Server virtuali: l’esperienza ‘Aruba’

Da quando ho spento (spero temporaneamente) la sede bolognese di olympuslabs, mi sono venuti a mancare tutta una serie di servizi indispensabili per il mio lavoro. Su tutti: subversion.

Per questa ragione ho iniziato una spasmodica ricerca di un isp che mi offrisse la possibilità di poter continuare a gestire il mio codice con svn. Dopo aver girovagato per il web, decido di provare ad utilizzare i servizi di server virtuali offerti da Aruba.

Sconsigliatami la versione base, acquisto quella pro al costo di 37,2 al mese iva inclusa.
Siamo giunti al 30 novembre ed ancora non ho utilizzato il server.

L’acquisto è stato effettuato immediatamente, avendo pagato con carta di credito. Purtroppo, pur attivando il proprio account aruba, non si ha la possibilità di far uso del proprio server perchè bisogna prima inviare tot fax (se ricordo correttamente, in numero pari a 3). In tutto, sono stati necessari 5 giorni prima che io abbia ricevuto la mail di attivazione da parte di Aruba; tuttavia succede che non mi inviano la mail con i dettagli del server (indirizzo ip ed utenze per accedervi). Contatto il servizio di assistenza 2 giorni dopo aver ricevuto la mail con la licenza PLESK e scopro, grazie alla loro intuizione (o forse erano a conoscenza del problema!?) di aver ricevuto la mail di cui sopra, sebbene gmail me l’avesse segnalata come spam!

Accedo al server felice e scopro due terribili notizie: 1) non è possibile installare subversion, o meglio che la porta sulla quale si binda non è accessibile dall’esterno. Poco male, lo supponevo avendo letto la documentazione a riguardo. La notizia terribile è che sebbene dicano che la porta OPENVPN è aperta verso l’esterno, non è possibile installare il software per la creazione del tunneling, perchè non supportato dalla piattaforma VPS Windows di Aruba.

Assurdo: aprono un servizio ma non posso installarlo, per non si capisce bene quale ragione. Per questo, ad oggi, non ho ancora utilizzato il mio server. Che me ne faccio di una macchina sulla quale, alla fine della fiera, posso solo accedere in desktop remoto, installarmi personalmente le mie webapp e gestire il database da un desktop piuttosto che da un’interfaccia web?!

Ho scoperto dreamhost, che pare fornire la possibilità di utilizzare subversion. Magari acquisto quel servizio

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