, esista una rete di canali (detti nadi) che collegano i diversi centri di energia (detti chakra) il cui compito è di occuparsi del nostro essere sia a livello intellettivo che emotivo-spirituale. I 7 chakra principali sono disposti lungo la colonna vertebrale in corrispondenza delle 7 ghiandole endocrine principali, una loro totale apertura consente di raggiungere quel livello energetico che molti conoscono come "illuminazione".

Una delle energie più forti è quella sessuale: lo stesso Freud affermava spesso che l’arte non è altro che espressione dell’energia sessuale. Se non riusciamo a conviverci o tendiamo a bloccarla, raggiungeremo uno squilibrio interno; viceversa se riusciamo ad indirizzarla verso i chakra più alti proveremo una sensazione sublime.

Altrettanto forte, risulta essere l’energia generata dalla rabbia. Il buddhismo tibetano afferma che una volta identificati i cinque difetti fondamentali (odio, orgoglio, attaccamento, invidia-gelosia, ignoranza) si è in grado di trasformare la loro energia, facendone qualcosa di meraviglioso.

L’idea è che riuscendo a capire noi stessi, riuscendo a cogliere il nostro essere più nascosto, saremo in grado di trasformare ogni forma negativa di energia nel suo corrispettivo positivo. Non ha senso reprimere ciò che ci fa male, non ha senso reprimere le forme negative di energia. Bisogna, invece, interpretarle, capirle per migliorare noi stessi..

(spunti presi da News – n.10 – 15/03/06)

Related Posts:

  • Nessun post correlato