Il decreto che salva il voto, by Silvio Berlusconi

Riporto dal sito del popolo del fare:

Il decreto varato dal governo è un decreto interpretativo (la vostra interpretazione, FB), che non prevede nessuna modifica della legge elettorale, delle procedure elettorali, che non riapre i termini per presentare le liste. scaduti lo scorso 28 febbraio.

Poichè interpretazioni difformi hanno creato situazioni contestate il governo ha dato una interpretazione autentica delle nrome vigenti (sempre la vostra intepretazione , FB), senza modificarle, per consentire ai giudici del TAR di applicare la legge in modo corretto (quindi i magistrati non saranno più comunisti e potranno fare il proprio lavoro , FB).

E’ uno strumento a disposizione della magistratura amministrativa. Saranno i TAR e non il governo a decidere se le liste escluse potranno rientare. Il governo si limita a dire quale è l’interpretatzione da dare alle norme vigenti, dato che sono state applicate in modo non corretto (ma da quando è compito del governo decidere come vada interpretata la costituzione? , FB).

Ad esempio, nella circolare del ministero esplicativa del ministero dell’interno si dice con chiarezza che il cancelleire non può rifiuttarsi di ricevere le liste nemmeno se le giudica irregolari o se sono presentate fuori termine. A Roma questo non è accaduto.

Far decidere i TAR meglio e bene, sulla base della interpretazione corretta della legge. Per questo è un decreto salva diritto di voto, non salva liste.

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